“Lupi arrivano a ridosso delle abitazioni”

Riceviamo e pubblichiamo.

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cappuccetto-rossoVoglio denunciare quanto è accaduto la mattina di venerdì 2 settembre a pochi metri dalla casa di nostra proprietà sita in una piccola frazione nel comune di Castelnovo ne’ Monti, dove la nostra famiglia risiede durante tutto il periodo estivo: la nostra cagnolina di 14 anni, sterilizzata e microchippata, è scomparsa nel giro di pochi istanti dal cortile antistante l’abitazione, subito dopo essersi udito un sonoro guaito.

Successivamente a minuziose ricerche siamo venuti a conoscenza da altri abitanti della zona che da più di 1 anno il luogo è popolato da lupi o canidi selvatici che attaccano e divorano i cani domestici, anche in pieno giorno e, notizia ancor più sconvolgente, che arrivano a spingersi a ridosso delle abitazioni o addirittura all’interno di una proprietà recintata; i casi sono numerosissimi, la situazione và avanti da più di un anno.

Nessuno (Comune, Provincia, ecc.) si è preoccupato perlomeno di avvisare i cittadini che esiste questo “pericolo”. Attualmente si è costretti a tenere i cani domestici in casa; mancando anche questo cibo, dovremmo aspettarci attacchi all’uomo?

Che differenza c’è tra un cane di media taglia e un bimbo di 3/4 anni?

La nostra preoccupazione, oltre che per i nostri animali, è anche per i nostri bambini: se questi animali selvatici si spingono fino ai cortili delle case e attaccano i nostri cani, quando troveranno un bambino cosa faranno? Non sto parlando di sterminare una specie protetta che vive sull’Appennino da sempre, ma di mettere in sicurezza, da animali pericolosi, una zona antropizzata dove si pagano le tasse da sempre.

Ma adesso arriva il bello…

Abbiamo inoltrato al Comune di Castelnovo ne’ Monti, nonchè alla Polizia municipale, numerose segnalazioni via mail e presentato petizioni con raccolte di firme, ma ad oggi (quasi un anno) non abbiamo avuto nessuna risposta scritta, tantomeno nessuna azione concreta per risolvere il problema, l'unica cosa che sono capaci di dirci (a voce soltanto) è che il lupo è un animale protetto e non si può fare nulla. Neanche le nostre richieste di mettere magari più illuminazione in questi paesini è stata presa in considerazione. Siamo disperati per i nostri animali, preoccupati per i nostri bambini arrabbiati e delusi per l'abbandono totale da parte delle istituzioni!

(Arena)

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39 Commenti

  1. I nostri vecchi hanno tribolato tanto per liberarsi di questa specie pericolosa e a mio avviso inutile, ma per il piacere di qualcuno e stata reimmessa e adesso condiziona la nostra vita. Bisognerebbe che queste bestie gironzolassero per i paesi e le città dove vivono queste persone, a vedere se si rendono conto di ciò che hanno voluto fare a casa altrui. Indignatissimo!

    (Anonimo)

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  2. Leggevo l’altro giorno di coloro i quali, dicendosi scettici del fatto che siano veri lupi gli autori degli attacchi, asserivano che fosse “strano” che i veri lupi attaccassero in prevalenza animali domestici. Poi però ho letto che è la medesima situazione che si verifica in India, con ben altre fiere selvatiche! Ora scrivo da Roma Nord, che è zona franca. Gli allevatori di bestie allo stato brado che rendono questi panorami spettacolari hanno stabilito che la presenza del lupo è un ostacolo che di questi tempi non possono gestire, pertanto il lupo non scende sotto la Maremma! E stando alle voci di paese pare avesse provato ad addentrarsi nei boschi dei Sabatini. Cordiali saluti

    (Roberto da Casina)

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  3. I lupi per loro natura non attaccano l’uomo e si tengono ben lontani dai luoghi che l’uomo frequenta; altra cosa sono i cani randagi, consiglio a chi si preoccupa di leggere il libro di G. Festa “La luna è dei lupi”, forse servirà a superare la paura del lupo cattivo. La favola di Cappuccetto è, appunto, solo una favola.

