Discarica di Poiatica / “A nostro avviso il tempo della diplomazia è finito da un po’”

Nei giorni scorsi abbiamo proposto una nostra intervista al sindaco di Carpineti Tiziano Borghi. In calce, nei commenti, compare un intervento del Comitato "Fermare la discarica" che ci pare interessante da riprendere e proporre ai lettori con maggiore evidenza.

PoiaticaInfatti gli aderenti a questo gruppo fanno alcune precisazioni in merito alla visita alla discarica di Poiatica che c'è stata il fine settimana precedente l'ultimo, una decina di giorni fa.

La sostanza, riprendendo le parole del sindaco, è condensata in una frase: "Se possiamo dare una nostra percezione della mattinata le risposte sono state ancora meno rassicuranti delle foto".

Nello specifico, questi sono i punti toccati del Comitato:

1) dice il sindaco che i teli di copertura rifiuti sono poca cosa. In realtà le acque piovane vengono a contatto con la massa di rifiuti e inoltre i teli servono anche per contenere il biogas, che non può disperdersi in atmosfera senza essere captato. Biogas che ha componenti chimiche miscelate varie ed è tutto meno che bio (tra cui metano, ammoniaca, idrogeno solforato e monossido di carbonio… le diossine non vengono rilevate) e in sede di visita quello che finiva visibilmente in aria era parecchio. Rispetto ai teli sottostanti sul fondo, che trattengono percolato e rifiuti dal contatto con la terra, a domanda circa la loro resistenza nel tempo il gestore ci ha risposto che “non sappiamo dire quanto esattamente dureranno i teli, ma comunque una volta (nei primi lotti) nemmeno si usavano”. Beh, una volta esistevano anche i tetti di amianto… Questa visione bucolica di “una volta” non ci ha affatto rassicurato;

2 ) “Il pensiero generale è di utilizzare la terra di cava”. Più che pensiero generale è disposizione di autorizzazione AIA al 5° lotto che Iren è tenuta a rispettare e per le quali dovrebbero esserci garanzie finanziarie. Chiediamo di verificarne certezza e deposito preciso dei soldi perché anche su questo la risposta in visita è stata “non saprei precisamente quanti soldi ci sono accantonati”. Il pensiero generale sarebbe anche quello di utilizzare rifiuti speciali e inerti per coprirlo… generale, generalista, superficiale e pericoloso, a nostro avviso, perché non tiene conto della macrocategoria do rifiuti in cui rientrano gli inerti e delle politiche “aperte” dei siti di smaltimento (Sblocca Italia e PRGR);

Comitato3) in merito alle responsabilità: sempre autorizzazione AIA dice che “particolare attenzione deve essere prestata alla realizzazione del sistema di raccolta delle acque superficiali e del percolato che dovrà essere efficace e mantenuto efficiente senza possibilità di compromissione del medesimo da parte di eventuali cedimenti dell’area di ampliamento della discarica”. E stabilisce che “per eventuali danni arrecati a cose o persone in dipendenza dei lavori suddetti, il concessionario dovrà assumersi piena e completa responsabilità”. Ricordiamo, come sempre fatto, che la stessa AIA sostiene che sarà necessario effettuare un tombamento della depressione a monte dei rifiuti e la realizzazione di una sagomatura tale da creare un canale a cielo aperto, laterale alla discarica, che faccia defluire per gravità le acque meteoriche. La realizzazione di tali opere è a carico del gestore. E Iren, in sede di visita, non pareva fosse intenzionata a svolgere questo lavoro. Chi deve certificare gli obblighi di legge?

4) visto che il sindaco ha già espresso pubblicamente più volte il problema della mancanza di sicurezza dell’invaso, sia a Iren che alla Provincia, e in virtù della carica e delle responsabilità che ricopre come autorità sanitaria locale di pubblica sicurezza, riteniamo e consigliamo che proceda, assieme alla giunta, a formalizzare quanto detto alla Procura e al NOE (Nucleo operativo ecologico dei Carabinieri, ndr) di Bologna, procedendo con un esposto. Del resto se, come analogo caso, si affidasse la costruzione di una scuola a un’impresa edile che svolge lavori a rischio o con materiali tossici, mettendo a rischio la salute dei bambini, il sindaco manderebbe una mail all’impresa edile oppure denuncerebbe alle autorità competenti le irregolarità registrate? Anche in questo caso abitano bambini vicini alla discarica. A nostro avviso il tempo della diplomazia è finito da un po’. Ora non si dovrebbe rispondere alle mail, ma a un tribunale, se si ravvedono elementi così gravi come quelli di cui parla l’articolo. O denunciamo e piangiamo solo quando gli incidenti accadono?

