Si è chiusa la raccolta firme pro scuola di Minozzo, discussa l’interpellanza in Comune

A Minozzo si è da poco chiusa la raccolta firme a sostegno del plesso scolastico locale, composto da primaria e infanzia. In poco più di una settimana, dall’11 al 22 novembre, sono state raccolte 580 firme, che ora sono state inviate al sindaco di Villa Minozzo, Luigi Fiocchi, alla dirigente dell’Istituto Comprensivo, Giusy Gentili, e ad altre istituzioni. Oltre alle firme è stata allegata una documentazione che attesta che la scuola è “viva e vitale”, precisano i genitori e i cittadini fautori dell’iniziativa. “Si tratta di progetti realizzati da insegnati e bimbi nel corso degli anni – spiegano –, come la festa FantaRocca del 5 giugno scorso, organizzata dagli Amici della Rocca in collaborazione con la primaria, fatta proprio perché i bimbi l’hanno richiesta, scegliendo loro anche il nome. E altri progetti scolastici che attestano l’importanza dei percorsi sul territorio e della scoperta delle proprie radici. E poi tutta la vicenda dall’accorpamento al problema dei trasporti, con tutti gli articoli dei giornali, che riportano le vicissitudini scolastiche”.

scuola primaria di minozzo

A corredare la documentazione anche una serie di lettere scritte da insegnanti e professori non direttamente coinvolti. “Hanno letto gli articoli e ci hanno espresso la loro solidarietà – sottolineano –. Molti hanno anche sottolineato che le pluriclassi sono spesso un valore aggiunto, non un elemento totalmente negativo”.

Dopo la consegna delle firme è stato richiesto un incontro con il sindaco. “Siamo in attesa che ci indichi la data – evidenziano –. Si è dimostrato molto disponibile a riceverci, ma deve aspettare che passi il referendum. Vogliamo chiedere al più presto anche un incontro con la dirigente, per capire se la partita è già chiusa o se se ne può ancora parlare, e le responsabilità di questa eventuale decisione”.

Nel frattempo è stato istituito anche il nuovo consiglio d’Istituto, che dovrà discutere la proposta dell’amministrazione comunale riguardante l’attivazione, per il prossimo anno scolastico, della classe prima elementare solo sul plesso di Villa. La lettera, inviata all’Istituto Comprensivo, con protocollo No. 7034 del 08/10/2016, riportava che “l’amministrazione comunale ha, in tutte le sedi di confronto, sostenuto che nell’ambito dell’organizzazione scolastica almeno nel capoluogo debba essere garantita sulla scuola primaria la formazione di cinque monoclassi” e ancora che, “considerando le attuali iscrizioni alla scuola dell’infanzia”, “si richiede che venga attivata la classe prima elementare per il prossimo anno scolastico unicamente sul plesso di Villa Minozzo , in modo tale da garantire la presenza di cinque monoclassi”.

Intanto, lunedì scorso, in consiglio comunale, oltre all’interpellanza sui profughi, è stata discussa anche quella sulla scuola, entrambe presentate dal consigliere di minoranza Massimiliano Coloretti (“Progetto Villa”, centro-destra). “Dato atto che in data 08/10/2016 – si legge –, questo Comune inviava all’Istituto Comprensivo locale – dirigente scolastico Giuseppina Gentili – una lettera a firma ‘vice-sindaco e assessore alla scuola Sara Govi’ con prot. N. 7034 dell’ente nel quale si richiede ‘che venga attivata la classe prima elementare (…) unicamente sul plesso di Villa Minozzo’ e l’Amministrazione stessa si metteva a disposizione per approfondire ‘tale scelta’, laddove tale ‘scelta’ non fa parte delle competenze dell’ente, indicate dal decreto precedente citato, tutto ciò premesso, il sottoscritto consigliere interpella il vice-sindaco nonché assessore alla scuola chiedendo in base a quale funzione demandata si sia arrogata il diritto di decidere sulla didattica sovrastando nel merito l’Istituto Comprensivo, il Consiglio d’Istituto e l’emanazione provinciale del Ministero dell’Istruzione che invece hanno competenza nel merito, in quanto, se nella sua visione organizzativa è ben chiara la chiusura del plesso di Minozzo, ha il potere organizzativo di farlo senza coinvolgere nelle scelte dell’amministrazione il Consiglio d’Istituto e l’Istituto Comprensivo”.

