“La sinistra in guerra con se stessa strizza l’occhiolino alla destra”

Riceviamo e pubblichiamo.

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Siamo ormai in dirittura d’arrivo per la nomina del  sindaco del nuovo Comune di Ventasso. Non è una novità il lievitare delle schermaglie tipicamente elettorali visto che si sono presentate solo due liste con timbro marcatamente di sinistra. E’  uno scontro certamente inusuale che ha diviso la sinistra di quattro comuni determinando una grossa spaccatura difficilmente ricomponibile o comunque in non breve tempo.

Non ci interessano le mancate primarie né le motivazioni di uno e dell’altro candidato: il risultato è sotto gli occhi di tutti e lo si sapeva dall’inizio: il Pd detiene il potere e lo vuole esercitare per quanto concerne le decisioni:  di contro un pugnace e titolato oltre che da decenni affiliato al partito non ci sta a mettersi da parte né tanto meno a fare il secondino.

Da qui le due liste che come sempre si presentano come civiche ma che in realtà una sola ha quella caratteristica tal quale nell’ultima tornata elettorale per il Comune di Collagna, risultata allora vincente. L’altra, comunque se ne dica, è targata solo Pd o di sinistra.

E il centrodestra? Il movimento 5 stelle? Mai occasione politica migliore si poteva presentare proponendo una lista capace di insinuarsi tra le diatribe interne dei due schieramenti raccogliendo l’inevitabile malcontento con una possibilità di un risultato positivo o quanto meno apprezzabile.

Questa è stata l’ennesima dimostrazione di un partito che sia a livello provinciale e ancor più a livello locale è più che mai allo sbando.

Per venire all’attualità, da un “sentito dire” sembrerebbe che le due liste siano su un piano di parità e che la stessa “grande macchina” che il Pd mette in moto ad ogni tornata elettorale risenta della mancanza di quei “galoppini” che sono passati all’altra sponda.

Ci sono poi una serie di fattori facilmente rilevabili e tali da non dare certezze: i nostalgici della “non fusione” che non andranno a votare, quelli che non sentono ragioni e che se vedono un solo candidato di sinistra in lista si inalberano e vanno con facilità al non voto o alla scheda bianca e ci sono infine gli “stanchi” di questa  politica che ci governa da un mezzo secolo, che non credono più alle promesse reiterate ad ogni tornata elettorale ma mai mantenute e tali da determinare un lento ed inesorabile declino dei nostri paesi che è sotto l’occhio di tutti.

Stupisce, nella visione panoramica dell’andamento della campagna elettorale, che il Pd non abbia fatto alcuna critica al centrodestra per non essere riusciti a presentare una lista: stupisce altresì che, come già detto, una lista si atteggi a civica quando di civico non c’è alcuna parvenza.  La deduzione logica ed  elementare è che anche gli elettori di centrodestra andranno a votare e mai come in questa tornata saranno determinanti.

Da qui il silenzio del Pd, l’atteggiarsi a lista civica, le manovre nascoste con gli amici degli amici, il recupero e il sostegno di  tante battaglie mai decisamente rivendicate come per esempio, prima fra tutte, la viabilità di fondovalle.

A nessun esponente di  quel partito ed in questo caso neanche a quello della lista opposta visto che anche lui ha gestito anche se per pochi anni questo strumento, sovviene di andare a dare un’occhiata al Psc - del quale nessuno parla per non arrossire di vergogna – valutando chi ha votato a favore o contro alla viabilità di fondovalle.

L’unica speranza del Pd qual è? Vista l’eterogeneità del centrodestra, visto “lo sbandamento” totale di quei partiti e considerato che in sede locale le parentele, gli amici, i  favori, le promesse, i contributi “valgono”, il Pd spera almeno in una distribuzione paritaria di quei voti.

Dall’altra parte la lista veramente civica che apertamente schiera alcuni rappresentati, anche se ovviamente non dichiarati, non “schierati” ma certamente non di sinistra, dovrebbe – il condizionale è d’obbligo - godere di un indubbio vantaggio.

Va da sé che ogni elettore non rappresentato da una propria lista si pone certe domande con incerte risposte: tornerà quel capolista, come fatto in un recente passato, in caso di vittoria, a richiedere o a essere richiesto di allinearsi nuovamente al partito? Riuscirà a mantenere la sua autonomia e gestire, viste le capacità, un territorio come il Ventasso senza le ingerenze esterne delle segreterie di partito ma nel solo interesse di quel territorio e di quella gente?  E’ evidente che la sua risposta è un no alla prima domanda e un sì alla seconda anche se a tutti è lecito e consentito dubitare.

