L’AUSL reggiana convoca una conferenza stampa a livello regionale per spiegare “perchè i neonatologi, pediatri e ginecologi sono favorevoli alla chiusura dei punti nascita a bassi volumi di attività”

Redacon, come almeno un centinaio di testate regionali, ha ricevuto un invito dall'ufficio stampa della AUSL reggiana per una conferenza stampa che si terrà venerdì 5 maggio prossimo, ore 11,00, presso la Sala Galloni in via Amendola, 2 a Reggio Emilia per spiegare "perché i neonatologi, pediatri e ginecologi sono favorevoli alla chiusura dei punti nascita a bassi volumi di attività".

Saranno presenti i rappresentanti della Società Italiana di Neonatologia (SIN) Emilia-Romagna, Società Italiana di Pediatria (SIP) Emilia-Romagna, Società Italiana di Medicina Perinatale (SIMP), Associazione Culturale Pediatri (ACP) Emilia-Romagna ed Accademia Medico Infermieristica di Emergenza e Terapia Intensiva Pediatrica (AMIETIP):

Dott.ssa Gina Ancora, presidente Società Italiana di Neonatologia, Emilia-Romagna,

Dott. Giacomo Biasucci, presidente Società Italiana di Pediatria, Emilia-Romagna,

Dott. Massimo Farneti, Rreferente Associazione Culturale Pediatri, Emilia-Romagna,

Dott. Leonardo Loroni, referente Accademia Medico Infermieristica di Emergenza e Terapia Intensiva Pediatrica (AMIETIP).

Si ritiene utile darne notizia visto l'interesse della gente di appennino al tema, ma si vuole modestamente suggerire che forse sarebbe stato bene che le blasonate società che interverranno avessero convocato la conferenza in maniera autonoma senza utilizzare uffici e strumenti del Servizio Sanitario Nazionale.

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18 Commenti

  1. Conferenza convocata ad hoc. Agli ordini della politica. Per sostenere idee vecchie che non tengono conto delle nuove organizzazioni sanitarie e di un mondo che non ha più isole ma che fa della globalità del sapere è del saper fare una quotidiana normalità. Il mondo cambia, ma la politica al solito non se ne accorge o finge di non cogliere i passaggi che la disturbano.

    (Carlo Boni)

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  2. Concordo con il dott. Boni e resto sempre più basita da questa politica che sta chiedendo il conto ai vari responsabili per le cariche ottenute e che li pone a mio modestissimo parere in una posizione dubbia, anche sul profilo professionale. Ero in ospedale anche stamattina a Castelnovo e ho visto tanta gente nel reparto che per primo vogliono chiudere; ho visto personale disponibile, cortese e, so per certo, preparato. Meditate gente di montagna e non solo.

    (Una mamma)

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  3. Solita storia, conferenza stampa “dei luminari” ogni volta che una regione pensa di chiedere la deroga questi escono allo scoperto. Sembra a sentire loro chi vuole tenere aperto un punto nascita lo faccia in sfregio alla sicurezza della mamma e del bambino. Noi pensiamo che il problema sia organizzativo, nel nostro ospedale abbiamo (lo ripeto sempre) h24 ginecologico e ostetricia, h24 rianimazione, manca h24 neonatologo/pediatra (abbiamo scoperto le 12 ore notturne). Per essere accreditati basta coprire con la reperibilità le 12 ore notturne. Quindi non è meglio far girare i medici invece che i pazienti? Queste a mio avviso sono le cose che la conferenza stampa di domani dovrebbe spiegare, perché le altre cose che diranno le abbiamo già sentite varie volte e le condividiamo. Quindi visto che la politica ha deciso di chiedere la deroga i tecnici provino a trovare le soluzioni per tenerlo aperto in sicurezza. Per i costi abbiamo dato la disponibilità come enti locali (attraverso le aree interne) a concorrere. Quindi domani il copione non cambierà da quello già usato in Lombardia in Trentino e altre regioni. Cari “luminari” fate uno sforzo ulteriore e venite a vedere di cosa stiamo parlando.

    (Enrico Bini)

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    • “Sostituire una scelta tecnica ad una scelta politica è la carta d’identità del neoliberismo, anzi, del vetero-liberismo”.

      (Commento firmato)

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      • Aggiungo che è sconsolante constatare che queste mosse vetero-liberiste sono proposte dalla cosiddetta “sinistra”, quella che, in teoria e per delega politica, dovrebbe difendere gli interessi dei lavoratori rispetto a quelli del liberismo capitalista.

        (Commento firmato)

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  4. Condivido quanto detto dal sindaco Bini e dal dott. Boni, sarebbe opportuno che chi di dovere provveda a reperire personale per coprire il servizio e tenere aperto il punto nascite. Ne approfitto anche per chiedere cosa costerà il servizio di elisoccorso notturno. Ho visto che stanno attrezzando la piazzola di Castelnovo. Spero non pensino che con quello risolvono il problema delle partorienti perché non credo serva a molto se chi deve partorire abita fuori Castelnovo, visto che l’elicottero farà spola solo fra piazzole attrezzate. Come volontario C.V. che svolge parecchi turni di notte meglio sarebbe potenziare il servizio di automedica, che può sempre viaggiare.

