Telecamere a Valestra e una soluzione (dibattuta) per l’Asp: incontro coi cittadini

L’altra sera a Valestra l’amministrazione comunale di Carpineti ha incontrato i cittadini per illustrare gli investimenti in zona in programma per il 2018. I presenti all’incontro hanno manifestato un particolare interesse al programma di istallazione di telecamere di controllo e hanno ascoltato con attenzione l’esposizione del sindaco Tiziano Borghi che ha illustrato i punti di istallazione e le tecniche di funzionamento. La rete di copertura non appena sarà integrata con quella del comune confinante di Baiso, rappresenterà una blindatura totale per le abitazioni di Bebbio, Casteldaldo e Valestra nel senso che tutti i veicoli che accederanno in queste frazioni o usciranno da esse, saranno ripresi da una telecamera.

Enrica Costi, assessore, Giuseppe Stiscia comandante della stazione di Carpineti, Tiziano Borghi, sindaco, Mirco Costetti, vicesindaco

È intervenuto poi il nuovo comandante della stazione dei Carabinieri di Carpineti, maresciallo Giuseppe Stiscia, che ha spiegato come le riprese delle telecamere siano un importante ausilio per le loro indagini e investigazioni.  Ha poi richiamato l’attenzione ad effettuare una difesa passiva delle casa con inferiate, porte blindate e cancelli, prestando attenzione di mantenere sempre chiuse a chiave le porte, comprese quelle delle auto parcheggiate nel proprio cortile o nel proprio garage.

Infine il maresciallo ha dichiarato che anche un sistema di controllo del vicinato attuato correttamente dai cittadini è rilevante per un pronto intervento dei Carabinieri. È stato poi il momento del vicesindaco Mirco Costetti che ha spiegato il progetto per un nuovo impianto d’illuminazione, che in alcune parti integra l’esistente ed in altre sostituisce le parti obsolete. Costetti ha poi continuato elencando le strade nel versante di Valestra – Casteldaldo e Bebbio che saranno oggetto di manutenzione per un investimento che, sommato agli importi per le telecamere e l’illuminazione raggiunge la considerevole cifra di circa 400 mila euro. Il vicesindaco si è poi impegnato ad impiegare i ribassi d’asta sempre nello stesso versando intervenendo sulle strade rimaste fuori dal primo elenco. I presenti, pur manifestando grande soddisfazione per gli investimenti previsti dall’amministrazione comunale, non hanno potuto però mancare di esternare le loro preoccupazioni per la situazione della Discarica di Poiatica il cui studio di ripristino, commissionato dall’Atesir all’Univesità di Bologna, non è ancora stato illustrato ai montanari come promesso dalla Regione. Questa indeterminazione ha detto qualcuno, potrebbe rappresentare un preludio ad un prossimo tentativo di proposta di chiudere l’invaso creato artificialmente a Poiatica con dei rifiuti speciali. Il sindaco Borghi ha spieganto che le amministrazioni comunali, dell’Unione dei Comuni e della provincia si sono politicamente espresse contro la riapertura di Poiatica e che ciò rappresenta una buona garanzia. Borghi ha poi continuato portando l’attenzione sulle virtuosità della zona, come il premio ricevuto dalla latteria di Valestra per il miglior formaggio del mondo ottenuto da latte crudo. Questo premio, che sicuramente dovrà essere sfruttato – ha detto il sindaco, è una palese dimostrazione che la valle di Valestra non è solo Poiatica.

La seconda parte della serata è stata dedicata all’ipotesi di riorganizzazione dell’Asp don Cavalletti. La casa residenza anziani di Poiago ha una valenza distrettuale - che vuol dire che appartiene a tutti i comuni della montagna- e ha due gestioni, ha detto il sindaco. La gestione del primo piano è privata e quella del piano terra è pubblica. La gestione privata si autosostiene, quella pubblica tutti gli anni produce un disavanzo di circa 100 mila euro che devono essere ripianati dai Comuni, con la maggior parte a carico di Carpineti. Questo non è più sostenibile e i sindaci dell’unione, fermo restando il mantenimento della società pubblica per garantire il diritto acquisti dei lavoratori che comunque rimarranno sempre dipendenti della stessa, sono orientati per una gestione unica che non richieda risorse del bilancio corrente dei comuni.