 

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3 Commenti

  1. Come volevasi dimostrare! La vedo molto dura che il nostro caro sindaco metta i bastoni tra le ruote del colosso Iren (non dimentichiamoci che siamo soci). E’ bello dare contro quando si sa benissimo che ci si può fare ben poco, mi vengono in mente le parole “abbiamo creato un mostro”, però nessuno si sta dando veramente da fare per cambiare rotta. Anche il famigerato incarico a Orzes, che fine ha fatto? Che risultati ha dato? Cosa da non tralasciare, quanto è costato? Ma i risultati del comune di Carpineti sul porta a porta che fine hanno fatto? La tariffa puntuale tanto decantata che fine ha fatto? Potremo mai staccarci da Iren per la raccolta dei rifiuti? E mi fermo qua con le domande.

    (GC)

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  2. Egregio signor “GC”, le rispondo brevemente rimanendo comunque a sua disposizione per eventuali dettagli:
    1) il nostro intento non è ne mettere il bastone nè oliare le ruote dell’Iren (che come ben ricorda siamo soci e conseguentemente spalma sulla bolletta dei cittadini i suoi costi) ma tutelare il territorio che amministriamo;
    2) “abbiamo creato un mostro” non è una mia definizione quindi non la commento;
    3) io sono convinto che i sindaci della montagna, e non solo loro, si sono dati da fare e si danno da fare nel dialogo con Atesir/Iren per il contenimento dei costi dei servizi, per migliorarli e per ridurre la produzione dei rifiuti indifferenziati;
    4) l’importante lavoro prodotto da Orzes, il cui incarico è stato assegnato e pagato dall’Unione dei comuni, è servito ai sindaci montanari per capire il piano d’ambito proposto da Atesir ed è stato utilizzato per le osservazioni fatte, tutte volte alla riduzione dei rifiuti;
    5) il porta a porta nel capoluogo di Carpineti ha ridotto la percentuale dei rifiuti indifferenziati (quelli destinati alla discarica per intenderci) dal 46,83% del 2013 al 39% del 2014; va dato merito ai cittadini del porta a porta di aver raggiunto un bel risultato riducendo a livello comunale di quasi l’otto per cento i RSU per il cassonetto. Di converso al grande ritorno ambientale però abbiamo avuto purtroppo un aumento di TARI;
    6) la tariffa puntuale sulla produzione dei rifiuti è uno degli argomenti in discussione, se la produzione degli stessi fosse ridotta a poche decine di chili a testa per anno potrebbe anche essere superata (io personalmente che pago più di 700 gg. di RSU all’anno ovviamente sono favorevole);
    7) nell’Unione dei comuni è stato ipotizzato anche la possibilità di “farci in casa” il servizio, ma sulla carta – per il momento – non ha prodotto i risultati sperati; prima di scegliere occorre avere la certezza della convenienza.

    (Tiziano Borghi)

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  3. Ad alcune domande posso rispondere. L’incarico ad Orzes ha prodotto dei documenti esaminati i quali saranno i nostri sindaci a decidere quale strada intraprendere; io spero che ci sia la volontà ed il coraggio di cambiare ma alcuni dei nostri amministratori sembrano già molto reticenti. Per il compenso, sicuramente sono soldi spesi bene perché hanno dimostrato che se si vuole si può scegliere cosa fare senza per forza seguire le direttive di Iren. Peccato che Atersir non abbia voluto partecipare ad un confronto con Orzes: viste le loro contro-osservazioni al documento prodotto da Orzes sarebbe stato interessante assistere al confronto. I risultati del porta a porta non saranno mai eccellenti se chi lo gestisce non ha interesse a farlo funzionare. L’unica cosa puntuale delle tariffe Iren/Atersir sono gli aumenti, che, giustificati o ingiustificati, ci sono sempre. Se riusciremo a staccarci da Iren è la domanda più interessante; potremmo se lo volessimo veramente, ma non dimentichiamoci mai che Iren è una creatura partorita da questa politica e nonostante “l’abbiamo creato un mostro” proclamato poco tempo fa, ogni scarafone resta bello agli occhi di mamma sua. Io continuo a sperare che si imbocchi una strada diversa; spero, ma non mi illudo più…

    (Antonio Manini)

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