Non crediamo più alla scienza e agli scienziati?

Viviamo in un mondo ipertecnologico, in cui i robot rubano il lavoro agli umani, in cui i progressi scientifici stanno subendo una accelerazione impensabile fino a solo pochi decenni fa.

Da qualche tempo però si è innescato un processo di sfiducia nella scienza, e negli “esperti” che la rappresentano, che sta producendo effetti nel vivere quotidiano non più solo di élites ristrette, ma di grandi masse di popolazione.

La sfiducia nella scienza non è una novità, basti ricordare Galileo processato dalla inquisizione o, per venire più vicini a noi, filosofi come Benedetto Croce (“le scienze naturali non sono altro che edifizi di pseudoconcetti” in Logica come scienza…) e addirittura i pensatori della Scuola di Francoforte (Adorno, Marcuse) che hanno influenzato i movimenti del Sessantotto, per i quali la metodologia delle scienze naturali “è espressione del processo di reificazione alla base della società capitalistica”.

Le violente polemiche sui vaccini in corso nel nostro paese, la triste vicenda del bimbo morto di otite per essere stato curato soltanto con rimedi omeopatici e direi perfino gli operai francesi che distruggono i robot nella loro fabbrica come “responsabili” dei loro licenziamenti, sono solo alcuni esempi di quanto sta succedendo.

Ma non è solo sfiducia nella scienza, ma è un sentimento diffuso di sfiducia nella autorità, nel potere politico, nei partiti e nei sindacati, nelle banche e nelle istituzioni; direi che è sfiducia nella democrazia così come l’abbiamo intesa fino ad ora.

Anche nel nostro territorio sta succedendo una cosa simile su vicende locali.

PUNTO NASCITA

Sul punto nascita del nostro ospedale S.Anna gli esperti sostengono con tanto di dati che “non può essere sicuro” perché di molto inferiore ai 500 parti/anno.

La gente della montagna dice di non credere agli esperti e sospetta il complotto ai loro danni per favorire la struttura più grande in costruzione in città.

I dati scientifici non convincono.

DISCARICA DI POIATICA

La discarica di Poiatica è chiusa al conferimento di ulteriori rifiuti soliti urbani in aggiunta ai  milioni di mc. già sversati negli ultimi due decenni, ma in quell’area c’è rimasto un buco che, per garantire sicurezza da frane che potrebbero movimentare i rifiuti qui compattati, va chiuso al più presto.

I tecnici della Università di Bologna su incarico della Regione studiano il problema e propongono il tombamento con un misto di argille reperite in loco e rifiuti inerti sostenendo con ragioni tecnico scientifiche che tale soluzione è migliore del tombamento con sola argilla, come vorrebbe la pubblica opinione che, solo a sentire il termine rifiuto si ribella e sfila in piazza invocando la democrazia.

 

Si è tentati di rispondere che “la scienza non è democratica”, ma in questo caso “el tàcon s’è peso del buso” perché questa risposta eccita ancora di più la opposizione ai risultati scientifici. Occorre che gli scienziati, gli esperti, i decisori, si armino di pazienza e provino a spiegare agli scettici in che modo si è arrivati a determinati risultati e quali benefici possano derivare per le comunità dalla concretizzazione delle ipotesi progettuali scientificamente fondate.

In ogni caso resta fermo che la scienza procede per esperimenti ripetuti e che i risultati non possono essere decretati tramite votazioni on line o messi in discussione dalle fake news dei social.

 

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20 Commenti

  1. T.S. Kuhn afferma, nel suo libro “La struttura delle rivoluzioni scientifiche”, che la scienza procede per “paradigmi”. Questi vengono poi via via verificati o invalidati; in quest’ultimo caso si provvede a costruire un nuovo paradigma. La scienza non è che uno strumento; la politica è un’altra cosa. Quello a cui non credo è l’uso politico della scienza: usare affermazioni scientifiche per nascondere scelte politiche, soprattutto quando queste scelte sono impopolari perché vanno contro le legittime aspirazioni dei cittadini. La fiducia si costruisce passo dopo passo, nel momento in cui si verifica che quello che ci viene detto corrisponde alla realtà. Evidentemente, i cittadini non si fidano più perché verificano che quello che viene detto, invece, non corrisponde alla realtà di ciò che viene poi fatto. Aggiungo che, per esperienza professionale, le soluzioni tecniche non sono mai uniche; ci sono sempre alternative, con diversi costi e benefici. Valutare costi e benefici, e poi scegliere, e poi assumersi le relative responsabilità di fronte ai cittadini-elettori, è il compito dei politici. Quando sento affermare, da un tecnico o da un politico, che “non c’è alternativa”, mi viene un brivido lungo la schiena.

