Ci ha lasciato Luciano “Lucy” Razzini. AGGIORNAMENTO – La salma riposa a Costa de’ Grassi

Riceviamo e pubblichiamo.

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Luciano “Lucy” Razzini

(Luciano “Lucy” Razzini)

Di origini correggesi, Luciano Razzini aveva scelto da parecchi anni la sua dimora a Talada, località nei pressi di Busana.

Riservato, solitario, apparentemente burbero e scontroso, eravamo abituati a vederlo scendere dalla corriera che arrivava a Castelnovo ne’ Monti, con la sua valigetta dei colori e qualche dipinto sottobraccio che proponeva ai conoscenti, amici o paesani cercando di raggranellare qualche euro per sbarcare il lunario.

La sua valigetta non era dotata di un grande assortimento di colori, ma solamente di quelli primari rosso, giallo, blu, e dal bianco, dai quali, con maestria ed esperienza, ricavava le personalissime sfumature con le quali dava vita alle sue opere.

Come orgogliosamente diceva, “attraverso una approfondita ricerca creativa portata avanti nel corso degli anni, ho scelto di entrare in un contesto espressivo di comunicazione proprio della società contemporanea, con un forte desiderio di riscatto da una società consumistica e priva di valori. Ora, nel dipingere, sento una forte necessità di esprimere le mie idee attraverso le cose materiali che noi usiamo, magari scartiamo o gettiamo, dando a tutto ciò una forma reale e allo stesso tempo spirituale dell’essere, chiamandola 'freak art'”.

Dal recupero di materiali poveri e da quei tre colori magici, prendono vita tigri, galli meccanici, leoni, cavalli e altri animali che dipingeva  a memoria e che, nella sinfonia di colori e soprattutto nel loro sguardo espressivo ed inquietante, Razzini esprimeva il massimo della sua creatività e del suo  senso artistico.

I suoi quadri  che spaziano dal sacro al profano, lasciano trasparire, di volta in volta, gioia o tristezza, in una visione quasi infantile della realtà e delle sensazioni che l'artista quotidianamente  prova nell’incontro con la quotidianità.

Nel corso della sua carriera artistica si è dedicato a composizioni che rappresentano mondi paralleli: pur essendo i soggetti i medesimi, i suoi dipinti non sono mai studi preparatori o abbozzi delle tele, ma esercizi autonomi, caratterizzati spesso da tratti non puliti ma decisamente espressivi. Le sue opere si presentano come squillanti, addirittura violente e nostalgiche, condite con dettagli precisi e spesso ambientate in scenari di vita quotidiana, con immaginazione e memoria che si mescolano, a seconda del tema rappresentato.

Ciao, Luciano, continua a dipingere, Lassù in compagnia delle stelle; nella tua valigetta non avrai più il rosso, il giallo e il blu ma tutti i colori dell’infinito. Ci mancherai.

(Il ricordo degli gli amici della zona Artigianale Croce di Castelnovo ne' Monti)

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Aggiornamento giovedì 4 febbraio 2016 ore 10,47

Ci perviene notizia che la salma riposa nel cimitero di Costa de' Grassi, comune di Castelnovo ne' Monti.

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10 Commenti

  1. Ora che non c’è più ci mancherà una persona, oltre che l’artista. Ciao Luciano.

    (Me mi Fontanesi)

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  2. Anche a Vetto, dove ha vissuto per qualche anno, lo ricoderemo con affetto e un velo di malinconia. Riposa in pace, quella pace che, probabilmente, non sempre hai avuto in questa vita terrena.

    (Ivano Pioppi)

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  3. L’immagine che lo ritrae con il suo quadro alle spalle ce lo fa ricordare come per tanti anni lo abbiamo conosciuto, e sembra esprimere la giusta soddisfazione per il lavoro svolto.

    (P.B.)

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  4. Ora, con il Signore, potrai dipingere con i colori dell’arcobaleno.

    (Gianni Zannini)

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  5. Ciao Lucio, ci mancherai con la tua valigetta di colore.

    (Luigi Biagini)

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  6. Grazie per averci lasciato qualcosa di bello. L’artista non sosta mai in un luogo e a volte non si fa notare, spesso non chiede nulla e non gli vien dato nulla, ma quando se ne va lascia dietro di sè una ricchezza a disposizione di tutti. Ciao, Lucy.

    (Simona Sentieri artista)

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  7. Lucy era un vero artista, ricordo tanti anni fa quando lo accompagnammo a Reggio a comperare qualche tela per dipingere ad olio e notammo che aveva una borsa a tracolla piuttosto malridotta; ci offrimmo di regalargliene una nuova ma ci disse che con gli stessi soldi preferiva farci acquistare qualche altra tela per dipingere. La pittura era per lui come l’aria da respirare, non poteva stare senza e in caso gli mancassero le tele dipingeva su qualunque cosa, soprattutto di recupero, come assi di legno o oggetti in metallo. Non ha mai tradito la sua filosofia di vita che respingeva il consumo fine a se stesso e credo avesse anche una grande consapevolezza di ciò che lo attendeva, badando così poco a se stesso, in una vita che gli stava veramente stretta. L’ultima volta che l’ho incontrato non era molto in forma e mi disse quasi scherzando che aveva poco da vivere, con la leggerezza di chi ti vuole fare uno scherzo, come quando raccontava brevi aneddoti strani dei suoi innumerevoli viaggi in Paesi esotici. Purtroppo aveva ragione lui, l’ultimo viaggio lo attendeva veramente. Addio, amico, un caro ricordo.

    (Cinzia Ruspaggiari e Paolo Pedrazzoli)

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  8. Tanta tristezza esce dal mio cuore, oggi il mondo ha perso un colore. Sei tu Pittore…

    (Amico di Talada)

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  9. Grande Lucciolone! Tutte le volte che compravo un quadro facevamo lunghe e simpatiche trattative, qualche volta hai vinto tu e qualche altra io… Sono sempre stato un tuo grande estimatore e ne sono felice, perché credo che tu sia stato un eccellente e vero artista. Alcuni dei quadri che ti ho comprato sono delle vere opere d’arte e ricoprono le pareti di tutta la mia casa, lì rimarranno per tanti anni. Sarà un modo per rimanere sempre in compagnia e ricordarti. Ciao Lucy.

    (Ivan Roncaldi)

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  10. Mi mancherà non vederti più.

    (Mery)

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