“Avete crocifisso questa valle”

L’ultima volta era successo esattamente tre anni fa, sempre al campo ruzzola di Colombaia di Secchia. Ora, domenica 4 giugno alle 20.30, si sono ridati appuntamento, chiamati da don Raimondo Zanelli, storico parroco di Cavola, coadiuvato dirimpetto da don Villiam Neviani, parroco dell’Unità pastorale di Valestra, Bebbio e Colombaia.

Rispetto a tre anni fa le candeline accese sono di più. Rispetto alle manifestazioni andate in scena in città ieri su altri temi, qui c’è molto raccoglimento e voglia di pregare per la chiusura della discarica, ma anche di parlare, dire, dissentire.

Va in scena una serata scandita da fiaccole accese, canti a tema di autori locali, cartelli rossi con scritto “stop” e la presenza di circa trecento persone. Tra loro il sindaco di Toano, alcuni consiglieri comunali, oltre naturalmente al Comitato Fermare la Discarica. Va in scena quella che, nei volantini è chiamata “Liturgia per la Valle Crocifissa”: l’appuntamento è girato così, per chiese e volantini. Nella liturgia della parola, viene letto un brano sulla Creazione, tratto dalla Genesi, ma anche un brano tratto dall’enciclica “Laudato sii” di papa Francesco.

Nel prendere voce, don Raimondo – che, va detto, ha una particolare oratoria poetica che lo rende da sempre di gradevole ascolto – cambia tono e, dopo avere descritto le bellezze di questa Vallata del Secchia, circondata da Cusna, Pietra, castelli e pievi… “ora è sepolta di immondizia – con riferimento alla vicina discarica ndr - . Questo che si è voluto portare avanti è un falso progresso. Stanno rovinando la nostra valle. Ora dobbiamo dire basta all’arrivo di migliaia di tonnellate di rifiuti. Ho un ricordo – dice l’anziano religioso – quello di quando qui vennero persone ben vestite e dicevano che la discarica era progresso. Che dovevamo stare tranquilli. E, invece, oggi vicino a quel buco ci sono i segni di morte. Non ci crescono nemmeno gli alberi sopra. Che, provino, i signori ben vestiti, a piantarci alberi… forse l’unico che potrebbe crescerci è l’albero di Giuda”.

E nell’elencare le madri conosciute personalmente e decedute per motivi oncologici, don Raimondo cita il caso di un lavoratore, Tonino Belli, che “pur non essendo uomo di chiesa, morente mi chiese di incontrarmi. Aveva lavorato in discarica e salii all’ospedale di Castelnovo, dove giaceva: mi disse che moriva perché ‘l’aria che aveva respirato là dentro lo faceva soffocare’”. “Ho vissuto il dolore di tutte queste persone”, concluderà don Raimondo strappando un forte applauso.

“Malattie mortali dei lavoratori – denuncia Cristiano, del Comitato Fermare la Discarica – e ora si parla ancora di arrivo di 800.000 metri cubi di rifiuti. Credevamo che la discarica fosse chiusa e, invece, con la scusa del ripristino ci stanno proponendo un ampliamento. Vi siete mai chiesti come mai Iren ha comprato tutti i terreni attorno alla discarica?”.

“E’ un famigerato studio  quello dell’Università di Bologna. E ora di ci si viene a dire che dovremmo credere agli scienziati… che sono al soldo del potere. Abbiamo, anche, ora notizia delle indagini della Dda di Bologna su Poiatica. Possiamo immaginare che sia un filone dell’inchiesta Aemilia. Una cosa sia chiara: basta ad avere paura. Ci opponiamo all’arrivo dei camion. E ci appelliamo a tutte le persone che in questi anni avessero notato qualcosa di insolito attorno alla discarica a presentare denuncia, anche con garanzia dell’anonimato, ai carabinieri. In un incontro pubblico sabato 17 giugno al Cavolaforum daremo notizia noi, senza gli esperti, di cosa abbiamo inteso abbiano in mente di fare a Poiatica”. Quindi, poco più in là, confuse tra il tenue bagliore delle lucciole e quello della luna poco sopra,  trecento candeline sfilano in silenzio in riva al Secchia. Quel fiume dove, un tempo, “le acque si potevano bere”.

