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“Ecco perché il Perdono di Canossa è ancora attuale”. Dal 27 gennaio 3 giorni di iniziative

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Si apre sabato 27 gennaio a Canossa il calendario degli eventi inteso a celebrare il 941° anniversario dello storico incontro del gennaio 1077 fra Gregorio VII ed Enrico IV alla presenza di Matilde, ricordato con il nome di “Perdono di Canossa”.

Le iniziative sono organizzate dal Comune di Canossa, con l’Associazione Matilde di Canossa – Castello e Museo Nazionale di Canossa, Contrade Canossane, Deputazione di Storia Patria - Sezione di Reggio Emilia, Società Reggiana di Studi Storici.

Sabato 27 gennaio alle ore 16 nel Teatro Comunale a Ciano d’Enza, conferenza “Il perdono di Canossa: il ruolo delle donne” ; relatrice Tiziana Lazzari docente dell’Università di Bologna, che ha studiato la storia delle donne della famiglia dei Canossa.

Seguirà un momento dedicato a ricordare la storica visita del Cardinale Joseph Ratzinger, futuro papa Benedetto XVI, in visita a Canossa il19 aprile 1971.

Domenica 28 gennaio alle ore 11 l’incontro è alla rupe di Canossa, luogo in cui avvenne lo storico avvenimento. Dopo il saluto delle autorità inizierà la salita verso il castello, accompagnata dalle letture di Ercole Leurini nelle vesti del monaco Donizone. Nell’area monumentale, prenderà vita l’episodio del gennaio 1077.

Venerdì 2 febbraio, nel Teatro Comunale a Ciano d’Enza, convegno di studi che presenterà una sintesi delle ricerche e della campagna di scavi condotta ai piedi della Rupe dalla Soprintendenza Archeologica, dalle Università di Bologna e di Verona e dal C.A.I. Sezione di Reggio Emilia.

Gli eventi si propongono - come scrive l’assessore alla Cultura Clementina Santi - questo duplice obiettivo: raccontare ancora una volta i giorni del Perdono, che coincide con il Giorno della Memoria, ma anche portare, con un convegno di studi, un contributo di informazioni e di ricerche per la conoscenza di un luogo e di un evento che hanno segnato la storia dell’Europa, coinvolgendo in particolare i giovani e le scuole in un progetto, quello degli scavi, che si protrarrà per ben 8 anni.

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6 Commenti

  1. Non sono un esperto di Storia, e mi scuso pertanto per le eventuali inesattezze o imprecisioni, ma non riesco a vedere come possano accostarsi quelle tre giornate del 1077, qui definite giorni del Perdono, col Giorno della Memoria, anche perché allora, ossia quasi mille anni fa, si trattò, per quel che posso capirne, di uno scontro tra poteri, tanto che la contesa fra le parti riprese di lì a poco, con alterne vicende, il che mi sembra essere cosa alquanto diversa rispetto a quanto si vuole ricordare nella ricorrenza del 27 gennaio (pur se come dicevo non sono molto ferrato in materia, ed esprimo pertanto una semplice riflessione). Per il resto, riproposizione e approfondimento di fatti storici sono sempre utili ed istruttivi, specie se accaduti vicino a casa, vuoi perché ci aiutano a comprendere meglio l’evolversi della nostra società e della nostra organizzazione sociale, fino ad arrivare ai giorni attuali, vuoi per poter fare un confronto tra passato e presente ma, riguardo all’attualità di quell’evento, di notevole ed indiscutibile portata, non mi pare semplice proiettarlo sull’oggi, ossia attualizzarlo, dal momento che all’epoca la Chiesa esercitava già, per quanto ne so, il cosiddetto potere temporale (nel senso che il “contesto” era piuttosto diverso da quello dei tempi nostri).

    (P.B.)

  2. “…dal momento che all’epoca la Chiesa esercitava già, per quanto ne so, il cosiddetto potere temporale (nel senso che il “contesto” era piuttosto diverso da quello dei tempi nostri)…”, beh, una veloce lettura, anche in versione Bignami, della vita “apostolica” del Cardinal Marcinkus, qualche dubbio lo lascia nel datare la fine del potere temporale di Santa Romana Chiesa con Gregorio VII.

    (Mv)

  3. Pensavo che la fine del potere temporale della Chiesa fosse arrivata nel 1870, con la breccia di Porta Pia, ossia circa ottocento anni dopo il papato di Gregorio VII, ma “Mv” sembra dirmi che non è così, il che significa che sarei piuttosto scarso in “Storia” (forse).

    (P.B.)

  4. Mi è già capitato su questo giornale, signor P.B., di doverLe dire che sono un vecchio e che il ping-pong non è più il mio gioco, ma, visto che si citano date ne voglio citare una anch’io e successiva alla Sua. Cito: “l’ 11 febbraio 1887 – Papa Leone XIII istituisce la “Commissione Cardinalizia ad pias causas” con un proprio regolamento”.- Fine della citazione -. E’ sola la prima tappa dell’ Istituto per le Opere di Religione (IOR), la banca vaticana. Non conosco la Storia, figuriamoci se penso di poterla insegnare, ma considero una banca “potere temporale”. Tutto qui.

    (mv)

  5. Pure io, sig. ”mv”, non sono più in verde età, ma credo che un po’ di ping-pong ce lo possiamo ancora permettere, vuoi perché un certo qual contraddittorio a mio avviso non guasta, o perlomeno ci può stare – pur se non può andare avanti all’infinito, e va dunque poi interrotto – vuoi perché, ma qui esprimo a livello del tutto personale, lo preferisco alla prassi di esporre le proprie idee in modo apodittico, come se fossero la “verità”, senza quindi accettare alcun confronto (e quindi ignorando totalmente ciò che gli altri possono scrivere di diverso rispetto al nostro pensiero). Cordialità.

    (P.B., 31.1.2018)

  6. Già che si scrivono commenti sotto ad un articolo impaginato in “Cultura” mi crea un certo imbarazzo, un imbarazzo maggiore lo provo nel trovarmi coinvolto in sorta di partner sparring, quasi preso a pretesto, per esporre un altro pensiero. Non ho, e non ho mai avuto la presunzione o forse l’arroganza, di coinvolgere altri in un dialogo che, appunto, non cerco. Espongo le mie idee, gli altri ne facciano l’uso che credono, non ho verità, ma solo un vissuto. Pertanto, signor P.B., la lascio ai suoi esercizi di palestra intellettuale. Perdoni ciò che Le può giungere scortesia, ma che io chiamo chiarezza.

    (mv)

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