I pellegrini reggiani ad Auschwitz: le riflessioni col Vescovo Massimo

 

GMGvescovoÈ un corto circuito dell’esistenza, una parte di storia così tanto brutale da non riuscire a comprenderne il senso. Auschwitz ancora oggi intimorisce solo a parlarne. I 1400 pellegrini della diocesi radunati nella chiesa di San Giuseppe, proprio a ridosso del campo di concentramento, sanno che la giornata di oggi sarà davvero impegnativa, per le riflessioni e le domande che questo suscita.

“Quante volte non riusciamo a preoccuparci neppure delle persone che ci sono più vicine?” dice il Vescovo Massimo nell’incontro coi ragazzi di stamattina. “Dobbiamo imparare a fare in modo che anche l’altro abbia una casa all’interno delle nostre vite, abituarci, anche se comporta fatica, a prenderci cura e dedicare al prossimo tempo ed energie”.

Gli altri, in questa giornata dedicata alla visita ai campi di Auschwitz e di Birchenau sono i perseguitati, gli sfollati, nella storia passata e nella storia contemporanea. La storia passata ci parla attraverso le voci di Alice, Matteo, Marco, Francesco, Letizia e ha i volti di Leopold Socha, Oskar Schindler, Massimiliano Kolbe, Lorenzo Perrone e Gino Bartali.

C’è chi, anche nelle atrocità della storia contemporanea, ha saputo mantenere intatta la propria umanità. Laddove si seminava morte, queste persone hanno saputo essere germogli di vita. Esiste una alternativa a quello che è barbarie e crudeltà: è “ospitare dentro di noi gli altri non per quello che fanno ma per quello che sono”, dice ancora Camisasca. Significa comprendere le esigenze di chi ci circonda per farsi prossimi all’altro.

La visite ad Auschwitz e Birchenau concretizzano realtà delle quali si è solo sentito parlare, magari a scuola. Le parole appena ascoltate nella riflessione col Vescovo risuonano e diventano una chiave di lettura possibile di ciò che si osserva. Gli stessi temi della integrazione e della convivenza tra popoli e culture, ritrovati nella storia del nazismo e degli ebrei e attualizzati nell’oggi, portano a riflettere sul fatto che un cambiamento è possibile, a partire da noi e da quello che sappiamo fare.

In serata il Vescovo Massimo presenzierà anche nella messa inaugurale che aprirà ufficialmente la GMG. Da domani (martedì 27) le catechesi scandiranno le giornate dei pellegrini, e finalmente, in serata, il primo incontro con Papa Francesco nella cerimonia di accoglienza delle 17,30.

(Sara Ferretti)

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