Immigrati al Bocco / Comuni scavalcati: “Non possiamo fare niente”. Il maresciallo propone un gruppo di “Whatsapp”

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Un momento dell'assemblea, col sindaco Costi in piedi (Foto Redacon)

Un’immigrazione decisamente massiccia regolata con approssimazione. Quel che commentatori dicono di tante situazioni in tutto il Paese vale anche per il caso del Bocco di Casina. Ieri sera si è tenuta un'assemblea pubblica, piuttosto animata, nel bar della frazione; frazione che da oggi vedrà aumentare la popolazione di sette ragazzi nigeriani (2 devono attendere la fine di alcuni lavoretti in un appartamento che li ospiterà).

"Siamo stati avvisati all'ultimo momento, cioè pochi giorni fa, e per questo l'incontro di stasera di svolge così a ridosso dell'arrivo dei migranti", ha detto il sindaco Stefano Costi alla platea che lo ascoltava interessata e soprattutto preoccupata. Platea che non ci sta ad essere tacciata di razzismo, ma che rivendica il proprio diritto a conoscere le cose e alla propria sicurezza.

Anche qui, come nel caso di Cervarezza, si parla della cooperativa responsabile dell'accoglienza, la "Dimora d'Abramo". Al proposito, il sindaco spiega che il Comune non ha parte: "Si tratta di un contratto fra privati. La 'Dimora' ha trovato da prendere in affitto tre appartamenti qui al Bocco".

"I nigeriani sono in Italia da fine giugno, la loro posizione è come quella di tutti gli altri: non si tratta di clandestini ma di persone in attesa di veder valutata la propria posizione, cosa che avverrà secondo certi tempi: forse un anno...", dice sempre il sindaco, aiutato anche dal suo vice, Maurizio Cineroli, che al Bocco risiede. Come già sentito, appunto, a Cervarezza. "E' tutto a posto secondo le norme igieniche, hanno cominciato a studiare la nostra lingua, saranno seguiti da un tutor di Castelnovo ne' Monti". "Vedremo come sarà possibile impiegarli per lavori di pubblica utilità, anche per loro stessi, per non lasciarli con le mani in mano tutto il giorno".

Ma la preoccupazione tra diversi residenti serpeggia: "Io ho figlie adolescenti e non nascondo di aver paura", dice una voce del pubblico. Il sindaco cerca di rassicurare: "Probabilmente gli immigrati arrivano da situazioni che neanche immaginiamo; il dovere dell'ospitalità, visto che qualcosa possiamo fare, lo abbiamo".

Presente all'assemblea anche il maresciallo dei Carabinieri, che per quanto può cerca di rassicurare la popolazione, promettendo controlli e attenzione. E lanciando l'idea di creare un gruppo "Whatsapp" per scambiare informazioni in tempo reale, aperto a chi lo desidera.

Si susseguono posizioni più concilianti ad altre più critiche, "non verso il Comune o contro gli immigrati - ribadiscono - ma contro questo modo di fare, queste regole che ci piovono dall'alto senza che si possa far sentire la nostra voce". Non manca chi vorrebbe sapere quanto guadagna la "Dimora d'Abramo", che chiede "perchè nessun loro esponente sia presente qui", "dato che il loro agire ha ricadute sociali sull'intero paese, composto di 75 famiglie". "Abbiamo diritto ad essere informati". Di scarsa informazione parla anche il vicesindaco Cineroli. Dal pubblico ancora: "I nostri amministratori sono scavalcati, problemi ci saranno".

"E' gente che ha fame, che ha bisogno", dice qualcun altro. Interviene anche l'ex sindaco Gianfranco Rinaldi, che esprime una posizione di "accoglienza controllata".

Chiude dal pubblico una voce che al momento mette d'accordo tutti o quasi: per superare le paure dell'ignoto, magari per farsi raccontare le loro storie, perchè non organizzare una serata di benvenuto? E' l'unico intervento che provoca un piccolo applauso. Segno che il cuore grande dei cittadini del Bocco c'è. Ora si attende il rendez-vous.

