Escursionista genovese cade sul sentiero e si frattura un polso

Monte Casarola. Stava percorrendo con il marito il sentiero 667, che dal passo della Scalucchia porta al Monte Casarola, quando un passo falso l'ha fatta cadere. Questa, in sintesi, la brutta avventura occorsa a una donna sessantaduenne di Genova, che nel pomeriggio odierno è stata tratta in salvo dall'elisoccorso del 118, decollato subito dopo l'incidente da Pavullo nel Frignano, e che ha sbarcato sulla zona dell'incidente medico, infermiere e un tecnico di elisoccorso del Corpo nazionale di soccorso alpino e speleologico.

Subito dopo la caduta, infatti, che molto probabilmente ha procurato alla donna una dolorosa frattura al polso e soprattutto uno stato di forte shock che non le ha consentito di proseguire fino a valle, il marito ha chiesto aiuto alla centrale del 118, che ha subito attivato i tecnici di soccorso alpino della stazione Monte Cusna di Reggio Emilia.

Individuata la zona dell'accaduto, l'elisoccorso è stato indirizzato sul posto, dove la donna ha ricevuto le prime cure,; quindi è stata alzata col verricello e trasportata all'Ospedale S. Anna di Castelnovo ne' Monti per  gli accertamenti del caso.

Intervento Monte Casarola

Intervento Monte Casarola

Intervento Monte Casarola

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8 Commenti

  1. So che risulterò impopolare, ma spostare un elicottero per un polso rotto mi pare un pochettino eccessivo, visto che nessuno rischia la vita per un polso rotto. E io pago!

    (Alex)

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  2. Concordo pienamente con Alex. Oppure, giusto intervenire con qualsiasi mezzo, poi si presenta il conto. Giusto visitare e fare escursionismo mettendo chiare le regole per i soccorsi in caso di bisogno, se non per cause di malore.

    (Un montanaro)

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  3. Bravo Alex. In Trentino Alto Adige, per un intervento a codice giallo o verde con elicottero, si paga. Ti chiedono i dati della carta di credito prima di intervenire o se hai la copertura assicurativa, che ormai sempre più spesso fanno coloro che si cimentano sulle Alpi trentine. Imparare da chi sa più di noi.

    (Fabio Mammi)

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  4. Beh, parliamone, abbiamo visto effettuare dei soccorsi in elicottero per salvare animali, oppure per soccorrere persone che non avevano nulla, è vero che un polso rotto non impedisce di camminare, ma non mi sembra nemmeno una sciocchezza. Forse è stato sbagliato far muovere un elicottero quando sarebbe bastata un’ambulanza nel posto più vicino raggiungibile. Per quel che riguarda il Trentino ormai è un luogo comune pensare che l’erba del vicino è sempre la più verde. Non lamentiamoci quando ci fanno un servizio gratuito, lamentiamoci quando ci fanno pagare anche l’aria che respiriamo.

    (Gattorosso)

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  5. Voglio ringraziare sentitamente tutto il personale del Soccorso Alpino dell’Emilia-Romagna che mi ha soccorso, in modo professionale, sabato dopo la mia caduta sul Casarola. Scendendo il sentiero sono inciampata, ho fatto un volo in avanti cadendo su rocce e mi sono fratturata tre ossa del polso e procurata contusioni in varie parti del corpo.I l dolore al polso era molto intenso, ma soprattutto un forte malessere mi obbligava a stare sdraiata, altrimenti svenivo. Eravamo a un’ora e mezza dall’auto posteggiata al Passo della Scalucchia; dopo quasi un’ora dall’incidente all’ennesimo tentativo di rialzarmi abbiamo deciso di chiamare il 118. Voglio ringraziare anche gli operatori che si sono tenuti in costante contatto con noi.

    (Giovanna Z.)

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  6. Nessuno paga? Io una decina di anni fa mi sono rotto un polso sciando a Febbio, purtroppo ero solo e mi ha trasportato a Castelnovo ne’ Monti un’ambulanza della Croce Verde di Villa Minozzo,.ma dopo alcune settimane è arrivato a casa un conto di 50 euro.

    (Carlo Rivi)

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  7. Io credo nella testimonianza ed onestà della signora Giovanna, quindi bene ha fatto a chiamare il 118, il quale ha ritenuto necessario allertare l’elicottero. Basta inutili speculazioni; in Italia gettiamo quotidianamente milioni di euro dalla finestra.

    (Enrico60)

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  8. Che brutto quando i soldi sono più importanti di tutto. Anche della solideriatà. E non verso un povero disgraziato che scappa da una guerra e che noi sentiamo lontano per il colore della sua pelle, ma anche nei confronti di uno di noi. Quanti sciacalli pronti a scagliarsi contro una escursionista ma poi pronti ad invocare a tutti i costi aiuto quando tocca a loro. Un lupo mangia una pecora, lo Stato deve pagare. Un capriolo mangia un grappolo d’uva, lo Stato deve pagare. Una escursionista cade e si fa male, paghi l’escursionista.

    (AG)

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