Povera montagna, territorio “denatalizzato” / Gian Luca Marconi: “Sono amareggiato, ma continuerò a lavorare, in silenzio”

Appennino reggiano "territorio denatalizzato".

In mezzo a tanti cartelli più o meno grotteschi, pittoreschi e/o velleitari che s'incontrano all'ingresso in quello o quell'altro comune, questa definizione ci pare per ora (e sottolineiamo il "per ora") più appropriata.

La "non riapertura" dopo il mese di sospensione che sarebbe scaduto nei prossimi giorni (seguendo Scandiano e Montecchio: nessuno s'è chiesto come mai Castelnovo è stato lasciato per terzo nella chiusura?), decretata in sostanza dalla Regione (il Ministero ha solo dato la sentenza - mero parere consultivo - sulla base degli scartafacci che sono pervenuti dalla giunta di Bonaccini), apre una ferita non sanabile, anche perchè foriera, se effettivamente confermata, di effetti a cascata forse difficilmente prevedibili e arginabili.

Un territorio dove solo si invecchierà e morirà che futuro potrà avere? Quale attrattiva per rimanervi o venirci a vivere, se non, per gli amici di pianura, fare "puntatine" per scansare il caldo farabutto della loro estate oppure per ravanare nei boschi alla ricerca di funghi e castagne (allora anche la bistrattata montagna qualcosina di buono ce l'ha e talvolta torna utile).

Esaurito il "pistolotto", vediamo che dopo il profluvio di dichiarazioni di tutto l'arco costituzionale sulla "sciagura" abbattutasi su di noi (così pare proprio doverla considerare: un inspiegabile fenomeno naturale, assolutamente imprevedibile ed imprevisto di cui ovviamente più o meno nessuno è responsabile), è interessante sapere come la pensa una persona certamente "con le mani pasta", essendo medico (pediatra), sindaco emerito di Castelnovo ne' Monti nonchè nipote del fondatore dell'Ospedale "S. Anna", l'onorevole Pasquale.

Parliamo naturalmente di Gian Luca Marconi.

Che dice: "Permettetemi di esprimere, pur nel rispetto del mio ruolo di dirigente medico dell’Ausl e dei relativi obblighi contrattuali e deontologici, la mia profonda amarezza per la chiusura del punto nascita del nostro 'Sant’Anna'".

Un ospedale "in cui sono nato e cresciuto come uomo e come professionista; la mia seconda casa, davvero, voluta e fondata da mio nonno Pasquale Marconi per la salute e la sicurezza dei cittadini della montagna".

Più marcatamente "politica" la battuta finale: "Ho sempre difeso, come sindaco e come medico, il nostro ospedale, lavorando soprattutto in questi ultimi anni in silenzio, senza apparire; e continuerò a farlo… In qualsiasi ruolo, con correttezza e determinazione".

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23 Commenti

  1. Certamente non ha proprio la pasta del nonno. Lui appare intimorito e attento a non strappare con il “partito” e ossequioso alle direttive Ausl. L’on. Pasquale avrebbe combattuto, come dimostrò di sapere fare. Pollice verso.

    (F.D.)

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  2. Forse è giunta l’ora, se te lo permettono, di non farlo più in silenzio.

    (Luchino)

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  3. Siamo convinti che la battaglia lei, signor “sindaco”, l’avrebbe condotta in modo diverso. E adesso prendiamoci quel che ci viene.

    (C.S.)

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  4. Caro F.D., la roba che lei dice mica deve rimproverarla a Marconi. Lo dica agli attuali amministratori che non sono stati capaci di portare il “compagno di partito” Venturi (assessore regionale alla Sanità) una sola volta a Castelnovo ne’ Monti per un incontro con i cittadini. Ci manca che la colpa ora è pure di Marconi, e cosa vuole che le dica? Sveglia, Bini, Manghi, Pignedoli, ecc., davvero non siete riusciti a portare Venturi qui da noi perchè almeno ci mettesse la faccia?

    (C.S.)

