Diga / Franzini: “Ambientalisti, considerazioni errate: ecco perchè”

Riceviamo e pubblichiamo.

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Spett.le Redacon, avevo deciso di non fare alcun commento ma di fronte a quanto scritto dalle associazioni Ambientaliste Reggiane, ma è giusto che la cittadinanza sia informata e ho deciso di scrivere in quanto, come tecnico, non posso leggere le cose scritte e stare zitto se sono frutto dell'ignoranza più totale (nel senso di non conoscere) la materia che tratta il tema "Dighe".

La mia serietà morale e intellettuale mi porta a dire: perché si scrivono certe cose?; pazienza, quando sulla Valle dell'Enza, a causa di qualcuno non ci sarà più vita, io spero di non esserci più da tempo; mi dispiacerà per figli, nipoti e per le generazioni che per migliaia di anni hanno lavorato su questa Valle; che ribadisco una Valle priva di tutto, di fondovalle, autostrada e ferrovia, ma una Valle che potrebbe avere l'acqua, un tesoro incalcolabile.
Voglio elencare alcune considerazione tecniche su quanto scritto dalle Associazioni Ambientaliste Reggiane, anche se a mio avviso di "ambientalismo vero" non c'è nulla; anzi, ritengo sia tutto contro il "vero ambientalismo"; in quanto credo che il vero ambientalista vuole la vita sulla valle dell'Enza e non la morte come sta succedendo ora nel periodo estivo e come sarà domani.

 

Analisi tecniche

1) Le Dighe, o laghi artificiali, sono concepiti per trattenere le acque nei periodi di piovosità, compreso le alluvioni, e regimentare le acque trattenute successivamente in base ai fabbisogni irrigui o idropotabili, è come avere un salvadanaio che contiene l'acqua che hai risparmiato durante l'anno e la usi quando serve; la diga ciò che riceve lo restituisce, non ruba nulla a nessuno, non lascia il fiume a secco, anzi fa esattamente il contrario; fa solo regimentazione e protezione; inoltre se la Diga ha discrete capacità idriche può garantire il Deflusso minimo vitale (Dmv) 365 giorni all'anno da monte a valle e con ciò risollevare la quota delle falde; il Dmv sull'Enza non può certo farlo la Diga del Lagastrello, chiunque lo capirebbe.

Una ricostruzione di come sarebbe dovuta diventare la diga di Vetto

2) Confrontare una Diga con una traversa di una vasca d'espansione è la più grande offesa che può essere fatta ad un tecnico, chi fa questi confronti dimostra la più totale ignoranza in materia sulle funzioni principali di una Diga rispetto ad una traversa; è il concetto stesso che è diverso; la Diga viene progettata per essere sempre piena (almeno si spera), la vasca d'espansione per essere sempre vuota, per provvedere alla sola sua principale funzione, quella di trattenere le acque in caso di alluvione (quelle che può); questa funzione per una diga è un accessorio, è una aggiunta, e la diga di Vetto include questo accessorio, ma mentre una traversa ha un paio di milioni di mc di capacità idrica per trattenere le alluvioni che si contano su una mano, la Diga di Vetto ne conterrebbe 30 milioni di mc.

3) Parlare del trasporto solido dell'Enza come scritto nell'articolo, non meriterebbe risposta, in quanto non è corretto non dire che il trasporto può essere ridotto; ma forse non è stato detto perchè chi ha scritto non lo sa; non dire tutta la verità a mio avviso equivale a dire una bugia; non si può dire quanto apporto solido ha l'Enza (andrò a verificarlo sul Capitolo degli apporti solidi e vi farò sapere con esattezza), senza dire che questi apporti  possono essere regimentati a monte con le opere di riduzione degli apporti, le cosi dette briglie, che andranno realizzate lungo lasta dell'Enza, dei suoi affluenti e dei canali; è come illustrare i danni che la diga di Vetto darebbe se crollasse senza dire che la Diga di Vetto è stata definita, sullo Studio di Impatto Ambientale, costato a noi Italiani 4,5 +1,5 Miliardi di vecchie lire, 10 volte più sicura delle Dighe italiane o parlare di Vajont quando a Vetto manca il monte Toc a picco sul lago.

