L’imam di Felina che voleva la moschea in Appennino arrestato e rimpatriato

CARPINETI (27 luglio 2016) - E' finito arrestato e rimpatriato l'ex imam di Felina di origini marocchine,  Mohammed Madad, classe 1964. L'uomo, che risiedeva con la famiglia a Carpineti, è stato espulso su provvedimento del Ministro dell'Interno per motivi di ordine pubblico e sicurezza dello Stato. Gli agenti della Digos di Reggio Emilia, guidati dal dirigente Lucio Di Ciccolo seguivano da sei-sette mesi prima del trasferimento nel vicentino per il suo atteggiamento radicale e i sermoni antioccidentali. Dallo scorso aprile si era trasferito a Noventa Vicentina, dove aveva assunto un profilo sempre più integralista. Il sospetto è che potesse anche agevolare il terrorismo internazionale. Addirittura l'uomo aveva chiamato una delle sue due figlie Jihad.

L'Imam Mohammed Madad

L'Imam Mohammed Madad

Alle indagini che hanno portato alla espulsione dell'imam - avvenuta a Noventa Vicentina, dove dallo scorso aprile era stato assunto come guida spirituale - ha collaborato anche la polizia di Vicenza. Madad è stato prelevato martedì 26 luglio dalla sua abitazione a Novente ed è stato imbarcato alle 22,40 su un volo in partenza da Fiumicino e diretto in Marocco. La famiglia, ancora residente a Carpineti, al momento dell'espulsione di Madad si trovava già in Marocco per le vacanze estive.

Madad viveva a Reggio Emilia dal 1990: fece l'operaio e rimase disoccupato dopo essere stato licenziato dalla Aia di Bagnolo. Aveva tentato senza successo di aprire una macelleria islamica e tra le altre cose, in cambio di denaro, faceva anche dei rituali magici. Poi il trasferimento nel nostro comune con la moglie e i quattro figli.

Con l'andare del tempo il suo atteggiamento si sarebbe fatto sempre più intransigente, come rilevato dagli investigatori. Fino all'aprile scorso celebrava la preghiera tra i fedeli musulmani in un piccolo garage in località Gatta, a Castelnovo ne' Monti, ma era già stato imam a Felina. Proprio in ragione della sua sospetta pericolosità gli è stato inflitto il divieto di reingresso in Italia per i prossimi 15 anni.

L'accusa per l'imam di matrice salafita è di essere un sostenitore dell'islam radicale. L'uomo era da qualche mese alla guida del centro di preghiera e cultura islamica a Noventa Vicentina. Qui gli accertamenti della polizia - cui era stato segnalato dai colleghi reggiani - hanno constatato la sua progressiva radicalizzazione: i suoi sermoni erano diventati sempre più antioccidentali e violenti, miranti anche all'indottrinamento dei minori della comunità.

Lo ricordiamo in alcune interviste a Redacon, a cura di Giuliana Sciaboni, in cui appariva sotto vesti alquanto differenti e concilianti. "Se uno insulta Maometto - aveva dichiarato - è una ferita profonda, che non si risolve con la morte".

Si ricorda anche il suo attivismo nelle primarie Pd nelle amministrative castelnovesi a sostegno (suo e della sua comunità) di uno dei candidati. Il suo obiettivo era il sostegno al progetto di una moschea in Appennino.

imam

Aggiornamento 27 luglio 2016 ore 16,15

In merito all’espulsione decretata dal ministro dell’interno per Mohammed Madad, che in qualità di imam aveva predicato per diversi anni prima a Gatta poi a Felina, interviene il sindaco di Castelnovo ne' Monti e presidente dell'Unione dei comuni, Enrico Bini.

Ho avuto modo di incontrare Madad in poche occasioni, ma devo dire che non sono stati incontri positivi, anzi già nell’ambito delle primarie del centrosinistra, prima delle ultime politiche, ci eravamo scontrati abbastanza seccamente. In qualità di sindaco, alcuni mesi dopo l’inizio del mandato, avevo adottato il provvedimento di chiusura del centro islamico di Felina, perché non rispondente alle norme. Era seguito un incontro in Comune, ma avevo scelto fermamente di non accettare la richiesta di Madad di riaprire un luogo dove potesse predicare perché da parte sua non avevo visto la disponibilità a percorsi di collaborazione e apertura verso la comunità. Da allora si è poi sviluppato un dialogo che ha invece riguardato i ragazzi dell’associazione "Al Bayt" e del nuovo centro culturale di Felina, nato da un percorso fatto insieme e durante il quale gli stessi ragazzi hanno espressamente richiesto che nel progetto non rientrasse la presenza di Madad, convincendo anche i più anziani, che invece non avevano contrarietà sulla sua presenza. Hanno voluto un centro che fosse più aperto e dialogante verso la comunità, tanto che hanno scelto di tradurre tutte le loro preghiere in italiano. Dalla chiusura disposta nel 2014 Madad si è poi allontanato gradualmente dal territorio reggiano. Ora devo dire che accolgo positivamente la decisione del Ministro dell’interno: anche nella mia limitata esperienza, pur non avendo mai avuto notizie di incitazioni all’odio o a un estremismo radicale da parte sua, ho potuto constatare in lui una mancanza di apertura e volontà di reale integrazione.