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  5. Io non capisco, signor Marconi, se lavora in silenzio perché si fa pubblicare un articolo? Perché non si è schierato dalla parte di chi lottava per tenere aperto il reparto? E se intende procedere lo farà da solo in silenzio? Non prenderà meriti? Cosa ha fatto di concreto? Dal momento che si è espresso pubblicamente, la prego di farsi capire da chi legge. Grazie.

    (L.M.)

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    • Mi pare che in lei, signor LM, vinca un po’ di astio verso Marconi. Infatti a domanda risponde con poche righe che contengono una frase significativa: “…dei relativi obblighi contrattuali e deontologici”. Si ponga la domanda di cosa possa dire e se non riesce a darsi una risposta, indaghi. Purtroppo Marconi non è più sindaco (quel che ha fatto da sindaco è sotto gli occhi di tutti ed è, spesso, vanto della amministrazione attuale che se ne prende molti, immeritati, meriti. Le ricordo, poi, che Marconi si è dimesso da tutte le cariche di partito. Si ponga anche qui questa domanda: perchè? Potrei andare avanti ancora per molto ma mi limito ad una sola considerazione: buttare fango, e peggio se senza sapere le cose, fa solo il gioco di coloro che in questa vicenda hanno letteralmente preso in giro tutti (e ripeto tutti, me e lei compresi) i montanari.

      (Elio Peri)

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  6. Caro “C S”, i comunisti non ci mettono la faccia, non è mai successo. Vedi le cooperative, nessuno di chi le ha rovinate (il partito) ci ha messo la faccia, tutti riciclati in posti con stipendi di giada. W il partito, viva chi continua a votare la rovina dei poveri operai.

    (Un montanaro)

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  7. In questa triste vicenda, che segue altre passate in sordina, nessuno esce vincitore, soprattutto chi ha o ha avuto cariche politiche importanti non può sentirsi sereno. D’altronde chi era che dava dei pazzi a chi parlava dell’ipotesi della chiusura del reparto nascite alcuni anni fa?

    (Alessandro)

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  8. Ma poi lo vogliono fare l’elisoccorso a Castelnovo o é una bufala?

    (Andrea)

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  9. Per chiarezza, 7 anni or sono quando fu redatto l’accordo Stato – Regioni, ove vi era vergato la chiusura del reparto nascite, il sindaco era Gian Luca Marconi. Ora tutti a definirsi salvatori. Cortesemente firmatevi, abbiate il coraggio. Cordialmente.

    (Roberto Malvolti)

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  10. I compagni comunisti hanno la caratteristica di procedere a gruppo coeso, seguendo quello che gli viene inculcato. Non mettono in discussione, ma credono e ripetono ciò che dice il rappresentante del PD. E criticano e bocciano tutti i pensieri degli altri partiti. Mai staccarsi dal gregge.

    (L.M.)

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  11. Dottor Marconi, tic tac, tic tac, tic tac. Tempo scaduto!

    (A.s.)

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  12. Sì, certo, un altro danno enorme. Un governo che distrugge servizi sanitari nelle zone disagiate (non dimentichiamo che il punto nascite di Castelnovo non è il solo a saltare), distrugge ma non chiude le Province, un tempo enti virtuosi, che hanno contribuito a creare viabilità, aree artigianali e produttive in montagna, lascia aperti uffici regionali inefficienti nei vari distretti compresi certi centri impiego. A proposito, premesso che nessun servizio in montagna dovrebbe essere tolto, tuttavia, se la logica è quella del risparmio e quindi del grado o meno di sicurezza, per la popolazione locale è più utile un ufficio regionale o un punto nascita per persone che provengono da zone disagiate? Ci sono tutte le condizioni per un voto politico diverso e punitivo verso chi ha fatto del male. Cordialmente.