 

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32 Commenti

  1. Sono di Casina anche se abito lontano dal Bocco. Condivido la paura di tanti, ma come sempre si dice in questi casi “non facciamo di tutta un’erba un fascio”. Siamo un Paese accogliente e sempre pronto a donare e farsi in quattro per gli altri. Dimostriamolo, anche con chi ha la pelle diversa.

    (Miki)

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  2. Mi pare che ci si stia fasciando la testa ancor prima di essersela rotta. Sembra che stia per arrivare Billy the kid e la sua banda e invece parliamo di sette (ripeto 7) persone. Lascia molto perplessi l’idea del gruppo whatsapp, come rinominiamo il gruppo “monitoring the black man”? Certo la “dimora di Abramo” non brilla in comunicazione, però cominciamo a controllare i delinquenti a km zero già residenti e/o liberamente scorrazzanti in appennino. Forza abitanti del Bocco, date il vostro meglio e farete scuola a tanti altri comuni italiani.

    (Serb)

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  3. Ero presente alla serata e sinceramente tutte le domande che sono state fatte le ho trovate legittime e condivisibili, finalizzate unicamente a prendere conoscenza di quanto sta accadendo nella frazione del Bocco. Magari i decibel della discussione erano un po’ al di sopra della media, ma chiaramente erano espressione unicamente del coinvolgimento alla discussione. Purtroppo l’accoglienza dei profughi in Italia sta prendendo delle strade assai negative e questo non credo sia tanto un segno di razzismo, ma di una reazione spesso sbagliata (ma del tutto comprensibile!) ad un sentimento diffuso di abbandono. Abbandono dei cittadini italiani che non riescono più a riconoscersi nella classe dirigente che in questi anni non è riuscita a mostrare azioni concrete per uscire dalla crisi che ci attanaglia. A livello nazionale ancora una volta chi ci governa si sta dimostrando incapace di fronteggiare anche questa nuova emergenza e gli italiani sono stanchi. La disponibilità all’accoglienza degli abitanti del Bocco è emersa in modo chiaro ed inequivocabile, anzi, alcuni interventi ritengo abbiano dimostrato grande sensibilità, attenzione e solidarietà. Complimenti!

    (Roberta B.)

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  4. Un’osservazione: chiaramente questa gestione di tipo incontrollato alimenta paure. Perché, non avviare una trattativa con lo Stato/Prefettura? Il principio può essere: ok, dobbiamo accogliere un tot di richiedenti asilo, si riesce a capire con quale priorità gestirli? In questo modo si possono ideare progetti di utilizzo di queste persone e collocarle magari dove è meglio per loro e per la comunità. Tanto per fare esempi, in molti posti della montagna ci sono alberghi quasi deserti, 7 persone possono occupare 3 stanze di un albergo. Questo permetterebbe ad alcune attività di salvarsi, è vero che perdi dei posti nell’alta stagione, ma puoi essere attivo in continuità. In cambio si possono fare progetti di tipo lavorativo che tengano queste persone a non gozzovigliare (spesso anche loro preferiscono lavorare un po’ che non far nulla) e magari permettano di fare manutenzioni ai paesi o alle località turistiche che spesso sono carenti. Possiamo immaginare con 6-7 che lavorino anche solo part time come possano migliorare la manutenzione dei sentieri o la pulizia di Cerreto Laghi? Gestite così invece le cose sono semplicemente caotiche, poco utili ai migranti e alle comunità dove vengono collocati.

    (Piansano)

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  5. Vorrei sapere se a Casina c’è qualche italiano in cerca di casa, o con lo sfratto, o in difficoltà economiche da non poter permettersi di pagare un affitto.

