Gatta-Pianello spazzata via. La situazione strade nel crinale

C’è anche la Gatta-Pianello da annoverare alla conta dei danni della grande piena del Secchia di martedì scorso. Tra i primi a segnalarne lo stato, l’assessore Giuliano Gabrini, di Villa Minozzo.

L’importante arteria che consente l’accesso alle zone ceramiche, più volte chiusa per piene o gelate, è stata lambita in almeno quattro tratti, in due con strappi di 100 metri: in queste zone mancavano i gabbioni che, invece, hanno protetto altri tratti della pista, danneggiati in passato. Spiega l’assessore Gabrini (autore delle foto): “Le quattro aree in questione sono tutte comprese tra l'imbocco in zona Pianello e le fonti di Poiano. Non sono riuscito ad andare oltre. Questa (foto) è la situazione attuale”.

La pista risultava prudenzialmente chiusa al traffico da lunedì sera e ora lo sarà per parecchie settimane. Ora occorrono lavori consistenti che, certamente, il Comune di Villa Minozzo da solo non potrà affrontare.

In occasione di una riapertura esattamente sette anni fa il sindaco Luigi Fiocchi aveva dichiarato: “Sono stati ultimati i lavori di messa in sicurezza della pista Gatta-Pianello. Questi interventi, però, a causa della mancanza di fondi e di vincoli che si dimostrano sempre più incomprensibili e dannosi, non hanno interessato, attraverso un'idonea ripulitura e sagomatura, il letto del fiume stesso, con il conseguente rischio, per non dire certezza, che una eventuale futura piena del fiume determini ulteriori pericoli alla pista”. E così è stato.

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A Cavola di Toano si è registrato ieri un blackout per lavori di riparazione alla rete in corso. Diverse le strade del toanese interessate da smottamenti.

Al lavoro per ripristinare la frana di Miscoso

Una nota della Provincia di ieri informava che rimanevano chiuse al transito le due strade provinciali in Appennino flagellate da ieri da una serie di frane, anche di grandi dimensioni. Si tratta della Sp 91, interrotta in localitàVaglie, dove il fronte dello smottamento è di circa un centinaio di metri ed in forte pendenza: per gli spostamenti da e per Ligonchio gli abitanti di Vaglie devono utilizzare la strada comunale per Cinquecerri e la Sp 18. Sono ben cinque, invece, le frane che interessano la Sp 15 nel Ramisetano. Alle tre di ieri, se ne sono aggiunte altre due: la situazione più problematica è in località Miscoso di Ramiseto, isolata negli spostamenti verso valle che sono possibili solo risalendo verso il passo del Lagastrello, utilizzando la viabilità del Parmense e tornando quindi nel Reggiano attraverso la Sp 103 in direzione Ramiseto. Smottamenti anche nei pressi di Succiso, dove comunque la Sp 15 è tuttavia anche se in alcuni tratti con limite di velocità a 30 km all’ora. La situazione un po’ in tutto l’Appennino è comunque problematica, con i terreni inzuppati di acqua, per cui si raccomanda comunque la massima attenzione.

Notevole la conta dei danni a Vetto al patrimonio del verde pubblico, tra cui i maestosi platani dei giardini. Fortunatamente una recente provvidenziale robusta potatura ha scongiurato cadute di rami nei giardini superiori a quelle comunque avvenute.

 

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8 Commenti

  1. I nostri vecchi, che non erano ingegneri, avrebbero tenuto il fiume al centro dell’alveo, rinforzando le sponde. Solo buonsenso. Quello che manca a pseudo Verdi, Parco e compagnia cantando. Se si fosse fatto in quel modo, forse, il fiume non avrebbe fatto questo scempio. Ma si sa che come si comincia a scavare nel fiume si rischia la denuncia per lesa maestà. Siamo alla mercé di pochi pseudo Verdi o pseudo ambientalisti, che lo fanno a casa d’altri. La stessa cosa è accaduta appena a valle del ponte di san Bartolomeo, isolotti al centro e il fiume che mangia le sponde e le strade.

