“Il sindaco di Villa Minozzo rallenti l’iter di accoglimento dei profughi”

Gabriele Delmonte

Gabriele Delmonte

"Se il sindaco vuole evitare che Minozzo, frazione di Villa Minozzo, si trasformi in una nuova Gorino, condivida le decisioni con i cittadini e non faccia piombare le scelte sulle loro teste come se il loro parere non contasse nulla. Così non è e così non deve essere”.

Gabriele Delmonte, vicecapogruppo della Lega nord in Regione Emilia-Romagna intervie così su quanto sta accadendo a Villa Minozzo dove a breve quattro presunti profughi verranno ospitati nell’appartamento messo a disposizione da un privato nel centro cittadino.

“Sono già moltissime le segnalazioni in merito che ho ricevuto da diversi residenti. Per questo – spiega Delmonte - invito il sindaco a rallentare l’iter di arrivo dei profughi e a incontrare la cittadinanza per condividere con loro quello che si vuole fare. Non è possibile pensare di calare dall’alto decisioni di questo genere in realtà piccole come quella di Villa Minozzo dove tutti si conoscono e dove la routine quotidiana rischia di essere stravolta dall’arrivo di queste persone”.

“Ripeto – conclude – non voglio entrare nel merito delle scelte di un privato cittadino e tanto meno ritornare a dire quello che pensiamo noi di questa accoglienza forzosa. Mi limito – conclude Delmonte – a guardare all’aspetto pratico della questione. I cittadini hanno già detto il loro ‘no’. Non aspettiamo le barricate per affrontare il problema. Sarebbe quantomeno sciocco”.

 

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10 Commenti

  1. A quanto si legge sui quotidiani sono due nuclei famigliari, non “orde di barbari”, e a questo proposito le chiedo: il sindaco ha il potere di evitare che un privato cittadino affitti la propria abitazione su cui paga le tasse che poi vengono riutilizzate per noi cittadini? Se due nuclei famigliari sollevano questo putiferio e destabilizzano la frazione, allora chiediamoci perche proprio a Minozzo sono affittati appartamenti a privati cittadini italiani ed extracomunitari che nulla hanno a che spartire con la cittadinanza stanziale minozzese. Mi pare, signor Del Monte, che la sua interpellanza sia solo strumentale a una visione razzista dell’accoglienza. Saluti

    (Massimo Bonini)

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    • Signor Bonini, mi dica che senso ha mandare 4/5 persone in una frazione così piccola dove ci sarebbero ben altre cose a cui pensare (come stanno facendo giustamente gli usi civici). E’ razzismo dire che l’integrazione è possibile solo attraverso un percorso personale di studio della lingua e della cultura di cui si è ospiti? Per me si chiama buon senso. E soprattutto, se i vicini che risiedono lì ogni giorno si oppongono, non è un loro diritto chiedere che venga fermata questa cosa, o per lo meno, fare estrema chiarezza su modi e tempi di questa insulsa attività? Qualche giornale parla di 2 nuclei familiari come dice lei, ieri invece leggevo che i cittadini hanno saputo che fossero 4 uomini adulti. Già da questa mancanza di chiarezza si capisce come la situazione sia a rischio.

      (Mattia Casotti)

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      • Signor Casotti, ribadisco che l’affittare un appartamento è piena libertà del proprietario. Come già detto, proprio a Minozzo sono già affittati appartamenti a residenti extracomunitari e questo mi pare non abbia sollevato alcun problema e non vi siano state sollevazioni popolari. Per affittare una proprio bene occorre prima fare un proclama pubblico dove indicare il tipo di persone che si vuole accogliere e soprattutto che siano graditi ai vicini? Questa sì mi pare una limitazione alla libertà dei cittadini.

        (Massimo Bonini)

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        • Sì, con la piccola differenza che questo affitto lo paga la collettività, così come con le altre decine di migliaia di simil profughi sistemati nel resto del Paese.

