Ancora lunga l’attesa per la riapertura del Santuario della Pietra di Bismantova

Pietra1Occorreranno ancora diversi mesi, forse un anno, per poter accedere di nuovo al Santuario della Madonna della Pietra di Bismantova.

E’ questa l’impressione ricavata dall’incontro in sala consiliare del comune di Castelnovo ne’ Monti con la presenza dei tecnici che in questi mesi hanno lavorato e stanno ancora operando in loco.

Più ottimistica la previsione del sindaco Bini che ha parlato dei mesi di settembre/ottobre (ma senza specificare di che anno!).

L’intervento ha un costo previsto di 800.000 euro che, a stralci, stanno arrivando, principalmente dalla Regione.

Il crollo del febbraio 2015 ha comunque offerto l’occasione per uno studio dettagliato e scientifico della situazione della Pietra di Bismantova dal punto di vista geologico, impresa in cui si sono misurati i geologi della Università di Modena e Reggio. Il dottor  Corsini ha illustrato i risultati ottenuti che rappresentano quanto di meglio è stato possibile ottenere con le risorse, finanziarie e tecnologiche, a disposizione.

L’obiettivo era individuare le zone critiche specialmente nei versanti sud e sud/est, evidenziando anche i luoghi dove potrebbero precipitare i massi, al fine di stabilire le priorità e le modalità dei controlli e della manutenzione che andranno fatti con regolarità.

Sono stati installati decine di fessurimetri, in punti scelti con criteri scientifici, che misurano le dilatazioni micrometriche di determinate faglie trasmettendole in wireless ad una stazione a valle (in zona foresteria) dotata anche di due webcam che monitorano l’area di interesse sopra al santuario e al rifugio.

Il dottor Doglioni, che ha curato il progetto di intervento attuato fino ad ora, lo ha illustrato con dovizia di immagini, comprese anche le impressionanti riprese video delle microesplosioni realizzate in parete per staccare blocchi a rischio.

Il problema maggiore era rappresentato dalla salvaguardia del santuario durante i lavori, salvaguardia garantita da protezioni che hanno svolto egregiamente il lavoro per cui erano state progettate e che saranno tolte a fine lavori.

Per consolidare la zona sopra al santuario sono state inserite nella roccia barre in acciaio di una decina di metri che in superficie hanno una piastra resa però invisibile dal basso con un certosino lavoro di creazione di nicchie poi chiuse con una malta simile alla superficie della roccia.

Hanno concluso la serata un breve intervento di Domenico Dolci, del Comitato per la Pietra, che ha detto che i lavori sul santuario, promossi e sostenuti dal comitato stesso, saranno certamente ripresi appena possibile, ed un altro di Fausto Giovanelli, nella sua veste di presidente del Parco nazionale Appennino tosco-emiliano di cui la Pietra è forse il “gioiello” di maggior pregio.

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