Trentino punto di riferimento anche in campo ospedaliero: “Le piccole comunità di montagna non devono omologarsi alle realtà urbane”

Trentino punto di riferimento anche in campo ospedaliero. Come riporta il giornale web "La voce del Trentino", "oggi (ieri, ndr) una delegazione di una decina di persone dell’Appennino reggiano (tra cui il sindaco di Castelnovo ne' Monti, Enrico Bini) ha raggiunto la nostra provincia per un momento di confronto, organizzato dai senatori Leana Pignedoli e Franco Panizza, in tema di ospedali periferici e punti nascita, un argomento di stringente attualità che riguarda tutto il territorio nazionale".

“Siamo un territorio di montagna – ha detto l’assessore locale alla salute e politiche sociali Luca Zeni – con una conformazione geografica precisa, fatta di tante piccole comunità. E' necessario non omologarsi alle realtà urbane perché le dinamiche sono diverse, ma al contempo siamo consci di non poter stare fermi, sono cambiate le distanze e le esigenze, abbiamo avviato ad esempio un percorso di ridisegno dell'architettura istituzionale che sta sfociando in molte fusioni di comuni”.

Bini, spiega il giornale, ha portato la situazione del nostro Ospedale S. Anna, che "serve un territorio più ampio ma numericamente più ristretto e fa riferimento al S. Maria Nuova di Reggio Emilia".

Zeni ha anche affermato: “Tre sono i fattori che stiamo cercando di adottare: al primo posto la sicurezza e per questo abbiamo avviato un confronto con Roma che tenga conto del contesto di alta qualità del Trentino; al secondo posto non si può prescindere dagli aspetti economici, perché vanno tenuti in considerazione sostenibilità e appropriatezza; al terzo posto vi è il tema sociale, ovvero le percezioni della comunità. La politica deve saper mediare e trovare il giusto punto di equilibrio fra questi tre fattori”.

L'incontro è terminato con Zeni che si è premurato di assicurare agli ospiti reggiani che li terrà aggiornati in merito alle proposte sui punti nascita, in fase di elaborazione, che verranno presentate nelle prossime settimane al governo.

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Aggiornamento 9 gennaio 2016 ore 20

Un comunicato emesso oggi pomeriggio dal Comune di Castelnovo ne' Monti riporta, a proposito di questo incontro, le parole di Enrico Bini: "Aveva, l'incontro, l’obiettivo di essere un momento informativo per poter avere più strumenti con cui affrontare un tema, quello della salvaguardia del punto nascite dell’Ospedale Sant’Anna, ed in generale la tenuta delle strutture sanitarie in montagna, che è obiettivamente complesso e delicato. Ringrazio la senatrice Pignedoli, perché per noi è importante poterci confrontare con territori che hanno caratteristiche simili alle nostre su questi aspetti, anche se ovviamente parlando di una Regione a Statuto speciale ci sono anche delle sensibili differenze. Abbiamo voluto effettuare questa visita con una delegazione allargata a molti soggetti che stanno dimostrando sensibilità ed attenzione per la salvaguardia del punto nascite e dell’Ospedale, nell’idea di proseguire un percorso insieme alla comunità lavorando tutti nella stessa direzione. Credo che al netto delle differenze territoriali, sia stato un incontro utile ed importante, dal quale abbiamo avuto modo di ottenere indicazioni interessanti: intendiamo proseguire a lavorare con impegno per mantenere servizi che sono essenziali per la tenuta sociale della montagna".

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3 Commenti

  1. Ma per salvare il nostro ospedale andiamo a studiare il Trentino, che essendo regione a statuto speciale ha una ricchezza rispetto a noi di gran lunga superiore? Allora prendiamo esempio anche con la viabilità dove qui dobbiamo fare il Cerreto per non deturpare il Secchia con un bel viadotto e in Trentino ne fanno a iosa di viadotti che percorrono le vallate… Ma per piacere, basta spot!!!

    (Paolo)

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  2. Non soltanto il Trentino va tenuto nella giusta considerazione per quanto riguarda i punti nascita, ma tanti luoghi montani d’Italia che effettivamente non hanno un quoziente alto di nascite, ma hanno obiettive difficoltà per raggiungere un presidio sicuro che garantisca la venuta al mondo senza rischi. Basti considerare luoghi d’Abruzzo, dell’Emilia, del Lazio ove alcuni paesini distano fino a 100 Km dalla città. Allora questi abitanti che sono a presidio della montagna e della natura tutta non devono avere la certezza della nascita dei loro figli?… e si devono trasferire lasciando tutto ai cinghiali e ai cervi ed altri animali?

    (Bru-to)

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  3. Ci riprovo visto che il primo non me l’avete passato. La ministra Lorenzin ha salvato i punti nascita Licata, Bronte e Cefalù che hanno numeri del tutto simili ad altre strutture che vengono chiuse, ma sono feudi elettorali del partito di Alfano. Allora non veniteci più a dire che è il numero di parti annuo che fa la differenza. Grazie.

    (Lollo)

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