Il postino suona sempre una volta. Ma ogni due giorni  

postinoMolti di noi avvezzi all’uso della carta ricordano con nostalgia il 1999. Nasceva Posta prioritaria.

Dopo decenni di leggende metropolitane sui ritardi delle poste, con consegne in ritardo di cartoline del boom economico o degli innamorati tra le due guerre, nasceva la Posta prioritaria. Un servizio efficiente e strabiliante che garantiva, ad un prezzo superiore, una rapidità di consegne maggiore rispetto alla posta ordinaria cui si era abituati. L'obiettivo dichiarato era quello della consegna in giornata per la posta urbana e nella giornata successiva per le altre destinazioni cosa che, a dire del vero, avveniva. Con 1200 lire in 24 ore si recapitava una cartolina dall’altra parte del Bel Paese. Le Poste, in un battibaleno, erano divenute un servizio di cui andare fieri.

Dal maggio 2006 gli invii avvenivano tutti per posta prioritaria. Anche se, in realtà, molte spedizioni tornarono ad avere tempi più lunghi. Ora le cose cambiano e, per l’Appennino, questo vale in peggio.

Ecco l’elenco trasmesso da Poste Italiane, dei comuni nei quali, a partire dal prossimo 20 giugno, la consegna della posta ordinaria avverrà a giorni alterni: Baiso, Busana, Campegine, Canossa, Carpineti, Casina, Castelnovo ne' Monti, Collagna, Gattatico, Ligonchio, Ramiseto, San Polo d’Enza, Toano, Vetto, Viano e Villa Minozzo.

E’ il frutto del programma di riorganizzazione del servizio di recapito della corrispondenza varato da Poste Italiane. La posta ordinaria sarà a giorni alternati e vedremo il postino un giorno sì e l’altro no. Vale per tutti: imprenditori, studi professionali, enti pubblici, e semplici cittadini.

Una modifica che non riguarderà i prodotti più cari delle Poste ma che, ad esempio, riguarda la consegna dei giornali. Preoccupazione per le raccomandate normali: nel caso arrivino nel giorno in cui la zona di destinazione è “spenta” potrebbero slittare al giorno successivo. I prodotti urgenti e più costosi, invece, viaggeranno con il binario Linea Plus, con garanzia di recapito all’arrivo.

Addio, insomma, ai quotidiani nella cassetta delle lettere per gli abbonati. Potremmo obiettare che Redacon è gratuito e lo si legge comunque indipendentemente dalla posta. Potremmo obiettare che la lettura dei quotidiani è in calo e i cani abbaianti che non vedranno i postini si lamenteranno di meno. Potremmo rilevare che lo stesso utilizzo nostro delle poste è in calo e in Appennino abbiamo già dimezzato gli sportelli.

Rileviamo, invece, che ancora una volta la montagna subisce una discriminazione territoriale in fatto di servizi e, anziché essere agevolata è penalizzato.

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6 Commenti

  1. Avanti pure con la distruzione della montagna e delle periferie. Molto semplice, i montanari tacciono, sono rassegnati, il futuro è certo: trasferirsi altrove, da anni è il volere dei centri decisionali. Vediamo se qualcosa si muoverà.

    (Fabio Leoncelli)

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  2. Purtroppo, vista la rassegnazione dei montanari, sarà sempre peggio! A goderne saranno i dirigenti che risparmiando, creando disservizi, si vedranno gonfiare i loro già lauti stipendi!

    (Jmmy)

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  3. Chiaro, hanno salvato Alitalia e chi paga sempre i più deboli. Siamo al caos totale, chi non si trova in casa quando arrivano le AR poi per recuperarle ci fanno impazzire. Facciamo una cosa: che se le tengano le AR, credo che a tutto ci sia un limite ormai ampiamente superato.

    (Angelo Covili)

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    • Angelo, il non ritirare la raccomandata non ti sottrae dalle responsabilità. Rischi dei problemi, qualora fossero atti giudiziari o eventuali convocazioni da Agenzia delle entrate o Equitalia, per fare alcuni esempi, in quanto, per la legge italiana, trascorsi i trenta giorni di giacenza, la raccomandata è come se fosse stata consegnata. Ricorda che oggi esistono anche società di recapito private che nella propria area operativa stanno facendo un buon lavoro. Su internet, cercando, le trovi, se ne hai bisogno.

      (Sergio)

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  4. La politica di Poste Italiane è decisa da chi governa le Poste. Chi governa le Poste è nominato da chi governa l’Italia. A noi ogni tanto una conferenza sullo sviluppo della montagna, con mirabolanti promesse e milioni di euro che spuntano di qua e di là come funghi e po’ di passerella per ministri ed assessori. E il bello è che c’è chi ci crede ancora.

    (Luigi Bizzarri)

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  5. Ricordo che hanno iniziato a chiudere gli uffici e l’unico sindaco che è ricorso al Tar è stato Bargiacchi a Collagna, vincendo la causa. Speriamo che i nuovi amministratori seguano il suo esempio e stiano all’erta e noi montanari non dobbiamo rassegnarci.

    (Savio)

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