Vivere in Appennino deve tornare ad essere un valore aggiunto. Parole del presidente della Regione

CASTELNOVO MONTI (24 giugno 2015) - In un teatro Bismantova gremito si è svolta ieri sera la festa per il Mab Unesco. Il sipario si è aperto sulle note di due maestri della musica come Giovanni Mareggini e Armando Saielli che hanno suonato "Musica proibita", melodia di S. Gastaldon e Sonata in do maggiore di G. Donizetti.

A seguire Giorgio Pregheffi ha tolto i panni da sindaco di Ligonchio per diventare l’anfitrione della serata, presentando il presidente del parco Giuseppe Vignali che ha brevemente illustrato cosa fosse e quale importanza avesse essere ora parte del MaB Unesco, ringraziando il Parco nazionale, le Camere di Commercio, l'Università, la Fondazione Reggio Children, il Consorzio di Bonifica, Coldiretti, Legambiente, i Cai,  le Scuole, le associazioni e i comitati che hanno sostenuto e condiviso il percorso di candidatura e, soprattutto, i 38 comuni dell'Area Uomo e Biosfera cui si è aggiunto il Comune di Reggio Emilia - fuori dal perimetro - che ha egualmente sostenuto la proposta.

Piero Torricelli, referente del Coordinamento Valtassobbio ha poi preso la parola sottolineando come tutta l’area possa avere benefici da questo riconoscimento e presentando le future iniziative atte ad unire per la prima volta il podismo all’equitazione e il motociclismo in una unica manifestazione che si svolgerà nei territori della valle.

Pregheffi ha ringraziato tutte le forze dell’ordine, i sindaci dei comuni e il presidente della Provincia di Reggio Emilia, Gianmaria Manghi,  presenti in sala, passando la parola al sindaco di Castelnovo Enrico Bini, che sottolinea come in pochi giorni si sia passati da Parigi all’Expo, e quali emozioni e con quanto orgoglio si sia vissuto tutto questo, ringraziando i presenti per essere li a condividere assieme gli eventi.

Un pensiero rivolto anche al suo predecessore Marconi, che aveva iniziato l’opera e ricorda che adesso che si è in un gioco varrà la pena di giocare fino in fondo.

Le note e i testi toccanti del “Maggio drammatico” portati in scena da Ezio Bonicelli, Armando Saielli e la sorprendente voce di Natascia Zambonini hanno creato un’atmosfera d’altri tempi, ma con parole attuali e poetiche, unendo i due versanti del crinale visto che il Maggio è ormai rimasto come tradizione solo in garfagnana e nel villaminozzese.

È poi il turno di Agata Cleri della Rete Appennino Parma Est, che pensa ad un turismo di comunità. Grazie a Unesco si augura un dialogo con altre realtà turistiche, affermando che l’Appennino non vuole assistenza, ma lavorare. Non è possibile assistere allo smantellamento dei servizi, anzi occore creare delle start up ora che si ha un nome riconoscibile e riconosciuto nel mondo.

Fausto Giovanelli, presidente del Parco, ringrazia soprattutto i nostri progenitori per aver lasciato un paesaggio costruito di saperi, una eredità partita dalla miseria per arrivare al benessere, da consegnare ai giovani. Ha sottolineato, ringraziando anch’essi, che gli artisti presenti si sono esibiti gratuitamente. Ha poi rivolto un pensiero al ministero dell'ambiente che ha smentito un luogo comune di distrazione della politica verso le esigenze reali avendo il ministro indotto ad iscrivere tutta l’area a questo progetto e sostenendolo. La nostra bellezza è sedimentata, ha aggiunto il presidente, abbiamo raggiunto un campo base, non una vetta. Si è fatto un po’ di cammino ora ci tocca la salita per arrivare alla vetta.

Dobbiamo preoccuparci ora di combattere pericoli di abbandono, omologazione culturale e rassegnazione che si manifestano soprattutto nei centri ormai svuotati dell'alto crinale. Più che di un traguardo - abbiamo detto a Parigi - dobbiamo perciò parlare di un punto di partenza. L'obiettivo è di dare ai bambini alle ragazze e ragazzi dell'Appennino un sempre più forte senso di appartenenza al territorio, e al tempo stesso più approfondite conoscenze e migliori supporti, perché possano essere protagonisti dell'innovazione sostenibile, in nome di responsabilità condivise sul territorio e, insieme, di apertura e collaborazione con popolazioni e aree in particolare di montagna, di tutta la rete Unesco e di tutto il mondo.

In rappresentanza di tutte le scuole ha preso la parola la preside Paola Bacci.

Lassociazione, in una formazione ristretta, ha presentato alcuni brani del nuovo album, “Appunti di un viaggio immaginario”, in uscita nelle stesse ore, emozionando il pubblico presente e in particolar modo il presidente della Regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini, che li ha ringraziati personalmente una volta salito suo palco.

