L’acqua nel paesaggio agrario di Bibbiano da Matilde ai giorni nostri

L’assessorato all’ambiente e alla promozione del territorio del Comune di Bibbiano ha organizzato per sabato 3 ottobre alle ore 15.30, nella suggestiva Corte Bebbi di Barco, un interessante convegno dal titolo: “L’acqua nel paesaggio agrario di Bibbiano da Matilde ai giorni nostri”.

Relatori illustri si confronteranno sulle origini del paesaggio agrario di Bibbiano, un territorio che ha permesso lo sviluppo della produzione del Parmigiano Reggiano.

Un evento che vuole sottolineare l’impegno secolare delle comunità nel difendere il territorio dalle acque e, nel contempo, dotare la terra della disponibilità della risorsa idrica in grado di sostenere una particolare coltura, quella dei prati stabili, quale fondamento di un’ eccellenza alimentare che caratterizza il Re dei Formaggi prodotto nell’areale della media Val d’Enza.

“Uno sguardo al passato per sottolineare l'importanza del nostro sistema di gestire il territorio e di fare agricoltura, - sostiene l’Assessore Loretta Bellelli - al fine di poter individuare soluzioni per mantenere, valorizzare e, necessariamente, tramandare alle nuove generazioni questa importante eredità, fondamentale per la nostra economia, per la difesa del nostro paesaggio agrario”.

Interverranno: Giovanna Iori, Emilio Bertolini, Giuseppe Giovanelli, Orio Vergalli, Marcella Minelli, Leana Pignedoli, Marino Zani.

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Un Commento

  1. Ma se anni fa il consorzio di bonifica si è appropriato di un privilegio risalente a Matilde di Canossa che dava in uso gratuito ai contadini di Bibbiano Barcaccia le acque dei canali che attraversavano i campi ed irrigavano i prati stabili… Dopo 30 anni e una sentenza sfavorevole (cosa non può fare il potere) i contadini, esausti dai tempi della giustizia, desistevano,
    sobbarcandosi anche le spese legali. Se vogliono l’acqua la devono pagare, anche molto cara direi. I canali sono stati naturalmente chiusi, deturpando e cambiando anche il paesaggio. Purtroppo la verità è scomoda, spero che non censurerete

    (Maru)

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