“Poiatica così non la vogliamo”

Ci sono eredità ed eredità. Una di queste è la discarica di Poiatica. Ora chiusa ma, in teoria, da gestire. Sabato scorso vi è stato un sopralluogo alla discarica di Poiatica, cui hanno partecipato anche i Comitati. E del sopralluogo se n'è parlato nella seduta consiliare ultima a Carpineti.

Dopo un'introduzione di Stefano Baldelli, capogruppo della minoranza, è stato il sindaco Tiziano Borghi a dirsi "preoccupato". E spiegando perchè. "Non ero presente al sopralluogo, ma ho visto delle fotografie, da cui mi pare che alcune cose non siano sistemate come si conviene". "Teli mal posizionati, una manutenzione generale che mi fa domandare se e quanto reggerà nel tempo...".

Lo richiamiamo. Diretto come al solito espone ed approfondisce a Redacon il problema.

"Se guardiamo alla conformazione geografica della discarica, partendo dal basso verso l'alto dobbiamo immaginare una diga vera e propria. Le  sponde sono formate da una scarpata di argilla priva di vegetazione, frutto dell'attività estrattiva di cava e, per circa poco meno di metà, il deposito dei rifiuti".

Il problema di questa diga di rifiuti seppelliti quale è?

"Che l'acqua gravitazionale che cade in questo invaso è allontanata da un tombino che dalla base a Nord della 'diga' attraversa, sottoterra, i rifiuti, per circa 280 metri. Di fatto raccoglie l'acqua della diga e di scorrimento sulle pareti".

Perchè si è adottata questa soluzione di fare fuoriuscire le acque dal basso dei rifiuti e non dall'alto?

"Era una soluzione provvisoria in attesa di completare la colmatura dei rifiuti. Tant'è che a monte il cumulo di rifiuti non è  stato riempito".

Possiamo quindi immaginare che circa 800mila metri cubi di spazio si trovano a monte dei rifiuti: le acque che cadono qui, anzichè scavalcare il cumulo coperto dei rifiuti, ci passano sotto: è un problema serio?

"Sì. Prima di essere immessa nel tombino questa acqua era sedimentata in una vasca di decantazione che, in passato, era costantemente sottoposta a operazioni di manutenzione. Questo non avviene più e siamo a soli 4 mesi dalla chiusura della discarica. Non solo, noto che non è stata più fatta manutenzione delle arginelle  sulla sponde delle pareti, create per attenuare l'impetuosità dell'acqua: risultano già divelte. Se la vasca di manutenzione si è riempita in soli 4 mesi immagino che l'acqua piovana torbida che si immette direttamente nel tombino lasci residui lungo lo stesso che, in un lungo periodo (5-6 anni osservando quando è avvenuto in 4 mesi), sarà destinato a intasarsi. Se ciò avvenisse a monte dei rifiuti si creerebbe un pericolosissimo invaso d'acqua".

Ha notato altre anomalie?

"Sì:  teli che coprivano i rifiuti sono mal tenuti, ma è poca cosa. La cosa grave, ripeto, è questo buco e il drenaggio delle acque meteoriche attraverso il tombino".

La soluzione?

"Le precipitazioni sulla discarica devono defluire a gravità, naturalmente, senza alcuna condotta artificiale. Devono lasciare la discarica dalla superficie e non da sotto la pancia dei rifiuti. E' un inutile e pericoloso carsismo".

Con cosa colmare il buco a nord dei rifiuti e, quindi, consentire alle acque di scivolare via da sopra e non da sotto?

"Il pensiero generale è di utilizzare la terra di cava che c'è lì".

Avete una posizione ufficiale in merito?

"Sì: il Comune di Carpineti in queste condizioni ritene la discarica non in sicurezza e, così, non la vuole. La domanda, quindi, la formuleremo in tal senso a Iren".

* * *

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4 Commenti

  1. Signor Sindaco, vada avanti con questa rimostranza nei confronti di Iren, in quanto ritengo che tutti i cittadini di buon senso Le saranno vicini. Penso che nessuno desideri avere un “disastro” ecologico nel proprio comune. Giochiamo tutte le carte a nostra disposizione, al fine di non venir abbandonati ad una mal gestione di un impianto, quale quello di Poiatica nella fase di post mortem.

    (Davide Negri)

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  2. E perché non chiudere con dei rifiuti? Così si coprono tutti i buchi…

    (B.A.)