Il presidente ha poi sottolineato con orgoglio come "due su tre candidature che hanno ottenuto il riconoscimento siano parte della regione, ricordando che questo fa della biosfera un bene da tutelare, ma allo stesso tempo da rendere vivo nel mondo". Si è chiesto se ha senso di parlare a Castelnovo e collegarsi al mondo, la risposta è sì, "perché siamo arrivati a Parigi. In un mondo globale bombardato di informazioni ha senso parlare di tutela. Ha detto bene Giovanelli, è un campo base. Non ci credeva nessuno. È un fatto importante che può dare fiducia a questa parte del mondo definito marginale, basta con queste definizioni, cosa sarebbe l’Emilia senza questo territorio, sarebbe più povero di cultura, di storia, di tradizione, di bellezze ambientali, dobbiamo farlo diventare un patrimonio di crescita, ora tocca a voi, la Regione Emilia-Romagna ha avuto il via libera a due miliardi circa che andranno all’agroalimentare e per il 38% alla montagna. Chi ha meno di 40 anni e vuole aprire una azienda agricola può ricevere cinquantamila euro a fondo perduto, dobbiamo pensare alla regione come fonte di tre grandi aree di turismo: il benessere del corpo, i motori e il cibo e il paesaggio, pensando che il saper fare con le mani, vanto dei nostri artigiani, ora vada integrato con i nuovi mezzi di comunicazione e le nuove tecnologie. A settembre Expo sarà dedicata all’Emilia-Romagna e per allora dovremo organizzarci e muoverci. Le persone sono più avanti delle classi dirigenti, vivere in Appennino deve tornare ad essere un valore aggiunto".

Ha lasciato poi il palcoscenico al futuro, rappresentato dai giovani allievi della scuola di musica Merulo-Peri che hanno emozionato con i brani da Carmen di Bizet (Habanera) e brani di G. Verdi "La donna è mobile", Bella figlia dell'amore e il Và pensiero, riscuotendo una standing ovation finale fra gli applausi.

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6 Commenti

  1. Oltre ad “un sempre più forte senso di appartenenza al territorio” sarebbe il caso di aumentare gli investimenti, in modo da offrire posti di lavoro a noi montanari, in modo che si possa rimane a vivere in montagna. Invece si aumentano le tasse, locali e non, e si riducono i servizi (vedi ospedale, per esempio); lo spopolamento è la logica conseguenza. Meno chiacchiere e più fatti.

    (Commento firmato)

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  2. Tutto molto bello, ma quando si percorrono le strade del nostro territorio ci si accorge che ormai sono sentieri: erba che cresce fra le crepe dell’asfalto, cunette piene di terra che non permettono lo scorrimento dell’acqua, erba di lato che impedisce di vedere a pochi metri, in altre parole totale abbandono. I servizi diminuiscono, i posti di lavoro anche. La sicurezza non è più quella di qualche anno fa. Per chi ha famiglia da mantenere, ragazzi da mandare a scuola e magari un lavoro lontano la vita qui non è facile. Per restare bisogna proprio essere innamorati di questa terra!

    (Laura)

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  3. E’ vero che le strade non sono curate, sono piene di crepe ed erba, ma anche di tanti rifiuti abbandonati da noi automobilisti montanari (?) che amiamo questa terra. Possiamo fare poco in pratica per aggiustare le strade o tagliare l’erba, perché c’è chi dovrebbe farlo magari con più cura di come viene fatto ora, ma almeno non gettare i rifiuti nelle strade e nei boschi: questo sì che spetta a noi (o sono solo quelli che vengono da fuori che sporcano?)!

    (Rita)

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  4. Concordo pienamente con quello che dice Laura, l’abbandono e l’incuria delle strade, degli spazi verdi, dei fiumi è sotto gli occhi di tutti. Forse meno parole e più fatti? Di certo non guasterebbero!

    (Marta Alberti)

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  5. Verissimo, ma come scrive la signora Marta Alberti: “Meno parole e più fatti” (io però ci metto un bel punto esclamativo)! Alcune persone del nostro territorio però non considerano un “vanto” abitare in queste zone. Preferiscono emulare piccole città che rispettare il nostro territorio senza compiere (e spendere inutilmente) scempi come l’ex viale E. Bagnoli.

    (Deluso)

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  6. Alla montagna più che chiacchiere non è mai arrivato niente o se è arrivato è stato per pochi privilegiati e la maggior parte di montanari non se ne sono accorti. Vivere in Appennino non è semplice, sorvolando sui servizi che ci hanno tolto, vedi Uffici Postali e, speriamo di no, reparti ospedalieri, qui per qualsiasi nostra esigenza serve un automezzo ed il prezzo dei carburante, nei migliori casi, è superiore di un 10% a quello di pianura. Se serve un tecnico per le assistenze o manutenzioni particolari spesso viene dalla pianura e si spendono 100 euro solo di rimborsi chilometrici, oltre al resto; lo stesso vale per l’approvvigionamento di merci in generale, dove il trasporto incide negativamente sul prezzo. I servizi, come per esempio la banda larga e la telefonia mobile, sono assenti o di scarso livello, in compenso le tassazioni sono alla pari, se non superiori, a quelle di città e allora da dove dovremmo cogliere questo valore aggiunto? Speriamo pure che questa rete, Mab Unesco, metta in moto meccanismi positivi, ma personalmente mi sembra un titolo nobiliare dato ad un povero cristo senza quattrini. Per il bene della nostra meravigliosa montagna sarei felice di sbagliare.

    (Antonio Manini)

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