* * *

Ci scrive il sindaco di Carpineti, Tiziano Borghi

Ringrazio immensamente le forze dell’ordine che si adoperano per la sicurezza ed il controllo del territorio su tutti i livelli, rendendo il nostro Appennino e il nostro Paese più sicuro e questo provvedimento ne è l’esempio più concreto. Stiamo vivendo tempi difficili dove la violenza ed il radicalismo sembrano imperversare gettando tutti noi in uno stato di paura ed insicurezza costante. E proprio per questo motivo, proprio in questo periodo, più che mai abbiamo l’imperativo di stringerci intorno ai valori condivisi della nostra comunità: pace, libertà, tolleranza, diametralmente opposti a quelli promossi dal fanatismo islamico. Ringrazio anche tutti coloro che, indipendentemente dall’appartenenza religiosa, hanno avuto il coraggio di collaborare con le forze dell’ordine per questa brillante operazione, contribuendo in modo determinante alla sicurezza della nostra comunità.

(Tiziano Borghi)

 

Agenzia Redacon ©
E' vietata la riproduzione totale o parziale e la distribuzione con qualsiasi mezzo delle notizie di REDACON, salvo espliciti e specifici accordi in materia e con citazione della fonte. Violazioni saranno perseguite ai sensi della legge sul diritto d’autore.

41 Commenti

  1. Prenderà le dovute distanze da questo personaggio l’associazione Al Bayt?

    (Gio. Alb)

    Rispondi
  2. Altro che integrazione! Tutte le donne marocchine che vivono a Felina (almeno io ho visto quelle), hanno iniziato, con l’arrivo di questa persona “per bene”, a portare il velo. Conoscevo ragazze arabe che avevano la libertà di vestire come volevano e a capo scoperto. Mi chiedo se anche in questo centro islamico questo imam abbia predicato l’odio e la violenza nei confronti di noi occidentali, ma in special modo mi chiedo se i musulmani residenti sul nostro territorio abbiano condiviso le sue parole. Sono preoccupata, perché so che il centro era molto frequentato fino alla sua chiusura, avvenuta qualche tempo fa. Poi, ultima cosa, chiedo al candidato del Pd che è stato appoggiato dall’imam e dai suoi se non si vergogna un po’ ad essersi fatto sostenere da personaggi del genere.

    (C.)

    Rispondi
  3. Ora leggendo dell’arresto dell’imam mi vengono in mente le polemiche nate dopo l’utilizzo della palestra delle scuole medie e la preoccupazione di moltissime persone che vi si annidassero terroristi. Probabilmente ora i buonisti di turno diranno che non sono tutti così.

    (Riki)

    Rispondi
  4. Complimenti alle forze dell’ordine che lo hanno scoperto. La cosa peggiore è che una certa area politica coinvolga questa gente a fare politica. Ormai siamo al limite, in Italia come in Europa. O che si prendono decisioni severe o la situazione diventerà incontrollabile.

    (SS75)

