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Paolo Bargiacchi: “Colpendone uno si pensa di educarne cento. Il Pd locale ha venduto la lista come civica, salvo reclamarne poi la paternità”

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Riceviamo e pubblichiamo.

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Paolo Bargiacchi - candidato sindaco Comune di Ventasso
Paolo Bargiacchi - candidato sindaco Comune di Ventasso

Non sorprende la presa di posizione della Commissione di Garanzia che, nel quadro delle regole statutarie e di corretta convivenza all’interno della formazione politica PD, ha adottato i noti e sbandierati provvedimenti nei confronti di chi scrive e di altro esponente del Partito.

Esprimendo rispetto per i componenti della Commissione e per l’inevitabile, ancorché intempestivo, provvedimento adottato, non posso tuttavia tacere del fatto che il Circolo di Ventasso e il suo Segretario, che hanno promosso e sollecitato il provvedimento stesso, avrebbero essi pure meritato un qualche “richiamo” dalla Commissione stessa, non solo per la minuscola entità degli iscritti dell’anno 2015 (meno di 100, circa il 2% della popolazione dei quattro Comuni tutti governati dalla sinistra), non solo per il mancato avvio, fino ad ora, del tesseramento 2016, non solo per l’improvvida gestione della fase elettorale (vorrei ricordare che la rottura vera è avvenuta sullo svolgimento o meno delle primarie reclamate da oltre 700 cittadini), che quanto meno ha creato una pesante frattura all’interno degli elettori di centro-sinistra, ma soprattutto perché hanno venduto la lista risultata vincente (ma non trionfante) come una lista dichiaratamente civica, salvo, dopo il risultato, reclamarne la paternità poco prima denegata.

Non mi stupisce la sospensione/espulsione fino a fine 2017, prorogabile di un altro anno e mezzo, per me e per un altro soltanto dei vari iscritti 2015 o di anni precedenti che si sono candidati o hanno aderito in maniera conclamata e pubblicamente alla lista “Vivere Ventasso”, perché forse si è pensato che colpendone uno se ne possono educare cento, però mi lasciano perplesso, un poco e solo un poco, non le iniziative e le prese di posizione di Coli e C., da cui non mi sarei mai aspettato altro, ma il ritardo che ha accompagnato la pur doverosa pronuncia della Commissione: la mia adesione ad una lista alternativa a quella “appoggiata” dal PD risale, infatti, al 15 aprile (e in tale data per iscritto l’ho dichiarata e comunicata a tutti gli organi del PD stesso) e solo il 22 giugno il Segretario di Circolo ha tirato per la giacchetta la Commissione sollecitandone la decisione che, con velocità eccezionale, è stata adottata solo sei giorni dopo, comunque due mesi e mezzo dopo la nota marachella.

Ho detto marachella perché di situazioni analoghe sono piene le cronache in mezza o tutta Italia e poi perché lo stesso Renzi, che notoriamente non è il mio vate, ha rinunciato ad espulsioni come operazione di antica e passata memoria.

Posso attestare comunque a mio favore che non ero iscritto per il 2016, come non lo era nessuno dei democratici di Ventasso che si sono candidati nella mia e nell’altra Lista.

La sanzione non mi ha privato di una iscrizione che non avevo né di cariche di partito che non ricoprivo (non ero, nonostante fosse previsto dalle norme, fra i Sindaci componenti del direttivo del mini-circolo del Ventasso): non posso nemmeno dire che mi ha restituito la libertà di decidere come ritengo al prossimo Referendum Costituzionale o per altre scelte, perché quella libertà me la sono sempre tenuta e l’ho usata sempre in tanti anni di milizia nel PD o in formazioni di sostegno al partito.

E quella libertà di scelta e di azione è unanimemente condivisa dai candidati e dai numerosi supporters e sostenitori della Lista “Vivere Ventasso”, che hanno convenuto di restare uniti e coesi in un Comitato Civico che stiamo costituendo perché, attraverso riunioni periodiche fra di noi e incontri con i cittadini, possa fare sentire la sua voce e la sua opinione sui temi di maggior interesse per la montagna.

Non rinnego e non mi pento “di averci messo la faccia” in tutte le mie scelte: non credo possano fare o dire altrettanto quelli che esultano per l’attuale, conclamata presa di posizione della Commissione di Garanzia!

(Paolo Bargiacchi, già candidato Sindaco della Lista “Vivere Ventasso”)

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5 Commenti

  1. Da ex elettore di centrosinistra penso che il Pd con questa scelta sia in linea con l’andamento e le scelte del Pd nazionale. Un partito che ha perso la sua identità strada facendo con scelte sbagliate, sia ideologiche, sia politiche, a livello di scelta dei personaggi che dovrebbero rappresentarlo. Forza Italia e Berlusconi pur rovinando il Paese sono durati 20 anni. Il Pd con Renzi non durerà altrettanto e le prossime amministrative lo dimostreranno, specialmente se a Roma e Torino i due sindaci faranno cose giuste sarà il trionfo dei 5 Stelle, anche perché la popolazione di questi politici della casta non ne può più e godrò a vedere che faccia farà Renzi. Per il resto onore a Bargiacchi per la scelta non facile sostenuta, chiaramente tagliato fuori dal partito per aver dimostrato di non essere così manipolabile e servo dei diktat del partito. Una bella soddisfazione per lui il successo nel comune di Collagna, dove le persone hanno avuto modo di conoscerlo, e quindi stimarlo e votarlo. Spero che ormai il tempo per una politica così logora, despota e corrotta, sia arrivato al termine e che qualcosa di nuovo si intravveda all’orizzonte.

    (Marco Galeazzi)

  2. MAH. C ANCHE QUESTO NON LO CAPISCO DOS

    Le regole ci sono per essere rispettate. Le hai infrante e vieni espulso. Non vedo dove sta il problema, se le regole del Pd non ti vanno più bene, ognuno per la sua strada, ma senza polemizzare sempre. Ricordo anche che 5 anni fa la stessa cosa, e l’insistenza di volere la tessera a tutti i costi. Rimango perplesso.

    (Bacs)

  3. Paragonare il Pd ad un pullman pieno di turisti impegnato in una lunga discesa e sprovvisto di sistemi di frenatura mi pare un paragone che ben si addice all’attuale PD. Ovviamente l’autista, Segretario del PD e Presidente del Consiglio, sa che il sistema di frenatura si è rotto, ma non lo dice ai turisti (donne e uomini fedelissimi alla linea). Questi inebriati dal paesaggio e dalla velocità del mezzo, del come affronta le curve dei tornati, cantano liberamente. Temo che ci siano tanti pullman privi di freni anche nella nostra montagna, io non salirò su nessuno di questi mezzi. Alla signora Anna ricordo che non basta aver ragione, ma che bisogna anche farla valere. Io sto con coloro che hanno ragione e che vogliono farla valere.

    (Marino Friggeri)

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