4) Per la dimostrazione di solidarietà espressa dagli Ambientalisti agli abitanti di Lentigione sono esterrefatto, non aggiungo altro; meno male che non abito a Lentigione; saprei cosa rispondere o cosa fare. Sfido qualsiasi tecnico a dimostrarmi, dati di progetto alla mano, che questa alluvione avrebbe allagato Lentigione se ci fosse stata la Diga di Vetto; dalla Diga di Vetto non sarebbe uscita neppure una goccia d'acqua, e Sorbolo e Lentigione neppure si sarebbero accorti che c'era un'alluvione in corso; ma dirò di più, se Sorbolo non è stato allagato a mio avviso lo deve alla piccola diga del Lagastrello, era completamente vuoto quando ha iniziato il diluvio e prima di rilasciare acqua si è riempita interamente, ha trattenuto circa 3,5 milioni di mc d'acqua; cosa sarebbe successo se anche questi 3,5 milioni di mc fossero scesi a valle?; non voglio pensarci. Altro aspetto che voglio chiarire è che una Diga è l'unica opera che consente di dare l'allarme a valle con largo anticipo in caso di alluvioni, sulle Dighe oltre i 20 m di altezza c'è l'obbligo di legge dei Guardia Dighe; personale operativo 24 su 24 ore che possono osservare l'innalzamento del livello delle acque della Diga e comprendere quando inizierà a rilasciarle dallo scarico di superfice; questo tempo, in un invaso come Vetto sono giorni, consente di dare l'allarme con grande anticipo a valle.

5) Parlare di un piccolo invaso come quello di Vetto come un'opera spropositata per l'agricoltura è offensivo nei confronti di chi da migliaia di anni si dedica con fatica e sacrificio a questo lavoro che ha reso grande l'Emilia nel mondo, parliamo di 93 milioni di mc utili e non di una Diga da 36 miliardi di mc come appena ultimata in Cina e di un'altra che hanno appena iniziato di 26 miliardi di mc; ma anche la vicina Turchia ne ha realizzata una da 4,5 miliardi di metri cubi, ma anche in Sardegna abbiamo una diga da 800 milioni di mc, anche in Puglia ne abbiamo una da 600 milioni e tante altre di 300/400 milioni di mc, e qui si fa una guerra assurda per un invaso da 93 milioni di mc utili?, è ancora più assurdo, se pensiamo che tra Reggio e Parma, tra irriguo e idropotabile ne servirebbe il doppio; è ancora più assurdo non farla se pensiamo che la Diga di Vetto potrebbe ridurre l'uso delle acque del Po ad usi irrigui e ridurre i rischi di risalita del cuneo salino dal mare; a mio avviso è a questo che i "Veri Ambientalisti" dovrebbero pensare.

6) Rileggere di nuovo dei pericoli sismici, significa che si è incantato il disco, Vi farò avere la pagina della Studio di Impatto Ambientale, ripeto costato 6 miliardi di vecchie lire dove si dice che dove verrà costruita la Diga di Vetto (che non è a Vetto), non c'è nessuna faglia attiva, se ben ricordo dice che questa faglia è consolidata da oltre 20 milioni di anni (verificherò la pagina e i milioni di anni) e Vi comunicherò il dato esatto.

7) Parlare delle Dighe del Bilancino e di Ridracoli nei termini in cui è stato scritto, è dire esattamente l'opposto della verità; quest'anno, entrambe queste due dighe hanno svolto egregiamente il loro compito; Firenze senza l'acqua del Bilancino non avrebbe avuto un filo d'acqua dai rubinetti, sarebbe rimasta completamente a secco, e quel rigagnolo di acqua dell'Arno, citato dagli Ambientalisti, è frutto del DMV che scende dall'affluente dell'Arno, il Sieve su cui è stata fatta la Diga del Bilancino; a mio avviso a scrivere certe cose qualcuno si tira la zappa nei piedi; ancora meglio ha fatto Ridracoli, che oltre aver prodotto energia elettrica "Pulita e Gratuita" tutta l'estate, ha permesso alla Società "Romagna Acque" da me interpellata, di emettere un comunicato a tutta la Romagna, che Ridracoli garantiva acqua a tutti, compreso Rimini e San Marino, fino a fine ottobre, anche se dal cielo non scendeva una goccia d'acqua perchè nella Diga avevano ancora 26 milioni di mc.

Per concludere voglio dire che se vogliamo che i cambiamenti climatici riducano la Valle dell'Enza ad una Valle priva di vita a seguito dei cambiamenti climatici e dei continui aumenti dei fabbisogni idrici, irrigui e idropotabili e continuiamo a permettere a chi dice di "NO" a tutto di opporsi a chi vuole evitare questo spreco, definendosi ambientalista, qualcosa non torna. Io chiedo a chi vuole la Vita di queste terre, le terre dei nostri padri di trovare la forza di opporsi a tutte le ideologie che portano alla morte di questa Valle; si spera che qualcuno di loro riveda le proprie ideologie e comprenda quale enorme errore si sta commettendo a dire "NO" alla Diga di Vetto;  pensate per un attimo a dove possono portare le ideologie; a far morire un proprio figlio per non fargli una trasfusione di sangue; credo che sulla Valle dell'Enza si stia superando questo limite.