Articolo correlato

Agenzia Redacon ©
E' vietata la riproduzione totale o parziale e la distribuzione con qualsiasi mezzo delle notizie di REDACON, salvo espliciti e specifici accordi in materia e con citazione della fonte. Violazioni saranno perseguite ai sensi della legge sul diritto d’autore.

13 Commenti

  1. Ecco perché la gente, anche in modo scomposto, a volte dubita della scienza “strumentalizzata” e di chi usa quest’ultima non per i soli fini di progresso e benessere collettivo.

    (Andrea)

    Rispondi
  2. Raramente ho letto tante sciocchezze in un colpo solo. Non parlo di eventuali inchieste in corso su collusioni mafiose, di cui ovviamente si occuperà la magistratura, ma leggere di un prete che si sostituisce a statistiche e accertamenti medici, di una persona che possa morire (con tutto il rispetto possibile per i morti) “perchè l’aria lo faceva soffocare”, quando qualsiasi miasma procura sensazione di soffocamento, ma tra la puzza anche sgradevolissima e le emissioni altamente tossiche che possono provocare il cancro ce ne passa, di “malattie mortali dei lavoratori” quando di ufficialmente correlate al lavoro in discarica a Poiatica non se ne è mai sentite (ci fossero starebbero su tutte le pagine dei giornali), addirittura di un fiume Secchia che si poteva bere quando già al Cerreto e già da tempo immemore il Secchia è contaminato da migliaia di scarichi civili e industriali pur egregiamente depurati. Scusate, ma non si può proprio leggere! Forse i signori del comitato, mossi certamente dalle migliori intenzioni del mondo ma probabilmente non molto preparati in materia, dovrebbero cominciare a studiare come funziona il ripristino ambientale di una discarica e capire realmente come mai Poiatica così com’è non si può ripristinare.

    (Commento firmato)

    Rispondi
    • Gentilissimo, sulle buone intenzioni del comitato ci può mettere la mano sul fuoco. Forse, come dice lei, qualche volta non saremo preparati, ma purtroppo il tempo che dedichiamo alla lotta alla discarica è ritagliato tra il lavoro e la famiglia, e le assicuro che facciamo i salti mortali. Per quello che riguarda il ripristino vorrei farle presente che questo è previsto dall’Aia di ogni ampliamento e se al termine dei conferimenti, a causa del completamento delle volumetrie previste, tale ripristino non potesse essere attuato come previsto dall’autorizzazione sopra menzionata, allora ci sarebbe un problema. Se Poiatica così com’è non si può ripristinare vuol dire che qualcuno ha sbagliato, o a dare l’autorizzazione, o a progettare la discarica con i suoi lotti. E se così fosse quel qualcuno dovrà risponderne nelle sedi più appropriate. Nel caso lei possa fornirci informazioni o competenze maggiori noi siamo sempre pronti ad ascoltare e ad imparare. Per quello che riguarda la salute devo dire che un parroco che esercita nella valle da 50 anni ha, nella mia opinione, sicuramente più esperienze dirette, per quanto riguarda la conoscenza della vita e della salute dei suoi parrocchiani, di un registro tumori che ci reputa un “campione statisticamente irrilevante”.

      (Cristiano Colò)

      Rispondi
    • Signor “Anonimo”, una nostra risposta sugli effetti della salute nella popolazione residente vicino alle discariche autorizzate la può trovare tra i commenti all’intervento di Bini su Redacon. Dall’alto della sua saccenza lasciamo a lei l’onere di approfondire, oppure è uno di quei “signori vestiti bene” di cui parla don Raimondo che avrebbe dovuto cercare di verificare/commissionare la verità epidemiologica? Per quanto riguarda il ripristino lo abbiamo studiato e ne parliamo il 17 giugno al Cavolaforum, sempre che abbia voglia di venire.