E allora quale scelta adottare? L’auspicio è, primo, che il senso civico dei montanari prevalga e vadano a votare. E’ altresì auspicabile che i simpatizzanti del centrodestra e comunque tutti coloro che ne hanno “ le tasche  piene” delle promesse fatte da quasi 50 anni dai rappresentanti del partito di governo, facciano una valutazione semplice ed elementare: tra due mali la scelta deve essere per quello “meno peggio” cioè per colui che, speriamo non solo come promessa, ha dichiarato di gestire in autonomia questo nostro territorio determinando una variazione di indirizzo politico non solo di questo grande ed importante Comune ma anche della stessa Unione montana.

Infine, ed è un ulteriore auspicio, è quanto mai necessario che gli elettori, di centro, di destra e dissidenti di sinistra, riescano con senso di maturità e supponenza, a superare la non facile avversità che li ha visti per anni in contrapposizione con uno o l’altro candidato di  quella lista veramente civica liberandosi dai personalismi con il solo scopo di fare lo sgambetto alla sinistra relegandola una volta tanto nell’inusuale ruolo di minoranza.

(Ilio Franchi, già consigliere di minoranza di Ligonchio e dell’Unione)

 

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10 Commenti

  1. Signor Franchi, quale causa sta perorando? Invita i cittadini, anche se non si riconoscono nelle linee politiche dei candidati, ad andare a votare per il meno peggio. Mi scusi, ma chi sarebbe il meno peggio: un candidato già amministratore con risultati assai deludenti e credo ancora iscritto al PD? Oppure un candidato espresso dal PD che ha governato e governa le maggiori istituzioni della montagna (vedi Parco, Gal, etc) con spirito di rinnovamento pari a zero? A detta di alcuni amici, delle persone hanno provato ad organizzare una lista di contrapposizione, ma mi risulta che sia stata fagocitata da entrambi gli schieramenti. Signor Franchi, lo sgambetto è stato fatto in partenza, non facciamo richiami al senso civico e non mettiamo la testa sotto la sabbia. Cordiali saluti.

    (Maria Bianchi)

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  2. Caro Ilio, ho letto attentamente il tuo intervento in merito alle prossime elezioni del nuovo Comune di Ventasso, devo dire che buona parte delle tue considerazioni sono condivisibili, in quanto le contraddizioni emerse in questi anni in materia di gestione del territorio (questo bisognerebbe chiederlo a chi da una “vita”, fa di mestiere l’amministratore) sono abbastanza palesi, anche se le difficoltà ad amministrare territori come i nostri non sono piccole. Detto ciò, vista la novità del nuovo Comune e delle opportunità che a mio parere offre la fusione di quattro territori come i nostri, ritengo necessario, più che guardare al passato, sforzarci tutti di individuare progetti e non l’elenco della “spesa”, come intravvedo in giro, in quanto solo con la progettualità mirata alla creazione di nuovo lavoro e sostenendo quello esistente noi, “forse”, riusciremo a invertire una tendenza di lento spopolamento delle nostre zone. Abbiamo oggi un territorio al centro del Parco nazionale, pieno di eccellenze ambientali, produttive ed anche di strutture che vanno sfruttate attivamente. Così come vanno sfruttate fino in fondo le risorse proprie del territorio, quali i prodotti del bosco e del sottobosco (funghi e mirtilli) che non possiamo più lasciare gestire ad altri. Ripartire da qui, con progetti e sostegno a chi intende fare impresa, sfruttando inoltre i bandi infrastrutturali che a partire da quest’anno e fino al 2020-2021, possono creare quel valore aggiunto necessario per gli obiettivi che vogliamo raggiungere. In questo ambito le infrastrutture, quali la viabilità tradizionale e la rete informatica con l’estensione della banda larga in tutto il territorio, devono essere al centro del nostro rapporto con le Istituzioni preposte alla soluzione di detti problemi. In merito, poi, alla questione di chi è più o meno “civico”, ritengo che questo non si dimostri con essere o non essere iscritto ad un partito (c’è chi entra ed esce dai partiti a secondo delle convenienze personali, ma che di civico non hanno assolutamente niente), mentre c’è chi indipendentemente dall’avere o no una tessera di partito fa dell’interesse civico la ragione per la quale si mette in gioco e cerca di portare avanti gli interessi reali del proprio territorio. La lista a cui ho aderito e della quale Antonio Manari è il candidato sindaco, ritengo rappresenti nel merito, e non nelle parole, la massima espressione di rappresentanza della società civile, che va al di là degli schieramenti, ma che dei problemi da affrontare ha fatto l’unica ragione di sfida.

    (O.T.)