La Diga serve, serve proprio all'ambiente, pensate a quanta CO2 in meno emessa in atmosfera (52.000 ton. all'anno), a quanto gas o petrolio risparmiato per produrre energia elettrica o pompare acqua dai pozzi e svuotare le falde, pensate a quanti milioni di danni sarebbero evitati, pensate che l'asta dell'Enza e del Crostolo diventerebbero oasi naturali in quanto avrebbero sempre acque limpide; pensate alla grande Oasi faunistica che sorgerebbe intorno alla Diga di Vetto, come fatto alla Diga di Monte Cotugno o al Bilancino (andate a vedere su Internet il Gabbiannello) gestite dal Wwf; pensate alla vita che quest'opera riporterebbe alla montagna.

 

(Lino Franzini, sindaco di Palanzano)

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9 Commenti

  1. Complimenti per l’analisi, Lino. Gli ambientalisti come al solito per opporsi a queste opere dimostrano completa ignoranza tecnica e tirano in ballo argomenti che non c’entrano niente. Stanno nel loro ufficio di città a pontificare sulle sorti della montagna, ignorando chi ci vive e chi i problemi li vive sulla propria pelle, a scrivere utilizzando energia elettrica della quale non hanno la minima idea da dove venga e non sapendo che se non fosse per le grosse dighe non avrebbero neanche la luce, nelle loro case di città. Anche dal punto di vista ambientale questa diga può portare solo del bene, l’alternativa è una distesa di sassi – senza vita – da giugno a ottobre. Ora però penso che si debba passare ad una fase più concreta: chi può realizzare quest’opera? Dove trovare i finanziamenti? A chi fare appello? Credo ci sia bisogno di una spinta unita di tutta la politica locale.

    (FD)

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  2. Fortunatamente è arrivata una adeguata risposta all’indecente serie di stupidaggini scritte dalle associazioni ambientaliste nel comunicato in questione, nel quale non compaiono altro che inesattezze, inaccettabili semplificazioni e soprattutto diversi confronti strampalati del tutto fuori luogo, forse ideati pensando che i lettori siano del tutto incapaci di portare a termine un ragionamento razionale. Eppure di argomenti seri e razionali ce ne sarebbero anche per il fronte ambientalista, senza ridursi ad obiezioni di quel tipo che molto ricordano i toni da campagna elettorale a cui purtroppo ci siamo abituati.

    (D.M.)

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  3. Io signor Lino non la conosco e non so nemmeno a che schieramento politico appartenga (il che potrebbe essere discriminante per alcuni), ma la ringrazio infinitamente per il suo intervento tecnico/chiarificatore, anzi, data la sua competenza le chiedo di intervenire ogni qual volta vengono fatte considerazioni o critiche prive di ogni fondamento tecnico/oggettivo e chi non sa e non è preparato sulla materia deve tacere e non dare aria alla penna per la sola voglia di protagonismo. Grazie.

    (F.b.)
    P.S. Chi è ignorante come me su questa materia e legge cose scritte da soggetti che non sanno, ma ignorano, si fa una opinione sbagliata sulle cose ed è la verità che deve vincere.

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  4. A una Signora che colleziona sassi a forma di cuore che raccoglie nel letto del fiume Enza, che fu ospite di un articolo apparso sul vostro giornale, chiesi se era favorevole o contraria alla realizzazione della diga di Vetto e lei mi rispose che non aveva una posizione. Allora le dissi che se fosse stata realizzata la diga i sassi in quel tratto di fiume sarebbero stati sommersi dall’acqua trattenuta nel bacino della diga. Sentendo ciò lei mi disse: “allora sono contraria!” Credo che il motivo più serio per essere contrari fosse proprio lei ad averlo. Non si capisce perché se le dighe sono così dannose per l’ambiente, come sostenuto da certi pseudo ambientalisti, dalle altre parti si continui a costruirle mentre le altrui esperienze dovrebbero sconsigliarle. Né si capisce quali sarebbero le alternative più “ecologiche” per produrre energia elettrica: il nucleare?, bruciare combustibili fossili?, il petrolio?; oppure rinunciare all’energia elettrica e ritornare a un livello di civiltà preindustriale visto che il fotovoltaico, l’eolico, il solare termodinamico da sole non bastano a meno di “piastrellare” una consistente parte della superficie terrestre, comprese le aree coltivabili, con pannelli di vario tipo. Se da un lato con il miglioramento, l’evoluzione, l’ottimizzazione delle tecnologie si può ottenere una diminuzione del fabbisogno di energia elettrica (insieme a comportamenti e stili di vita più corretti, cose più ardue da ottenere), la domanda di energia elettrica, dovuta allo storico andamento evolutivo delle cose e a un maggior numero di persone richiedenti, tenderà ad aumentare. Perché, insieme agli altri sistemi, dove possibile, non utilizzare quella che in Fisica viene chiamata Energia Potenziale tramite le dighe? Vorrei sottolineare che l’Energia Potenziale è una di quelle che presenta meno “effetti collaterali”.