consigliocomIl consigliere Piero Ferrari, delegato al bilancio, ha letto la lettera lasciata dal vice-sindaco Sara Govi, assente per malattia: “La vicesindaco e assessore alla scuola non si è arrogata nessun diritto di decidere sulla didattica e soprattutto non ha sovrastato né il Consiglio d’Istituto, né l’Istituto Comprensivo, né la Provincia. Le varie azioni vanno condivise con l’istituzione scolastica. La lettera inviata non chiede la chiusura del plesso di Minozzo, ma di attivare, a partire da settembre 2017, la classe prima solo su Villa capoluogo. È una richiesta non una disposizione, che deve essere valutata dal Consiglio d’Istituto. È intenzione dell’amministrazione fare tutto il possibile per garantire 5 monoclassi su Villa, intese come servizio. Su almeno uno dei tre plessi vorremmo poter dare tale scelta. La norma prevede che la regola sia la monoclasse. Il Consiglio d’istituto che si riunirà probabilmente mercoledì 7 dicembre darà un parere tecnico in merito alla didattica. Una volta acquisito tale parere faremo un ulteriore passaggio col Provveditorato. Il percorso ha l’intento di garantire un presidio scolastico sostenibile nel lungo periodo, a cui vengono assicurati adeguati servizi di supporto per l’accesso e la frequenza. Tutti i passaggi sono stati condivisi, seppur in maniera ancora informale, sia con la preside sia con l’ufficio scolastico della Provincia. Va ricordato poi il diritto di ogni alunno ad ottenere un percorso scolastico unitario, organico e completo”.

Il consigliere Ferrari ha aggiunto che “l’assessore ha fatto bene a muoversi in questa direzione” e che “non è mai stato chiesto di chiudere la scuola di Minozzo, ma è stato specificato di garantire a Villa le monoclassi”, rilanciando poi a Coloretti alcune domande: “Il comune di Villa merita di avere almeno un plesso che garantisca le monoclassi per quei genitori che lo richiedono come sistema educativo? O questo comune deve ridursi ad avere tre plessi tutti e tre composti da pluriclassi?”.

L’interpellante non si è ritenuto completamente soddisfatto per diversi motivi: “L’interpellanza è abbastanza retorica – ha commentato –, conteneva in sé la risposta stessa. La legge è ben chiara, definisce l’ambito organizzativo degli enti locali e demanda la didattica alla parte ministeriale. Prendiamo atto che la lettera inviata ha il solo scopo di fornire un suggerimento e che dunque è un’indicazione, non un obbligo. Però ha un peso ben diverso se una lettera viene inviata da un cittadino privato oppure da un’istituzione a un’altra: il significato della scelta di questa giunta è piuttosto importante. Ribadisco poi la differenza tra competenze: organizzazione e didattica. Prendiamo atto che il Comune per ora non ha intenzione di chiudere la scuola e prendiamo atto che per la prima volta ci sono tante persone ad ascoltare il consiglio”.

consigliocom-2Ferrari ha ribattuto dicendo: “Come amministrazione rivendichiamo il diritto a intervenire per garantire a tutti gli alunni del nostro comune di poter avere il miglior insegnamento possibile. Riteniamo che la proposta fatta inizialmente (primaria a Villa e infanzia a Minozzo, ndr) aveva una sua logica: tutelava la frazione di Minozzo, indirizzandoci tutti i bimbi dell’infanzia, garantiva una continuità negli anni e garantiva, al contempo, una modalità didattica. Per chi preferiva il tema delle pluriclassi rimaneva comunque la possibilità di un altro plesso. Questo non è stato fatto, se ne prende atto. A Minozzo se il calo dei bimbi aumenterà si arriverà a una monoclasse, e sarà difficile garantirla. Allo stesso modo poi vanno garantiti anche i diritti di quelli che chiedono la monoclasse. Per questo ci batteremo e continueremo ad operare perché sia garantito a tutti questo diritto, e quindi anche a loro”.

Ha ribadito infine Coloretti: “La modalità d’insegnamento non spetta a noi deciderla. Negli ultimi 40 anni ho visto un comune, quello di Castelnovo Monti, che si è ingrandito mangiandosi quelli limitrofi, ma Castelnovo potrà sopravvivere solo se i suoi satelliti sono ricchi e hanno la possibilità, attraverso i servizi, di poter mantenere la gente sul territorio”.

