Vietato nascere in Appennino / “Una Regione buona che pensa ai propri cittadini”

Riceviamo e pubblichiamo.

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Ieri sono state tante le razioni dei montanari di fronte alla chiusura delle trattative posta in atto dalla Regione. Delusione, amarezza, sconforto ma soprattutto rabbia!

Dopo anni di lotte unitarie portate avanti da comitati, associazioni e rappresentanze politiche del territorio, non si è riusciti ad ottenere nessun risultato concreto per la deroga riguardo al nostro punto nascite.

La Regione ha liquidato la questione come una incomprensione da parte della popolazione residente riguardo alle reali motivazioni della chiusura che si riassumono in una parola: sicurezza. Sicurezza per loro, per i “montanari” che un giorno, come asserito dall'assessore alla sanità Venturi, tra qualche anno riconosceranno che la Regione ha avuto ragione.

“La sicurezza delle madri e dei bambini è l’unica cosa che ci è sempre importata”, quindi una Regione buona che pensa ai propri cittadini e non una Regione che agisce solo in funzione di statistiche e convenienze elettorali. Dunque nessun cittadino di serie A e nessuno di serie B, ma tutti uguali agli occhi dei nostri amministratori.

Risultano quindi incomprensibili le parole di Venturi “mi dispiace profondamente per l’esito finale”: perché dunque dispiacersi? Per cosa? Si dispiace forse chi agisce nell’interesse e per conto delle persone?

Quale padre di famiglia sarebbe “dispiaciuto” di fare qualcosa di positivo per i propri figli?

Allo stesso tempo non si riesce proprio a capire il ruolo che stanno avendo i sindaci del territorio, anche loro presenti in Regione, perché convocati per discutere i nuovi finanziamenti in arrivo nel territorio e non andati lì per protestare contro tanta sfacciataggine politica senza eguali nei confronti dei loro concittadini.

Con quale faccia quegli stessi sindaci eletti per amministrare i nostri territori montani siederanno al fianco di onorevoli e presidenti della provincia e regione in teatro per presentare il documento programmatico per la “strategia aere interne”?

Progetto che avrebbe il fine di finanziare con fondi europei e regionali quei territori distanti dai grandi centri di agglomerazione e di servizio e dove tra le aere di attività sarebbe prevista anche quella sanitaria?

Una contraddizione incredibile che solo i veri professionisti della politica sapranno abilmente motivare come il “pifferaio magico” incantando la popolazione locale e facendole capire come possono eliminare un servizio quale il punto nascita (dicendo che le partorienti saranno più sicure andando a Reggio Emilia) in un territorio che è stato considerato degno di investimenti proprio perché distante da Reggio Emilia ed i suoi molteplici servizi.

Infine avremmo preferito che i nostri sindaci avessero invitato l’assessore Venturi, il presidente Bonaccini ed il direttore Nicolini ad un incontro pubblico aperto alla cittadinanza, dove loro fossero stati in funzione del mandato a loro conferito a mettere sotto processo questa scellerata decisione politica anzi che portarceli in teatro come eroi che pensano al bene del nostro territorio…

Ancora una volta possiamo solo dire grazie Pd.

(M5S Castelnovo ne' Monti)

 

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2 Commenti

  1. I nostri sindaci non si metteranno mai contro Venturi e Bonaccini, non possono contraddirli, giusto perche sono PD, quindi democratici. Arriveranno le prossime elezioni, auguriamoci che la popolazione non sia cosi tonta a continuare a votarli.

    (Ramona)

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  2. Certamente sarà così. Emerso lo scempio che il Pd ha fatto dei nostri territori, alle prossime elezioni i voti convergeranno, secondo convinzioni e simpatie, su M5S e Lega nord, gli unici che hanno messo la faccia sui nostri diritti. Dopo però bisognerà mantenere la parola e lavorare per riaprire il punto nascite, costi quel che costi.

    (F.D.)

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