Trasformare l’ex-consorzio agrario in un laboratorio artistico-culturale

 

Consorzio agrario 2 (16.8.2009)Preso atto del risultato del bando d’asta riguardante la vendita dell’ex consorzio agrario provinciale di Castelnovo ne' Monti, l'associazione "Vivere in montagna–Appennino 2.0" torna alla ribalta con la richiesta che venga presa in considerazione l’idea di trasformare tale luogo in un laboratorio artistico-culturale, dove possano crearsi sinergie e scambi artistico-culturali tra giovani e meno giovani, in un ottica di rafforzamento del centro del capoluogo e di sviluppo sostenibile, culturale e turistico di tutto il territorio della montagna.

Il Comune aveva proposto l’alienazione dell’ex consorzio, con una base d’asta di 940mila euro più iva, per la realizzazione di un progetto che prevedeva la demolizione e la ricostruzione dell’edificio per una superficie di 2500 mq, ove realizzare spazi commerciali, ristorativi, abitativi e parcheggi sotterranei. Al contrario, l’associazione aveva presentato al Comune, come proposta alternativa, un progetto per un centro-laboratorio artistico-culturale, sostenuta in consiglio comunale dal gruppo consigliare di minoranza “Progetto per Castelnovo ne' Monti”. La maggioranza e M5S avevano votato contro, ribadendo la necessità della vendita dell’ex-consorzio per poter proseguire nella razionalizzazione del Centro culturale polivalente e poter effettuare alcuni interventi su Palazzo ducale.

“Dal momento che nessuna offerta è stata fatta – precisano i rappresentanti di ‘Vivere in montagna–Appennino 2.0' –  non rinunciamo a vedere trasformato questo edificio in una costruzione adibita a uffici, aree commerciali e residenziali. Lanciamo la proposta di creare le condizioni, cercando anche i finanziamenti necessari, affinché questo spazio centrale nel paese venga ristrutturato in modo da diventare un laboratorio culturale, ricreativo, artistico ed espositivo, al fine di rivalutare il suo impiego, e venga messo a disposizione della collettività di tutto l'Appennino”.

E si appellano alla cittadinanza e alle associazioni: “Non ci nascondiamo le difficoltà di tipo economico e organizzativo – affermano –, rimaniamo però saldi nella convinzione di voler evitare che questo patrimonio non venga salvato, incoraggiati da molti cittadini che la pensano come noi. Auspichiamo un coinvolgimento da parte di tutta la cittadinanza e delle diverse associazioni presenti sul territorio per creare un laboratorio di idee che possa dare una alternativa credibile al progetto dell’Amministrazione comunale. Ci attiveremo sia attraverso una raccolta di firme sia attraverso la rete, per convocare al più  presto una serata per realizzare un progetto cantierabile, aperto a tutti”.

 

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6 Commenti

  1. Credo che di spazi per incontri culturali ve ne sia già diversi, vedi Teatro, Palazzo ducale e biblioteca. Non so se qualcuno trovi in questi momento conveniente investire sul mattone ma una cosa è certa: qualche parcheggio in più in centro farebbe davvero molto comodo. Spero però che l’eventuale vendita non vada solo per la costruzione della copertura del cortile della biblioteca. Meglio investire sulla sicurezza pubblica, a mio parere.

    (Alessandro)

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  2. Si potrebbe vendere il polivalente all’ AUSL, da utilizzare al posto del costruendo edificio in via Boschi da parte della stessa. Con il ricavato intervenire sull’ ex-Consorzio e ivi spostare la biblioteca ed altro.

    (Roberto Pastorelli)

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  3. Se non sbaglio… si era gia’ parlato molto tempo fa con l’amministrazione precedente di fare un laboratorio dove ,possano crearsi sinergie e scambi tra giovani e meno giovani ….nel vecchio Cinema Ariston di Felina….

    (Marco)

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  4. Secondo me, prima di “pensare” una struttura di questo tipo occorre prima di tutto che si rifletta su ciò che si possa sviluppare in futuro nella nostra montagna: servono negozi, uffici nuovi, oppure servono strutture che facciano R&D attraverso giovani e collaborazioni con le università? Ci troviamo in un luogo nel quale gli investimenti possono dimostrarsi vani in qualsiasi momento, perchè a quanto pare lo stato non è che abbia il massimo interesse ad investire nelle infrastrutture di luoghi remoti come Castelnovo, Carpineti, Ventoso, Baiso, Casina… Prima bisogna trovare il “core business” del nostro Appennino, che per ora è un misto indefinito tra un turismo non frenetico e poco affermato e qualche azienda che nonostante le difficoltà logistiche tenta comunque di offrire posti di lavoro nei nostri paesi. Ci possono essere tante meravigliose idee, ma qui ogni attività raddoppia la propria offerta rispetto alla domanda esistente: sia per la scarsa quantità di popolazione, sia perché più o meno esistono tipologie di esercizi che si “somigliano” praticamente in tutto. Se si creassero centri di aggregazione per la ricerca e sviluppo, bisognerebbe prima avere qualcosa da sviluppare, che non siano i soliti 4 inutili robottini da istituto tecnico oppure il solito buffet da scuola alberghiera (chiaramente tutto buono e apprezzabile, ma economicamente inconsistente). Per concludere, trovo interessante l’idea di Appennino 2.0 per la riqualificazione di questo edificio e per lo scopo per il quale lo si vorrebbe utilizzare, ma non ne vedo l’utilità e non la vedrò fino a che non si farà qualcosa di serio che non serva solamente a finire sul quotidiano cittadino per la “bella iniziativa”. Mi scuso per eventuali linguaggi tecnici utilizzati, ma i fatti stanno cosi.

    (Luca Picciati)

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  5. Il centro ha bisogno di parcheggi, di negozi ce ne sono fin troppi. Un parcheggio gratuito alberato con percorso ginnico abbinato al giro podistico di Monte Bagnolo e magari di un prossimo fattibile giro di Monte Castello, tracking ma anche relax e allora panchine, ombra, benessere. Quello che caratterizza un paese turistico, quindi. Utopia svendere un rudere nel pieno della peggiore crisi degli ultimi cent’anni.

    (Alberto Zanni)

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  6. Io credo che siamo di fronte ad una opportunità storica per Castelnovo ne’ Monti. Risolvere in un solo colpo i tre principali problemi del paese: 1) posti auto; 2) mercato; 3) turismo. L’area di cui stiamo parlando si trova in centro al paese, di fronte al monumento che ci identifica (la Pietra di Bismnantova). Inoltre ogni lunedì bisogna lottare con bancarelle e pedoni per passare nella “sopraelevata” a senso unico dietro alla Posta. Mancano i parcheggi in centro al paese e anche lì ogni lunedì è il delirio. E per chi entra in paese vedere un edificio in stato di abbandono così è una pessima vetrina per quei pochi che vengono in villeggiatura. Aggiungo: l’oratorio nuovo è un centro ricreativo ancora da ultimare, vogliamo farne una copia, 500 metri più in la? Bene. Detto ciò, abbiamo la possibilità di fare “una piazza sull’Appennino”! Posizione eccezionale, 250-300 posti macchina, ampi spazi per gli espositori con la possibilità di spostare qui l’intero mercato e lasciare libero una via di fuga per auto e moto più sicura che quella dietro le Poste. Ed infine possiamo, con una spesa relativamente limitata, offrire a chi entra nel nostro paese un luogo magnifico da cui osservare la maestosità della Pietra di Bismantova! Se non vi piace l’idea non è un male, ma almeno pensateci!

    (Marco)

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