    Rispondi
  5. Eccomi, la “buonista” di turno. Il concedere i locali della palestra per la preghiera è tutta un’altra storia, si è concesso a una comunità religiosa, e non al signor Madad, un luogo dove poter pregare. Riguardo al signor Madad ho sempre espresso in molteplici occasioni e in varie sedi le mie remore, lo ritenevo una persona con idee pericolose e quando ho saputo che si era “offerto” per tenere un corso di Arabo a Casina ho espresso in Comune la mia motivata contrarietà, non al corso di Arabo, che trovo una bellissima iniziativa, ma proprio nella presenza di questo presunto imam (presunto perché autoproclamatosi); alla fine il progetto è stato abbandonato con mio rammarico, sarebbe bastato trovare un altro insegnante. Madad aveva certo qualcuno che lo seguiva, ma non tutta la comunità era a lui favorevole, adesso allargare a macchia d’olio una generale colpevolezza di tutti i musulmani non fa altro che fare il gioco di persone come “l’imam” in questione. Quindi, non sono tutti così, è un dato di fatto. Subito dopo aver letto l’intervista su Redacon rilasciata da Madad ricordo di aver scritto una lettera proprio a Redacon (che l’ha pubblicata), perché sentivo il bisogno di scrollarmi di dosso l’incomprensione che percepivo, ahimè ne percepisco tutt’ora da una parte e dall’altra, e il non comprendere l’altro spesso porta a odio e sappiamo che l’odio si alimenta e cresce in fretta, fermarlo invece non è nè immediato, nè indolore. Madad è stato espulso ma la “battaglia” non è vinta, abbiamo ancora troppi predicatori di odio e non solo da una parte. Ormai, se proprio dobbiamo scrivere un noi e un loro, dovemmo farlo tra il noi che vogliamo un mondo di dialogo e pace e chi dall’altro vorrebbe un mondo chiuso e di scontro, indipendentemente dalla religione o dalla nazione di origine. Concludo con un saluto che trovo molto appropriato: Assalamu aleikum.

    (Monja)

    Rispondi
  6. Ringrazio le forze dell’ordine e pongo una domanda: e quelli che ha indottrinato e che sono tra di noi?

    (AL)

    Rispondi
  7. Il nostro atteggiamento è sbagliato. Noi li accogliamo, pensandoli “poverini”, a prescindere dal loro pensiero, che coincide con la loro pratica. Siamo razzisti perchè con gli italiani non siamo così permissivi e tolleranti. Gente, siamo in guerra! E stiamo accogliendo dei nemici che non tituberanno per farci fuori. Non tutti, chiaro, ma dobbiamo tutelarci. O chi è tranquillo sposa in pieno le nostre regole o sta a casa sua rischiando. Stiamo perdendo le nostre tradizioni e la bellissima cultura italiana. Ora stiamo per perdere la tranquillità e la vita. Per buonismo.

    (I. Bertacchi)

    Rispondi
  8. Su Rai 1 hanno trasmesso la notizia, proiettando l’immagine della Pietra di Bismantova, contornata dalla luna islamica, con lo sfondo del centro commerciale di Felina. Questo siamo?

    (Alberto N.)

    Rispondi
  9. Sembra che lo stesso imam abbia predicato anche nella palestra di Castelnovo ne’ Monti lo scorso anno. Questo sarà oggetto di investigazione, perchè se così fosse allora verrebbero messe in discussione le dichiarazioni della maggioranza che non avrebbe chiuso la moschea di Felina perchè questo imam era considerato pericoloso, ma forse perchè non vi erano i requisiti di sicurezza (edificio), altrimenti non si spiegherebbe come gli avrebbero permesso di predicare in palestra a Castelnovo ne’ Monti.

    (Massimiliano Genitoni, portavoce M5S Castelnovo ne’ Monti)

    Rispondi
    • Restiamo tutti in attesa davvero di sapere quale sia, quindi, la verità in merito. Da cittadina ed elettrice chiedo agli amministratori di conoscere chi nelle primarie ha accettato il sostegno di questa persona come citato nell’articolo sopra: “Si ricorda anche il suo attivismo nelle primarie Pd nelle amministrative castelnovesi a sostegno (suo e della sua comunità) di uno dei candidati. Il suo obiettivo era il sostegno al progetto di una moschea in Appennino”.

      (LG)

      Rispondi
  10. Un plauso al sindaco Bini per l’atteggiamento tenuto. Soprattutto per il fatto che ha proposto/imposto/contrattato l’adozione della lingua italiana per le prediche degli imam (a proposito, qualcuno sa se sono veramente capi religiosi nominati da qualcuno e chi rappresentano? Sentite Madgdi Allam cosa ne pensa!). Aggiungerei che, se fosse possibile, anche le moschee o luoghi di preghiera islamici in Italia dovrebbero essere tolleranti con la società che li ospita che, volenti o nolenti, ha profonde radici cristiane (per dialogare, gentile Monja, servono almeno due dialoganti e ciascuno con una identità ben precisa ove nessuna pretenda superiorità verso l’altra). Se, ad esempio, ogni musulmano o scintoista o buddhista o ebreo vuole visitare una chiesa cattolica o prendere parte alle funzioni religiose cattoliche può liberamente farlo; anche le altre religioni dovrebbero, in Italia, fare la stessa cosa. Ad esempio il Natale si festeggia. Anche a scuola. Ai musulmani si darà la possibilità di festeggiare le loro ricorrenze. Ecco: una serie di norme che mettano tutti i praticanti di qualsiasi religione nella condizione di essere capiti e compresi dagli altri potrebbero cominciare a limitare gli estremismi, forse aiutare il dialogo, sicuramente a rispettare chi non crede o pensa come noi. Bene, quindi, Bini. Ma aggiungiamo altri strumenti di pacificazione.