    (Commento firmato)

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  2. E’ evidente che in entrambe le vicende locali citate da Pietro Ferrari la posizione della “scienza” è influenzata dal dato economico. Come affermato nel commento precedente, in situazioni così complesse non c’è mai una sola soluzione ma ci sono più soluzioni con costi e benefici diversi. Poi dipende chi paga i costi e chi gode dei benefici: spesso – come negli esempi citati – non sono le stesse persone. Quando è stato chiuso l’inceneritore di Cavazzoli (anzichè trasformarlo in un più moderno ed efficiente termovalorizzatore) e si è iniziato a portare sistematicamente i rifiuti di Reggio a Poiatica, certo chi aveva acquistato le aree e costruito le villette a schiera a Cavazzoli ha avuto dei benefici, forse anche qualche amministratore locale ha riscosso un apprezzamento e si costruito una carriera politica. Si può ipotizzare però che i costi siano stati pagati da altri, ed è difficile vedere in questo una qualche equità. Riguardo alla tombatura dell’invaso a monte di Poiatica, si può certamente effettuare con argilla (lo scrivo avendo parlato con esperti di livello pari a quello dei docenti di Bologna che hanno redatto il parere per la Regione). Chiudere con argilla o con rifiuti speciali cambia molto dal punto di vista economico perchè trasforma un costo in un profitto. Ma la fidejussione per il ripristino al termine del piano di coltivazione della discarica non deve coprire tutti i costi del ripristino? E’ ripristino o è intombamento di un’altra quantità enorme di rifiuti (speciali o altro), perchè questo era lo scopo dell’invaso creato da Iren? Riguardo al punto nascita ed allo smantellamento del S. Anna, i costi sanitari esplodono e per creare nuove megastrutture occorre risparmiare da qualche altra parte. Se la scienza dice che è bene avere strutture con almeno 500 parti all’anno per una maggiore pratica del personale sanitario, nulla vieterebbe di fare andare la partorienti da Reggio a Castelnovo, o più realisticamente di turnare adeguatamente il personale su più sedi. In Lombardia, Toscana, Trentino, etc. lo si fa, ma lì non c’è un MIRE da finanziare. Inoltre, le indicazioni sul numero di parti considerano solo gli eventi in ospedale e ignorano le problematiche di un viaggio da Valbona al S. Maria Nuova a Reggio in travaglio. Questi ed altri esempi dimostrano ancora una volta come la scienza possa essere utilizzata strumentalmente per un uso “politico”, per portare vantaggi a qualcuno a scapito di altri. Però questo si chiama “politica” e non “scienza”. Ciò che aumenta la arrabbiatura, in entrambi gli esempi locali, è il metodo basato sul sotterfugio, sul rimpallo, sul logoramento.

    (SC)

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  3. Aggiungiamo che l’omeopatia non è una scienza (in definitiva è acqua pura, stando sotto il numero d’Avogadro), è che la statistica non è quello sgangherato riflusso di percentuali e medie, proposte dagli scienziati nella riunione all’ASL. La scienza è ben altra, magari i nipotini di Ippocrate potrebbero leggersi “congetture e confutazioni” di Popper. Il guaio è che la politica non ha nemmeno più la capacità di trovare soluzioni o alternative, giacché così dimostra la sua fedeltà a quanto disposto dal partito. E di tali esempi in appennino ne abbiamo troppi.

    (MA)

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  4. Peccato che omettiate il fatto che la scienza e la tecnologie siano soggette alle leggi di mercato. Se una cosa conviene economicamente si fa, altrimenti si inventano mille scuse…

    (Andrea)

