Scout scivola su pendio ghiacciato rompendosi una caviglia

Brutta avventura, che poteva avere un epilogo ben peggiore, per uno scout ventunenne di Reggio Emilia, infortunatosi alla caviglia durante un’escursione sulle pendici dell’Alpe di Succiso, sul nostro Appennino.

Il ragazzo, si trovava in compagnia di altri cinque compagni sulle pendici dell’Alpe, non distante dal Rifugio Città di Sarzana.

Senza attrezzatura e con calzature non idonee ad affrontare il ghiaccio che in questi giorni è presente su tutto l’Appennino ligure e tosco-emiliano (dovuto al fenomeno di continua fusione e rigelo),  il ragazzo è scivolato cadendo a terra ed accusando un forte dolore all'arto inferiore.

I compagni hanno così contattato telefonicamente il 118, che ha attivato le donne e gli uomini del Corpo nazionale di soccorso alpino e speleologico delle stazioni Monte Cusna di Reggio Emilia e Monte Orsaro di Parma, oltre all'elisoccorso di Pavullo nel Frignano (appena liberatosi dopo un intervento simile nel piacentino) e l’ambulanza proveniente da Busana.

Arrivati sul posto, i tecnici hanno messo in sicurezza il ragazzo, attendendo poi l’arrivo dell’elisoccorso. Dopo aver sbarcato sul posto personale tecnico e sanitario del Saes, l’elicottero ha recuperato il giovane e lo ha consegnato – atterrando sulla strada del Passo del Lagastrello – all'ambulanza di Busana, che ha proseguito il trasporto fino all’Ospedale di Castelnovo ne' Monti, con una frattura alla caviglia.

Gli amici dell’infortunato hanno invece proseguito autonomamente fino a Succiso Nuovo, dove ad attenderli vi era – per sincerarsi dell’avvenuto rientro - una squadra di tecnici della Stazione Monte Cusna.

 

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3 Commenti

  1. Desidererei sapere chi paga i costi sostenuti, leggendo l’articolo ho appreso che l’infortunato era privo di attrezzatura e scarpe idonee. E’ vero che una disgrazia in montagna può capitare a chiunque, ma bisognerebbe sapere che per compiere certe escursioni bisogna essere equipaggiati. Si dovrebbe fare come in Trentino, loro ti soccorrono, ma in caso di male equipaggiamento, i costi sostenuti vengono risarciti dalla persona soccorsa.

    (Il Grillo Parlante)

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  2. Come sempre vengono sperperati soldi della collettività, l’imprudenza del ragazzo ha fatto muovere persone del soccorso ma soprattutto l’elicottero con costi esorbitanti, per cosa? Per una frattura ad una caviglia, la maggior parte delle persone che frequenta la montagna sa che bisogna essere attrezzati per affrontare la montagna, soprattutto d’inverno, altrimenti ci si ferma al rifugio a leggere il giornale o a fare le parole crociate. Il ragazzo è stato fortunato perché poteva andargli peggio. A questo punto io gli farei pagare tutte le spese degli uomini e mezzi intervenuti, è ora di finirla con tutto questo buonismo perché gli uomini del soccorso rischiano la loro vita per portare soccorso a persone imprudenti che scherzano con il fuoco.

    (Un montanaro)

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