    (MB)

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    • Gentil MB, purtroppo anche la letteratura scientifica, in questo campo, pare ignorare ciò che mai e poi mai bisogna ignorare, ossia i dati. Prima di farsi idee, simpatie o antipatie per l’animale, consiglio a tutti di leggersi il saggio pubblicato negli atti del convegno nazionale “Dalla parte del lupo”, Parma 9-10 ottobre 1992. In tempi non sospetti (ancora nessuno si immaginava il ritorno del Lupo sul nostro Appennino), in un contesto non sospetto (WWF Italia) alcuni pazienti ricercatori si sono messi a fare un preziosissimo lavoro di ricerca storica negli archivi ufficiali di 11 provincie del nord Italia tra Lombardia e Piemonte. In questo spicchio d’Italia, tra il 1600 e il 1850, si sono registrate 365 aggressioni da lupo, in gran parte mortali. Lo studio analizza in modo approfondito tempi e modi di caccia, età e sesso delle vittime (spesso bambini, ma non solo), ipotizza le cause dell’insorgere del comportamento antropofago del lupo,ecc. Altre ricerche simili simili sono state condotte in Francia, con analoghi riscontri.

      (A.B.)

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  4. La razza umana sta portando il mondo intero alla distruzione inquinando, depauperando le risorse alimentari, estinguendo centinaia di altre forme di vita. Cosa dovrebbero fare a noi? I lupi sono un problema?, l’uomo è il problema peggiore.

    (Marco Galeazzi)

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  5. Ma questa è una richiesta d’aiuto, non si sa se siano lupi o cani randagi, sta di fatto che queste persone hanno paura per loro, per i loro figli e per i loro animali e le autorità competenti dovrebbero farsene carico, approfondendo la questione.

    (Claudia Cotti)

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  6. Sono molto dispiaciuto per la perdita della sua cagnolina, che posso capire, se qualcuno facesse del male al mio cane non so come reagirei. Purtroppo che siano lupi o cani randagi poco cambia a livello di insicurezza, ma se trattasi, come immagino, di cani randagi o lupi incrociati con essi si spiega la mancanza di paura nei confronti dell’uomo. Ricordo che nessun cane nasce randagio, ma lo diventa a causa di uomini ignoranti e mancanza di controlli a loro carico. Inoltre mi chiedo, che cosa può fare il Comune o la Polizia per impedire le aggressioni? Pensiamo al fatto che in tutta la montagna non vi è un solo canile, caso unico in tutta la provincia.

    (Alessandro)

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  7. Vorrei far presente che nessuno ha visto un lupo che prendeva la cagnolina, non sono stati trovati resti, sangue e indizi. Si dà la colpa al lupo così per evitare di dover dire che il cane era in un cortile non recintato, o che non si sa minimamente cosa sia successo al cane, nemmeno se è morto. Allarmismo gratuito.

    (S.)

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    • In risposta al commento di “S.”, consiglio di farsi un giro nelle località Soraggio, Predolo e Gombio e parlare con i residenti (cosa che ho fatto) e poi venirmi a dire se si tratta di allarmismo gratuito.

      (Arena)

      Rispondi
      • Arena, voglio portare a mia volta una testimonianza, mesi fa nel nostro borgo girava sconsolato un cane da caccia. Era evidente che si era smarrito probabilmente durate l’ultima battuta effettuata a fine dicembre. Non è morto di fame perchè alcuni abitanti del paese lo hanno rifocillato. Quando alla fine siamo riusciti a catturalo e restituirlo al suo legittimo proprietario (un cacciatore) ha detto che pensava che fosse stato ucciso da un lupo e quindi aveva più o meno smesso di cercarlo. Il cane era invece vivo e vegeto (certo non grazie al suo padrone) se non fossimo riusciti a catturarlo anche questa sarebbe diventata un storia da bar dove il lupo cattivo ha mangiato il cane. Detto questo, mi dispiace veramente molto per il suo cagnolino, ma in realtà se stiamo ai fatti non mi sembra che lei possa dire chi le ha portato via il cane e le “testimonianze” del vicinato direi che lasciano il tempo che trovano.