    (Massimo Bonini)

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  5. Rispetto ai professionisti e agli specialisti, meglio sentire l’opinione della gente, che sa e sente sicuramente più vicino questo tema così scottante per il futuro dei nostri paesi. Sentiamo la voce dei montanari che sanno quello che vogliono e quello che è meglio per la propria terra. Basta burocrati e basta specialisti! Hanno già dimostrato quello che valgono! Bene ha fatto il sindaco Bini, camionista di formazione, che ne intende di più. Basta luminari. E basta politici (tranne il sindaco Bini, l’unico in questo desolato panorama vicino alla gente montanara).

    (Fabio R.)

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  6. L’osservazione che troviamo a fine articolo sulla opportunità di convocare “la conferenza in maniera autonoma senza utilizzare uffici e strumenti del Servizio Sanitario Nazionale” non ci sembra affatto fuori luogo, per non dire pertinente. Da parte nostra continueremo a lavorare per il risultato, ossia il cercare la salvaguardia del Punto nascita di Castelnovo e del potenziamento dell’ospedale, senza lasciarci distrarre più di tanto dall’una o altra iniziativa o presa di posizione, in questo cercheremo di trovare ascolto attivando i parlamentari nazionali e di governo.

    (Robertino Ugolotti, capogruppo lista civica Progetto per Castelnovo)

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  7. “Basta politici” proclama Fabio R., anche se poi ne “salva” uno, ma che io sappia e ricordi, o possa aver letto, è comunque la politica a dover alla fine decidere, assumendosene la responsabilità, in questo come in altri campi o settori, dopo aver consultato i tecnici e i burocrati, e ascoltato l’opinione della gente, tre “categorie” sociali i cui pareri potrebbero anche divergere e pure al loro interno, con relative motivazioni, ognuna delle quali semmai legittima ed occorre pertanto un “soggetto” che tiri le somme e faccia la sintesi (facendosene politicamente carico, come dicevo). La “gente”, a sua volta, se non rimanesse soddisfatta delle decisioni e posizioni assunte dalla politica, avrà poi modo, quando sarà chiamata alle urne e ovviamente se lo riterrà, di “bocciare” e sostituire quei politici che avesse in precedenza votato e dei quali non ha poi condiviso le determinazioni, perché diversamente non vedo altro meccanismo decisionale che non sia quello di sottoporre a consultazione, ossia a referendum, ogni scelta delicata e importante che vada a riguardare il nostro vivere, ma può rivelarsi una strada non semplice da percorrere e in ogni caso si passerebbe di fatto alla cosiddetta “democrazia diretta o partecipativa”, rispetto alla attuale “democrazia indiretta o rappresentativa”.

    (P.B.)

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    • E appunto: salviamo il salvabile, ossia colui, politico, che si schiera a ragione. Lasciando “grilli montani” e per la verità anche “grille”, che usualmente pontificano anche se nessuno ne sente la mancanza, soli col loro inspiegabile (o meglio spiegabilissimo) silenzio. Viva re Enrico.

      (MA)

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      • Mi sembrava strano che non ci fosse qualcuno che desse almeno un po’ addosso ai “grilli/e”. Tuttavia le cose si decidono principalmente in Regione e guarda caso, in quella sede, uno dei più attivi è stato quel “grillo” di Sassi. Probabilmente lei è uno di quelli che ha buttato via 2 euro pochi giorni fa. Comunque, forza Enrico!

        (F.R.)

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        • Sbagliato! I due euro me li sono bevuti al bar, stia certo/a FR. Evidentemente non ha capito bene. Rilegga, rilegga e pensi bene a chi posso riferirmi.

          (MA)

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  8. Questi grandissimi esperti riescono a spiegarmi come mai la Regione Emilia-Romagna prevede la possibilità del parto a domicilio in caso di gravidanza fisiologica a patto che l’ospedale più vicino sia a 30 minuti? Il parto in casa con ostetrica è sicuro mentre partorire a Castelnovo con ostetrica, ginecologo e pediatra reperibile in caso di necessità non è sicuro? Non scherziamo per favore, è solo una decisione politica di accentramento e riduzione dei costi. Il vero rischio per un territorio cosi vasto come quello del nostro appennino è rimanere senza un punto nascita (a cui seguiranno piano piano anche gli altri reparti)

    (Una quasi mamma che partorirà al Sant’Anna)

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  9. Un grazie al dott. Boni per essere l’unica voce fuori dal coro dei pediatri e grazie al sindaco Bini per essere l’unica voce fuori dal coro dei sindaci. Trovo comunque assordante e destabilizzante il silenzio di tutti i sindaci/politici (e qui non parlo solo di sindaci ma di senatori (ed ex), onorevoli, consiglieri regionali e di tutti quelli che hanno una poltrona politica sotto le loro terga) che da Vezzano al crinale sono seduti sulle loro belle poltrone grazie al voto di quel popolo che ora chiede di essere rappresentato per opporsi alla chiusura del reparto. Sempre e comunque. Giù le mani dall’ospedale!

    (Rita B.)

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  10. Tranquilli, l’ospedale chiuderà, ma i nostri cari politici ci hanno portato l’importantissimo Mab Unesco; cioè di bambini in montagna non ne nasceranno più, però ci consoleremo con i lupi, i caprioli, i cinghiali ecc. ecc. (mi scuso se ho dimenticato qualche importante categoria). Così tra qualche anno i bambini della pianura verranno a vedere sbalorditi gli autoctoni che vivono in perfetta armonia con la fauna selvatica. Non vi lamentate, su… Ah, aggiungo che è un commento ironico (anche se amaro).

    (Lollo)

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  11. Ma come mai il dottor Nicolini non sarà presente?

    (Luchino)

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