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  5. Posso condividere quanto affermato da Pietro Ferrari relativamente alla sfiducia che molti cittadini manifestano, negli ultimi anni, verso la politica e, forse in misura minore, verso le istituzioni. Un “mea culpa” va fatto, perchè tale sfiducia è stata spesso causata da comportamenti a dir poco vergognosi, spesso illegali, condotti da una minoranza di politici e amministratori (io sono convinto che si tratti di una minoranza), che hanno però gettato discredito sulla intera classe politico/amministrativa del nostro Paese. Venendo ai due temi che riguardano il nostro territorio (Punto Nascite e Poiatica) io non sono d’accordo sul parlare di una generale sfiducia verso la Scienza e gli scienziati e spiego il perchè. Punto Nascite: il lavoro svolto dai nostri sindaci e dai comitati, assieme a tecnici esperti, mi pare dimostri che anche a Castelnovo ne’ Monti si possa partorire in condizioni di sicurezza. C’è il “nodo” del pediatra h24, ma su questo punto c’è addirittura la disponibilità degli amministratori locali a intervenire economicamente per sostenerne la presenza . Poi è fondamentale una forte sinergia con il Santa Maria, ma anche su questo tema mi pare che i presupposti sussistano. Poiatica: il tombamento con sola argilla è possibile, lo è tecnicamente. Certo, costa di più che riempire con un misto di argilla/rifiuti, ma personalmente credo che lo sforzo economico vada fatto. 20 anni di rifiuti (2 milioni di tonnellate) sono sufficienti: la vallata del Secchia ha già pagato abbastanza, in termini ambientali. Portare altri rifiuti significherebbe aumentare ulteriormente un sacrificio ambientale che è già stato altissimo. In conclusione, concordo con “commento firmato”: le soluzioni tecniche non sono mai uniche, ci possono essere alternative,con diversi costi e benefici.

    (Michele Lombardi)

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  6. Andando indietro nei secoli, la scienza formulava le proprie tesi, che poi venivano fatte proprie o meno dalla politica dell’epoca, spesso rappresentata da un potere assoluto o quasi, il quale, anche allora, doveva semmai optare per l’una o l’altra tesi scientifica se ve ne erano di diverse e financo opposte tra loro, ma tale compito decisionale era verosimilmente facilitato dal fatto che quel “potere” godeva della massima discrezionalità di scelta, senza doverne rispondere praticamente ad alcuno, e per solito il “popolo” aveva scarse possibilità di opporvisi, il che lo rendeva probabilmente meno interessato a schierarsi per l’una o l’altra posizione scientifica. Nelle moderne democrazie la politica continua a svolgere l’importantissimo compito di “decisore” finale, ma deve poi risponderne al corpo elettorale, il che può renderla più esitante ed incerta di fronte a pareri tecnici e scientifici differenti, per il rischio che comporta lo sposare quello tra gli stessi che dovesse poi rivelarsi sbagliato, o meno idoneo di altri, con la conseguenza di assistere ad un eventuale calo di consensi al momento del voto, rischio che era presumibilmente meno accentuato ai tempi del voto “ideologico”, quando cioè si sceglieva il partito non tanto o non solo per il suo operato ma piuttosto in base alla sua identità politica. Si aggiunga inoltre che oggigiorno il “popolo”, tramite gli svariati canali di informazione di cui disponiamo, si trova ad essere in contatto molto più diretto e costante col sapere scientifico, non sempre uniforme, il che fa sì che ognuno di noi si “costruisca” di caso in caso la propria idea e convinzione, la quale genera a sua volta una pluralità di aspettative verso la politica, rendendole di riflesso più complesso e complicato il decidere di quale “sapere” avvalersi, ma se la politica non esercita questo delicato compito in maniera piena ed autorevole il suo ruolo va inevitabilmente ad indebolirsi (almeno questa è la mia modestissima ed opinabilissima opinione).

    (P.B.)

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  7. Confesso la mia incapacità di trarre un nesso dai contenuti dell’articolo che tratta in poche parole due argomenti così importanti. La scienza ha da sempre punti di vista diversi, quindi dovrebbero essere vari scienziati a spiegarci torti e ragioni di una scelta o l’altra. Io credo alla scienza ma anche e soprattutto al buonsenso che matematicamente e scientificamente viene spesso ignorato.

    (Antonio Manini)

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  8. Scienza e politica sono state attività di una ristretta cerchia di persone, mentre oggi televisione e internet hanno reso accessibile una infinità di informazioni. Un grande progresso che ha portato molte persone ad essere “sapute”. Ad un incontro su Poiatica ricordo un “portatore di verità scientifica” confondere percolato e pergolato! Uno scienziato che afferma che la molecola dell’acqua è formata da due atomi di idrogeno e uno di ossigeno potrebbe anche sbagliare ma occorre dimostrarlo con numeri, formule e tanto mal di testa ma non certo enunciando le problematiche del vivere a Valbona. Poi c’è la malafede. Se chiudono l’inceneritore di Cavazzoli è per la villetta dell’assessore. Anche qui i media hanno avuto il loro devastante effetto. Difficile pensare come ridimensionare questi fenomeni. Forse potrebbe fare qualcosa la politica. Facciamo un esempio. Domattina i sindaci della montagna ci fanno sapere quanti non pagano imu, tari, tasi (e tira…) magari sfruttando una falsa residenza, magari perché sanno che difficilmente saranno puniti e magari vanno anche a controllare se i cittadini fanno bene la differenziata. Ecco una fonte di reddito giusta, sicura e forse sufficiente anche per portare a Castelnovo le partorienti di Viano e di Baiso. Perché gli scienziati normalmente hanno ragione, ma i montanari, se vogliono…