    (Angelo Riccobaldi)

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  6. Guardiamo i dati di quanti veramente scappano dalle guerre e quanti vengono perchè sanno come vengono “foraggiati” in Italia. Ho visto amici italiani, con ditte che sono fallite, perdere tutto e non essere aiutati da nessuno tranne i familiari e qualche amico. Come possiamo vedere cose simili ?Alla Caritas vanno a mangiare in prevalenza italiani e questo deve fare riflettere. Questa gente va aiutata a casa propria e lo Stato, se vuole, è meglio che si guardi intorno. Di persone in difficoltà ne abbiamo anche in Italia. Non è razzismo dire che prima si guardi a casa propria. Italiani sfrattati e senza lavoro e migranti in albergo è una cosa fuori da ogni logica. E anche molto pericolosa a livello democratico.

    (SS75)

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    • Finalmente il commento intelligente che ci mancava. Vacci anche tu ad aiutarli a casa loro, sotto i bombardamenti o sotto i colpi di mitraglia di Boko Haram.

      (AG82)

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  7. Credo che la risposta data dal Bocco sia un grande esempio positivo ed intelligente di accoglienza: un incontro per superare le paure dell’ignoto, per accogliere e capire e non creare barriere a prescindere ma anche il gruppo su WA che usato con intelligenza può permettere di dare maggiore sicurezza a tutti. Leggere di persone, forze dell’ordine e amministratori che si confrontano con “grande sensibilità, attenzione e solidarietà” fa proprio tanto piacere.

    (Mc)

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  8. Vorrei esprimere una mia opinione, visto che sono cittadino del Bocco e che ero presente alla riunione. Come prima cosa mi sento di fare i complimenti al giornalista presente ieri sera che nell’articolo citato ha meticolosamente scritto ciò che è avvenuto. Come persona penso sia normale, vista la scarsissima informazione pervenutaci, essere un po’ preoccupati della situazione che stava avvenendo l’arrivo nella nostra frazione di un numero variabile da 6 9 di migranti. Come cittadini abbiamo chiesto all’amministrazione un incontro per avere maggiori chiarimenti. L’amministrazione è venuta ad esporre ciò che a loro era stato comunicato sabato 22, quindi che sarebbero arrivati 9 nigeriani di età compresa dai 18 ai 38 anni, già a Reggio da giugno. Nel corso della serata sono state chieste tante cose al sindaco e vicesindaco, nello specifico se qualcuno avrebbe seguito queste persone e il metodo; ci hanno comunicato che un tutor avrebbe seguito queste persone per 4/5 giorni alla settimana ma non quante ore e per quanto tempo nello specifico perché era un ente privato che decideva (Dimora di Abramo); sono emerse diverse preoccupazioni che hanno comportato uno scambio di idee a livello di popolazione. Tutto ciò è avvenuto con scambi di vedute personali tutte rispettabili e condivisibili, ma nessuna di queste era inerente una nostra opposizione contro i migranti, nessuno e dico nessuno si è opposto al loro arrivo, ma certamente con un po’ di preoccupazione anche del metodo che si sta usando, è veramente censurabile, gli enti preposti dovrebbero ravvedersi. Non siamo contro i migranti, siamo contro la non informazione.

    (Angelo M.)

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  9. Una bella assemblea, giustamente problematica e soprattutto molto civile. Applauso!

    (Fausto Giovanelli)

