Vandali accaniti sul monumento a ricordo del partigiano francese Jean Debrainville

Jean-Dabrainville giovane scout nel 1938 per gentile concessione di Tuttomontagna

Jean-Dabrainville giovane scout nel 1938 per gentile concessione di Tuttomontagna

"A qualcuno non piace... Questa mattina abbiamo avuto la sorpresa di trovare il monumento in località La Pioppa - Ponte Sponda, realizzato a ricordo del partigiano francese Jean Debrainville, con la Croce piegata e buttati nella scarpata sottostante i fiori e i lumini. Ripristineremo il tutto. Speriamo solo si tratti di una bravata, che comunque non condividiamo".

Con questa parole il commendatore Elio Ivo Sassi, vice presidente Alpi Apc Re, denuncia sui social quanto perpetrato dai vandali ai danni del monumento eretto il 7 agosto 2016, ma sottoliea che il monumento è già stato ripristinato.

“Domenica mattina collocheremo un altro tassello indelebile nella storia che ripercorre la tragedia della seconda guerra mondiale, in cui la nostra comunità ha versato un ingente tributo di sangue e per cui è stata fregiata della medaglia d’argento al valor militare” - così il sindaco Luigi Fiocchi annunciava nel sito del Comune la commemorazione dell’uccisione di un giovane soldato francese, Jean Dabrainville, aderente alle formazioni partigiane, fucilato alla fine di luglio 1944.

“In suo ricordo – sottolineava il primo cittadino – inaugureremo, in collaborazione con le associazioni dei partigiani, una croce a Ponte Sponda, poco dopo La Pioppa, lungo la strada per Villa, dove morì tragicamente il combattente d’oltralpe. La celebrazione proseguirà a Minozzo, dove ricorderemo anche gli altri caduti su quel territorio”.

All’iniziativa parteciparono, fra gli altri, una delegazione proveniente dalla cittadina natale della vittima francese, Vagney, nella regione della Lorena, guidata da Lionel Paret, il ricercatore che alcuni mesi fa aveva contattato la redazione della rivista Tuttomontagna per acquisire maggiori informazioni sulla drammatica vicenda di Jean Dabrainville.

“Paret ci ha anche fornito alcuni interessanti documenti – racconta Michele Campani, direttore di Tuttomontagna – che ci hanno stimolato a ricostruire quei tragici avvenimenti, per cui, con la collaborazione di Marco Zobbi di Minozzo, che ha anche materialmente realizzato la croce, e di Elio Ivo Sassi, siamo riusciti a ricomporre i particolari di una storia che racconta morte e crudeltà, ma che racchiude anche, dentro di sé, storie di amore e di ami­cizia”.

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3 Commenti

  1. Purtroppo vi sono persone che hanno il tassello vuoto; per loro la cosa fondamentale è danneggiare e rompere, che siano croci, segnali stradali o altro. Non basta compatirli, devono essere ripristinate le pene e la loro certezza di espiazione. Basta depenalizzare.

    (Giovanni)

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  2. Cosa scatta nel cervello delle persone che si beano di atti vandalici come questo? Io credo che quando si dice “sono malati” sia un po’ come giustificarli. Non va bene!

    (Rita)

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  3. Non so se sono malati o fanatici o drogati, ma sicuramente sono vigliacchi ed imbecilli.

    (Antonio Manini)

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