Affidata al Parco nazionale la sommità della Pietra di Bismantova

Biblioteca Monastero di San Giovanni (Pr)

Biblioteca del Monastero di San Giovanni (Pr)

Giovedì 1 settembre, in occasione della giornata mondiale dedicata alla "Custodia del Creato", nella prestigiosa cornice del monastero Benedettino di San Giovanni di Parma è stato sottoscritto un importante accordo tra il Parco nazionale ed i Benedettini di Parma, in base al quale all'ente parco viene affidata la diretta gestione del vasto pianoro sommitale della Pietra di Bismantova.

Il documento è stato sottoscritto dall’abate benedettino, padre Giacomo Basso, e dal presidente del Parco Nazionale, Fausto Giovanelli.

Carattere innovativo di questa intesa consiste nel fatto che essa contempla l’istituzione di un apposito comitato etico che sosterrà il Parco nella sua azione di tutela e valorizzazione dell’importante monumento naturale. La Pietra di Bismantova, infatti, come hanno dimostrato anche recenti campagne di ricerca archeologica, abbina in modo singolare alla sua spettacolare bellezza anche una profonda dimensione di atavica sacralità, espressa sin dalla preistoria e poi consolidatasi con l’avvento del cristianesimo nel famoso romitorio della Pietra.

Padre Giacomo

Padre Giacomo

Una corretta gestione di questo grande monumento naturale non può quindi essere disgiunta  dalla consapevolezza del grande  valore etico e spirituale che essa esprime: la Pietra costituisce  un importante luogo  di contemplazione della bellezza e di intima introspezione, che peraltro deve confrontarsi con il grande richiamo turistico che essa esercita.

Da queste considerazioni è quindi scaturita la decisione di attivare il  comitato etico, del quale oltre a rappresentanti del Parco e del  Comune di Castelnovo ne' Monti, fanno anche parte don Emanule Benati del Tavolo per la custodia del Creato e della diocesi di Reggio Emilia e  Giuliano Cervi in rappresentanza del monastero benedettino di Parma.

Davide Guiducci sorvola la Pietra di Bismantova

Grazie a questo importante accordo si viene a definire un tassello decisivo nella annosa e problematica gestione della Pietra di Bismantova, venuta anche recentemente di grande attualità a seguito della caduta di massi che hanno determinato la temporanea chiusura del Santuario. In particolare sarà finalmente possibile tentare di mettere “a sistema” tutte le differenti realtà che convivono e si esprimono nella Pietra, da quelle turistiche e di fruizione sportiva, a quelle escursionistiche, a quelle religiose e di tutela ambientale e presidio idrogeologico.

Si apre inoltre un nuovo affascinante scenario: quello di fare della Pietra di Bismantova il luogo simbolo della bellezza della natura: un’autentica scuola all’aperto per capire, amare e difendere la grande bellezza del nostro paesaggio, pazientemente costruito attraverso i secoli dal mutuo rapporto tra uomo ed ambiente. Proprio per queste sue caratteristiche la Pietra è a tutti gli effetti anche il luogo simbolo ed emblematico della area MAB Unesco dell’Appennino, il cui irripetibile paesaggio trova proprio dalla sommità della Pietra uno splendido balcone di lettura e di comprensione.

"È stato emozionante sottoscrivere questo accordo nella Giornata del Creato e nel contesto affascinante del monastero di S. Giovanni" - dichiara Fausto Giovanelli - "Non meno emozionante il contenuto: la sommità della Pietra ha qualcosa di sacro e magico. - prosegue - Il Parco Nazionale fa il suo dovere e il suo mestiere accettando di assumerne la gestione e la cura secondo le finalità etiche e ambientali fissate nell'accordo. È una grande responsabilità. Proprio per questo è importante il ruolo del comitato etico, che incarna la volontà e la spiritualità che per secoli è stata riconosciuta presidio e custode della Pietra. Regolamenti, vigilanza e poteri amministrativi non valgono l'autorità morale, storica e religiosa dell'ordine dei Benedettini. Padre Giacomo e l'architetto Giuliano Cervi sono i promotori e i protagonisti di questo accordo che impegna il Parco Nazionale e le amministrazioni pubbliche a fare ancora di più perché i valori culturali, paesaggistici e spirituali della Pietra siano compresi condivisi e tutelati da tutti".

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10 Commenti

  1. Sperom, come dite dalle vostre parti. Comunque il romitorio è ancora chiuso.

    (A.c.)

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  2. Ottimo, così potranno procedere con l’indispensabile e da troppo tempo rimandato taglio delle piante e manutenzione! Ormai la Pietra sta sparendo in mezzo alla vegetazione.

    (Alessandro)

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  3. E’ possibile leggere il testo di questo accordo?