    (Elio Peri)

    Rispondi
  11. Sarebbe necessario imporre un corso di lingua italiana e diritto civile a tutte le donne straniere che arrivano in Italia, una volta acquisita un po’ di cultura e libertà ci penserebbero loro a denunciare i mariti, fratelli, cugini, vicini di casa! Gli integralisti si riconoscono dall’atteggiamento ostile e contrariato che mostrano quando entrano in ospedale, a scuola, negli uffici pubblici e da come trattano i figli, ma soprattutto le donne. Le chiudono in casa! Se ci si accorge che un immigrato non vive nel rispetto delle leggi civili dello stato che li accoglie… fuori il prima possibile!

    (Simona)

    Rispondi
  12. Mi aspetto una forte presa di distanza dalla associazione Al Bayt da questa brutta pagina, questo loro silenzio non gli fa bene! Mi chiedo se quei venditori ambulanti che hanno invaso la montagna e che non hanno lavoro e sopravvivono suonando campanelli, sperando nella carità di qualcuno, non sono terreno fertile per questi imam antioccidentali. È giusto lasciarli vivere così? Credo vadano rimpatriati. La famiglia dell’imam vivrà a Carpineti a spese di noi cittadini? Sindaco Borghi cosa rispondi?

    (C.G.)

    Rispondi
  13. Di solito chi emigra in altri paesi rispetta le regole vigenti. Non può essere integrazione quando si professa una religione che di integrante ha veramente poco. Collegandosi al commento della signora Simona, una religione che non rispetta le donne ha ben poco di “civile”. È andata bene che il fanatismo dell’imam non è sfociato in cose più gravi. Comunque bisogna vegliare. Abbiamo purtroppo esempi in Europa di quanto siamo a rischio con questi terroristi.

    (SS75)

    Rispondi
  14. Questo individuo è stato espulso solo ora nonostante abbia dato il nome di “Jihad” ad una delle proprie figlie e nonostante la sua radicalizzazione sembrerebbe essere stata notata da “tutti”. L’occidente è davvero in uno stato così comatoso da non riuscire a difendersi da un individuo di tal specie? Da una propaganda che seppur becera è in grado di azzerare in un attimo i valori fondanti della nostra civiltà? La realtà è che la colpa è nostra, non sappiamo più chi siamo e per questo non siamo più in grado di argomentare al di là del politicamente corretto. Crediamo che l’integrazione sia affittare una palestra affinché anche i non cattolici abbiano un luogo dove pregare o che il far partecipare alle primarie del proprio partito un imam sia segno di esotica apertura verso il mondo. La realtà è che per integrare persone di una cultura così differente serve la buona volontà di coloro che devono essere inclusi, così come un grande sforzo da parte della nazione accogliente, in primis di natura economica. Ma se non siamo in grado di garantire un lavoro e un futuro adeguato ai nostri figli sebbene laureati, pensiamo davvero che sia possibile dare un’istruzione e un lavoro a così tante persone di modo da farli sentire davvero italiani e non solo sul certificato di cittadinanza? Più che di corsi d’arabo avremmo bisogno di lezioni di illuminismo per rimparare a difenderci dall’oscurantismo attuale con le armi della ragione. Un’ultima cosa, noto con dispiacere che quando succedono cose di questo tipo tutti sapevano sempre tutto. Credo che, in particolar modo oggi, sia necessario avere il coraggio di denunciare certi fatti tempestivamente e non gloriarsi di una fasulla onniscienza a fatti avvenuti.