    (Massimo Bonini)

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  2. Ricordo con quale pomposità si annunciò la verniciatura della pista (guai a chiamarla strada!) “Gatta-Pianello” per delimitare la zona ciclabile/pedonale, l’ annuncio della costruzione del bilite, ecc. E’ bastato un episodio di meteo avverso (perchè si può gridare all’ eccezionalità, ma non ad un qualcosa di epocale e irripetibile a memoria d’ uomo) per mandare completamente in crisi un’intera provincia: argini sfondati in pianura (che attualmente vive la situazione più drammatica), strade spazzate via e blackout di giorni in montagna. Tutte situazioni figlie di pura e semplice ipocrisia, ignoranza, sudditanza verso fazioncine politiche che nulla hanno da dire se non cavalcare qualche cresta d’onda e fare leva su ipotetiche catastrofi (estizione delle lontre o tassi o castori nell’Enza, collasso dei gessi triassici, ecc). Avanti con queste logiche indifendibili e, oserei dire, surreali; tanto le conseguenze sono tutte dei cittadini perchè chi si fa araldo di finte ideologie è comodo nella sua poltrona, lontano da zone allagate e può tranquillamente pontificare senza necessariamente usare la macchina.

    (Andrea Ganapini)

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  3. D’accordissimo con il signor Bonini: i fiumi vanno tenuti al centro e vanno puliti, ormai sono diventati dei boschi, mi auguro, ma non ci credo, che le amministrazioni chiedano un intervento immediato su tutti i fiumi dall’Appennino alla pianura per fare una pulizia. Specialmente sul nostro Appennino ci sono masse di piante spaccate dal ghiaccio dei giorni scorsi sdraiate su tanti canali che potrebbero andare a tappare vari ponti o passaggi; in più un’ordinanza di pulizia vicino alle strade delle piante almeno 10 metri per parte, per chi non è d’accordo un esproprio subito, altrimenti paga i danni causati. Saluto a tutti i montanari.

    (Montanarovalonza)

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  4. Però se tagliassero alberi e raddrizzassero i fiumi le piene sarebbero ancora più disastrose, visto che aumenta la velocità di corsi d’acqua. In realtà, come spiegava anni fa un esponente dell’ordine dei geologi, se fai una strada in una zona franosa o in un fondovalle prima o poi frana o si allaga. La Gatta-Pianello è una strada in larghi tratti in alveo, per renderla sicura ci vuole molto di più di qualche gabbione o manutenzione del fiume.

    (Piansano)

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  5. L’Italia, per conformazione, ha notevoli problemi idrogeologici e sismici. Sarebbe necessaria una oculata politica di opere pubbliche, di manutenzione ordinaria e straordinaria e di investimenti in infrastrutture. Tra l’altro, sono interventi che farebbero ripartire l’economia. Ma, purtroppissimo, se l’economia riparte, restando nel sistema di cambi fissi detto moneta unica (euro), la crescita porterebbe ad uno squilibrio dei conti con l’estero – debito privato – che farebbe ritornare il senatore Monti a toglierci i soldi dalle tasche, per farci smettere di comprare roba tedesca. Nel frattempo, come per i danni dei terremoti, riparare la “pista” sarà un’impresa disperata, per i tagli alla spesa pubblica: ce la terremo com’è per anni. Quindi, che dire? Così stando le cose, siamo condannati all’austerità, e quindi alla decadenza del territorio, delle infrastrutture, dei servizi e, come certifica l’Istat, alla povertà.

    (Commento firmato)

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  6. Concordo con Bonini e forse anche la qualità dei lavori uniti allo scarso controllo degli stessi possono influire su questi disastri. Guardate a Gatta dove ci sono ditte che da un mese scavano e portano via ghiaia e tutti possono vedere il risultato. Per il signor Piansano: con delle briglie orizzontali al corso del fiume si spezza velocità dell’acqua, rimettendo fiume al centro, togliendo isolotti e mettendo ghiaia in eccesso contro sponde; forse, e dico forse, qualcosa di buono si fa. Ma perché nessuno lo vuole fare? Inoltre basta parco, basta vincoli, basta Verdi, ecologisti inutili e non conoscitori della nostra montagna. Basta burocrati che decidono per noi e nei nostri luoghi da Bologna. Basta veramente, non ne possiamo più, noi montanari.

    (EM)

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  7. Signori, a marzo si vota, tutto questo scempio li manderà tutti a casa o faremo finta di niente e poi torneremo a lamentarci?

    (C.g)

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  8. Mi raccomando, saprà P.D. Poi lamentatevi.

    (Luca C.)

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