        (O.C)

        Rispondi
  8. Come prima considerazione, rispetto al commento di MB, verrebbe da dire che fiabe e favole hanno spesso un fondo di verità, o hanno qualcosa da trasmetterci, e riflettono di sovente il nostro comune sentire e la nostra emotività, se da un lato quella di Cappuccetto Rosso risale a due secoli fa, o ancora prima, è pur vero che è stata raccontata fino ai giorni nostri, forse proprio perché continua a non lasciarci indifferenti. Ma a parte le suggestioni “fiabesche”, se valesse la regola che i lupi “si tengono ben lontani dai luoghi che l’uomo frequenta”, non succederebbe di certo che arrivino fino ai cortili antistanti le abitazioni, e quanto ai cani randagi, leggiamo per solito che si organizzano in branchi, i quali sono verosimilmente composti da soggetti di razza, taglia e mantello differenti, ossia gruppi animali non difficili da avvistare e identificare, e fors’anche fotografare (mentre, da quanto ne so, non risultano esservi segnalazioni del genere). Riguardo poi alle segnalazioni e petizioni di cui riferisce Arianna, le quali, a distanza di quasi un anno, non avrebbero avuto alcuna risposta da parte delle autorità locali, se non quella, a voce, che “il lupo è un animale protetto e non si può fare nulla”, si potrebbe argomentare che le leggi vanno di sicuro rispettate, ma nulla vieta alle istituzioni periferiche, quelle cioè più a contatto e a conoscenza delle problematiche territoriali, di avanzare suggerimenti e proposte per un eventuale adeguamento normativo. Salvo errori, la normativa più recente in ordine alla protezione del lupo, insieme ad altre specie faunistiche, risale ad un ventennio fa, e dovrebbe essere il DPR 357/1997, il cui art. 11, sempre se non sbaglio, prevede la possibilità di deroghe, attuabili con provvedimento ministeriale, per comprovate ragioni e a condizione che non vi sia pregiudizio per la conservazione della specie interessata – ho cercato di riassumere, spero fedelmente, il dettato della norma – e potrebbero dunque esservi i margini per cercar di dare una qualche risposta ai problemi che sono emersi in questi anni, in tema di convivenza tra il lupo e l’uomo.

    (P.B.)

    Rispondi
  9. Allarmismo gratuito, già. Ah, qualcuno potrebbe spiegarmi la mossa della retrograda e incivile Norvegia? La quale, dopo le dispute colla vicina Svezia, ha stabilito la possibilità di abbattimento dei lupi, gentili animali, fino al 70%. La notizia è fresca fresca, la Svezia si era già mossa l’anno scorso ma la Norvegia no. Invito ad approfondire. Seguo con interesse profondo. Molto interessante la storia (tragica poiché trattavasi di vite umane) degli attacchi subiti nella Lombardia dei secoli scorsi. Per la ottocentoquarantesima volta mi trovo a dover chiarire che la “paura dell’uomo” (genitivo oggettivo) non è un carattere innato del lupo, è bensì una caratteristica sviluppata in secoli di caccia da parte dell’uomo! Se questa caccia viene a mancare, verrà meno anche il loro timore. Saluti!

    (Roberto da Casina)

    Rispondi
    • Lasciamo stare, i paesi del Nord Europa nei confronti degli animali non sono per niente civili, basta pensare al massacro compito sui globicefali ogni anno dagli abitanti delle isole Faroe. Poi, nel merito i norvegesi sono 5 milioni in un territorio vastissimo, i lupi presenti sono 68 e se ne vuole abbattere il 70% fate un po’ le proporzioni.

      (O.C)

      Rispondi
  10. Bravo Alessandro, hai centrato il problema. Anni di vuoto e nessuno che se ne sia fatto davvero carico. Tra un comitato e l’altro che ha boicottato il canile il risultato è che il servizio manca da anni e i “lupoidi” iniziano sempre di più ad essere un pericolo. Le verifiche paiono affermare che questi animali siano più cani incrociati/inselvatichiti che lupi veri. Il problema è oggettivo e deriva dalla solita superficialità umana (che non ha bisogno di testimoni, men che meno a dimostrare la sparizione della povera cagnolina).

    (Claudia)

    Rispondi
  11. La verità è che all’essere umano scoccia che esistono altri su questa terra. Altri che reclamano spazio e desiderio di vivere. Quindi massacriamo.

