Castelnovo capitale e Leguigno sugli scudi

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E' terminato da poco il lungo pomeriggio delle finali del 64° Torneo calcistico della montagna. Nei giovanissimi ha prevalso il Leguigno sul Gatta, col punteggio di 2-1. Identico risultato, nei dilettanti, a favore della squadra del Castelnovo capitale sul Baiso. Castelnovo che torna così a fregiarsi del massimo titolo dopo 42 anni.

Tutto il Torneo è stato trasmesso in diretta, come ancora oggi, ultima fase, dalla nostra Radionova.

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10 Commenti

  1. Castelnovo ha vinto con il nome, ma non ha vinto il paese; ha vinto il bar Seven grazie al suo presidente Gabriele Confetti e a tutti i suoi sostenitori, tifosi e sponsor. Castelnovo ha perso un’altra occasione per dimostrare di essere un paese unito, alla festa di un trofeo che mancava da 42 anni hanno partecipato i frequentatori del bar e gli amici dei giocatori. Chi c’era 42 anni fa racconta di migliaia di persone festose in piazza. Altri tempi, altri castelnovesi.

    (C.G.)

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    • Concordo, la maggioranza anche alla partita non era di Castelnovo. Castelnovo, credo, è troppo grande per essere un paese e quindi si perde lo spirito tipico dei piccoli centri. Inoltre a non tutti piace il calcio e oggi è lunedì, per chi ha ancora un lavoro.

      (Alex)

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      • Non troviamo scuse all’inscusabile! Lavoro? La partita era alle 17 e la festa alle 20, diciamo che la maggior parte degli abitanti di Castelnovo Monti non è di Castelnovo e un’altra parte sono invidiosi! Baiso quasi mille tifosi festosi fino a tardi (saranno tutti pensionati e disoccupati?), fuochi d’artificio, canti e balli. E sono arrivati secondi… Un’ultima critica anche ad un amministrazione fredda e distaccata che, ancora una volta, non ha saputo sfruttare un’opportunità, forse serviva che il presidente del Castelnovo capitale avesse un altro cognome per coinvolgerli (non me ne voglia Confetti, ma probabilmente vi avrebbero aiutato di più)?

        (C.G.)

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  2. Ormai di castelnovesi ce ne sono pochi, è per quello che molti non hanno sentito propria la vittoria.

    (Riki)

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    • Rispondo al commento di Riki “oramai di castelnovesi ce ne sono pochi”: beh, forse stiamo un po’ esagerando; ci sono anche castelnovesi che lavorano in città ed avendo bimbi piccoli preferiscono alla domenica stare con loro e magari portarli a fare un giro alle fonti di Poiano o al Ventasso. Ti dirò che mi sento castelnovese tanto come quelli che hanno festeggiato (a proposito complimenti ancora!) domenica in piazza Peretti. E non è possibile fare paragoni con 40 anni fa… ma dai, scherziamo.

      (DC)

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  3. Anche a Leguigno è così, la gente soffre di invidie e non è più solidale con chi si impegna a far qualcosa per movimentare i nostri piccoli paesi. Comunque un grosso applauso a Castelnovo e a Leguigno per quello che hanno fatto!

    (Tifoso)

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  4. Il fatto e che a Castelnovo le doti dell’uno, i pregi dell’altro, vengono visti con distanza, con indifferenza, non condivisi con orgoglio e con soddisfazione. Ci sentiamo cittadini ma non lo siamo, difendiamo ognuno il proprio orticello, i propri amici, quello che fanno loro è cool, gli altri chi sono? Cosa avranno da dire, da fare? Le gioie, come le difficoltà, andrebbero condivise tutti assieme e invece quelli della piazza di sopra sono diversi da quelli della piazza di sotto, quelli della Sarzassa sono diversi da quelli del direzionale, da quelli di viale Enzo Bagnoli, da quelli di via Roma. Ma ci rendiamo conto o no che siamo tutti all’ombra di quel meraviglioso sasso che è la Preda e che dobbiamo essere uniti se vogliamo che gli altri ci amino, ci vengano a trovare o, altrimenti, beh fate voi, ognuno la pensa come vuole. Comunque grazie a Gabriele, al Seven, a tutti quelli che sono riusciti ad esaltare il nostro paese, a farne parlare, in questo frangente molto positivamente e questo non è cosa da tutti.

    (Ant.)

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  5. C’erano troppe feste in giro. Ieri passando sull’Albiaccio mi chiedevo che cos’era quella marea di macchine. Non sapevo neanche ci fosse la finale “del montagna”. Io sono andata alla festa dei bimbi a Vetto, Parco Santo Stefano. Una marea di gente. Poi magari a qualcuno il calcio non piace. Anch’io tifo una squadra del campionato maggiore, ma non sono mai andata a vedere una partita. Poi adesso in agosto di castelnovesi doc, chi c’è in giro? Pochi, sfruttano il bel tempo per escursioni o gite al fresco. Apprezzo i pochi fedeli, ma non siamo tutti uguali. Se una volta c’era più gente forse era perché i divertimenti erano di meno e i tifosi”veri” molto più accaniti. Altri tempi, altra gente…

    (Una di un paese del comune)

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  6. Nessuno è profeta in patria, è così in tutti i paesi; l’invidia e l’ignoranza fa sì che siano quelli più contenti quando si perde che quando si vince.

    (Tifoso)

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  7. Complimenti sinceri a tutti i giocatori e allo staff tecnico di Castelnovo capitale per lo splendido risultato conseguito. Meta raggiunta anche grazie all’aiuto di un pubblico splendido e colorito in tipico “Seven style”. Un plauso particolare va all’amico Gabriele Confetti con cui ho avuto la fortuna di “collaborare” per anni al torneo estivo di Rosano. Dirigente di grande serietà, passione e professionalità, gli stessi valori che ha messo in campo in questa cavalcata trionfale. Per il resto concordo con un commento precedente: “nemo propheta acceptus est in patria sua”, affermazione tanto più vera quando si parla di un personaggio istrione e alle volte “scomodo” come Gabriele. Mettendo da parte le polemiche, nessuno può negare il valore di questo bel risultato sportivo. Bravi, bravi!

    (Andrea Muzzini)

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