    (Mc)

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  9. Anni fa, quando facevo progetti, nelle pubbliche amministrazioni esisteva il cosiddetto “progetto preliminare”, che consisteva essenzialmente (secondo normativa) nell’esame delle diverse ipotesi di progetto, con relativi costi e benefici. Si dava modo, pertanto, all’amministrazione committente, di valutare – appunto – politicamente, quale fosse la soluzione più opportuna, su cui poi si sviluppava il progetto esecutivo. Il ruolo dei tecnici (e della scienza applicata, in generale) è di fare proposte motivate; il ruolo della politica è di fare delle scelte motivate. Le cose cambiano se ad operare c’è un privato. Iren è pubblica o è privata? Perché nel privato, il motivo delle scelte è sempre lo stesso: il profitto degli azionisti. Nel pubblico, la politica opera per mantenere il suo potere, attraverso il voto (finché ce ne daranno la possibilità, e ormai siamo al limite – con questa storia della “governabilità”). Credo che, nello specifico, il commento di SC abbia detto tutto ciò che c’è da dire.

    (Commento firmato)

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  10. Ma lei è il Pietro Rossi del Pd che ha partecipato all’incontro con Montanari? Io le dico che ero in commissione ambiente in Regione quanto l’ing. Giacchetti di Iren affermò, davanti a tutti i consiglieri regionali, che nel piano dei rifiuti erano stati sbagliati i conti e che la regione necessitava di discariche per i rifiuti speciali comprese discariche per amianto. Lei faccia uno più uno e poi mi dica se mi devo fidare. E per essere chiaro, se vuole dare un nome esatto alle cose, non lo chiami più “ripristino di Poiatica” ma “ampliamento della discarica di Poiatica”.

    (Cristiano Colò)

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  11. Pietro Ferrari però quando si scrive di qualcosa, bisognerebbe maneggiare un minimo la materia. Lasciando perdere il senso sotteso dell’articolo che sembra volere cavalcare la moderna discussione italiana sui vaccini sì e vaccini no (a prescindere da come la si pensa), accostandolo a un tema ambientale locale quale Poiatica, che trovo a dir poco forzato e, mi spingo anche oltre, un tantino “strumentale”. Da quando in qua l’amianto è inerte? Inoltre l’ingegnere ha sostenuto la sua proposta “economicamente vantaggiosa”, assieme ad altre, non negando che è quella ambientalmente più svantaggiosa. Perché quella ambientalmente più vantaggiosa costa troppo e sarebbe quella di portare la terra/argilla tal quale, sulla quale sarebbero d’accordo le comunità ma non Iren. Si contesta questo, mica la laurea di Montanari! Si contesta il fatto che davanti a tante possibilità si scelga quella più nociva alla salute. Di quali fake news parla? Io faccio parte con orgoglio del Comitato e la sfido a trovare in ciò che ho detto in passato o nel presente una fake news pubblicata o relazionata. Certo che però se partiamo dall’assunto che secondo lei l’amianto è rifiuto inerte e che lo studio di Montanari (immagino ne abbia copia), contempla il tombamento di soli rifiuti inerti mi sa che lo sfiduciato verso la scienza e, soprattutto, la conoscenza è lei. Se era lo stesso che ha partecipato all’incontro PD con Montanari forse ha avuto modo di fare un upgrade. Infine vorrei dirle che se passasse l’ipotesi del tombamento di 800.000 metri cubi di rifiuti e amianto Poiatica potrebbe diventare la 1^discarica nazionale per capacità delle 22censite nel 2013 per RCA (rifiuti contenenti amianto). Se, visto che ha così fiducia nella scienza, questa ipotesi si avverasse, vorrei proporle di cambiare la mia casa con la sua che abito a 2 km dalla discarica. Perché io tanta fiducia, nella politica che delega alla scienza, non ne ho. Infine, la scienza non è sempre usata, la storia lo insegna, per nobili fini. In questo caso lei ne accetta l’operato comunque? Però se si vuole parlare e scrivere pour parler esistono anche altri temi eh: tipo il meteo, le ricette di stagione e i consigli per fronteggiare il caldo. Buona giornata signor Ferrari.