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  3. Ho letto con attenzione quanto scritto dal signor Franchi e concordo con quanto ha esposto con chiarezza. In merito a quello scritto da “O.T.”, volevo ricordare che la lista del dott. Manari è stata voluta dal PD, in barba a quello che aveva chiesto la base (700 firme),cioè le primarie, massima espressione di democrazia. Adesso è strano che a pochi giorni dalle votazioni questa lista di partito sia diventata una lista civica. Volevo inoltre chiedere a “O.T.”, visto l’impegno del dott. Manari come primario presso due importanti ospedali, quale sarà l’impegno in merito al tempo materiale che dedicherà al ruolo di sindaco dal 06/06/2016, in quali giorni sarà presente in Comune e presso le Municipalità? Penso che in questa fase iniziale del percorso del nuovo Comune un sindaco debba essere tale dal giorno dopo le elezioni e debba essere sul pezzo tutti i giorni, non si può farlo part time o nel fine settimana.

    (P.P.P.)

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  4. Gentile “P.P.P.”, se lei avesse partecipato ad almeno uno degli incontri della lista del dott. Manari, senza limitarsi ad ascoltare solo “una campana”, saprebbe bene che la voce messa in giro da qualcuno, riguardante il poco tempo a disposizione del dott. Manari per amministrare il comune di Ventasso è totalmente infondata. Come Manari ha più volte ribadito, sarà operativo da luglio, poichè andrà in pensione a dicembre ma ha ben 5 mesi di ferie arretrate da fare obbligatoriamente. Le ricordo inoltre che nei comuni al di sotto di 15.000 abitanti le liste sono sempre civiche e mi pare di aver capito che il dottor Manari non è iscritto al Pd, al contrario del candidato della lista “Vivere Ventasso” che è uno stimabilissimo amministratore, nulla da dire. Avrei preferito però che la campagna elettorale si fosse basata su progetti concreti e non su falsità dette al solo scopo di screditare l’avversario e mi sarebbe piaciuto, inoltre, che la gente si fosse informata al meglio ascoltando entrambe le parti e non prendendo una decisione sulla base di conoscenze o simpatie pregresse. La saluto con affetto.

    (Giulia C.)
    P.S. – Ottima strumentalizzazione quella delle 700 firme, non vorrei mai giocare a poker con il candidato della lista “Vivere Ventasso”.

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    • Gentilissima signora Giulia C., mi dispiace per Lei ma io ho partecipato ad entrambe le presentazioni delle due liste e le ho ascoltate con attenzione (difficilmente compero a scatola chiusa). Rifacendomi a quanto scritto dl signor Franchi a volte si è chiamati a scegliere per mancanza di alternative (mi permetta la battuta) il male minore. Sicuramente a questo punto mi sentirei più tranquillo se alla guida del nuovo Comune ci fosse qualcuno che sa cosa vuole dire amministrare un Comune. La volevo anche rassicurare che io non gioco a carte. Vedo che per Lei il fatto che 700 potenziali elettori di centro sinistra (me compreso) abbiano chiesto di potersi scegliere il proprio candidato sia una mera strumentalizzazione. La ringrazio di avermi illuminato in merito al fatto che sotto i 15.000 abitanti le liste sono civiche, però questo non cambia il fatto che il dott. Manari è il candidato voluto (imposto) dal PD e per questo non sono state fatte le primarie. Mi creda, signora Giulia, per me che da sempre sono stato un fiero paladino della sinistra (ore ho qualche dubbio) e mi ero illuso che ci potesse essere veramente una svolta in fatto di democrazia interna tanto decantata dal Renzi nazionale, il futuro non mi sembra dei migliori. Ripeto ho ascoltato entrambi i candidati e ho letto i programmi, forse e dico forse, avendo ascoltato prima Bargiacchi e poi il dott. Manari mi ha dato l’impressione che il secondo abbia avuto diverse ispirazione del primo, di certo Bargiacchi lo ha spiegato meglio. Mi permetta di terminare con una battuta del grande Giulio nazionale “pensare male si fa peccato, ma spesso si ci azzecca”. Distinti saluti.

      (P.P.P.)

