Salvataggio dell’ostetricia dell’Ospedale S. Anna: “E’ questione di volontà politica”

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Nadia Vassallo (Foto Redacon)

"E' una questione di volontà politica" e "ne va della sopravvivenza della montagna": lo asserisce a chiare lettere Nadia Vassallo, commerciante castelnovese tra le promotrici del gruppo "Salviamo le cicogne di montagna" che, come è noto, si sta dando assiduamente da fare per raccogliere firme (conto aggiornato: siamo a circa 7000 cartacee, più quasi un altro migliaio online) al fine di sensibilizzare chi deve decidere circa il mantenimento della possibilità di nascere in Appennino.

Proprio su questo punto si è "picchiato" molto: sensibilizzare quante più persone possibili alla causa.

In un incontro tenutosi ieri sera, a cui erano in particolare invitati i gruppi di volontariato (ma piuttosto scarsa è stata la presenza), sono stati dati alcuni aggiornamenti ed è stata sottolineata la necessità di "difendere coi denti" questo servizio ("Anche noi paghiamo le tasse"), ritenuto strategico al fine di non aprire buchi che - questo il timore - avrebbero un nefasto "effetto valanga".

"L'ospedale S. Anna è la più grande azienda locale, a cui segue il comparto commerciale: se comincia a cedere il primo, il secondo segue e tutto il resto ci va dietro: siamone consapevoli".

Viene espresso dispiacere laddove si vede noncuranza di cittadini rispetto a questo problema; si ricorda che con "puntualità", purtroppo, l'ospedale castelnovese si trova al centro di qualche "caso" da risolvere: "L'anno scorso eravamo alle prese con la possibilità che se ne andasse il 'laboratorio', cosa poi scongiurata dall'attuale amministrazione"; "Anni prima si raccolsero firme, ancora una volta, per altro...". Insomma, c'è da tenere gli occhi aperti e agire in tutti i modi e tutte le sedi per garantirci la possibilità di continuare a vivere qui.

"Importante è che il reparto rimanga funzionante": questo interessa; ciò a significare che non sarebbe un problema l'unione con il S. Maria Nuova di Reggio, cosa peraltro è già in essere per altri reparti. E, ancora: "Lo stesso Nicolini ha detto che non vi sono problemi per la sicurezza".

Appello: "Smettiamo di tirarci addosso: non è possibile che passi questo messaggio".

Intanto il gruppo delle "Cicogne" non sta certo fermo: progetta di essere presente alle prossime iniziative più significative sul territorio. Infatti la raccolta firme continua: è un dato di fatto che questi numeri contino, e parecchio, alle orecchie dei politici.

Ma non solo questo: si sta organizzando un incontro pubblico a cui sono stati invitati vari politici (Delrio, Pignedoli...) e consiglieri regionali, compresi ovviamente i vertici: Bonaccini ("che non siamo riuscite ad 'agganciare' durante la sua ultima venuta a Castelnovo") e vice. Per questo, per tempi tecnici si andrà ormai a settembre. Poi un altro incontro che si vorrebbe proporre è un confronto medici-cittadini al fine di ascoltare con precisione da chi conosce "dal di dentro" le questioni. "Se sarà possibile farlo...".

Intanto, pure il Comune di Cavriago, in segno di apprezzata solidarietà col territorio montano, ha approvato nei giorni scorsi lo stesso ordine del giorno fatto proprio dalle istituzioni locali dell'Appennino (vedi pagina FB del gruppo delle "Cicogne").

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2 Commenti

  1. Brave, continuate così, facciamo sentire le voci dei montanari, proviamo a far capire ai politici, che la pensiamo un po’ diversamente.

    (P.F.)

    Rispondi
  2. Grazie Nadia e a tutto il gruppo, state facendo un grande lavoro. Ma perchè si deve sprecare tempo e fatica per spiegare ai politici cose ovvie?

    (Mariola Piazzi)

    Rispondi

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