Danza e… cadute su ghiaccio: al pronto soccorso di Castelnovo ne’ Monti +174%

pronto-soccorsoVetroghiaccio: è record di accessi agli ospedali, in particolare al pronto soccorso e ortopedia.

Sono, infatti, centinaia le cadute verosimilmente verificatesi nel territorio provinciale a causa dell'insidioso fenomeno della galaverna. E, così, nella giornata di oggi si presentavano con lunghe attese gli accessi al pronto soccorso 118, generali ed ortopedici dei diversi ospedali: a Castelnovo ne' Monti, infatti, gli accessi sono stati ben 36, il 174% in più rispetto alle 24 ore precedenti. La nota diramata dall'Asl parla di "una giornata di emergenza sanitaria fuori dall’ordinario". Nella fattispecie, ad essere interessati dalla emergenza sono stati principalmente le centrali di soccorso 118 e i Pronto Soccorso generali ed ortopedici.

Al Santa Maria Nuova tra le ore 6 e le ore 15 di oggi sono ricorsi alle cure in emergenza-urgenza 247 pazienti (+274% rispetto alla precedente giornata), 125 dei quali sono stati dimessi a domicilio dopo l’iter diagnostico e di cura e 20 hanno avuto necessità di ricovero (solo 8 di questi in esito ai traumi da caduta). Nella fascia oraria che va dalle 6 alle 12, il settore della diagnostica per immagini ha eseguito 220 esami radiologici per circa 100 pazienti mentre altri 100, giunti nel frattempo, erano in attesa. Sin dalla mattina, in considerazione della situazione, sono stati potenziati sino a tre  gli ambulatori di diagnostica e, con essi, il personale in turno per complessivi 5 tecnici di radiologia e 3 ausiliari e sono stati temporaneamente sospesi esami interni differibili e controlli programmati. Il pronto soccorso generale ha disposto il potenziamento del triage e l’attivazione di 3 ambulatori supplementari usufruendo dell’impiego di risorse aggiuntive, in particolare: 4 medici, 7 infermieri e 4 operatori di supporto al mattino e 6 infermieri e 1 operatore di supporto al pomeriggio. Al ps ortopedico sono state disposte due risorse mediche aggiuntive e due infermieristiche e parallelamente aumentate le sedute operatorie dedicate alle urgenze traumatologiche nella giornata di oggi e in quella di domani.

Negli ospedali dell’Azienda Usl le principali azioni messe in campo hanno riguardato il potenziamento del numero dei medici e degli infermieri nei Pronto Soccorso, il potenziamento degli ortopedici nelle sale gessi, l’attivazione dei medici internisti a supporto dei Pronto Soccorso, il raddoppio del triage infermieristico, l’attivazione di prestazioni di diagnostica per immagini aggiuntive, il potenziamento del personale dei trasporti, questo già dalla giornata di ieri. Sono inoltre stati distribuiti generi di conforto (acqua, thè, biscotti) alle persone in attesa. L’attività chirurgica e radiologica programmata nella giornata di oggi è stata sospesa e lo sarà anche nei prossimi giorni per far fronte agli interventi di chirurgia ortopedica.

Alle 15 la situazione nei pronto soccorso degli ospedali di Guastalla e Correggio si era normalizzata, mentre all’ospedale di Scandiano, quello che ha registrato il maggiore afflusso, la situazione sta migliorando pur mantenendo ancora un elevato tasso di attività.

Anche all’ospedale di Montecchio, dove l’affluenza è ancora alta, l’attività è a pieno regime. Si è trattato per lo più di traumi di media-lieve entità che nella maggioranza dei casi non hanno richiesto il ricovero. Non si registra carenza di posti letto.

     
Dati di attività dei pronto soccorso degli ospedali dell’Azienda Usl di Reggio Emilia

Situazione dalle ore 0 alle ore 15 del 13 gennaio 2017

accessi 13/01/17 accessi 12/01/17 %  incremento presenti ore 15,00 dimessi al domicilio ricoveri
Montecchio 76 31 245% 53 21 2
Scandiano* 116 28 414% 61 51 4
Correggio 65 16 406% 25 36 4
Castelnovo Monti 36 21 171% 12 20 4
Guastalla 46 34 135% 18 26 2
* di cui 100 per traumi da ghiaccio
Le direzioni sanitarie esprimono un sincero ringraziamento ed elogio a tutti gli operatori, molti dei quali rientrati in servizio dal riposo, per l’impegno, la professionalità e lo spirito di servizio. Sentiti ringraziamenti anche ai cittadini che hanno sopportato con pazienza il loro turno, comprendendo l’eccezionalità della situazione.
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9 Commenti

  1. Ma che generazione di imbranati siamo diventati? I nostri nonni, specie quelli montanari, il pronto soccorso non sapevano neanche se esisteva e gli inverni ed il ghiaccio non erano certo quelli odierni. Ora per una sbucciatura ed un colpo di tosse si va al pronto soccorso. Il troppo benessere ci ha rammollito.