    (Valentina Barozzi)

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    • Poiché la signora Barozzi mi chiama in causa intendo risponderLe che l’editoriale, sottoposto come sempre alla visione preventiva della redazione senza contestazioni, mirava semplicemente a commentare un fenomeno di sfiducia generalizzata della pubblica opinione che solo fino a qualche anno fa non esisteva. Ho creduto di cogliere nel dibattito su due temi caldi locali un aspetto di questo fenomeno. Non parteggio per una parte o per l’altra anche se ho le mie convinzioni sulle due questioni che, se vuole credermi, sono più vicine alle Sue di quanto Lei non creda. La ringrazio comunque per il Suo impegno che spero contribuisca alle soluzioni migliori per il bene comune della gente che continua a voler abitare questa montagna.

      (Pietro Ferrari)

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    • Rifiuti inerti: sono rifiuti inerti i rifiuti solidi che non subiscono alcuna trasformazione fisica, chimica o biologica; i rifiuti inerti non si dissolvono, non bruciano né sono soggetti ad altre reazioni fisiche o chimiche, non sono biodegradabili e, in caso di contatto con altre materie, non comportano effetti nocivi tali da provocare inquinamento ambientale o danno alla salute umana. La tendenza a dar luogo a percolati e la percentuale inquinante globale dei rifiuti, nonché l’ecotossicità dei percolati devono essere trascurabili e, in particolare, non danneggiare la qualità delle acque superficiali e sotterranee. Come gestirli? I rifiuti di amianto o contenenti amianto possono essere conferiti unicamente in discarica per rifiuti pericolosi, dedicata o dotata di cella dedicata, oppure in discarica per rifiuti non pericolosi, dedicata o dotata di cella monodedicata nella quale possono essere conferiti sia i rifiuti individuati dal codice CER 170605 (materiali da costruzione contenenti amianto) sia le altre tipologie di rifiuti contenenti amianto, purché sottoposti a processi di trattamento (stabilizzazione-solidificazione in matrici stabili e non reattive, incapsulamento, trattamento con modificazione della struttura cristallina), finalizzati al contenimento del potenziale inquinante. Ecco due definizione a caso dal sito di Arpa Veneto (non interessata a Poiatica). Il cemento amianto per essere movimentato deve essere inertizzato ed è pericoloso solo se inalato e ogni giorno possiamo incontrare trasporti di questo materiale. Per renderlo sicuro deve essere interrato. Come lei saprà molti acquedotti in uso in Italia sono in fibrocemento (stessa cosa del cemento amianto). Poi ovviamente è sempre meglio che li portiamo a casa di qualcun altro. Ma scientificamente interrati non sono pericolosi.

      (Mc)

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      • “Mc”, vedo che quindi ha conoscenza dei codici CER e del possibile elenco che è nello studio? È un tipo di rifiuto, il codice che lei cita, che va campionato con una precisione millimetrica e isolato. Posto che:
        – metterlo in un’area dissestata di frane e soggetta a movimenti non mi sembra un’idea geniale;
        – gestito da un’azienda che è stata condannata per illecito penale in tribunale (e ha chiesto la conversione della pena in pecuniario) per mancata copertura dei rifiuti non mi sembra una bella idea. A ciò si aggiungono episodi di uscita di percolato e varie altre, diciamo, “disattenzioni”;
        – la sua teoria lascia presagire che quindi non mette in discussione il fatto che la messa in sicurezza, per lei, vada fatta con rifiuti.
        Poste queste cose:
        – se dovesse cambiare la perfetta gestione che richiede l’amianto per non essere agente di morte a causa di altre, diciamo, “disattenzioni” e uso un eufemismo;
        – se la normativa regionale o nazionale dovesse mutare i codici CER in discarica ammissibili amplificandone la pericolosità essendo sotto libero mercato nazionale (non regionale o locale);
        le chiedo:
        – lei si fa garante, o Montanari, o qualunque scienziato, sulla questione della nostra salute? Perchè io vorrei capire, se le cose si mettono male, la responsabilità chi se la assume sulla nostra vita. Studi sulla salute relazionate alla presenza di discariche autorizzate di rifiuti ci sono già è le potrei fare l’elenco di questi, e i risultati non sono affatto rassicuranti. Sono tutti studi eseguiti per conto di enti scientifici autorizzati. O la scienza viene chiamata in causa solo per comodo? Ampliarla e aggiungere amianto non fa che acutizzare gli effetti sulla salute. Se si fa garante per la salute, però “MC”, mi aspetterei che mettesse almeno nome e cognome, sennò poi in futuro come faccio a contattarla?