    (Roberto Pastorelli)

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  5. Franzini, vorrei un chiarimento. Premettendo che sono dalla sua parte, come mai quando l’Enel voleva rifare la diga del lago Ballano (bacino idrografico dell’Enza) gli enti locali (Parco, Comune di Monchio) hanno messo in tutti i modi i bastoni tra le ruote all’azienda mandando poi in un nulla di fatto il progetto di recupero dello sbarramento? Ripeto che oltre alle parole bisogna darsi da fare con i fatti.

    (FD)

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  6. Franzini dice pane al pane e vino al vino, non si inventa nulla, dice cose corrette sotto ogni aspetto. Mi sorprende la foto che viene messa come ricostruzione della diga di Vetto; chi ha fatto questa ricostruzione è fuori di testa; vorrei un nome e un cognome di chi ha fatto questa montatura; a parte che il versante a valle nelle dighe in inerti naturali è inerbito, una diga non può terminare come appare in questa foto; ho visto la diga di Vernago ma non assomiglia lontanamente allo scheletro che si vuole far apparire in questa foto; lo sbarramento che ho visto io sembra un prato, posso mandare la foto della diga di Vernago o andate a vederla su internet.

    (Pierluigi)

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  7. Caro Lino, complimenti per l’ennesima esauriente spiegazione che hai dato ma, come ben sai non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire. Se è vero che il tempo è galantuomo, mi auguro vivamente che prima o poi tu possa avere soddisfazione. Per quanto riguarda gli ambientalisti beh, che dire, definirli venditori di fumo è il minimo.

    (Ivano Pioppi)

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  8. Egregio signor FD, il Ballano e il Verde se fossero “invasati” come si dice in gergo tecnico, sarebbero una grande risorsa energetica per tutti, furono realizzati a tale scopo, ma ora sarebbero anche una risorsa idrica e lavorativa per la montagna e per la pianura. Enel fece la progettazione per il rifacimento dei due sbarramenti in quanto gli attuali non rispettano più le norme di sicurezza imposte dalle leggi vigenti; l’importo dei lavori mi risulta fosse di circa 13 milioni di euro; un’opera notevole per i nostri territori montani, dove opere consistenti non si eseguono più. Un progetto di questo tipo ha avuto sicuramente un costo notevole e generalmente non si fa un progetto di questo tipo per poi cestinarlo. Le cause e le polemiche conseguenti alla mancata realizzazione di queste due bellissime opere sono state tante; la versione ufficiale, sostenuta da qualcuno, fu quella dei cambiamenti al vertice Enel; ma le vere motivazioni per cui Enel rinunciò al progetto non è dato a sapersi. Credo che quando Enel propose queste opere, se tutti, Comuni, Parchi e enti pubblici avessero dato un piccolo contributo nel limite delle loro possibilità; ora forse il Ballano e il Verde sarebbero due splendidi laghetti da oltre un milione di metri cubi cadauno. Ma a parte la bellezza dei laghi, avrebbero consentito la “regimentazione” delle acque e la centrale Enel di Rigoso avrebbe avuto acqua costante; con l’acqua fluente non potrà mai funzionare, le turbine della centrale Enel di Rigoso hanno bisogno di un flusso costante di acqua di almeno 300 litri al secondo e solo una sbarramento può garantirlo e non certo l’acqua fluente che entra ed esce e ora questa centrale è ferma, una perdita enorme; ma ora Enel toglierà i suoi guardiadighe dal Ballano e sembra abbia già affidato questo compito ad un istituto privato, altra perdita per la montagna. L’unica speranza per la montagna reggiana e parmense resta la diga di Vetto; un’opera progettata, appaltata e iniziata; sospesa e mai ripresa e la grande Valle dell’Enza, la culla del Parmigiano Reggiano, sta morendo a causa di qualcuno che rema (non nell’acqua) contro l’unica vera opera che può garantire un futuro ai paesi montani: acqua all’agricoltura e sonni tranquilli a Lentigione, Sorbolo e Brescello.

    (Lino Franzini)

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  9. L’analisi descritta dal sindaco Lino Franzini è certamente un documento di un grande valore tecnico ed economico. Trascurarlo rappresenterebbe un grave errore. Il mondo politico ed economico dovrebbero pertanto attivarsi immediatamente. Pensiamo alla ridicola affermazione, più volte riscontrata, di “un mondo che muore di sete” quando colpevolmente trascuriamo di conservare al meglio una risorsa primaria come quella dell’acqua. Chissà, se si riuscisse ad organizzare una sorta di petizione con la raccolta di un rilevante numero di consensi forse (…perdonate l’ingenuità) potrebbe essere la modalità per smuovere le scelte decisionali.

    (Ing. Manlio Bottazzi)

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