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  10. Visto l’argomento vorrei esprimere il mio punto di vista sull’episodio del respingimento di un pullman di migranti da parte degli abitanti di Gorino, piccolo comune, assieme a Goro, nel delta del Po. Ieri mattina, sulla rete 3 della Rai TV, alla trasmissione “Agorà”, è stato spiegato l’accaduto in questo modo: il prefetto di Ferrara, giunto in paese, ha sequestrato due piani dell’ostello che ospita pescatori e cacciatori, licenziando la coppia di giovani che lo gestivano, come se fosse il padrone. Gli abitanti si sono scocciati, hanno deciso di impedire il passaggio del pullman per tutelare quel poco che a loro serve per sbarcare il lunario. Alle 13 un altro tg ha dato la stessa notizia e, da lì in poi, ogni mezz’ora, il comune reo di volersi tutelare e di pretendere di essere avvertito almeno attraverso il sindaco. E’ stato additato al pubblico ludibrio per questo gesto disumano. Quando poi si è saputo che gli ospiti erano mamme con bambini la misura degli insulti è aumentata, fino a dire che chi non ha accolto i migranti non è degno del nome di Italiano. Si sono espressi pure Mattarella e il Pontefice e si è elogiata la disponibilità di Napoli, dove tanti giovani son corsi incontro ai migranti. Penso che su questa malaugurata vicenda sia stata montata un’operazione di propaganda sulla generosità degli italiani, meno un paesino di cattivi, così Renzi e Alfano possono vuotare l’Africa sentendosi abbastanza a posto verso gli italiani che non ne possono più. Non si affronta un esodo senza un piano di accoglienza che permetta di trattare dignitosamente le persone e non siamo in grado di accoglierle dignitosamente coi mezzi che abbiamo. Un giornalista opinionista proprio oggi diceva che questo esodo durerà ancora degli anni, di prepararci. Saluti.

    (Paola Agostini)

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  11. Signor AG82, non ho commentato per fare l’intelligente, e non voglio nemmeno esserlo, ma visto che sono un cittadino italiano che lavora e paga le tasse penso di poter esprimere la mia opinione. Chi non la pensa come i “buonisti”, nel nostro Paese, viene giudicato come “ignorante” o “xenofobo”, non penso che sia corretto. In altri paesi europei si fanno meno problemi di noi a chiudere le frontiere. Li ospiti a casa sua, lo può fare tranquillamente. Non ci sta tutta la Nigeria in Italia e i problemi di natura religiosa che hanno non li possiamo risolvere noi.

    (SS75)

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    • Se potessi ospitarli a casa mia li ospiterei. Purtroppo non mi è permesso. Lei, invece? Si sta dando da fare ad ospitare i nostri connazionali a casa sua? E le dirò se lei chiama problemi religiosi problemi legati allo sfruttamento del petrolio da parte dell’Occidente capisco molto di chi si trova dall’altra parte del mio monitor.

      (AG82)

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  12. Bisognerebbe pure domandarsi, io credo, se dietro alle preoccupazioni, incertezze, timori, per questi arrivi ed inserimenti – stati d’animo spesso bollati dai “politicamente corretti” come arretrati ed anacronistici – non via sia anche la sensazione che le “alte sfere” non siano più in grado di affrontare con un chiaro e preciso “piano di accoglienza” un fenomeno di questa portata, di cui non riusciamo ad intravvedere la dimensione e il decorso temporale, e non a caso c’è chi dice che “questo esodo durerà ancora degli anni, di prepararci” e in tale situazione tutto diviene, o sembra essere, imprevedibile, il che alimenta inevitabilmente il pessimismo e ci fa mettere sulle difensive. Non per fare paragoni impropri, ma per rimarcare semplicemente il clima di sfiducia che stiamo attraversando – e del quale chi “sta sopra di noi” dovrebbe tener conto, pena il vederlo ulteriormente diffondere un po’ in tutti i campi – viene da pensare al caso di quei proprietari di case sfitte che sono restii a cederle in locazione per paura di non vedersi poi corrisposto il canone, ecc, dover cioè affrontare circostanze ed eventualità imprevedibili e semmai un lungo e difficile contenzioso per “saltarci fuori” e per far valere i propri diritti.

    (P.B.)

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  13. Scusate, ma mente tutti discutono dove mettere o no gli immigrati, perché nessuno pensa che potrebbero essere messi sotto quel tetto alcuni dei tanti italiani terremotati? Tra cui quelli dell’ultimo episodio delle Marche, o poveri bisognosi delle zone limitrofe, semmai diventati clochard o simili! Tanto per fare un esempio…, ma certamente non si può speculare come sui clandestini che diventano business!

