Pietre d’inciampo per ricordare la tragedia del nazifascismo. Mercoledì 13 gennaio ore 14,30 con partenza da via U. Monti, 9

PietreUna prova generale delle pietre d’inciampo, per ricordare quattro montanari deportati e morti in Germania. È andata in scena sabato mattina a Castelnovo ne' Monti nell’anticipazione della posa delle pietre d’inciampo organizzata da Istoreco per il prossimo mercoledì 13 gennaio, dopodomani.

Le pietre d’inciampo sono opere che vengono sistemate davanti alle abitazioni dove per l’ultima volta hanno vissuto libere poi vittime del nazismo. Le prime dieci pietre reggiane sono state mese nel gennaio 2015 grazie a Istoreco e agli studenti delle classi che fanno il "Viaggio della memoria", autori delle ricerche sulle donne e sugli uomini commemorati. Nell'anno nuovo 2016 si replicherà, si diceva, il 13 gennaio, e verranno ricordati anche quattro abitanti di Castelnovo ne' Monti, catturati dai nazifascisti durante la grande retata dell’autunno 1944 e poi deportati in Germania.

Inello Bezzi, Ermete Zuccolini e Francesco Toschi sono morti a Kahla, in Turingia, dove tanti montanari finirono a lavorare in un campo in cui si producevano aerei da guerra. Ugolino Simonazzi, invece, venne mandato a Brandeburg–Havel, vicino a Berlino. Destinazioni differenti ma stessa tragica conclusione. Iniziata l’8 ottobre 1944, con il raduno al teatro castelnovese tramite un inganno, la cattura, l’invio al campo di transito di Fossoli e da lì alla Germania.

pietre 2La posa delle loro pietre avverrà alla presenza dell’ideatore delle opere, il tedesco Gunter Deming, ma sabato 9 gennaio è stata organizzata un’anticipazione alla presenza di tanti parenti che durante la settimana avrebbero faticato a partecipare. La mattinata, organizzata da Istoreco con il Comune, le scuole, l’Anpi, l’Auser e la Spi-Cgil, ha visto la partecipazione di parecchie decine di persone. Fra loro gli studenti delle superiori che hanno da poco visitato Kahla e quelli delle superiori che parteciperanno al "Viaggio della memoria" e che con Elisabetta Del Monte di Istoreco hanno ricostruito le vite dei quattro loro compaesani.

È stata una lunga camminata fra la pioggia e la nebbia partita da via Monti, 9, lungo la strada che porta a Virola, per ricordare Inello Bezzi nella casa dove viveva, ora di proprietà di un’altra famiglia che ha collaborato all’iniziativa. Dopo i saluti delle autorità, il presidente dell’Anpi locale Nello Orlandi ha parlato di Bezzi, suo nonno, classe 1902. Un bracciante forte e coraggioso, forse troppo ha detto il nipote pensando alla tranquillità con cui si è presentato al teatro. E questa sua baldanza può aver scatenato una fine orribile, di stenti e mutilazioni coi cani, a Kahla, dove è morto il 14 marzo 1945, anche se questa parte non vi sono certezze.

Ugolino Simonazzi

Ugolino Simonazzi

A seguire si è andati in via Roma, 80, per parlare di Ugolino Simonazzi, tipografo, artista, militante comunista a lungo perseguitato per il suo antifascismo, deceduto di stenti il 13 marzo 1945 a Brandeburg a 44 anni. Qui è arrivato un intervento interessante, quello di Fabrizio Silvetti, noto insegnante e scalatore castelnovese, che oggi vive nella casa di Simonazzi, donata dai genitori di Ugolino alla nonna di Fabrizio, che li aveva accuditi a lungo. Silvetti ha trovato vecchie foto e vecchi lavori di Simonazzi, che ora sono visibili anche sul suo sito.

Ermete Zuccolini

Ermete Zuccolini

La marcia è proseguita nel cuore del “Castelnovo vecchio” sino a vicolo Costole, a ridosso della pineta di Monte Castello, per parlare di Ermete Zuccolini, falegname catturato a 34 anni e morto a 35, il 1 aprile del 1945 a Kahla. Nel 1944 aveva una figlia di due anni e la moglie era incinta del secondo figlio, che non ha mai conosciuto il papà. I due eredi di Zuccolini hanno raccontato la loro durissima infanzia e gli sforzi fatti per visitare Kahla, raggiunta in camper solo dopo la caduta del muro di Berlino, visto che si trovava nell’ex Germania Est. Dopo di loro hanno preso la parola i ragazzi delle medie che pochi mesi fa hanno visitato proprio Kahla.

Francesco Toschi

Francesco Toschi

Da vicolo Costole il gruppo è arrivato in via I Maggio, a fianco del mulino, per omaggiare Francesco Toschi, contadino classe 1902, morto a Kahla il 30 marzo 1945. A fianco della storica casa della famiglia Toschi è intervenuto un nipote di Francesco.

L’ultimo atto è andato in scena fuori dal Teatro Bismantova, nel 1944 la casa del fascio dove tutti i castelnovesi deportati vennero catturati l’8 ottobre. Dopo gli ultimi commenti di Matthias Durchfeld di Istoreco e del vicesindaco castelnovese Emanuele Ferrari, il commiato è stato affidato alla viola di Simona Guerini, che ha suonato due brani a tema.

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Aggiornamento

Al pomeriggio, la conclusione a Castelnovo Monti, per ricordare quattro uomini catturati l'8 ottobre 1944, durante il grande rastrellamento nazista in Appennino, e finiti a lavorare nei campi in Germania. Tre di loro, Inello Bezzi, Ermete Zuccolini e Francesco Toschi, sono morti nel campo di Kahla in Turingia fra il marzo e l'aprile 1945. Il quarto, Ugolino Simonazzi, militante comunista da sempre perseguitato dal nazismo, è morto invece nel campo di Brandeburg Havel, vicino a Berlino.

Il ritrovo qui alle 14.30 davanti alla casa di Inello Bezzi in via U. Monti, 9, lungo la strada che dalle scuole medie porta al lago di Virola. Da lì si continuerà in via Roma, 80 per Ugolino Simonazzi, in vicolo Costole, 2 (nella “Castelnovo vecchia”) per Ermete Zuccolini e in via I Maggio 2, vicino al mulino, per Francesco Toschi.

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