C219: la maglietta di Monia Tamburini diventa il simbolo della protesta  

Moltissime le persone che  il 26 luglio 2017 sera hanno partecipato alla fiaccolata “Tutti insieme difendiamo l’ospedale S. Anna” e tante le persone che indossavano la maglietta con scritto “C219” che è parte del codice fiscale di chi è nato a Castelnovo.

Chiediamo a Monia Tamburini, di Mo’ Comunichiamo, che per prima ha avuto l’idea di mettere questa sigla su una maglietta com’è nato questo progetto?

“ L'idea mi è venuta circa dieci anni fa. Quando una mia cugina che vive a Milano ha deciso di trasferirsi in Svizzera per lavoro. Ha dovuto preparare diversi documenti e nell'ufficio competente l'impiegato guardando carta d’identità e codice fiscale ha esclamato: ah! Pure mia moglie è un c219!

Lei mi ha riportato questo dialogo e ho subito collegato il sentire e l'orgoglio di tutte le persone nate a Castelnovo ne Monti, è una cosa che ti resta dentro, hai radici profondissime. La pietra è radicata in te.

Anch’io vado in giro per il mondo, sto bene dappertutto ma quando la Pietra chiama... io devo ascoltarla: ho bisogno di una camminata in solitaria su di lei e di sentire il vento sul viso”.

Com’è passata dall’idea ai fatti?

“Circa tre mesi fa ho proposto l’idea a Sandra Tagliati: una linea di magliette con la previsione di sviluppare un progetto di abbigliamento più ampio del Bibi Life Concept, seguo la grafica e una parte di comunicazione per questo negozio, che vuole essere una chicca, una perla di qualità nella montagna. Lei ha colto l'idea al volo e abbiamo prodotto una prima campionatura di maglie che le persone hanno bruciato.   Poi le cicogne hanno capito che poteva essere buona cosa anche per loro.   In un territorio così piccolo è giusto fare le cose insieme per far fronte comune e perché da soli non si va da nessuna parte per cui ho deciso e Sandra mi ha appoggiato in pieno di donare la possibilità alle cicogne di usare l'idea (una parte dell'idea perché il progetto è molto più ampio) e di raccogliere fondi per comprare attrezzatura per il punto nascite.  Le maglie solo diverse per qualità e fattura per cui hanno prezzi diversi: da boutique più curate e stampa a colori, con cotone fiammato e il logo del negozio (con una parte di ricavo che sarà comunque donato all’ospedale) e quelle delle cicogne che hanno solo la scritta C219 senza il logo del negozio”.

Chiediamo a Nadia Vassallo, proprietaria del negozio Rosazzurro e portavoce di “Insieme per l’ospedale S. Anna” e “Salviamo le cicogne” come saranno utilizzati i guadagni di questa iniziativa?

“L’idea di fare queste maglie è nata contemporaneamente a varie persone, ma essendo già pronta la grafica di Monia, per abbreviare i tempi si è chiesto di poterla utilizzare e Monia l’ha concessa, per questo scopo, gratuitamente. Con il guadagno andremo a  coprire alcune delle spese, che fino ad ora abbiamo sostenuto autotassandoci, come volantini e promozione dei vari eventi che sono stati fatti in questi mesi, e che si faranno in futuro. In seguito il ricavato andrà tutto al progetto “Nautilus” per l’acquisto di attrezzature per l’ospedale. Il tutto sarà rendicontato dall’associazione Vogliamo la luna, di cui appoggiamo  il progetto e l'operato e grazie anche a loro tutto ciò può essere concretizzato, oltre alle varie associazioni che collaborano con noi e che ringraziamo.  Questa idea è nata per sensibilizzare i cittadini, anch’io, che non sono nata a Castelnovo l’ho comprata. Presto in vari negozi di Castelnovo arriveranno anche quelle per bambini.

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