    (Luca)

    Rispondi
  15. Non mi dite nulla di nuovo. Quest’uomo nel carpinetano giá da tempo è conosciuto essere un personaggio ostile, insomma uno di cui non ci si dimentica. Chiuso alle trattative, agevolato sicuramente dalle forze politiche per farlo integrare, ma mi chiedo: se una persona mostra, appunto come é stato detto sopra, chiusura riguardo la nostra bellissima cultura cosa stiamo a parlare di integrazione? E ve lo dice una che ci credeva tanto. Ma la Francia o la Germania non son poi così lontane dall’Italia. La paura è tanta e la voglia di pace ancora di più. Tutte le volte che nei centri commerciali vedo questi imam con la vestaglia e le loro donne coperte fino agli occhi anche con 40 gradi all’ombra provo ribrezzo. E ringrazio d’esser nata in un Paese dove la libertá è stata conquistata con il sangue dei patrioti. Anche perchè noi come turisti non possiamo nemmeno lontanamente avvicinarci alla Mecca. La Mecca è per gli islamici… ma si dà il caso che loro possano liberamente vivere nel nostro paese e anche avvicinarsi al Vaticano che è il nostro luogo sacro simbolo. Son davvero rassicurata quando si prendono restrizioni di questo genere. Grazie per aiutare a garantire la nostra sicurezza!

    (Laura)

    Rispondi
  16. Questo “omino” viveva a pochi passi da casa mia, in una delle tre antiche case a torre della borgata. Non gli ho mai rivolto la parola proprio perché – già dalla prima volta che l’ho visto – mi ha dato l’impressione di essere “uno di loro”. Sapere ora di cosa poteva essere capace e del fanatismo che ha nella zucca mi fa venire i brividi. L’ho visto un paio di anni fa litigare con il suo affittuario nell’orto sotto casa (non vi dico cosa aveva tra le mani), anche lì è andata bene, urla, insulti e morta lì. Per anni abbiamo accudito “l’omino” e la sua famiglia a spese della comunità carpinetana. Tutto gratis: legna da ardere portata e impilata sotto casa, servizi scolastici, servizi medici e assistenziali, ecc. ecc. A ogni cavolata “l’omino” andava in Comune a fare polemica o reclamare qualcosa. Voleva pure la moschea a Felina. Non ci siamo! Di lavorare non ne aveva proprio voglia. Alla fine gli abbiamo pagato anche il viaggio di rientro (sola andata, speriamo). Ed ora vengo a sapere che era anche stato inserito in una lista politica. Tutto questo è uno schifo! Svegliatevi gente! Come si legge nei commenti precedenti, la Francia non è tanto lontana. Comunque, complimenti alle forze dell’ordine. Mi firmo con le sole iniziali perchè ho paura e questo non è bello, a casa mia!

    (BS)

    Rispondi
  17. Rispondo alla buonista di turno, cos’è per lei l’integrazione? Noi che ci adattiamo a loro o loro che devono adattarsi ai nostri usi e costumi? In un paese arabo lei queste cose non le avrebbe potute neanche scrivere. E le rispondo con at salut, Assalamu aleikum lo lascio a lei.

    (Lollo)

    Rispondi
    • Ognuno mantiene le proprie tradizioni, nel rispetto delle leggi e degli altri. Chiamasi, innanzitutto, civiltà; è solo questa la strada di una vera e compiuta integrazione.

      (Monja)

      Rispondi
      • Monja, quindi in Arabia Saudita o in Afghanistan sono libero di praticare il culto che voglio, di sviluppare la mia cultura mangiando un panino con il prosciutto e bevendo un bicchiere di lambrusco, giusto? Hai scritto che ognuno mantiene le proprie tradizioni nel rispetto degli altri e delle leggi, giusto? Strada di una vera civiltà.

        (Giovanni Onfiani)

        Rispondi
        • Signor Giovanni, quanti immigrati ci sono di origine Saudita nel nostro territorio? La comunità di immigrati più numerosa viene dal Marocco, in quel paese lei può tranquillamente mangiare un panino al prosciutto e bersi, non so se c’è, il lambrusco, ma un bicchiere di vino sicuramente, finito di mangiare e bere può andare a Messa nella basilica cattolica di Casablanca. Ma il discorso vero non è nemmeno questo, noi abbiamo una Costituzione e a questa dobbiamo attenerci, non certo modificarla o non seguirla perché in altri paesi ci sono leggi e regole diverse. Mi pare che molti invochino l’integrazione, ma in realtà vorrebbero un’omologazione.