    (Gabry)

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  14. Io condivido pienamente il pensiero del signor SS75, ha pienamente ragione!

    (Anonimo)

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  15. Impressionante, non si sa come sia che ci sono persone con lo sfratto perché hanno perso il lavoro e non sanno come fare per andare avanti, anche perché gli aiuti non ci sono, o quasi zero, per noi italiani, pieni di burocrazia, invece quando serve per altri eccoci: tutto pronto.

    (A.)

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  16. Queste persone pongono molteplici problemi. Procedendo per punti:

    A. pongono problemi di natura igienica: prova ne è il fatto che sono stati sottoposti a verifiche igieniche.

    B. Pongono problemi di ordine pubblico: non conoscono il nostro Diritto, ma, come si dice tra avvocati, «la legge non ammette ignoranza»; tutto questo si aggiunge a una situazione generale disastrosa: le forze dell’ordine non sono nelle giuste condizioni per poter svolgere il loro lavoro (il monopolio della violenza fisica legittima è stato fortemente limitato) e le carceri non funzionano.

    C. Pongono problemi di natura sociale: finiscono, nella maggior parte dei casi, a ingrossare le fila di quella «moltitudine guasta» che, sfruttata dalle mafie o con prestazioni lavorative illegali (e, quindi scarsamente retribuite), degrada le nostre città.

    Tutto questo avviene in un contesto generale in cui la sovranità statale è stata fortemente limitata e questo limita gli spazi di intervento delle istituzioni; intervento che spesso è inadeguato: prova ne è il fatto che la situazione peggiora sempre più. Tutto questo non è, in sé, razzismo o essere leghisti ma semplicemente un’osservazione sull’attuale realtà sociale e politica. Le soluzioni? Difficile trovare la soluzione. Un buon inizio sarebbe sicuramente votare “no” alle riforme costituzionali e ripartire dalla riorganizzazione delle scuole e delle carceri, due istituzioni essenziali della statualità moderna.

    (Quello delle citazioni)

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  17. Concordo pienamente anche con Gabri e “A”, noi in Italia viviamo tra ingiustizia e insensatezza, bisognerebbe arrivare al punto di mettere i puntini sulle i con chi fa andare le cose al rovescio di come dovrebbero, sono schifato da questa situazione|

    (Anonimo)

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  18. Non capisco il senso di chi si ostina a voler contrapporre disperati ad altri disperati, di chi nei drammi deve per forza fare distinguo o divisioni che, a mio avviso, lasciano il tempo che trovano. L’aiuto a chi è in un momento drammatico va dato, senza appunto divisioni tra disperati di classe A o B, la disperazione è una e va compresa, si deve trovare il modo per farne uscire tutti. Si può e di deve.

    (Monja)

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  19. AG82 vada ad aiutare chi ha perso tutto con il terremoto. O a parlare a persone che hanno la casa pignorata dalle banche, pensionati da 500 euro che non arrivano a fine mese e rovistano nel pattume per mangiare. Va bene aiutare, ma tagliare pensioni e servizi a noi che paghiamo le tasse per aiutare gente che viene perché sa perfettamente il trattamento che riceve, non esiste in nessun altro Paese al mondo. Solo l’Italia tutela i clandestini più del suo popolo. Vada in Australia in albergo. Non la fanno neanche uscire dall’aeroporto.

    (SS75)

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    • Vede SS75, lei non sa nulla di me per dirmi “vada ad aiutare” o il “vada a parlare”, perchè lei non sa nulla del mio privato. Quindi, certi discorsi li eviti se vuole rimanere in argomento. Vogliamo parlare di pensioni e servizi? Facciamolo, ma è un argomento ben diverso dal tema che si sta affrontando. Un rifugiato politico è ben diverso da un clandestino, quindi cerchiamo di non fare di ogni erba un fascio. Parlare di immigrazione oggi e ridurla ad un “prima gli italiani” mi dispiace ma non lo accetto, e non lo accetto perchè vuol dire parlare di nulla. Vuol dire parlare di un argomento senza conoscerne il contesto. Vuol dire non conoscere le cause dell’immigrazione e soprattutto vuol dire chiudere qualsiasi porta al dialogo. Quindi, caro SS75, capendo a questo punto che a lei non interessa approfondire l’argomento e sbattere solo la porta o lasciarsi andare ai soliti slogan populisti, le auguro una buona serata.