    (O.C)

    Rispondi
  12. Fino a prova contraria la peggior bestia detta uomo non morde, il lupo sbrana, bisogna che certa gente eviti di dire fandonie, bisogna essere realisti e farsene una ragione, la situazione e insostenibile ed e destinata a peggiorare, la storia di Cappuccetto rosso è stata pensata su un fondamento di verità, cosa accade e accadrà nella realtà non lo possiamo sapere, ma sta di fatto che non si può più girare tranquilli, bella roba.

    (Anonimo)

    Rispondi
  13. Il lupo è un un animale molto intelligente, nonché predatore notturno. Per proteggere i propri animali da eventuali attacchi basta non lasciarli incustoditi all’esterno durante le ore notturne (soprattutto legati alla catena, che oltre a essere una sorta di invito a nozze per il predatore, è pure vietata per legge). E per quanto riguarda il pericolo per i bambini, mi pare veramente fantascienza, oppure è diventata abitudine consolidata delle famiglie italiane lasciare i bambini di 3/4 anni soli di notte in cortile?

    (Commento Firmato)

    Rispondi
  14. Per le predazioni degli ovini nei recinti lasciamo fare o la sera portiamo in casa anche quelli? L’allevamento all’aperto deve essere vietato per prevenire le tentazioni?

    (SC)

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    • Signor SC, le greggi hanno i Maremmani (spesso regalati e mantenuti dal Parco nazionale) che li proteggono, in alcune zone ci sono i recinti antilupo e altri accorgimenti. Qua si parlava di cani domestici e bambini, se non se ne fosse accorto.

      (Commento firmato)

      Rispondi
  15. Giusto per precisare, nelle versioni più vecchie della favola di Cappuccetto Rosso non ci si riferiva unicamente al lupo, ma era un monito alle giovani donne o ragazzine dal guardarsi da uomini con caratteristiche simili a tale animale, in quanto il lupo è notoriamente un predatore, come tanti animali che vivono anche nelle nostre zone, per cui è stato preso ad esempio. Cito la morale della fiaba di un antico autore: «Da questa storia si impara che i bambini, e specialmente le giovanette carine, cortesi e di buona famiglia, fanno molto male a dare ascolto agli sconosciuti; e non è cosa strana se poi il Lupo ottiene la sua cena. Dico Lupo, perché non tutti i lupi sono della stessa sorta; ce n’è un tipo dall’apparenza encomiabile, che non è rumoroso, né odioso, né arrabbiato, ma mite, servizievole e gentile, che segue le giovani ragazze per strada e fino a casa loro. Guai! a chi non sa che questi lupi gentili sono, fra tali creature, le più pericolose!» (Le Petit Chaperon Rouge, Charles Perrault, 1697). Poi, che il proliferare della fauna selvatica vada monitorato e talvolta controllato può essere, ma idee che ci voglia lo sterminio totale o quasi non è sicuramente nè ragionevole, né maturo. Nel caso in specifico intanto sarebbe opportuno essere ben certi, con prove, di cosa si tratta, lupi, canidi, altro, in quanto la cosa in base al soggetto va trattata in modi diversi .Ogni tanto poi si legge anche dei danni da cinghiale (ieri tra l’altro a Chieti un uomo è stato azzannato da un cinghiale nel cortile della propria casa nel tentativo di farlo uscire dall’area), ma ricordiamo che il lupo si nutre di giovani o vecchi cinghiali, in natura esiste un equilibrio che talvolta, ripeto, è necessario equilibrare, essendo anche noi umani parte della Creazione e quindi dobbiamo mantenere un certo ordine e sicurezza, ma non è con l’estinzione o il voler essere a tutti i costi tranquilli anche in cima al Cusna che si risolvono questi problemi, ci vuole equilibrio e ricordiamoci che esistono uomini con caratteristiche più lupesche dei veri lupi, che si annidano in questi tempi anche su Intenet e sono un pericolo per i nostri ragazzini, per l’ istituzione famigliare, è lì che talvolta bisogna avere paura, se viene a mancare la giusta sorveglianza e la dovuta educazione. Esistono poi uomini più pericolosi dei lupi anche nei confronti dei nostri animali domestici, che uccidono, seviziano cani, gatti e altri animali da compagnia per puro divertimento, quando questi ultimi non sono sotto il controllo dei loro padroni.