In sintesi la proposta dell'amministrazione comunale è di mantenere il personale assunto come Asp (quindi contratto pubblico), pur affittando la gestione del piano terra a terzi (in modo da appianare il disavanzo e disporre di un introito che possa garantire l'avvio delle manutenzioni delle opere). Di altro avviso, invece, una folta rappresentanza di dipendenti dell’Asp don Cavalletti che sono intervenuti all'incontro assieme ad alcuni rappresentanti sindacali, Silvia Dallaporta (Cgil), Luca Ferri (Cisl Emilia Centrale) e al segretario del Pd di Carpineti, Dario Bottazzi con il Coordinatore del Pd della montagna che hanno fortemente e vivacemente contestato l’orientamento sul futuro del don Cavalletti illustrato dal sindaco Borghi. In sintesi: i sindacati, oltre ad richiedere la valutazione di economie di scala, chiedono che il tavolo tecnico convocato in materia possa farsi promotore di un incontro con altri assessorati e anche al governatore Bonaccini e di valutare la disponibilità di progetti e risorse pubbliche; in questo modo tutto il personale (anche della parte privata) potrebbe diventare pubblico. Dario Bottazzi, intervenuto assieme a Tirelli, è intervenuto e ha fatto pervenire ai media una nota dove contesta "la mancanza di dati disponibili in base al bilancio di preventivo e al bilancio di consuntivo dell’anno 2017. L’ultimo bilancio disponibile, che si riferisce al 2016, si è chiuso in pareggio. Il Comune ha, inoltre, commissionato uno studio chiedendo di affrontare il tema della ristrutturazione dell’Asp. Tuttavia si è chiesto al consulente di analizzare il tema un punto di vista meramente contabile, senza considerare la gestione della struttura e le opportunità di efficientamento dell’Istituto. Non si sono analizzati i processi, l’organizzazione, i centri di costo, e le possibili sinergie con le altre Asp del territorio - una critica in tal senso è stata espressa durante la riunione anche al presidente dell'Unione, Enrico Bini ndr. E' stata fatta anche la richiesta di un mutuo da sostenersi dalle amministrazioni comunali - . Di conseguenza le informazioni disponibili sono parziali e non sono sufficienti per decidere  futuro della struttura". E, in merito alle ristrutturazioni "per altre vie si potrebbero almeno trovare parte delle risorse necessarie alla ristrutturazione dell’Istituto.  Evidentemente è mancata la volontà". 

Alcune lavoratrici dell'Asp assieme a Silvia Dallaporta, Luca Ferri e Dario Bottazzi (foto Redacon)

Alla luce del disimpegno degli altri comuni dall'Asp, ma anche di improvvisi efficientamenti o risorse regionali, una soluzione potrebbe essere l'assunzione dei dipendenti dell'Asp, quindi, da parte dello stesso Comune che, però, così vedrebbe schizzare verso l'alto i costi di bilancio. In conclusione Bottazzi e Tirelli esprimono "forti preoccupazioni per il futuro delle lavoratrici e dei lavoratori perché l'amministrazione non sembra avere una visione chiara e documentata degli effetti  che, con una scelta di privatizzazione, subirà la rete dei servizi agli anziani della montagna",  il sindaco ha replicato che i dipendenti, in questo passaggio, non perderanno un solo euro e rimarranno comunque assunti all'Asp stessa. 