      (Comitato “Fermare la discarica”)

      Rispondi
      • Carissimi Cristiano e membri del comitato, non sono “uno di quei signori vestiti bene” di cui parla don Raimondo e nemmeno so chi siano quelli a cui si riferisce (e poi qualcuno fa la morale a me perché non mi firmo, perfetto). Sono solo una persona di formazione tecnica che non sopporta l’allarmismo un tanto al chilo e la mancanza di competenza e il pressapochismo quando si trattano argomenti molto specifici, siano tecnici o medici. Sul perchè la discarica così com’è non si riesca a ripristinare come ne ho letto io ne potreste leggere pure voi, ma se proprio vuole un riassunto con parole povere di quel che ho letto io è: il buco è troppo fondo, va riempito di più. Lo dissero a suo tempo anche i responsabili, mi pare, chiedendo il conferimento di ulteriori cubature di rifiuti speciali, ma siccome il pressapochismo vince, alla parola “speciali” ricordo sui giornali una sorta d’insurrezione. Conoscere l’argomento significa sapere che il rifiuto speciale non ha nulla a che fare con il rifiuto tossico o inquinante, ma comprende diversi elementi inerti classificati a norma di legge tra cui terreni di risulta degli scavi provenienti da cantieri civili e stradali, solo per fare un esempio, ed evitare di darsi zappe sui piedi. E scusatemi se se continuo a non ritenere attendibili le supposizioni mediche di un parroco, soprattutto se sbandierate ai quattro venti come fossero un dogma di fede. Se uno studia Medicina per una vita qualche motivo ci sarà. Saluti e tante belle cose.

        (Commento firmato)

        Rispondi
        • Gentilissimo, quando dico che sono disposto ad ascoltare significa che intendo impegnare il mio tempo per imparare qualcosa su cui sono ignorante. Dalla sua risposta mi sembra di intuire che la questione ripristino e rifiuti speciali, nel caso specifico di Poiatica, l’ha letta sui giornali e non su studi e/o progetti. Dal basso del nostro pressapochismo e mancanza di competenze le posso dire che la sua sintesi (“il buco è troppo profondo e va riempito di più” e “il rifiuto speciale non ha nulla a che fare con il rifiuto tossico o inquinante”) è troppo anche per la nostra ignoranza. Se lei ha letto di una insurrezione sui giornali e non si è chiesto il perché allora, mi scusi, ma non ha la mentalità curiosa del tecnico: magari poteva scoprire che, a fronte di una possibile soluzione di parziale tombamento con sola argilla dell’invaso (che non ha niente a che fare con il ripristino, possibile già da subito e nemmeno con il buco troppo profondo, come dice lei), si sta tentando di avvallare un riempimento quasi totale con un misto di terra e codici CER di rifiuti speciali pericolosi e codici CER contenenti amianto (le do qualche esempio così per non lasciarle la curiosità: 170106, 170507, 191, 301, 191003, 170605, etc etc). Lei da bravo tecnico converrà con me che tale soluzione non può essere vista come ripristino ambientale… forse più come ampliamento della discarica. Poi da bravi ignoranti ci siamo pure chiesti: ma quale sarà la soluzione migliore economicamente? Lasciamo a lei il compito per casa. Se vuole può farsi suggerire da “i responsabili che chiedevano il conferimento ulteriori cubature di rifiuti speciali”. Per quanto riguarda don Raimondo mi sa che lei non era alla funzione religiosa di domenica sera, altrimenti non avrebbe scambiato testimonianze reali di vita, e purtroppo di morte, con supposizioni mediche… comunque, anche su questo argomento le consiglio (e non lo prenda come supponenza) di cercare in giro qualche studio medico relativo all’incidenza delle discariche controllate sulla popolazione residente in un raggio di 5 km, noterà che tali studi in Italia sono stranamente pochi, ma con delle conclusioni che la faranno riflettere. Nota di colore: io e la mia famiglia facciamo parte del campione statisticamente irrilevante (entro i 5 km) e a cui nessuno ha mai domandato niente riguardo al nostro stato di salute, tanto per essere chiari sul monitoraggio. Cordiali saluti e stia lontano dalle zappe…

