Donne (e uomini) ora sobri. Festeggiano e se ne parla

ALCOOLIl gruppo Alcolisti anonimi "Il Sentiero", di Castelnovo ne' Monti, di via alla Pieve, 3, invitano tutti coloro che pensano di avere problemi di alcool alla riunione aperta di mercoledì 22 aprile p.v. per festeggiare i compleanni di sobrietà degli amici: Dina, 1 anno, Adriana, 2 anni,  Bice, 4 anni, Beppe 22 anni, Walter 24 anni, Ernesto 26 anni.

Tema della serata sarà: "Proviamo a conoscerci e ad accettarci meglio". L'invito è esteso a tutti coloro che vorranno partecipare, per provare ad approfondire meglio un problema che, in particolare in alcune famiglie dell'Appennino, dilania il nucleo stesso delle famiglie e mette a repentaglio la vita delle stesse persone.

"Il problema dell'alcolismo - spiegano gli organizzatori - viene forse ancora in troppi casi considerato come un'usanza tramandata dai nostri vecchi, ma se un tempo erano per lo più gli anziani ad eccedere nel bere ogni tanto, oggi purtroppo con l'aumentato benessere non è più così. Sono i più giovani ad eccedere e non solo ogni tanto: finiscono così inconsapevolmente in un tunnel dal quale non si può tornare indietro da soli".

Per questo il gruppo di "Alcolisti anonimi" cerca di dare una mano a coloro che la tendono per cercare un aiuto. Una mano che ha già salvato diverse vite.

 

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3 Commenti

  1. Bravi a Dina, Adriana, Bice, Beppe, Walter, Ernesto. Da persona astemia non ho mai compreso chi non può fare a meno di bere. Però di una cosa sono certa: si campa benissimo anche senza e, da persona che vive da tanti anni con chi invece beve, posso assicurare che chi beve non avvelena solo la sua vita ma anche quella di chi gli sta intorno.

    (BM)

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    • Cara “B.M.”, io stessa provengo da un luogo di montagna e sono d’accordo con Beppino che purtroppo “il bere” è molto radicato nella cultura montanara. Anche se devo dire che probabilmente molte persone oggi, anche in montagna, si stanno ponendo il problema. Subentra però un altro grande problema per loro: “se provassi ad andare alle riunioni di Alcolisti anonimi qualcuno potrebbe vedermi…”, e ancora: “e se qualcuno mi vedesse e lo dicesse in giro, si saprebbe che ho un problema; oppure verrei considerato un poveretto dagli amici perché non potrei più bere alcolici in compagnia…”; “e se poi alle riunioni incontro qualcuno che conosco e che va a spifferare a tutti i miei problemi personali?” Questi dubbi li abbiamo avuti tutti in Alcolisti anonimi, ma da noi vige l’anonimato. Significa che l’anonimato, sia per quanto riguarda il nome, il volto delle persone sia per quello che viene da loro detto nelle riunioni, è una grande “protezione” per tutti noi. Non ci riuniamo per sapere e riferire i guai ed i dolori dell’altro, ma per aiutarlo a cercare di risolverli attraverso le comuni esperienze e una completa tutela dell’anonimato. Ma la cosa più bella sai cos’è? Che funziona davvero!

      (Adriana)

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  2. Cara “B.M.”,hai ben ragione nel dire che chi beve smodatamente non coinvolge solo se stesso con il proprio bere, ma tutti coloro che gli sono vicini e che più gli vogliono bene. Per questo, accanto alla sala dove si riuniscono gli alcolisti, c’è un’altra sala dove si riuniscono tutti i mercoledì sera i famigliari degli alcolisti: gli Al A Non, famigliari che anch’essi sentono di avere bisogno di un aiuto e nel confrontarsi con altri che hanno lo stesso problema cercano assieme di trovare il modo migliore per affrontare tutte le difficoltà inerenti la convivenza con un alcolista, cercando di capirlo e non solo di giudicarlo, ritenendolo un vizioso e non un ammalato di alcolismo, malattia accertata da anni dall’organizzazione della sanità mondiale, O.M S. Non è facile sfatare una cultura radicata da anni nella società montanara, e cioè che un buon bicchiere di vino è tanta salute, se può enissimo esserlo per un bevitore sociale, on può esserlo per un alcolista, perche è proprio il primo bicchiere che scatena la compulsione, portando l’alcolista a non fermarsi più, fino a che non ha visto il fondo della bottiglia e a innescare in lui il desiderio di cercarne altre, fino a toccare il proprio fondo. Chi ti parla è uno che queste esperienze le ha purtroppo toccate con mano, vivendole sulla propria pelle e ti posso assicurare che l’alcolismo è una malattia, che volendo la si può fermare, con l’aiuto di amici che hanno vissuto la tua stessa esperienza, perche solo in mezzo a loro la maggiore parte riesce a trovare quella comprensione e quell’amore che riesce a farti staccare dalla bottiglia e ad iniziare un percorso di recupero che dura una vita intera, ma che ridà serenità a te e a tutti coloro che ti circondano, ridonandoti la gioia di vivere, giorno per giorno, ventiquattr’ore alla volta, come ci insegna il nostro programma.

    (Beppino Bonicelli)

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