        (Valentina Barozzi)

        Rispondi
    • Proposta: caro “MC”, possiamo suggerire il giardino di casa sua ad Iren per l’interramento?

      (MB)

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      • Se il compenso è quello dato al comune di Carpineti più il risparmio di non portare i rifiuti in Germania o nella discarica a Novellara, certo. Ma, “MB”, lei è convinto che a Novellara siano degli sciocchi? Poi non ho commentato se giusto o sbagliato Poiatica, ma se il cemento amianto è inerte quando interrato. Non ho chiamato in causa il mio o il suo giardino. Se scaviamo Trump lo avrà fatto eleggere l’Iren per riaprire Poiatica…

        (Mc)

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      • Forse sarebbe utile qualche piccolo chiarimento. L’amianto ha la sua collocazione logica in discarica. Io non sono un geologo, quindi non so se quella discarica ponga rischi particolari, però se non li presenta sarebbe una soluzione razionale. Non a caso i tedeschi prendono molto volentieri le nostre lastre di amianto, visto che rendono molto bene e presentano rischi in discarica limitatissimi. Chiaramente la discarica va gestita bene, ma l’amianto è meno rognoso dei rifiuti urbani, visto che non fermenta. Se oggi un pallet di amianto mi arriva tardi, lo tengo lì e lo interro nel giorno successivo. Dopo di che, non so se l’operazione valga la pena farla, deciderà la politica. Sicuramente non aiuta l’arroganza che ha solitamente Iren nel gestire questi problemi.

        (Piansano)

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  12. Non conosco la signora Barozzi, quindi non posso esprimerle privatamente tutta la mia gratitudine per quello che ha scritto. “Una testa pensante” come diceva mio papà, e quindi libera aggiungo io, rappresenta per me una speranza, in questo ristretto panorama di interessi che vengono spacciati per verità scientifiche, come per il punto nascita dell’ospedale di Castelnovo in cui si grida alla mancanza di sicurezza mancando di rispetto a tutti quelli che sanno che in questo ospedale sono nati centinaia di bambini in assoluta sicurezza e che in realtà vuole essere chiuso solo per mere ragioni economiche, in assoluto disprezzo di tutte le future madri della montagna. Grazie.

    (Gabriella)

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  13. La scienza creò anche la bomba atomica, la plastica, le droghe sintetiche ecc. I risultati scientifici sono sempre molto relativi. La scienza si è piegata da molto tempo agli interessi dei poteri forti. La prostituzione di certi scienziati a servizio delle multinazionali farmaceutiche e della telefonia mobile è un dato di fatto. La scienza offre soluzioni, ma sta al buon senso del cittadino, come dice Manini, capire come e quando accettarle. In Lombardia l’amianto vetrificato si può solo conferire in discariche per rifiuti pericolosi e comunque che non sia in un’ area idrogeologicamente dissestata. Quindi come mai si è pensato che possa finire in una discarica addirittura sotto indagine? Se c’è radioattività ovviamente coprendo il tutto con polvere vetrificata d’amianto ogni successiva fase di carotaggio o bonifica verrebbe sabotata.

    (M.P.)

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  14. Veramente fra il Punto Nascite e la discarica di Poiatica c’è una grossa differenza. I 500 parti all’anno non sono un dato scientifico e nemmeno statistico, sono un dato arbitrario buttato lì da un paio di associazioni mediche nazionali (Pediatria e Neonatologia in primis, poi ripreso dalla Società di Ginecologia e la raccomandazione è stata convertita in legge) all’interno delle loro linee guida. Nessuno studio specifico è mai stato compiuto sulle realtà piccole ma solo in 3 enormi ospedali cittadini, quindi la scienza, nè medica, nè statistica, c’entra qualcosa coi 500 parti/anno. Su Poiatica invece mi pare che si stia scatenando una follia pari a quella degli anti vaccino, e qua mi fermo.

    (Commento firmato)

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