Variante Ponte Rosso / Il parere del “Tavolo Hemingway”

Riceviamo e pubblichiamo.

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Quando per realizzare un’opera pubblica si procede, e non potrebbe essere diversamente, con una gara d’appalto, non è da escludere che l’azienda/e perdente/i ricorra al Tar, ricorso che, se accolto, produce la sospensione dei lavori con conseguenti ritardi fino al pronunciamento della sentenza di merito. Intendiamoci, nulla di illegittimo o riprovevole, lo prevede la legge.

Ciò che invece dal "Tavolo Hemingway" contestiamo con forza è il fatto che, qualora le ragioni del ricorrente non fossero riconosciute e pertanto perdesse il ricorso, questi dovrebbe solo pagare le spese legali. Al tavolo non sono legulei ma pensano di essere nel giusto se affermano che nulla la legge prevede per il rimborso dei danni che la collettività subisce per il ritardo dei lavori. Questo non è giusto. Il legislatore dovrebbe emanare una norma prevedendo che chi si rivolge al Tar e risultasse soccombente questi dovrebbe essere condannato a pagare una penale risarcitoria almeno pari al 50% dell’importo dell’opera in discussione.

Solidarietà ad Enrico Bini, sindaco di Castelnovo ne' Monti, e a Giammaria Manghi, presidente della Provincia. Ne comprendiamo l’amarezza per l’ennesimo ritardo del completamento dei lavori di una opera indispensabile per la collettività montana. Un’opera che a questo punto, dopo la sentenza del Tar, auspichiamo non subisca ulteriori ritardi.

Ad maiora.

(Mario Guidetti, portavoce "Tavolo Hemingway")

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4 Commenti

  1. Gentilissimo signor Guidetti, non credo che il sindaco Bini o il presidente Manghi abbiamo colpe sull’appalto, ma il responsabile del procedimento, chi ha materialmente steso e redatto il bando un po’ di sano mea culpa dovrebbe farlo. Ma comunque continuiamo a pagarli come dipendenti capaci. La proposta: mettiamo sullo stesso piano i soggetti, anche il RUP e chi ha predisposto la gara di appalto e chiediamo anche a loro i danni per il ritardo dell’opera.

    (MB)

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  2. Molto giusto quello che lei dice. Peccato che questo ritardo del Ponte Rosso non comprende solo la questione della gara, ma molteplici errori formali e sostanziali che riassumo: progetto rifatto con maggiori oneri per errori di valutazione della frana, blocco dei lavori per una riforma delle province che ha causato danni incalcolabili ai cittadini, ai dipendenti ed ex dipendenti dell’ente per i tagli e i disagi subiti; infine la questione della gara. E’ un progetto semplicissimo (es. se gestito da qualsiasi ente normale) che anni fa sarebbe già stato completato ma che l’attuale (da intendersi degli ultimi dieci anni) classe di politici e amministratori ha reso complesso. Come dice Moretti… “facciamoci del male”.

    (Massimo Romei)

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  3. Tutto giusto, anche quello che dice lei, signor Romei, ma vorrei capire un po’: di chi è la colpa di tutto ciò? Sicuramente non è colpa dell’attuale sindaco di Castelnovo che ormai sembra il capro espiatorio di qualsiasi cosa solo perché non sempre è in linea e abbassa la testa allo zoccolo duro del partito che in questi anni tanti danni ha fatto. Premetto che non l’ho votato, ma i frutti eventuali del suo lavoro o meno li vedremo fra qualche anno, come ora stiamo vivendo le decisioni e inefficienze derivanti da vecchie amministrazioni a dir poco disastrose. Godo di buona memoria ancora e non ricordo che fosse la sua campagna elettorale bensì quella di altri, quella dell’inaugurazione, in pompa magna, dove candidati sindaci, vecchi consiglieri non più incarica, presidenti di Province e senatori si presentavano con picchetti e ruspe e pubblicizzavano il progetto che ritenevo e continuo a ritenere inutile e troppo costoso, ma di loro non si parla più… che fine hanno fatto? Loro, che seguivano alla lettera i dettami di un partito da sempre allo sfascio che non ha mai fatto nulla per il bene della nostra montagna. Spero solamente nelle prossime elezioni, quando questi partiti si ripresenteranno, anche se non sono molto fiducioso!

    (Gab)

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  4. Se il buongiorno si vede dal mattino c’è da staccare una mano dalla tastiera a pensare agli eventuali frutti.

    (mv)

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