    (Ettore Razzini)

    Rispondi
  16. Signori cari, ma quante parole gettate al vento, vi ha obbligato qualcuno a vivere ai piedi dei boschi? Se decidete di stare a stretto contatto con la natura dovete innanzi tutto capire che non siete gli dei di questo paradiso, quindi toglietevi dalla testa di poter continuare a comandare e controllare tutto o continuerete a fare solo dei danni. Mi rincresce per la perdita della cagnolina dei signori, anche io abito in montagna e ho tre cani ma abitando qui (in una bella vallata con poche case e molta natura) ho scelto di inserirmi in un luogo in cui non siamo soli e anzi, in cui per fortuna la nostra influenza è limitata. Per quanto riguarda chi continua a fare terrorismo psicologico su fantomatici branchi di lupi che assaltano case e mangiano bambini… per cortesia, non diciamo sciocchezze, non vi è mai stato un caso di attacchi di lupi nei confronti dell’uomo negli ultimi 150 anni, cosa state dicendo? Qualsiasi studio etologico vi dirà la stessa cosa e per cortesia, non facciamo cattiva informazione come sempre si ama fare in Italia. Altra cosa è il tema dei randagi che non hanno timore di avvicinarsi all’uomo e alle sue infrastrutture. Con questo non voglio ignorare il problema, ma si ha la tendenza a fare sempre molta confusione e a farsi prendere dall’emotività, sarebbe bene ascoltare chi questa cose le monitora e segue da anni come i biologi del progetto Life. O a noi Italiani piace ascoltare gli esperti solo quando ci dicono quello che ci piace? Ricordatevi che tutti hanno un posto nella catena, che ci piaccia o no.

    (Massimiliano – Querciola)

    Rispondi
    • Ma non era stato sterminato, il lupo, negli ultimi 150 anni? In effetti, un commento precedente affermava che in una ricerca storica “tra il 1600 e il 1850, si sono registrate 365 aggressioni da lupo”. Appunto: prima degli ultimi 150 anni. Mettiamoci d’accordo sui dati, per favore.

      (Commento firmato)

      Rispondi
  17. Che l’abbondanza di lupi spinga un gran numero di altri animali selvatici verso le quote più basse, creando un pericolo notevole per la circolazione stradale, è pure una favola?

    (Christian)

    Rispondi
    • Se prendiamo per buona questa teoria allora possono essere buone anche altre. Del tipo, non è forse possibile (a questo punto) che a spingere gli animali selvatici verso le quote più basse non siano i lupi ma i cacciatori, che con le loro continue battute di caccia creano allarme nella popolazione animale e quindi, cercando rifugio dal pericolo, si spostano verso zone limitrofe in cerca di riparo? Riparo dall’uomo, altro animale pericolosissimo e da evitare.

      (O.c)

      Rispondi
  18. Stavamo molto meglio prima che il lupo tornasse, sono molto irritato per queste persone che continuano a difendere questa specie come se guadagnassero di più per la loro presenza. E’ ora di farla finita, noi montanari siamo molto arrabbiati, bisognerebbe che rosicchiassero gli animali di questi signori per vedere come ci rimarrebbero!

    (Anonimo)

    Rispondi
    • In realtà nel caso specifico la famiglia non ha visto cosa è successo, ha solo sentito un guaito e non ha più trovato il cane. I fattori della sparizione possono essere molteplici. Additare il lupo come responsabile è solo una loro considerazione non suffragata da nessun fatto concreto. Poi parli per lei quando dice che i montanari sono tutti arrabbiati. A me personalmente danno molto più fastidio quelli che sparano a tutto quello che si muove. Questo sì che è un pericolo reale e concreto.

      (O.c)

      Rispondi
  19. Non mi sembrano allarmismi ingiustificati in quanto il lupo si sta spingendo in fascia collinare e vicino a centri abitati. E’ evidente che stia cambiando le proprie abitudini e che abbia sempre meno paura di avvicinarsi all’uomo. Credo quindi che la convivenza “uomo-lupo” vada gestita per evitare futuri problemi.