AGGIORNAMENTO - E ci giunge anche una nuova replica di Guido Tirelli,  Coordinatore di Zona del Pd: "La nota del Sindaco di Carpineti Borghi sul futuro dell'Azienda Servizi alla Persona Don Cavalletti è la dimostrazione che la sua amministrazione non è in grado di affrontare problemi complessi e cerca di descrivere una situazione come ineluttabile, a tinte fosche, per imboccare la scelta più semplice: la privatizzazione. Oggi Borghi non è nelle condizioni di dire nulla di definitivo rispetto alla sostenibilità economica dell’Istituto Don Cavalletti. Non sono disponibili il bilancio di preventivo 2017, il bilancio di consuntivo 2017 e l’ultimo bilancio disponibile è del 2016, che era miracolosamente in pareggio. Non c'è un progetto che definisca urgenza e costi dei lavori di adeguamento strutturale in ASP. Se davvero c'è un rischio sismico per la incolumità di ospiti e lavoratori lo si dica chiaramente e gli sia dia la massima urgenza di soluzione.  Quando arriverà il bilancio 2017 dovremo analizzarlo per capire la situazione e le linee tendenziali. Ma l’amministrazione dovrà spiegare, come a fronte di una situazione cosi critica, ha lasciato l’ASP Don Cavalletti senza un direttore per quasi 6 mesi dall'agosto 2017 in poi.  Vogliamo poi smentire Borghi anche sul tema del mantenimento dei diritti acquisiti delle lavoratrici e dai lavoratori di ASP. Borghi promette che non si perderanno posti di lavoro, e assicura che il Comune integrerà gli stipendi, essendo il contratto del privato peggiorativo. Questa però è la promessa di un sindaco ad un anno dal voto, e lo stesso Borghi ha dovuto ammettere che non può dare nessun tipo di assicurazione per gli anni a venire. Questo ci preoccupa molto perché tocca occupazione femminile in un territorio debole come la montagna. Infine, vogliamo manifestare la nostra forte contrarietà alla decisione unilaterale della proprietà di interrompere ogni trattativa a livello locale con i sindacati. I problemi di organizzazione dell’ASP Don Cavalletti devono essere risolti localmente in un confronto fra proprietà e parti sociali. Chiudere la discussione a livello locale testimonia la mancanza di ogni interesse nel cercare soluzioni e manifesta la debolezza di questa amministrazione nel ragionare per la definizione di servizi associati a livello distrettuale, in tempi in cui il numero degli anziani cresce sempre più, specialmente in montagna. Il Pd della zona montana considera prioritario il tema del mantenimento di una componente pubblica nella rete dei servizi socio-assistenziali del distretto e l’Unione dei Comuni ha la responsabilità di progettare ed attuare una rete di servizi alla persona, che integri pubblico, privato, cooperative di comunità, associazioni e volontariato con la idealità di una risposta ai bisogni efficace ed efficiente. Di conseguenza, terremo alta l’attenzione sul tema e organizzeremo iniziative per informare compiutamente la cittadinanza sulla situazione che si è venuta a creare, sulle alternative alle proposte di Borghi e sul percorso che si dovrebbe invece seguire per giungere a soluzioni responsabili e condivise".

 

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2 Commenti

  1. Scusate ma non capisco come sia possibile che, un azienda privata, si prenda in carico una struttura che (dicono) lavora in perdita da anni garantendo nel contempo il posto di lavoro al personale e i propri giusti diritti, la medesima qualità del servizio dato agli ospiti e nel contempo pagare un affitto al comune e riuscendo lo stesso a guadagnarci ?! O fanno i miracoli o i conti non tornano.

    (Alessandro)

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  2. Vorrei capire…….60…..80……ORA….100 il disavanzo?
    Non capisc;,se l’ASP nel 2016 ha avuto un pareggio di bilancio, il bilancio del 2017 non è ancora stato fatto e nemmeno una previsione del bilancio 2018 come si fa a sapere che negli anni a venire ci sarà un disavanzo di 60/80/100 mila euro?
    Poi…ora mi risulta che in struttura ci sono dipendenti di cooperativa e dipendenti pubblici e non possono lavorare insieme,se in un futuro l’ASP sarà data tutta in gestione alla cooperativa questi dipendenti come possono lavorare in un futuro insieme? (visto che il Sindaco Borghi ha detto che il contratto dei lavoratori pubblici rimarrà così fino alla loro pensione?).
    Siete andati in regione e avete lavorato molto per trovare soldi per asfalti,luci,ecc,ecc;solo per l’ASP non siete riusciti a trovarli? Forse avete sbagliato ufficio?
    Poi…….non ho capito molto, forse non eravamo attenti; il paragone che lei ha fatto con l’ASP e l’allevamento e/o la produzione di latte tra le mucche rosse e le mucche frisone, me lo può spiegare!!!!?
    Avrei altre cose da dire ma è meglio che mi fermo qui,visto che nelle prime riunioni lei aveva speso parole diverse con i dipendenti e ora se le sta rimangiando tutte,non ho parole.
    Cordiali saluti

    (Un montanaro, un suo paesano.)

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