          (Monja)

          Rispondi
          • Questo è logico, abbiamo una Costituzione che garantisce il pluralismo religioso, il vero problema è un altro. La religione musulmana, per vari motivi, tra i quali essersi fermata ad una visione del mondo pre medievale, impone ai propri adepti comportamenti non accettabili se non illegali per i valori sui cui si fonda la nostra civiltà. In Arabia Saudita le donne vengono arrestate se guidano, qui per ora si limitano a coprirsi da capo ai piedi anche con quaranta gradi. E’ questa la libertà che vogliamo davvero tutelare? E’ logico che il pluralismo religioso che la Costituzione vuole tutelare non può mettere in discussione diritti ancora più importanti. Il vero problema è questo: l’Islam nella sua integralità è compatibile con i diritti umani che noi concepiamo? La risposta è purtroppo negativa ed è quindi arrivata l’ora di difendere davvero la nostra Costituzione e non difendersi dietro falsi ossimori.

            (Marco)

      • Mi scusi, signora buonista, ma per lei la “civiltà” consiste nel far parlare la donna solo se l’uomo le dà il permesso? Oppure nel farla camminare un metro dietro? Oppure farle indossare il burqa? Tutto chiaramente nel rispetto delle nostre leggi. Cordiali saluti.

        (Lollo)

        Rispondi
        • I comportamenti da lei descritti rientrano nel non rispettare la legge, che da noi implica una parità di genere. Alle donne non serve nessun permesso per parlare e può camminare dietro, davanti, a fianco di un uomo, detto questo ci sono cambiamenti “culturali” che avvengono con il divenire e non certo perché imposti, quello che non faranno le madri, faranno le figlie, se lasciate nelle condizioni di poterlo fare. Veniamo al burqa, per me non andrebbe tollerato, nel posto più sacro dell’Islam, la Mecca, le donne vanno rigorosamente a volto scoperto, non c’è un veto religioso e quindi va da sè che il discorso diverso è per il velo che copre i capelli, quello è giusto che venga rispettato perché non viola nessuna legge e, se scelto, ha un valore religioso. Le religioni e le tradizioni meritano rispetto, nessun fanatico, sia esso musulmano, cristiano, buddista, merita di essere tollerato ancor più se infrange leggi o regole della convivenza civile. Ha ragione Tahar Ben Jelloun, spetta agli islamici fermare chi sporca con il sangue il volto dell’Islam.

          (Monja)

          Rispondi
  18. Anche a Villa Minozzo avevano cercato di farlo predicare, ma il sindaco Fiocchi si era opposto fermamente. Grande!

    (Paolo)

    Rispondi
  19. La “Pietra di Bismantova, contornata dalla luna islamica”, logo dell’associazione Al Bayt, ricorda molto, come messaggio, la cupola di S. Pietro sullo sfondo della bandiera del Califfato. Mi auguro che nel “percorso fatto insieme” che dice il sindaco se ne sia discusso e che quel logo voglia dire altro. L’11 settembre di quindici anni fa è scoppiata una guerra. Forse, non volendolo accettare, l’abbiamo combattuta e la stiamo combattendo malissimo, e questi sono i risultati.

    (mv)

    Rispondi
  20. È un peccato che la montagna reggiana sia priva di un imam. Anche i musulmani hanno diritto ad un luogo d’incontro. La loro presenza arricchisce il nostro territorio. Essi non usufruiscono dell’8 x 1000, eppure quelli di loro che hanno la fortuna di avere un lavoro regolare versano contributi che, secondo gli annali della Caritas, sono maggiori dei benefici che ottengono dallo Stato italiano. Le persone brave e oneste meritano rispetto e ammirazione, a prescindere dalla fede professata, che è comunque una libera scelta, privata o di tradizione famigliare.

    (Fausto Franchi)

    Rispondi
  21. Credo che chi non ci rispetta e non si adegua alle nostre normative debba tornare a casa propria subito senza se e senza ma.

    (FN)

    Rispondi
  22. Penso anche che per isolare l’integralismo occorrano più moschee nate da un confronto con il territorio e le istituzioni, con riferimenti seri e positivi. Il percorso svolto dai ragazzi di Al Bayt, per come l’ho visto io, è prezioso sia per le persone di fede musulmana che per il territorio perchè aperto e frutto di un percorso condiviso.

    (Simone Ruffini)

    Rispondi
    • Non credo che questa sia una soluzione nel modo più assoluto. L’esempio della Francia è lampante davanti agli occhi di tutti. Solo in una piccola cittadina come Nizza erano presenti più moschee e il risultato è davanti agli occhi di tutti. Occorre prendere atto che politiche di integrazione come il multiculturalismo hanno completamente fallito il loro scopo, le comunità sono infatti sempre più alienate e in conflitto tra loro. Nel 2016 pensare che si possa risolvere il problema costruendo più centri religiosi o avendo più imam è un tuffo nel passato di alcuni secoli assolutamente privo di ogni senso.