    (Katia)

    Rispondi
  20. Ma, Massimiliano, è proprio quello il punto: negli ultimi centocinquant’anni la presenza del lupo è stata molto significativamente ridotta. E’ dunque nelle epoche precedenti che vanno ricercate le notizie storiche sugli attacchi. Mi rendo conto di come non sia un impegno comodo né facile. Per esempio è difficile distinguere, a secoli di distanza, veri attacchi mortali di lupi da omicidi efferati ad opera di assassini seriali. Ritengo tuttavia che la responsabilità del lupo sia poco opinabile in numerosi casi. Ad “O.C.”: con quei numeri rimarrebbero in tutta la Norvegia meno di una ventina di lupi|

    (Roberto da Casina)

    Rispondi
    • Sì, lo so bene. Faccio però fatica a credere che in un territorio enorme come la Norvegia, scarsamente popolato, 68 lupi rappresentino un così grosso problema. Diciamo che non potendo difendersi (ricordo che anche l’animale più pericoloso nulla può contro l’uomo) si fa prima ad abbattere perché da fastidio a qualcuno. Non è veramente possibile che nel 2016 l’unica risposta a qualunque problematica sia la legge del più forte, usando violenza e sopraffazione.

      (O.C)

      Rispondi
  21. Non riesco francamente a capire cosa c’entrino gli “uomini con caratteristiche più lupesche dei veri lupi”, oppure “ più pericolosi dei lupi…”, col fatto che vi sono persone – rispettose degli altri umani e degli animali, e delle quali non c’è da aver paura – che si pongono il problema della eventuale pericolosità del lupo, di cui non chiedono l’estinzione o lo “sterminio totale”, ma rispetto a cui vorrebbero veder adottata una qualche forma di “protezione”, o quantomeno non sentirsi solamente rispondere che “il lupo è un animale protetto e non si può fare nulla”. Nulla da eccepire sul fatto che “tutti hanno un posto nella catena, che ci piaccia o no”, ma in natura esiste la competizione tra le varie specie animali, e sempre o quasi il predatore viene a sua volta predato, principio che può tuttavia non valere per le categorie faunistiche che ai giorni nostri, e in determinati contesti ambientali, si trovano all’apice della catena alimentare, tanto da non subire predazioni, e pertanto l’uomo ne diviene di fatto il “regolatore”. Del resto avviene altrettanto nei confronti di quelle specie animali che nel mondo d’oggi hanno trovato le condizioni per moltiplicarsi in maniera per così dire esponenziale, provocando di riflesso, per il loro crescente numero, conseguenze di vario genere, tanto da rendere necessario il loro contenimento, ma l’azione regolatrice o calmieratrice conducibile in entrambi i casi dall’uomo può essere attuata in maniera avveduta, senza usare la “legge del più forte” o ricorrere a “violenza e sopraffazione”.

    (P.B.)

    Rispondi
  22. Ho letto tanti commenti, alcuni pro lupo altri contro lupo! Io penso che sarebbe meglio fare qualcosa di positivo invece di criticare il lavoro degli uni e degli altri. Che il lupo (o ibrido che sia) stia diventando un problema è una cosa certa, attacchi a cani e ad altri animali domestici se ne sentono tutti i giorni e sempre più vicino ai centri abitati e nei cortili (qui mi allaccio al signore che dice che nessuno lascia dei bambini di notte in cortile, ma in inverno alle 16,00 è già notte e a quell’ora un bambino può benissimo essere in cortile a giocare). Sappiamo tutto che il lupo (o ibrido) è cacciatore carnivoro e mangia carne, un cane è carne, una pecora è carne, un capriolo è carne, e un bambino che cos’è? Per me è carne anche lui, lascio a voi le conclusioni. Vorrei fare una domanda alle persone che dicono che il lupo non attacca l’uomo: inverno, freddo, neve, vi si ferma la macchina di notte, diciamo in una strada poco trafficata con i boschi a destra e a sinistra; dovete andare a piedi e vi imbattete in un branco di 5/6 lupi, pensate ancora che il lupo fugge davanti all’uomo? Io credo che se dovesse capitare nessuno potrebbe raccontarlo! Se qualcuno mi volesse rispondere leggerei volentieri.

    (Massimo Carpineti)

    Rispondi
    • Per me ha perfettamente ragione. Io faccio opera di sensibilizzazione dove e quando posso proprio su questo. Le sue parole sono nette e chiare. Saluti da un allevatore mancato. O.C., evidentemente in Norvegia quello (una ventina) è il numero stimato più consono al territorio e alle attività di agricoltura e allevamento della popolazione. Da noi, in Italia, quale sarebbe ‘sto numero?