Agenzia Redacon ©
E' vietata la riproduzione totale o parziale e la distribuzione con qualsiasi mezzo delle notizie di REDACON, salvo espliciti e specifici accordi in materia e con citazione della fonte. Violazioni saranno perseguite ai sensi della legge sul diritto d’autore.

4 Commenti

  1. Ok, ci risiamo. Tante belle parole da parte dell’amministrazione per arrivare ad un solo obiettivo, e cioè chiudere nel giro di qualche anno la scuola di Minozzo. Mi si perdoni lo scetticismo, ma la proposta di consentire ai bambini l’accesso alla tanto decantata monoclasse altro non è, secondo me, che il primo passo di un progetto del Comune di Villa Minozzo per destinare l’edificio, dove ora ha sede la scuola, ad altri usi. Si è parlato di un museo dell’agricoltura, mah… Consentitemi una breve divagazione: forse prima di fare un museo a Minozzo bisognerebbe quantomeno rendere accessibile il paese, tipo dotare di strisce bianche la strada che passa da Razzolo. Tornando al nocciolo della questione, l’idea di fare una sola prima a Villa Minozzo è quasi peggio della chiusura totale. Ci sono genitori che in questo modo avranno un figlio in terza a Minozzo e un figlio in prima a Villa, ma è ovvio che questo per l’amministrazione è un dettaglio di poco conto. Se questi genitori decidono, comprensibilmente, di iscrivere tutta la loro prole a Villa, a Minozzo si rischia di avere un unico gruppo classe formato da tre classi, ma è ovvio che questo per l’amministrazione è un dettaglio di poco conto. E per l’anno scolastico successivo? Tengono aperta una scuola per 12/14 bambini? Non so di chi sia stata questa idea, ma credo che sia una di un’assurdità unica e questo mi porta a ribadire che probabilmente il fine è un altro. Credo che per qualcuno la parola “trasparenza” non abbia alcun significato e questo mi porta ad un’altra considerazione: io sono una mamma, (s)fortunatamente non mi intendo di politica e di gestione di un Comune, ma non per questo sono disposta a credere a tutto. Attendo smentite, se ce ne sono.

    (Orietta Caselli)

    Rispondi
  2. Orietta, nessuno ti può smentire, perchè la verità è unica, evidente,indiscutibile, inconfutabile, inoppugnabile e assodata. Quello che tutti pensano tu lo hai mirabilmente scritto, complimenti! Centodieci e lode.

    (Di Minozzo)

    Rispondi
  3. Ma cosa dici, verità, ecc. Cosa ne sapete di verità… La verità è saper accettare logiche giuste come hanno fatto altri territori prima di voi, senza creare sempre polveroni inesistenti.

    (Maria)

    Rispondi
  4. Al momento la logica giusta è che Villa non ha i numeri per attivare la monoclasse. Seguendo il tuo ragionamento è Villa che deve accettare la logica della pluriclasse, cosa che a Minozzo abbiamo già fatto da un pezzo. Peraltro senza chiedere chiusure di altre scuole o proponendo spostamenti di bambini da un plesso all’altro. Chiarito, spero, questo punto, se l’amministrazione vuole proporre la monoclasse a Villa è ovviamente un suo diritto farlo, così com’è nostro, ma anche vostro, diritto avere una scuola a Minozzo, almeno finchè i numeri lo consentono. Così com’è nostro, ma anche vostro, diritto sapere che fine farà un edificio che pochi anni fa è stato ristrutturato e messo a norma con soldi pubblici. Non conosco la cifra investita, ma andando a logica, non credo sia irrisoria. Così com’è nostro, ma anche vostro, diritto sapere quali sono le reali motivazioni di questa proposta. Un’amministrazione che non dice e non spiega quello che vuole fare non è, secondo me, un’amministrazione che fa gli interessi dei suoi cittadini.

    (Orietta Caselli)

    Rispondi

Lascia un Commento

Se sei registrato puoi accedere con il tuo utente e la tua password. Se vuoi registrarti al sito clicca qui.

Altrimenti lascia un commento utilizzando il form sottostante.

Privacy Policy

Powered by WordPress | Officina48