Nasce il canile della montagna. AGGIORNAMENTO – Attivo da oggi, 4 agosto

Il canile in montagna non c’è e, a quanto pare, non ci sarà, almeno nel prossimo futuro, così tra la redazione di Redacon ed Aiut Appennin è sorta una collaborazione volta a supplire a questa carenza.

Aiut Appennin è stata incaricata dall’Unione montana dei comuni dell’Appennino Reggiano di occuparsi del recupero dei cani vaganti e del loro collocamento presso strutture idonee site in pianura, ma la loro visibilità per una adozione qui in montagna è nulla.

Finora il passaparola è l’unico strumento attraverso il quale le bestiole sfortunate trovano una nuova famiglia che le ami e le accudisca per tutta la vita.

Così, tra una chiacchiera e l’altra è sorta l’idea, nient’affatto originale, ne conveniamo, di creare un “canile virtuale” che mostri a chi abita il nostro bell’Appennino, quali altre meraviglie possano condividere la nostra vita.

L’“offerta” sarà variegata, meticci, cani di razza, giovani e adulti; anche le “adozioni del cuore”, volte a donare a cani anziani pace e tenerezza negli ultimi anni di vita. In ultimo le storie particolarmente toccanti di adozioni andate a buon fine.

Sia Redacon che Aiut Appennin sono sostenuti da volontari che hanno deciso di assumersi un nuovo, ulteriore, impegno per fare incontrare i cani di montagna con gli abitanti di montagna; un incontro, ne sono certi, che arricchirà le vite di tutti.

La nuova pagina “Canile virtuale” avrà un aggiornanento mensile a cura di Redacon su segnalazioni di Aiut Appennin che valuterà con accuratezza ogni cane posto all’attenzione dei lettori.

Alcune indicazioni su cosa fare se si incontra un cane vagante o si smarrisce il proprio sono fornite in settori dedicati.

Speriamo che questa nuova iniziativa incontri l’apprezzamento dei nostri lettori e contribuisca a mitigare il sovraffollamento dei canili.

Come ogni novità siamo certi che anche questa avrà delle lacune, magari dovremo fare qualche piccola “messa a punto”, di questo chiediamo venia in anticipo ai nostri lettori promettendo che faremo del nostro meglio.

Da agosto, quindi, benvenuto al “Canile virtuale”, una nuova avventura comincia, in bocca… al cane!

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10 Commenti

  1. Dove non arriva la pubblica amministrazione, cui peraltro si pagano le tasse per risolvere questa ed altre cose… Ci si arrangia con la buona volontà, non richiesta nè pagata da alcuno. Complimenti.

    (Tilio)

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  2. Idea fantastica, complimenti. Speriamo siano in tanti a prendersi cura di questi cani senza dover spendere cifre importanti per acquistare cani di razza. Sul vuoto storico e colpevole di canili in montagna, preferisco non dire nulla, per evitare querele da parte degli amministratori vecchi e attuali.

    (Alessandro)

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  3. Bellissima iniziativa.

    (Maru)

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  4. Bravo Alessandro, condivido in pieno il tuo commento. C’è però da capire come far vedere i cani in cerca di padrone a volonterosi “padroni” in cerca di cane, se detti padroni non potessero utilizzare il computer. Penso sia semplicemente necessario una grande diffusione della notizia.

    (Graziella Salterini)

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  5. Bravissimi, complimenti! Un’idea fantastica!

    (Il Grillo Parlante)

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  6. Dopo l’inutile abbaiare del pubblico fermato (va detto) dal ringhiare dei privati e minacciosi comitati, ecco una piccola soluzione concreta. Grazie.

    (Fulminant La Penna)

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  7. Intanto vogliono spendere 1 milione di euro per coprire cortile interno del Merulo, poi si vedrà.

    (P.F)

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  8. L’ultima area scelta, nel ramisetano mi pare, per la costruzione del canile perché era stata poi scartata? Qualcuno si ricorda?

    (Commento firmato)

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  9. Dopo anni di tentativi e di progetti in luoghi sbagliati, finiti male per varie ragioni, la principale di esse era la scarsa volontà di realizzarlo, la Comunità montana decise di non dare inizio al progetto ritenendo i costi troppo elevati e non giustificati dallo scopo e tutto questo con l’approvazione di buona parte delle opposizioni. Rimasi uno dei pochi favorevoli al canile. Il Consiglio comunitario di allora, di cui facevo parte, avuta conferma di poter usare diversamente i contributi stanziati per il canile, fu ben lieto di liberarsi del progetto. Così non vennero prese in considerazione l’area di Ramiseto e nemmeno quella di Fora di Cavola che fu l’ultima proposta e stroncata sul nascere con motivazioni che non sto a riportare per non polemizzare nuovamente coi nostri amministratori montani. Ritengo che la mancanza principale fu quella di vedere il canile in progetto come il solito canile con gabbie e cani malandati, senza considerare che dal canile sarebbe potuto sorgere un indotto economico diverso, del tipo, albergo per cani, corsi di addestramento o altre cose che oggi, da tante altre parti, creano lavoro. Ritengo che sia anche per queste piccole cose che nella nostra montagna non cambia mai niente.

    (Antonio Manini)

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  10. Ho sempre avuto cani raccolti in condizioni disperate, gatti raccolti in un cassonetto o tirati giù da un albero, traumatizzati. Magari non sono bellissimi, sono un po’ spelacchiati e sciancati, ma l’affetto che una bestiola ti può dare è un’esperienza da fare. Prendersi cura, condividere con un animale domestico nutre una parte profonda di noi e insegna spesso a riflettere sulla vita. Buone adozioni a tanti.

    (Ameya)

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