      (Carlo)

      Rispondi
  23. Buongiorno, ho letto un po’ di commenti e mi fa piacere vedere che c’è sempre una grossa fetta della popolazione che pensa più a fare del buonismo che a risolvere i problemi. La soluzione è una e una sola: l’Islam è contro ogni qualsiasi diritto umano e per questo i nostri territori vanno liberati da tali individui. fra 1000 anni, quando forse anche loro si saranno civilizzati, se ne potrà riparlare. Siamo diventati un Paese di molli, lo Stato ti ruba i soldi e noi paghiamo a testa bassa, gli islamici ti uccidono e continuiamo a fare finta di nulla. Ognuno mira solo alla sua fetta di torta, senza pensare che la torta sta finendo. Un dato per far riflettere i finti buonisti: nel 2030 gli Islamici avranno la maggioranza di voto e purtroppo tutti noi dovremo sottoporci a regole assurde derivanti appunto dal mondo islamico. Invito solo la gente a riflettere, non a creare dell’odio, ma a riflettere, non distruggiamo valori che hanno una storia e sono costati vite per averli. Non buttiamo via tutto perchè alcuni ci guadagnano da certi affari. Quando saranno pronti alla civilizzazione ci sarà posto anche per loro.

    (Paolo)

    Rispondi
    • Quindi propone rimpatri forzati di tutti gli individui che sono islamici? E i convertiti di origine italiana e quelli di origine straniera nati in Italia? Per loro propone campi di prigionia su base religiosa? Capisco la paura, visti i tempi, ma si parla degli islamici antidemocratici e incivili, leggendo certi commenti un problema di democrazia e civiltà lo hanno anche certi cittadini italiani che magari si sentono profondamente cristiani. Eh già, è proprio vero che gli estremismi spesso hanno visioni opposte, ma in fondo si assomigliano. Hanno tutti la presunzione di essere intimamente “migliori”.

      (Monja)

      Rispondi
  24. Io invece credo che le moschee in Italia si dovrebbero far costruire solo e quando questi soggetti, nei loro paesi, lasceranno la gente libera di professare altre fedi, o anche nessuna fede.

    (FN)

    Rispondi
  25. Vorrei ricordare anche responsabilità politiche locali: l’autoproclamato imam viveva a Carpineti con un affitto pagato dal Comune. Ovvero a spese dei contribuenti carpinetani. Qualcuno dirà che lui e la sua famiglia erano bisognosi. Io rispondo che qualche altro bisognoso è rimasto senza l’aiuto pubblico, arrivando in graduatoria dopo tale imam. Se è vero che era monitorato / attenzionato, se è vero che chi sapeva aveva comunque avvertito sindaco, assessori, ecc., allora perché continuare anche a dargli dei soldi?

    (Giuliano Rossi)

    Rispondi
  26. Dopo essere arrivati in Italia vengono aiutati, sovvenzionati dalle istituzioni e questo è il risultato. Sarebbe il caso di mandarli a casa loro per il 98 per cento con le loro espressioni di buonisti e poi sotto predicano contro la nostra società.

    (A.)

    Rispondi
  27. La verità é sotto gli occhi di tutti: il nonno, il papà, il figlio, il cugino ecc., maschi, vanno in moschea a pregare. La nonna, la mamma, la figlia, la cugina ecc.,femmine, non possono andare in moschea a pregare. Domanda: questo va d’accordo con la nostra Costituzione? Quando noi saremo la minoranza cosa ne sarà della nostra cultura e della nostra Costituzione? Le nostre figlie e le nostre nipotine dovranno portare il burqa o ci sarà di peggio? Io sono molto preoccupata.

    (B.L.)