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      • Se le cose stanno così, chiedo scusa di aver peccato in arroganza, spesso noi giovani siamo impulsivi. Sarei davvero lieta di poterLe illustrare le ragioni che mi spingono a credere che le 700 firme siano state una strumentalizzazione fatta ad hoc per aiutare un candidato e screditarne un altro. Vorrei però fare una distinzione: le persone che hanno firmato in buona fede, credendo fosse la scelta giusta e non consapevoli della macchinazione che vi era celata, hanno tutto il mio appoggio. Ho seguito la faccenda sin dall’inizio, ancor prima dell’auspicabile accordo tra i due candidati e Le posso assicurare che tutte le scelte operate in favore di tale accordo sono state fatte in completa buona fede; La prego, non mi cada anche Lei nella facile demagogia, parlando di una democrazia assente in mancanza delle primarie. L’accordo è stato accettato dal candidato della lista “Vivere Ventasso” ed è stato sciolto dallo stesso quando non era ormai più possibile istituire le primarie, questo ha reso il candidato di “Vivere Ventasso” un povero martire agli occhi di coloro i quali reclamavano questa consultazione a gran voce. Straordinario tempismo, dunque, e non mi sorprende il fatto che uno dei punti cardine dello stimato Bargiacchi sia la “faccenda primarie”, non a caso, nei suoi incontri, la prima mezz’ora di monologo è dedicata a questo. Sono d’accordo con Lei, il futuro non sembra dei migliori anche a me, ed è questo il motivo per cui non sceglierò qualcuno che ha amministrato per trent’anni, ma sceglierò qualcuno lontano da una certa politica, che ha fatto parte del nostro passato e del nostro presente per troppo tempo. Le pongo un ultimo quesito, e lo faccio con con stima e con voglia di capire e confrontarmi; credo di essere più giovane di Lei ma, come Lei, sono da sempre affezionata ad una certa sinistra, e preferisco votare una lista appoggiata dal PD, piuttosto che una lista appoggiata dalla destra e dalla Lega Nord (come ci ha ricordato l’amico B.I. nel commento sotto al mio), a Lei sta bene questa cosa? Riesce a votare una lista che si definisce “veramente civica” ma che nel concreto, e senza ammetterlo, si fa aiutare dal Lega Nord e compagnia bella? Con ciò non voglio assolutamente dirLe chi votare e sono lieta di potermi confrontare con qualcuno che non la pensa come me ma che espone il suo pensiero articolandolo con serietà. Inoltre ci tengo a precisare che queste sono mie personalissime considerazioni basate su ciò che ho visto, avendo conosciuto la faccenda dal principio e avendo ascoltato i candidati sino alla fine della campagna elettorale. Io preferisco concludere condividendo con Lei una citazione di Berlinguer: “Ci si salva e si va avanti se si agisce insieme e non solo uno per uno“. A buon intenditor poche parole.

        (Giulia C.)

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        • Non mi sembra il caso di ritornare sul discorso delle mancate primarie, visto che abbiamo opinioni decisamente diverse. Rispondo al suo quesito con una domanda, secondo lei è meglio votare una lista appoggiata, come dice il signor “B.I.”, da una parte del centro destra oppure una lista del PD con esponenti del centro desta candidati (vedi Municipalità di Collagna), mi creda, meglio la prima. Un appunto, mi pare che anche nella lista del dott. Manari ci sia una buona rappresentanza di personaggi che hanno bazzicano nelle varie passate amministrazioni per molti e molti anni e non mi sento di metterli alla gogna. Un’ultima considerazione, per cercare di spiegare il disagio che provo in questa tornata elettorale, mi era stato riferito che c’era un gruppo di persone di buona volontà che stava cercando di mettere in piedi un nuovo progetto per un nuovo modo di fare politica a livello locale, questo mi aveva convinto che ci fosse una terza lista, staccata dai partiti, con nessun ex sindaco candidato e altre idee veramente interessanti. Purtroppo questo bel progetto è naufragato, qualche pezzo da 90 di questo gruppo si è accasato altrove ed è finito quello che sembrava un bel sogno, ma come spesso accade i sogni sono belli perché rimangono tali. Distinti saluti.

          (P.P.P.)

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  5. Scrivo per la prima volta qui e spero di fare le cose a modo. Ma volevo esprimere la mia opinione, di elettore deluso doppiamente. La lista Manari è appoggiata da partiti e non, ma alla luce del sole, in modo chiaro. La lista Bargiacchi si vanta di essere totalmente civica e apartitica quando lui e i suoi collaboratori hanno e hanno avuto tessere del Pd e sono più o meno palesemente appoggiati da forze politiche di destra (leggete l’articolo di Ilio Franchi a proposito!) e dalla Lega Nord (c’è un bell’articolo su un altro giornale online, che non cito ma che potete facilmente trovare). Non è un problema essere appoggiati da partiti, come ha scritto lo stesso Bargiacchi. E’ però un errore esserlo e nasconderlo prendendo in giro gli elettori. Mi dispiace per Paolo, ma questa volta è troppo.

    (B.I., un ex elettore di Vivere Ventasso)

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  6. Signora Giulia, il Dott. Manari, ottima persona e diligente cardiologo, ha un contratto fino a dicembre 2017. Provi ad informarsi. Distinti saluti.

    (L.C.)

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  7. Ma per favore, per favore! io sono informatissima, piuttosto lei, caro “L”, sa benissimo che sta mettendo in giro fandonie per screditare Manari. Ripeto e vi garantisco che si tratta della verità, che il dottor Manari andrà in pensione a dicembre 2016 ma ha cinque mesi di ferie da fare obbligatoriamente quindi sarà operativo già da luglio. Più proposte e meno polemiche sterili, grazie!

    (Giulia C.)
    Ps: Come qualcuno ha detto a Ligonchio, se ci dobbiamo confrontare, dobbiamo farlo sulle idee e sui programmi.

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