    (Massimo Romei)

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  13. Speravo, vivamente, di non dover leggere parole di Marconi in questo momento. Quel Marconi che in 10 anni di mandato ha visto calare i posti letto dell’ospedale senza muovere un dito. Quel Marconi che in 10 anni di mandato rassicurava i cittadini (prendendoli evidentemente per il “naso”) con frasi del tipo “il nostro ospedale non è a rischio” o “chi vi dice che i posti letto sono in calo vi sta mentendo”. Già allora tutti sapevano che il primo reparto che sarebbe stato chiuso sarebbe stato proprio il punto nascite, ma dall’altra Marconi rispondeva con “ma non vedete che stanno facendo investimenti sull’ospedale?!” Attenzione, quando parliamo di investimenti parliamo di soldi provenienti dall’Europa ai solo fini strutturali. Caro Marconi, lei e i vari senatori dell’appennino, nonchè l’allora presidente della Provincia, se non ne siete i diretti responsabili vi siete comunque macchiati della colpa di non aver mosso dito e di aver ingannato chi aveva riposto in voi la fiducia. Spero che la popolazione questo non lo dimentichi. Ora, come riflessione finale, se proprio avesse voluto lavorare in silenzio, l’avrebbe fatto senza questa inutile propaganda del dirlo a tutti. Buon lavoro, con l’auspicio che sia migliore di quello svolto nei 10 anni del suo mandato.

    (Memoria)

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  14. Concordo con “Memoria”, penso che nel 2010 ci fosse ancora la possibilità di muovere almeno un dito. I nostri politici però, se ne sono lavati le mani, proprio come Ponzio Pilato.

    (Anna)

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  15. Io dico che hanno fatto bene a chiudere il punto nascite: come ringraziamento di 50 anni di voti che gli avete dato. Alle prossime elezioni (quelle locali almeno si faranno!) vinceranno ancora e poi ancora, quindi perchè tutto questo parlare, parlare; poi al momento buono tanto li rivotate.

    (FN)

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  16. Per chiarezza e” amore della verità” e soprattutto per quelli che oggi non ricordano o fanno finta di non ricordare. Premessa: signor Memoria-Coraggio, nei 10 anni 2004-2014 non sono diminuiti sostanzialmente i posti letto, veda documentazione in proposito, ma è cambiata completamente la organizzazione delle cure ospedaliere migliorando le cure e diminuendo, per il bene del malato, la durata dei ricoveri, dando poi spazio e cura sul territorio con le cure primarie, .ecc. Ma non penso valga la pena discutere con il signor Memoria Coraggio; ha proprio del rancore, della cattiveria nei miei confronti che non riesco a comprendere, problemi suoi. Certo che per le false e becere accuse che mi fa, dovrebbe, davvero avere il coraggio di presentarsi di dire il suo nome e cognome. Comunque, sempre per lei, in quei 10 anni: inaugurazione Teatro Bismantova, centro benessere e piscine Onda della Pietra, nuovo campo da calcio in sintetico e ristrutturazione campi da tennis, primo lotto della variante del Ponte Rosso, sistema delle 2 rotonde San Pancrazio e Pieve, nuova scuola materna ed asilo nido, sistemazione impianti tecnologici della frazione di Carnola e viabilità interna, finanziamento per marciapiedi via E. Bagnoli, monte Bagnolo, milioni di euro di lavori in ospedale, ecc., ma torniamo alla questione punto nascita. L’accordo Stato-Regioni per la chiusura dei punti nascita sotto i 500 parti per la sicurezza della partoriente, del neonato ed anche degli operatori sanitari è del 2010. Sottoscrittori:Governo – Regioni – Comuni attraverso Anci – Comunità montana, attraverso Uncem ed Upi per le Provincie. I piccoli comuni non vengono informati nè prima nè dopo la firma dell’accordo. I sindaci del nostro distretto appena informati chiedono ai rappresentanti provinciali di Uncem ed Anci di rivedere l’accordo soprattutto per le areee montane disagiate. Come spesso avviene nel nostro Paese veniamo rassicurati che faranno sicuramente delle deroghe. Grazie poi, per correttezza, alla disponibilità allora della direzione sanitaria dell’Ausl, il problema viene superato (e pensavamo risolto) su richiesta dei sindaci, con la integrazione – fusione del punto nascita di Castelnovo Monti con quello del ASMN di Reggio Emilia. In questo modo si va vanti fino al 204-2015 quando i responsabili politico-amministrativi e sanitari della nostra regione hanno rimesso tutto in discussione. Qui siamo alla storia recente (tutto ciò e ovviamente documentato e documentabile e certamente molti ricordano gli incontri pubblici in Comune con la direzione dell’Ausl). Colgo anche l’occasione per spiegare che per me lavorare in silenzio vuol dire non apparire pubblicamente ed in effetti ritengo a questo punto doveroso ricordare che ho partecipato in modo attivo e sostanziale alla stesura del documento sul futuro della sanità in montagna divenuto poi quello del comitato “Insieme per l’Ospedale” e delle “Cicogne” e che in occasione della assemblea degli operatori del dipartimento materno infantile provinciale sono stato purtroppo l’unico a cercare di spiegare le ragioni e le preoccupazioni dei cittadini della montagna di fronte alla, allora non ancora definitiva, chiusura del Punto nascita. Nel mio primo intervento su Redacon ho solo manifestato, non potevo certamente tacere, la mia amarezza, senza entrare pubblicamente negli aspetti politici e tecnici, è compito correttamente di altri. Se ho disturbato qualcuno mi dispiace, ma continuerò nel mio lavoro con serietà e disponibilità. Grazie alle tantissime persone che mi hanno chiamato e che hanno apprezzato e condiviso le mie riflessioni.