      (Roberto da Casina)

      Rispondi
      • Ribadisco, nel caso non fosse stato chiaro la prima volta, la Norvegia ha un territorio vastissimo scarsamente popolato che un gruppetto sparuto di lupi sia un così grosso problema da non trovare altra soluzione faccio fatica a crederlo, inoltre non esiste solo l’agricoltura e gli allevamenti, ma anche se fosse così esistono molte cose che si possono fare per una convivenza adatta alle esigenze di tutti. La triste verità però è che si fa molto prima a sopprimere tutto quello che ci da fastidio, anche perchè le persone semplici fanno prima a capire la forza bruta piuttosto che una soluzione pensata e ponderata. Saluti.

        (O.C)

        Rispondi
        • Oh, perfetto. il mio punto di vista, supportato dal governo della Norvegia e della Svezia, è questo: pur avendo la Norvegia “un territorio vastissimo scarsamente popolato”, un “gruppetto sparuto di lupi” è “un così grosso problema da non trovare altra soluzione”. Non credo che abbiano preso questa triste (lo riconosco) decisione senza pensare e senza ponderare.

          (Roberto da Casina)

          —–

          Riteniamo che l’argomento sia stato sufficientemente dibattuto.

          (red)

          Rispondi
    • La stessa paura che provo quando cammino e intorno sento i cacciatori sparare. Infatti sono più le persone ferite dai cacciatori (spesso cacciatori loro stessi) che umani aggrediti dal lupo.

      (Anna)

      Rispondi
    • Abito in montagna da sempre e non mi è mai capitato di incontrare non dico 5/6 lupi, ma neanche uno. Ora, o io non ho particolare fortuna, o tutti questi “avvistamenti” lasciano molto il tempo che trovano (ho ancora presente come se fosse ieri le varie testimonianze di persone che vedevano elicotteri dal quale venivano buttate torme di vipere); poi di notte a me fa più paura incontrare un cacciatore di frodo armato e nell’atto di compiere cose illecite. Per quanto riguarda i lupi che mangiano i bambini vediamo di non scomodare le favole che non mi sembra il caso. Per chiudere, appena mi capiterà di incontrare gruppi di lupi vedrò se sarò in grado di comunicarlo o meno. Se porto a casa la pelle la ricontatto volentieri. E qui chiudo.

      (O.C)

      Rispondi
  23. A tutti coloro che “proteggono” i lupi vorrei consigliare un articolo di cinque ore fa su un fatto accaduto ad Albinea e pubblicato da “Gazzetta di Reggio”; ora domando a Massimiliano di Querciola: posso decidere dove abitare?, ora anche in “pianura” ci si sente al sicuro, vero? Sono molto rammaricata nel rendermi conto che così tante persone non vedano il problema. Qui il punto non è lo sterminio di una specie protetta o di dare colpe agli uni o agli altri, si sta trattando di avere delle risposte dagli enti periferici perché loro possono intervenire in qualche modo. Non più di due settimane fa la mia cagnolina il lupo in faccia l’ha visto bene e, se non era per la presenza ravvicinata di mia madre, la mia cagnolina di certo non la potevamo coccolare ancora. Erano le 17,30 e ad una decina di metri da casa. Il risultato è che la cagnolina non era incustodita e la parcella del veterinario che le ha salvato la vita è da pagare. Ora mi chiedo, se al posto della cagnolina c’era una bambina di 4 anni? Forse sarebbe ora di aprire gli occhi e prevenire gli attacchi prima che diventino un vero problema (a mio modesto parere è già tardi).

    (Manuela)

    Rispondi
    • Mi scusi la domanda, ma chi ha stabilito che fosse un lupo l’animale che ha attacco la sua cagnolina e non un cane randagio, magari? Poi oggi non ho letto la Gazzetta, però diciamo che anche i giornali ci vanno a nozze ad urlare al lupo al lupo, fa più presa sui lettori. Anche perchè se si dicesse che sono cani randagi o magari incroci si solleverebbe nuovamente la questione della non realizzazione di un canile in montagna (fortemente osteggiato dalla popolazione), purtroppo.

      (O.C)

      Rispondi

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