    (Marco Galeazzi)

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  2. Concordo con il signor Marco. Siamo decisamente più deboli fisicamente di un tempo.

    (Abitante di Ventasso)

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  3. Forse più che imbranati siamo diventati dei lavoratori nomadi: non ci spostiamo più dalla casa alla stalla attigua, ma siamo obbligati a prendere la macchina e percorrere strade, in qualsiasi stagione e in qualsiasi condizione. Forse sono cambiati i tempi. Prima di dare degli imbranati a chi affronta le intemperie, per senso del dovere, rischiando di farsi del male, bisognerebbe riflettere.

    (A.m.)

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  4. I nostri nonni se nevicava o se faceva vetroghiaccio davano su alla stufa e aspettavano a casa. Il problema è che adesso non ci si può più fermare e bisogna andare. Forse ci vorrebbe più rispetto per la natura e per noi stessi.

    (Obizzo da Montegarullo)

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  5. Anch’io sono un “cultore” del passato, ossia dei suoi valori e consuetudini, e trovo appropriata la “fotografia” fattane da Marco, ma va tenuto nondimeno presente che il mondo di allora ruotava sostanzialmente intorno alla agricoltura, almeno da queste parti, e nei mesi invernali le attività agricole rallentavano parecchio il loro ritmo, sino financo a fermarsi o quasi, così che in tale stagione vi era in genere minor “movimento” e verosimilmente meno occasioni di “incidenti”, mentre la società moderna non ha di fatto mai sosta. Va tenuto altresì conto che molti “montanari” hanno oggi lavoro altrove e si trovano pertanto ad essere pendolari, con spostamenti per solito quotidiani, ragion per cui la percorribilità delle strade è divenuta un fattore centrale del vivere odierno e solleva di riflesso una buona dose di “malcontento” ogniqualvolta subisce un qualche incaglio o blocco, per l’uno o altro motivo (e non a caso c’è chi da sempre insiste perché la cura e manutenzione della rete viaria sia una delle priorità della pubblica Amministrazione). E’ vero che la maggiore nostra “vulnerabilità” rispetto al passato, della quale ci parla Marco, non riguarda soltanto gli inconvenienti e “infortuni” legati al fondo e alle condizioni delle strade, bensì l’insieme dei nostri comportamenti, rammolliti a suo dire dal troppo benessere, il che può anche avere un fondo di verità, ma io credo che se fossimo riusciti a conservare i principi, la misura e gli “stati d’animo” di una volta, come almeno io li ricordo, anche il benessere non ci avrebbe forse cambiato più di tanto (nei tratti principali che connotano e identificano una comunità).

    (P.B.)

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  6. Anch’io concordo col signor Galeazzi, per la minima cavolata si preferisce andare al pronto soccorso e aspettare ore e ore; i nostri nonni si rialzavano e andavano nei campi e nelle stalle a lavorare.

    (Dodo)

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  7. Sottoscrivo. Una società di pappemolli e disorientati mentali.

    (A.G.)

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  8. Per il Signor A.M., non so se volutamente, così tanto per polemizzare, o per sbaglio, ha travisato il senso del mio pensiero. Innanzi tutto il 99% delle persone che sono arrivate al pronto soccorso sono arrivate per cadute a piedi, quindi cosa c’entrano il lavoro, le macchine e le strade? Pochi decenni fa la vita era molto più disagiata e anche il lavoro più gravoso e pericoloso, un ricordo della mia infanzia e che mi ritorna alla mente tutti gli inverni, e allora erano veramente inverni, vedere le anziane signore del paese di 80 e passa anni, andare a Messa (tutti i giorni) anche con giornate proibitive con strade che erano lastre di ghiaccio. Sa cosa facevano? Mettevano delle calze di lana sopra le scarpe, oggi giovani con scarpe da 200 euro cadono, si sbucciano un ginocchio e vanno al P.S. Era questo il succo del mio ragionamento, senza voler offendere nessuno; ripeto, a mio parere siamo più imbranati, rammolliti e, aggiungo, piagnoni.

    (Marco Galeazzi)

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  9. P.S. – Dodo ha capito il significato e il senso di quello che volevo dire.

    (Marco Galeazzi)

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