Lavoratori precari dal futuro, venerdì in biblioteca

Lavoratori precari dal futuro

Lavoratori precari dal futuro

Venerdì 28 ottobre lo scrittore di Ligonchio Silvano Scaruffi proporrà alcune letture dal libro “Gli alieni non hanno le antenne”, insieme a Emanuele Ferrari e con l'accompagnamento musicale di Tiziano Bianchi, in sala concerti dalle ore 21.

Silvano racconta l'evento così.

“Gli alieni non hanno le antenne” è una raccolta di racconti messi assieme dopo venti anni di scrittura. Storie ideate tempo fa e nuove narrazioni, ambientazioni metropolitane e di crinale. Il punto di forza della raccolta è che i racconti soddisfano un semplice criterio: intrattenere raccontando storie. Concetto facilmente verificabile: basta leggerli.

Un libro in se ha molte funzioni, presunte finalità, millantate virtù, ma la realtà è che un libro è un manufatto che contiene storie, e le storie, vanno solo lette. Un po’ come la vita, ricca di accadimenti, da prevedere, anticipare, assecondare, ma la realtà è che è una vita e va solo vissuta.  Il perché accada e quali meccanismi muovano il tutto è qualcosa che ad oggi va al di là del mio vedere. Accade, e basta, si legge, e basta, si vive, e basta.

La lettura che accompagna le presentazioni è un pezzo che di volta in volta viene riscritto, riadattato, tendendo sempre più a una veste teatrale, anche se chi legge, è distante anni luce da una qualsiasi intenzione di atteggiarsi a recitatore. E’ la storia di un uomo qualsiasi alle prese con comuni inceppi burocratici riguardo un risarcimento danni, circondato da maleducati ‘vicini’, un uomo avvilito, la cui proprietà ortiva è visitata da misteriosi figuri.

Tiziano Bianchi

Tiziano Bianchi

Se di un ‘messaggio’ o un’idea dominante vogliamo parlare direi che a lungo andare, nelle riscritture del dialogo, si è andati a finire verso l’esplorazione di una specie di mania che dilaga a tutti i livelli. Causa la globalizzazione, forse, le unioni geografiche forzate, può darsi, i mezzi di comunicazione di massa e di massificazione, può essere. La comunione di tutto, intenti tesi al non si sa chè, idee che seppur sembrano divergere ma alla fine sono perpendicolari, sistemi economici, unificazione di linguaggi, modi, usanze, credi, condivisione di immagini, idee, dichiarazioni. Chi dice cosa votare, dove svoltare, cosa vuotare e lasciare pieno, che colore usare, che profumo usare, dove andare e a fare, cosa mangiare, a che livello ammalarsi, quando guarire, come proseguire, da che parte guardare, dove non sporgersi, quando non pensare, spostarsi di quanto e in che modalità, come affrontare un salto, come saltare, quando parlare, perché inginocchiarsi, quando sbottare, che ore sono, quando piovere e soleggiare, come dormire, come non svegliarsi, cosa fare con i soldi, come fare i soldi, come sperperare soldi, quando sentirsi in colpa, perché sentirsi ricchi, a chi guardare con disprezzo, a chi guardare sbavando, dove seppellirsi, tutto un vorticare così, finchè un giorno sbirci dietro l’uscio di casa e scopri che qualcuno ce l’ha fatta di fresco. La sindrome della ‘cagata dietro l’uscio’ è la nuova piaga di questo millennio.

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