Il basista era Luigi Manici

Luigi Medici

Il 65 enne Luigi Manici aveva organizzato una rapina a carico del suo ex datore di lavoro, il faccendiere Aldo Ferrari, 71 anni di Martorano di Parma, per altro noto alle cronache per essere implicato nel processo Aemilia e autore di diversi scandali finanziari. Il basista della rapina, andata in scena il lo scorso anno, era il maggiordomo, autista e uomo (si credeva) di fiducia, secondo la polizia di Parma: proprio Luigi.

Così, per la brutale aggressione subita all'interno della sua villa, nella notte tra il 15 e il 16 luglio scorsi dall'imprenditore Aldo Pietro Ferrari la Polizia ha arrestato Luigi Manici, nato nel 1951 e residente sull'Appennino Reggiano. In estrema sintesi, Manici, che si era trasferito a vivere in Moldavia, aveva fatto fare sopralluoghi ai due cittadini moldavi, arrestati dalla Polizia di Parma, che avrebbero materialmente fatto il colpo.  Parte della refurtiva era nascosta a Reggio, in un garage di Villa Cella. Le indagini sono durate mesi e in manette erano già finiti Artur Clisevici (31 anni di Parma) e Constantin Cruceru, trovato a Reggio. A inguaiarlo la confessione di un connazionale di 26 anni, nel garage del quale è stata trovata la refurtiva. Gli avevano chiesto di nascondere il bottino in cambio di un orologio Rolex, poi risultato falso. Il 26enne è stato denunciato per ricettazione.

Manici che era partito per la Moldavia proprio il 15 luglio al termine del rapporto di lavoro è rientrato il 18 aprile scorso. La voce, giunta alla polizia, ne ha fatto scattare l'arresto su ordine della Procura. Nella sua abitazione gli agenti hanno trovato e sequestrate circa 500 monete antiche che appartenevano alla vittima e che si ritiene che l'indagato possa aver trattenuto già prima della rapina. E’ emerso, infatti, che Manici oltre alla sua attività di factotum della vittima, gestisse su incarico e con merce della stessa un piccolo commercio nell’ambito dei mercatini dell’antiquariato a Parma e nelle province limitrofe. Gli inquirenti ipotizzano dunque, che, sfruttando la disponibilità delle monete, dei francobolli che componevano il “campionario” del banchetto, possa averne trattenuta una parte e, pertanto, è stato indagato anche per il reato di appropriazione indebita.

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