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  3. Buongiorno, vorrei dire al signor “B.A.” che se il suo è umorismo lo trovo totalmente fuori luogo. Quando si trattano argomenti seri occorrerebbe la necessarie lucidità, serietà e rispetto nonchè capire di ciò che si sta parlando. Il problema di Poiatica, ahimè, è cosa seria, se ne renda conto.

    (Davide Negri)

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  4. Aggiungiamo alcune precisazioni essendo stati, come Comitato, presenti alla visita assieme a molta altra gente. Se possiamo dare una nostra percezione della mattinata le risposte sono state ancora meno rassicuranti delle foto. Comunque…
    1) Dice il sindaco che i teli di copertura rifiuti sono poca cosa. In realtà le acque piovane vengono a contatto con la massa di rifiuti e inoltre i teli servono anche per contenere il biogas, che non può disperdersi in atmosfera senza essere captato. Biogas che ha componenti chimiche miscelate varie ed è tutto meno che bio (tra cui metano, ammoniaca, idrogeno solforato e monossido di carbonio, le diossine non vengono rilevate) e in sede di visita quello che finiva visibilmente in aria era parecchio. Rispetto ai teli sottostanti sul fondo, che trattengono percolato e rifiuti dal contatto con la terra, a domanda circa la loro resistenza nel tempo il gestore ci ha risposto che “non sappiamo dire quanto esattamente dureranno i teli, ma comunque una volta (nei primi lotti) nemmeno si usavano”. Beh, una volta esistevano anche i tetti di amianto… Questa visione bucolica di “una volta” non ci ha affatto rassicurato.
    2 ) “Il pensiero generale è di utilizzare la terra di cava”. Più che pensiero generale è disposizione di autorizzazione AIA al 5° lotto che Iren è tenuta a rispettare e per le quali dovrebbero esserci garanzie finanziarie. Chiediamo di verificarne certezza e deposito preciso dei soldi perché anche su questo la risposta in visita è stata “non saprei precisamente quanti soldi ci sono accantonati”. Il pensiero generale sarebbe anche quello di utilizzare rifiuti speciali e inerti per coprirlo; generale, generalista, superficiale e pericoloso, a nostro avviso, perché non tiene conto della macrocategoria di rifiuti in cui rientrano gli inerti e delle politiche “aperte” dei siti di smaltimento (Sblocca Italia e PRGR).
    3) In merito alle responsabilità: sempre autorizzazione AIA dice che “particolare attenzione deve essere prestata alla realizzazione del sistema di raccolta delle acque superficiali e del percolato che dovrà essere efficace e mantenuto efficiente senza possibilità di compromissione del medesimo da parte di eventuali cedimenti dell’area di ampliamento della discarica”. E stabilisce che “per eventuali danni arrecati a cose o persone in dipendenza dei lavori suddetti, il concessionario dovrà assumersi piena e completa responsabilità”. Ricordiamo, come sempre fatto, che la stessa AIA sostiene che sarà necessario effettuare un tombamento della depressione a monte dei rifiuti e la realizzazione di una sagomatura tale da creare un canale a cielo aperto, laterale alla discarica, che faccia defluire per gravità le acque meteoriche. La realizzazione di tali opere è a carico del gestore. E Iren, in sede di visita, non pareva fosse intenzionata a svolgere questo lavoro. Chi deve certificare gli obblighi di legge?
    4) Visto che il sindaco ha già espresso pubblicamente più volte il problema della mancanza di sicurezza dell’invaso, sia a Iren che alla Provincia, e in virtù della carica e delle responsabilità che ricopre come autorità sanitaria locale di pubblica sicurezza riteniamo e consigliamo che proceda, assieme alla Giunta, a formalizzare quanto detto alla Procura e al NOE di Bologna, procedendo con un esposto. Del resto se, come analogo caso, si affidasse la costruzione di una scuola a un’impresa edile che svolge lavori a rischio o con materiali tossici, mettendo a rischio la salute dei bambini, il sindaco manderebbe una mail all’impresa edile oppure denuncerebbe alle autorità competenti le irregolarità registrate? Anche in questo caso abitano bambini vicini alla discarica. A nostro avviso il tempo della diplomazia è finito da un po’. Ora non si dovrebbe rispondere alle mail, ma a un tribunale, se si ravvedono elementi così gravi come quelli di cui parla l’articolo. O denunciamo e piangiamo solo quando gli incidenti accadono?

    (Comitato “Fermare la discarica”)

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