          (Mattia Casotti)

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  2. Non si è mai letto su nessun quotidiano del fatto che siano due nuclei familiari, ma da quel che dice la signora proprietaria della casa, che non è nemmeno residente nel nostro comune, sarebbero 4 ragazzi maschi di diciannove anni. Fate voi!

    (Lampo)

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  3. Dicono che siamo in democrazia e sono tutti buonisti, ma se non riesci a pagare le tasse ti mandano Equitalia. Se hai un attività e non rispetti le regole al 100% ti fanno chiudere. Se non hai il lavoro ti arrangi. Fanno venire, mantenuti da noi cittadini, gente che non si sa nemmeno da dove venga e dobbiamo pure tacere! Non è più “aiutare”,questo. È provocare la gente che si alza alle 5 ogni mattina e lavora 12 ore al giorno. Hanno il potere di decidere e lo fanno. Non chiedono parere a nessuno. Noi serviamo solo a pagare per mantenerli; in Italia vengono prima i “migranti”, poi noi Italiani. Non vengono a lavorare, ma vengono perché sanno già prima di partire quanto gli danno al mese. L’Italia delle cooperative è questa.

    (SS75)

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  4. Mi chiedo quanto, agli effetti, la cittadinanza di Villa Minozzo sia chiamata per esprimere solidarietà e partecipazione attiva, se cioè vi possano essere dei problemi derivati dall’accoglienza diversi dall’odio razziale. Mi chiedo inoltre se e quanto il pensiero del vice capogruppo della Lega Nord possa essere rappresentativo e, soprattutto, se le popolazioni della montagna reggiana siano culturalmente preparate per la realizzazione di siffatti progetti.

    (Gianmaria Bianchi)

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  5. E’ vero che a Minozzo ci sono già extracomunitari, che però non sono nè profughi nè clandestini nè rom, ma sono famiglie che prima di trasferirsi (non essere trasferiti) hanno cercato casa, lavoro e mandano i figli a scuola (fin che c’è) si stanno integrando, rispettando tutto e tutti e si mantengono da soli, anche se pur con qualche aiutino. Ma possibile che nessuno si ricordi di quando furono accolti i profughi degli anni ’90 nella “casa di accoglienza” di Pietrachetta a Cervarolo? Non vi ricordate che erano tutti giovani maschi? Non vi ricordate cosa hanno lasciato? Beh, se non vi ricordate andate a fare una gita in quel posto, che ora è ridotto a un ecomostro pronto per essere abbattuto e che per il quale sono convinto che ancora paghiamo le spese.

    (Lampo)

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  6. Ben detto, signor SS75, ha centrato il bersaglio, tanti nostri connazionali hanno il prosciutto davanti agli occhi, prima o dopo se ne renderanno conto di come girano al rovescio le cose? Noi ribadiamo da tempo concetti veri, ma sembra che siamo razzisti e diciamo solo cavolate. Comunque tante di queste persone vedono tramite internet o parabola, i soldi per la tecnologia non gli mancano, che l’Italia è il paese dei balocchi, non si fa nulla in tutto il giorno, si mangia e si beve a sbafo alla faccia di noi cittadini ipertassati e si lamentano pure se la pastasciutta non gli piace e la gettano via. Se fosse gente di buon senso avrebbe meno storie, così non va bene, ci dobbiamo svegliare e farci sentire da chi ci comanda|

    (Anonimo)

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  7. Non tutta la comunità Minozzese si identifica nelle esternazioni di paura e smarrimento che si leggono qui e sui giornali in questi giorni da parte di esponenti politici evidentemente xenofobi quando non palesemente razzisti. Chiunque abbia un po’ di buon senso sa distinguere il problema politico dell’immigrazione (ovviamente non affrontabile qui e adesso) da quello sociale e umanitario dell’immigrato, che fino a prova contraria è un ospite rispettato e soggetto a diritti e doveri che dovranno essergli spiegati e applicati. Lunedì sera la pro loco ha indetto una riunione presso la sua sede al campo sportivo proprio per evidenziare questa necessità. Ma la gran parte di Minozzo non ha paura nè pregiudizio nei confronti di nessuno.

    (Davide Marazzi)

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