    (Davide)

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  4. Ottima cosa; un importante passo per acquisire, anche formalmente, la Pietra ed il territorio limitrofo al patrimonio pubblico. Di fatto lo è sempre stato, grazie alla cultura dei proprietari, consapevoli che valori così profondamente radicati nella comunità non possono essere privatizzati; tuttavia un’acquisizione anche formale sottolineerebbe, ancor più, la valenza pubblica dell’area, con tutti i diritti ed i doveri conseguenti. In ogni caso i proprietari della Pietra (non solo i Benedettini) non saranno mai ringraziati abbastanza per non aver mai posto divieti, recinzioni, restrizioni o altro, tanto che tutti noi pensiamo di andare in un luogo pubblico, mentre, al contrario, è un luogo privato. Grazie ancora.

    (Gino Montipò)

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  5. Scusate, ma se la memoria non m’inganna i Benedettini purtroppo non hanno più a che fare con la Pietra, da anni ormai eremo, chiesa e limitrofi sono di competenza della Curia e diocesi di Reggio Emilia e Guastalla, sbaglio?

    (Magister)

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  6. Privata o pubblica che sia la Pietra ha bisogno di una immediata manutenzione delle acque e del verde che sta invadendo letteralmente ogni suo lato. Quelle strisce blu che scendono dalla cima sono le acque trattenute dalle radici degli alberi sul pianoro, che poi si infiltrano in mezzo alle rocce ed escono come se fossero lacrime di una vecchia signora che chiede solo un po’ di attenzione: quella vera però, quella fatta di opere concrete e progetti coraggiosi e non di parole vuote che vengono ripetute ad ogni riunione e scivolano via come foglie al vento.

    (Antonella Telani)

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  7. Anch’io non ho potuto fare a meno di pensare che la sommità della Pietra ha poco a che fare coi Benedettini che hanno lasciato l’eremo da anni. Ho sempre saputo che la sommità della Pietra appartiene a proprietari diversi che, come ben dice l’amico Gino Montipò, non hanno mai impedito l’accesso a nessuno. Mi sembra di ricordare che in un’altra occasione i proprietari della sommità della nostra amata rupe, furono ringraziati per la disponibilità dimostrata da sempre. Sono d’accordo che la sommità della Pietra abbia in sè qualcosa di magico e di sacro – come del resto tutta la zona e, in particolare, l’eremo con l’effigie della Madonna, venerata nei secoli. Forse la giornata del Creato e l’atmosfera altamente spirituale dello splendido monastero di San Giovanni hanno contribuito ad accentuare un po’ i toni spirituali dell’accordo tra i Benedettini e il presidente del parco, consapevole di accettare una grande responsabilità. Concludo condividendo in pieno le parole di Gino Montipò circa l’acquisizione delle parti di cui sono proprietà i privati e mi auguro di poter leggere presto i termini dell’accordo.

    (Paola Agostini)

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  8. Complimenti presidente Giovanelli! A Lei e e a P. Giacomo, complimenti, quello che avete fatto in questi giorni è una di quelle cose di cui usufruiranno e godranno anche i nostri nipoti. Veramente bravi, ma ora la Vostra responsabilità è aumentata quindi, attenzione! Caro Magister, credo Lei abbia ragione ma, oltre la chiesa, un po’ di terreno e le mura di edifici commerciali siti alla Pietra, il resto non è della Diocesi di Reggio e, come dice Papa Francesco aggiungendolo alle opere spirituali e corporali al n.8, la terra grida perchè abbiamo peccato! Quindi non più (quanto ci rende) ma facciamo un serio esame di coscienza sugli errori compiuti e il fermo proposito di cambiare vita.

    (Luigi Magnani)

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  9. Mi sembra di ricordare che la Pietra fosse di proprietà di un Rabotti e che fu donata, o come lascito testamentario, ai Benedettini. Quelli del santuario erano una succursale di quelli di Parma, quindi sono i proprietari dei terreni sommitali. Non della Chiesa. A proposito, come si fa ad entrare nel comitato etico?

    (Davide)

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  10. A Davide: non ho mai sentito dire che la sommità della Pietra fosse di un Rabotti e ricordo di aver visto negli anni i contadini dei dintorni che andavano a tagliare il fieno. In particolare ricordo la famiglia Dalla Porta. Fra alcuni giorni avrò la mappa della sommità con le attribuzioni delle varie parti agli effettivi proprietari. Se nel frattempo il Parco avesse concluso qualche accordo coi proprietari penso che lo sapremo quando qualcuno si degnerà – forse – di rispondere alle varie lettere. Niente da dire sull’accordo coi Benedettini che quando se ne sono andati hanno lasciato nella popolazione un vuoto incolmabile; niente da eccepire sul comitato etico, se servirà a mantenere la sommità della nostra splendida montagna, ma forse ogni persona che ha scritto avrebbe desiderato sapere prima – come avviene nella trasparenza – dell’accordo e della costituzione del comitato etico.

    (Paola Agostini)

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