      (AG82)
      Ps: a proposito di slogan, la mia cara nonna diceva sempre “lega l’asino dove vuole”.

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  20. Mala tempora… Comunque speriamo che non facciano barricate. Sono un pendolare, non ho la fortuna di avere pullman che mi permettano di arrivare in orario al mio servizio in città. E potrei dire altro ancora, ma so che la gentile redazione non ritiene conforme il mio commentare, quindi non mi dilungo, ma la dice lunga la gestione della Coop. d’Abramo. Asso pigliatutto, dicono, dicono…

    (a.c.)

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  21. Inutile stare a discutere con queste persone che ci definiscono razzisti e cattivi. Alla luce di certe considerazioni, e confermato che gli italiani sul lastrico si devono arrangiare, vengono prima i profughi, di solito si cerca prima di aiutare quelli di casa e poi gli altri, a me sinceramente preoccupa molto di più la grave situazione dei terremotati del centro Italia, quelli verrebbero prima di tutto, oppure giovani con bambini che perdono il lavoro, ma chi se ne frega? Vengono prima i profughi!

    (Anonimo)

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  22. Signor “AG82”, anche lei nei commenti precedenti mi giudica senza sapere chi sono, quindi siamo alla pari. Se non lo sa le pensioni e i servizi vengono tagliati in parte anche per il fenomeno dei “migranti”, quindi non è che sia fuori ragionamento. Dopo di che, se pensa che vedere le cose in modo diverso dai “buonisti” sia un motivo per giudicare una persona ignorante o di poca cultura, la lascio al suo pensiero. Mi sa che, più che per me, il proverbio che diceva sua nonna calzi a pennello per come ragiona lei. Le auguro buona giornata anche io.

    (SS75)

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  23. Da buon cittadino italiano, con la concretezza che mi ha sempre contraddistinto, penso una cosa. Perché dovremmo farci carico di persone di cui non sappiamo nulla e che soprattutto nemmeno sappiamo se hanno il diritto a rimanere tra di noi e non essere espulsi di primo… e ultimo acchito? Poi, nessuna cittadina vuole divenire una enclave immigrata; chi lo dice che, una volta rimpatriati questi richiedenti asilo, non ne arrivino degli altri e poi degli altri ancora? E’ come permettere allo Stato di Renzi di possedere una parte della nostra vita, di comandare il nostro futuro e io, questo, non voglio permetterlo!

    (Alfione)

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  24. Mio suocero, persona saggia, diceva: “Ecco, secondo me, la borsa si è strappata da un pezzo”.

    (Ivano Pioppi)

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  25. Senza rinunciare a chiedere a qualcuno di spiegarmi qual è la differenza tra le persone che fuggono la guerra in Siria, Iraq o in Afghanistan o le persone che fuggono dai massacri, genocidi e guerre di Guinea, Repubblica Centrafricana, Sudan, Nigeria e anche le tante guerre che esistono in quello che era una volta un paese – Libia – e ciò che è oggi un gruppo di territori, in questo commento mi riferirò esclusivamente ai rifugiati che fuggono le guerre in Medio Oriente e/o dall’Afghanistan. L’Europa ha ancora un problema serio con i rifugiati e ancora non sa come affrontarlo. Questa settimana ha prodotto non solo il vergognoso spettacolo ungherese, in cui la maggioranza degli elettori ha respinto l’accoglienza dei rifugiati nel quadro del piano europeo di assegnazione delle quote e solo un cavillo toglie la validità legislativa, ma anche la decisione danese per controllare il flusso di rifugiati.

    (Julio Gómez)

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