          (Cristiano Colò)

          Rispondi
          • Cristiano, non si preoccupi per me, che non ho né problemi di mancanza di curiosità, né di formazione o raccolta di informazioni (che ovviamente non provengono solo da articoli di giornale, altrimenti non avrei nemmeno toccato la tastiera): evitavo solo di tenerla lunga, perché discutere di argomenti di tale complessità nei commenti di un giornale locale anziché nelle sedi opportune e con persone qualificate che se ne occupano mi pare inutile e fuorviante. Tant’è che continuate a considerare l’amianto interrato come rifiuto altamente pericoloso, con la stessa esattezza scientifica di quelli che pensano che l’acqua potabile che circola in tubi di cemento amianto sia cancerogena. Fate pure, io le zappe le adopero per fare l’orto, voi adoperatele come credete. E, signor “MV”, mi spiace per lei, ma io da un medico che smette di studiare dopo i 10 anni di università e specializzazione non ci andrei mai, perché sicuramente non è un buon medico. E dal prete vado eventualmente a confessarmi, non a curarmi. Addio.

            (Commento firmato)

          • Gentile signor “Commento firmato”, sono ormai un vecchio e non ho mai avuto bisogno di un medico, ho perso la fede molto tempo fa, ho qualche amico sacerdote e nessuno di loro mi mai invitato a confessarmi. Ho “una formazione tecnica” e ho passato la vita tra i numeri e so quanto sia facile e anche divertente giocarci, anche se, a volte, le cose che ho fatto me le vado a vedere in Google maps ed è bello vederle ancora là, in un quarto di mondo. Non si dispiaccia per me, ho avuto una vita piena ed è stata bella.

            (mv)

        • Per laurearsi in Medicina occorrono 6 anni per la laurea e dai 4 ai 6 anni per una specializzazione. Se uno studia Medicina per una vita non si può escludere che abbia sbagliato facoltà.

          (mv)

          Rispondi
  3. Forse chi ha ampliato la discarica e pagato diversi studi sull’impatto della discarica a una società di Cinisello Balsamo potrebbe dirci qualcosa di più, peccato non siano mai stati resi pubblici! Così come chi ha effettuato per l’istituto di Micologia ed Ispra le analisi sugli Agaricus raccolti nel carpinetano, anche vicino alla discarica, annotando l’abnorme presenza di alcuni metalli pesanti che non appaiono con tale evidenza quanto negli altri distretti del territorio.

    (M.P.)

    Rispondi
  4. Complimenti a chi non si firma nei commenti! I veleni di Poiatica riguardano anche tutti i comuni limitrofi. Tumori, bambini nati con malformazioni, malattie respiratorie e quant’altro, chi non le vive queste situazioni non le capisce, ma soprattutto il dio soldo nasconde e tappa le bocche. Grazie a don Raimondo e al comitato, rimanere impassibili a queste cose non è possibile. Cordialità.

    (Ambra Campani)

    Rispondi
  5. Non conviene perder tempo coi fenomeni che giudicano ma non hanno il coraggio di firmarsi con nome e cognome, non ne vale la pena. Come disse il sommo poeta riguardo agli ignavi, non ti curar di loro ma guarda e passa…

    (Antonio Manini)

    Rispondi
  6. Condivido, signor Manini, a volte si dovrebbe lasciar perdere, ma quando le palle arrivano così alte è l’istinto che ti porta a schiacciare. Quando si legge che da un sacerdote ci si va, eventualmente, per confessarsi e non per curarsi, non si può lasciar perdere e non sottolineare che la confessione, per chi crede, è una terapia della coscienza, quindi un andarsi a fare curare dal “prete”.

    (mv)

    Rispondi

Lascia un Commento

Se sei registrato puoi accedere con il tuo utente e la tua password. Se vuoi registrarti al sito clicca qui.

Altrimenti lascia un commento utilizzando il form sottostante.

Privacy Policy

Powered by WordPress | Officina48