    Rispondi
  28. Non è irrealistico riflettere sui luoghi di culto per le comunità di immigrati che si sono insediate nel nostro Paese, specie quando hanno raggiunto una certa dimensione, secondo il principio che i fedeli di ogni credo religioso dovrebbero potersi riunire per esprimere insieme la propria devozione, anche se poi sorgono altri problemi, vedi quello della reciprocità, o di ciò che viene ivi predicato in riferimento alla nostra cultura e alle regole vigenti da noi (se noi cerchiamo ad esempio di promuovere la convivenza, non possiamo accettare che altri inclinino al contrario). Si tratta in sostanza di materia piuttosto complessa che richiede attenzione ma al tempo stesso prudenza, e che andrebbe a mio avviso considerata unitamente ad un tema tutto “nostrano” che a me sembra di non piccolo rilievo, ossia quello dei nostri simboli religiosi e dei nostri luoghi di culto, per evitare di aprirci agli altri e di “chiudere” invece noi stessi, quando avremmo piuttosto bisogno di rafforzare le nostre tradizioni, proprio per reggere il multiculturalismo, tradizioni che – lo si voglia o meno, e indipendentemente dall’essere o meno praticanti – hanno anche una forte radice religiosa. In nome del multiculturalismo “noi dobbiamo togliere i Crocefissi”, come rileva giustamente uno dei commenti, il che può già esser visto come un segno di cedimento e “resa”, ma per invertire questa tendenza, ed affermare a casa nostra il primato della nostra “cultura” – non la sua supremazia ed esclusività – una cultura che è civica e religiosa insieme, avremmo anche bisogno che si arrestasse il numero delle canoniche vuote, visto che per secoli sono state parte viva della nostra identità, e se continuerà la crisi delle vocazioni dovrebbe forse affrontarsi l’argomento “preti sposati”, termine forse non del tutto appropriato e me ne scuso (lo dico comunque sommessamente trattandosi di questione parecchio delicata, ma ormai siamo immersi nelle questioni delicate, per le quali va cercata una qualche forma di risposta, per non dovercene poi rammaricare).

    (P.B.)

    Rispondi
  29. Mio padre é stato rimandato al paese d’origine con accuse infondate. Parlo adesso per il mio nome: giudicare qualcosa senza conoscerla a fondo? Il mio nome vuol dire “esercitazione della forza”, non indica propriamente “guerra santa”. Notate bene l’articolo, non sapendo come accusarlo viene allungato solo dalla vita di mio padre fin dall’arrivo in Italia. Se ci fosse stata violenza nei nostri confronti, nei confronti della sua famiglia io non mi vestirei come voi, jeans e maglietta, sarei obbligata a mettere vestiti lunghi e poi il velo l’ho messo con la mia volontá! Arrivate alla fine dell’articolo per poi dire che non ci sono incitazioni da parte sua all’odio e alla violenza ma che solamente non é una persona aperta? Quella é il suo carattere e personalitá, per voi una persona aperta deve vestirsi come voi e mangiare carne di maiale e bere vino? Ognuno segue la religione che vuole e rimane con la sua volontá ancorato alle tradizioni.

    (Jihad Madad)

    Rispondi
  30. Credo proprio che la situazione sia seria. Sembra che l’unico problema dei nostri governanti sia dimostrare che l’Italia è buona, che accoglie, che farà rispettare le regole, ect., che è riuscita ad ottenere accordi sulla distribuzione dei migranti. Ma poi, dopo le parole, resta poco: caos, i migranti dicono di non essere trattati bene, di non avere i servizi essenziali, di non gradire il cibo,etc. e molti delinquono, specifico non solo loro, ma molti. Un paese come l’Italia, in piena crisi (perenne) con un debito pubblico indicibile, con una corruzione insostenibile che ha stremato la maggior parte dei lavoratori onesti, non può continuare a dire accogliamo tutti. Non è possibile. Occorre decidere che politiche fare, tenendo conto che è assolutamente necessario ripristinare la sicurezza. Io, cittadina italiana, vorrei essere rispettata, vorrei che i valori della mia tradizione non venissero messi in discussione, quando vado all’estero, per viaggi, io non ho alcun problema quando mi viene chiesto di rispettare le loro regole, lo vorrei un po’ anche qui. Ma l’Italia è così, riusciamo anche a coprire i nostri capolavori per non turbare la sensibilità. Molti migranti continuano a parlare la loro lingua, non si integrano, sono esigenti e sanno bene che non hanno nulla da perdere. Credo che sia giusto essere tolleranti, aiutare chi è profugo, chi è in difficoltà, ma solo se dimostrano di essere corretti, civili e intenzionati a rispettare le nostre regole. Noi dobbiamo essere solidali, ma le nostre istituzioni devono garantire l’integrazione, la sicurezza e che non siano lesi i diritti degli italiani onesti. E’ ben evidente che occorra fare qualcosa al più presto.

    (Mg)

    Rispondi

Lascia un Commento

Se sei registrato puoi accedere con il tuo utente e la tua password. Se vuoi registrarti al sito clicca qui.

Altrimenti lascia un commento utilizzando il form sottostante.

Powered by WordPress | Officina48