    (Gian Luca Marconi)

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    • Come volevasi dimostrare. Seconda occasione per non mettersi in mostra, persa. Ancora una volta a volersi mettere in luce. Certo che viene da sorridere quando si parla, per darsi lustro, di milioni di euro investiti sull’ospedale e la famosissima realizzazione della variante del Ponte Rosso. Sui milioni di euro dell’ospedale mi dica: li ha stanziati la sua amministrazione comunale? Perchè come dice lei sembra di sì, ma come sappiamo tutti così non è stato. Sulla variante del ponte rosso, non solo sorrido, ma rido proprio. Tutti si ricordano il pietoso teatrino dell’inaugurazione in campagna elettorale, quando ancora non avevate preso i terreni. E all’oggi, a 7 anni di distanza di quel teatrino, in quanti hanno percorso la variante? Io direi nessun automobilista, e un qualche pedone. E non voglio neanche andare a discutere del perchè ci troviamo in questa situazione, in quanto è sotto la luce del sole. Non commento invece il suo giustificare tutto quello che dice sull’ospedale, questa disperata ricerca di salvare il salvabile, tutto quel politichese che viene scritto per gonfiarsi il petto, ma ben sterile di sostanza. Chiudo il discorso facendole presente ancora una volta che se si vuol fare della “beneficenza” la si fa veramente in silenzio, e non propagandando “sto facendo beneficenza in silenzio”. Cordialmente.

      (Memoria)

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  17. Gian Luca, il tuo errore è stato politico, non dovevi andare con il centro sinistra se volevi bene alla montagna, così facendo ti sei dovuto chinare alle logiche di partito, che come sai ci considerano una riserva indiana dove l’unico animale raro sarà il montanaro!

    (Marco Coriani)

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  18. Metterci la faccia, no, come sempre! Lui ci a messo la faccia e ribadisco il suo sincero rammarico per quanto accade in tutto il paese indipendentemente dal colore politico da cui si è governati. Certo non è giusto quello che accade, un po’ è anche colpa nostra. Quante mamme nell’ultimo decennio sono andate nei poli ospedalieri in pianura?

    (Angelo Covili)

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  19. I signori detrattori di Marconi esprimano le loro idee (obiettive) sull’attuale amministrazione comunale. Progetti realizzati? Opere compiute (completate)? Ospedale ed in particolare punto nascite? Capacità di portare a Castelnovo i nostri amministratori regionali e/o sanitari? Coraggio, vediamo di che stoffa siete.

    (C.S.)

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  20. Ben vengano il rammarico e l’amarezza, speriamo ci sia anche quello di non esserci stato quando si lottava per evitare la montagna denatalizzata.

    (Antonio D. Manini)

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