Non Iren. Ma Regione, Atesir e comuni decideranno cosa mettere a Poiatica

Riceviamo e pubblichiamo.

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Paola Gazzolo

L'assessore regionale Paola Gazzolo

Ieri sera si è tenuta una Commissione discarica importante per noi, ci stiamo accorgendo che è davvero cambiata un'epoca. Un assessore regionale ambiente, Paola Gazzolo, viene nel Comune di Carpineti a confrontarsi. Abbiamo fatto in questi anni tutto ciò che era nelle nostre possibilità per arrivare anche solo a questo risultato. Fino a pochi anni fa non c'era un comitato, non c'erano viaggi della speranza a Bologna, manifestazioni, raccolte firme e appelli, eventi, riunioni, non c'erano esposti, non c'era una commissione discarica e non c'era nessuno che volesse parlare di Poiatica. Speriamo che questo insegni qualcosa e speriamo che di Poiatica imparino a parlarne tutti e a conservare gli sforzi fatti fino ad ora per contrastarla, così come ogni eventuale progetto di sfruttamento ambientale e di salute.

Paola Gazzolo si è seduta ieri in commissione discarica per la prima volta a Carpineti e ha detto che il piano regionale appena approvato sancisce la chiusura di Poiatica ai rifiuti urbani, scelta fatta a seguito delle istanze dei territori e del diniego fatto a suo tempo dalla Provincia per un ulteriore 6^ lotto. Bene, quindi attualmente la chiusura è agli atti. Non è poca cosa se si pensa che nel 2014 si parlava di 6^, 7^ e altri lotti di rifiuti.

Presenti in commissione, oltre noi: Consiglio Comunale di Carpineti (maggioranza e minoranza), Sindaco di Baiso, Sindaco di Toano, Presidente dell'Unione dei Comuni Appennino Reggiano, Enrico Bini, e Legambiente Appennino.

Seconda ed essenziale domanda che ci premeva fare: la riqualificazione nata dall'accordo Regione-Iren sarà fatta con il tombamento dell'invaso con rifiuti speciali e/o altro materiale di scarto? Perché uno studio dell'Università di Bologna, se esiste un'AIA provinciale che sancisce già le responsabilità di Iren sulla riqualificazione e il post mortem della discarica?

Gazzolo risponde: lo studio nasce da una richiesta di verifica e accertamento del sito poiché non è sufficiente la documentazione post mortem. Non è ancora dato sapere materiali e tempi che andranno a Poiatica, per cui è necessario aspettare nei prossimi mesi l’esito dello studio. Il materiale necessario, se necessario, da mettere nell’invaso su indicazione dello studio lo deciderà Regione, Atersir (agenzia servizi idrici e rifiuti), Comuni. Comunque Non Iren. Questo è importante.

Dati i progetti e le mire di Iren, ieri non abbiamo esitato a manifestare le nostre preoccupazioni sull’utilizzo di speciali e sottoprodotti come escamotage ad una discarica 2 travestita da "riqualificazione".

I Sindaci ospiti hanno sostenuto le nostre preoccupazioni e hanno ribadito che si opporranno ad una finta riqualificazione che comporti l'entrata di un solo camion di materiale esterno alle cave limitrofe. Così anche Legambiente. Anche il presidente dell'Unione Bini ha sostenuto questa posizione, aggiungendo che è arrivata al termine l'epoca della sudditanza al gestore con lo spauracchio dei costi ed è indispensabile la chiarezza di uno studio che non apra ipotesi ad una discarica camuffata da riqualificazione.

Gazzolo in ascolto, non si è sbilanciata e consiglia di attendere con fiducia gli esiti dello studio. Ha sottolineato: "anche per i rifiuti speciali speciali la Regione si dichiara autosufficiente con l'impiantistica a disposizione, lasciando intuire che non è  indispensabile autorizzare altri siti dove smaltirli".

Ora non ci resta che aspettare. A distanza di due anni dalla prima stesura del piano regionale, possiamo gioire della chiusura di Poiatica ai rifiuti urbani. Ma per cantare la vittoria della montagna aspettiamo di sapere nero su bianco se questo varrà anche per gli speciali e i sottoprodotti. Probabilmente non prima dell'estate.

(Comitato "Fermare la discarica")

 

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2 Commenti

  1. Come ho già detto lunedì in commissione: sono soddisfatto e ringrazio Paola Gazzolo per il piano rifiuti portato in approvazione dove la discarica di Poiatica non viene più inserita, quindi chiusa definitivamente. Per il “famoso buco” bisogna aspettare lo studio affidato alla università di Bologna per vedere cosa propone per il ripristino ambientale. La Paola ha anche detto che a decidere saranno la Regione, atesir, i comuni che sono l’interfaccia dei cittadini. Comunque ritengo che qualsiasi proposta non debba prevedere l’utilizzo di rifiuti speciali (già però precisato dalla regione) altra cosa che dovremo discutere chi sarà a pagare ( anche se già si dice che dovrà andare in bolletta vedremo) tutto questo deve essere fatto in trasparenza con tutti gli attori. Io non penso che si debba parlare di sudditanza e ricatto. Il costo dell’intervento di ripristino non ci deve spaventare e non deve essere la leva che fa decidere per una soluzione o per un altro. Il nuovo piano rifiuti e molto sfidante per tutti (amministrazioni, cittadini, gestori) questa sfida che cambierà per sempre la gestione dei rifiuti non possiamo permetterci di perderla.

    (Enrico Bini)

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  2. Bravo Bini! Hai proprio ragione! Ma io mi chiedo: come si permette Iren di dire ai Comuni (proprietari della stessa) cosa devono o non devono fare, che devono fare in un certo modo se no aumenteranno le tariffe a carico dei cittadini, ecc. ecc.! Ma stiamo scherzando? Volete un consiglio forse un po’ populista, ma efficace, per recuperare i fondi necessari al riempimento in sicurezza della discarica? Iniziate a “sforbiciare ” i compensi dei dirigenti Iren, in alcuni casi ben superiori a quello che percepiscono il Presidente degli Stati Uniti d’America o il Presidente del Consiglio italiano. Vedrete che nel giro di pochi anni avrete recuperato tutte le somme necessarie! Buon lavoro, continuate cosi, credo sia stata finalmente imboccata la strada giusta.

    (Michele Lombardi)

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