Un marchio specifico per il Parmigiano Reggiano di montagna? “Ci stiamo lavorando”

ZannoniDal sindaco castelnovese Enrico Bini, padrone di casa, che apre il convegno organizzato dal gruppo "Progetto per Castelnovo ne' Monti" svoltosi l'altra sera nella sala consiliare del Municipio di piazza Gramsci, è giunto un appello forte a lavorare assieme.

Poi dall'Emanuela Zannoni il racconto della sua trasformazione da dipendente a libera professionista (consulente per i caseifici; e accenna che è in corso di studio un marchio specifico per il Parmigiano Reggiano di montagna).

Indi dalla Cinzia Rubertelli, minozzese d'origine ma da anni e anni residente a Reggio Emilia, dove attualmente fa attività politica come consigliere comunale di minoranza, una testimonianza pro mantenimento del reparto di ostetricia all'Ospedale S. Anna ("Mia figlia - ha detto - l'ho fatta nascere qui").

Di Lino Franzini, sindaco di Palanzano, comune rivierasco della val d'Enza, dirimpettaio di Ramiseto, l'affermazione orgogliosa: "Vivere in montana si può? (facendo riferimento al titolo del convegno, ndr); no, si deve!". Franzini - noto peraltro ai nostri lettori per vari interventi "battaglieri" sulla diga di Vetto, di cui è acceso sostenitore - fa presente che Palanzano è l'unico comune parmense che "s'arrangia" colla sua acqua (come fa Toano sulle nostre sponde reggiane), "nonostante Iren ed altri mi assillino". Poi l'accenno al fatto che bisogna cominciare a ragionare un po' più in senso comunitario (che travalichi i confini amministrativi, cioè), dato che "noi, ma anche Monchio delle Corti e in parte Tizzano, facciamo riferimento a Castelnovo per l'ospedale, per le scuole superiori...".

Pier Paolo Gibertoni, imprenditore, ha raccontato la sua esperienza coi "Giardini dell'acqua".

Ha chiuso Paolo Rizzi, docente universitario (con Bianca Morani, anch'essa in sala, operatore nell'Osservatorio Appennino reggiano), presentando alcuni dati di ricerca. Da cui scaturisce (ma pare tutto fuori che una sorpresa...) che si vive meglio in campagna rispetto alla città. Manca solo, in diversi casi, di poterselo permettere, vien da dire.

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Qualche intervento dal pubblico, infine. Giuseppe Baroncini ha insistito che bisogna manutenere il territorio; Domenico Dolci ha parlato di burocrazia asfissiante per gli imprenditori; Mario Poli, reggiano già sindacalista Cisl, sostenendo che bisognerebbe che in montagna il lavoro avesse un costo minore, ha rispolverato il vecchio progetto della ferrovia lungo la val Tassobbio a partire da Ciano (progetto morto e sepolto dopo l'ultima guerra) e ha parlato pure, suggestivamente, di avveniristici droni che dovrebbero fare la spola con l'Appennino; Giovanni Teneggi, infine, ha sostenuto la necessità che i sindaci, i rappresentanti locali, si facciano vedere in Regione; laddove cioè, in tanti campi, si decidono le sorti locali.

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2 Commenti

  1. Il convegno “Vivere in montagna si può?” è stato un primo incontro molto interessante, così pure le proposte dei relatori ed in particolare del pubblico: Baroncini, Dolci, Poli e Teneggi. Il motto lanciato da Ugolotti e dal nostro sindaco “Castelnovo tiene nella misura in cui il crinale è forte e resta unito” è realistico, per questo occorre cogliere il “grido” lanciato dai giovani tuttora residenti sul crinale, le coppie dei giovani, coraggiosi, che con grande sacrificio affrontano quotidianamente dai due ai quattro, per non dire sei, viaggi al giorno, dal crinale verso Castelnovo per assolvere all’impegno genitoriale verso i loro figli desiderosi di praticare sport e approfondimenti culturali, Castelnovo è l’epicentro per svolgere tutto questo. Perciò, per rendere più attrattiva e motivata la residenza sul crinale la prima cosa da fare è dare una viabilità degna di tutto questo, ne consegue che l’istituzione preposta è la Regione che deve accogliere i bisogni che i sindaci hanno recepito dal confronto degli abitanti del crinale e non solo. E’ emerso dal monitoraggio sugli studenti che Il 25% di loro, seppur con il dovuto senso di appartenenza, non vede sbocco in montagna, aspira a fare esperienza all’estero. Se da un lato, a mio avviso, non è male, dall’altro è un vero campanello d’allarme, s’intravvede come il territorio nel medio e lungo termine possa rimanere non presidiato da forze giovani. Occorre completare la banda larga, per avere anche tariffe più contenute. Prendiamo gli esempi positivi del Trentino ed anche dell’Alta Valtellina! Ringrazio per la serata e per lo spazio qui ora concessomi!

    (Norma Morelli)

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  2. Dopo il nostro convegno “Appennino 2.0 – Vivere in Appennino si può”, abbiamo ricevuto diversi messaggi di incoraggiamento a proseguire questo modo di operare e diversi spunti, sia dal dibattito, o pubblicati come commenti, o interventi. Siamo consapevoli che l’obbiettivo è alto e ambizioso, ma questo ci vede assieme ai cittadini dell’Appennino ancora più impegnati e determinati. Ringraziamo ancora i relatori, i presenti in sala e tutti i cittadini dell’Appennino.

    (Capogruppo lista civica “Progetto per Castelnovo ne’ Monti”)

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