Cinghiali misure concrete per contenere i danni: la nota di Coldiretti e la risposta di ATC4 Montagna

 

«Per risolvere il problema della presenza dei cinghiali nelle zone collinari – dichiara Assuero Zampini, direttore Coldiretti di Reggio Emilia – è necessario intervenire sul numero dei capi presenti in montagna».

È da tempo che la Coldiretti reggiana ha denunciato l’emergenza provocata dalla considerevole presenza dei cinghiali nei territori montani e collinari dove gli agricoltori, ormai esasperati, trovano il raccolto distrutto.

Coldiretti ha da tempo segnalato all’Atc4, Ambito territoriale di caccia montagna, la grave situazione di danni estesi anche ai territori collinari sia per il settore agricole sia per la sicurezza dei cittadini chiedendo azioni di contenimento con azioni specifiche di selezione.

«Intanto cogliamo con favore lo stanziamento di fondi per la manutenzione degli impianti di prevenzione e recinti sulle semine – continua Zampini. Ad esempio la Germania per  tutelare la salute degli allevamenti e impedire la diffusione di malattie dagli animali selvatici a quegli allevati ha intensificato la caccia al cinghiale innalzando a 80mila i capi da abbattere all’anno finanziando gli abbattimenti».

Il problema dei selvatici è stato sollevato e presentato dagli agricoltori anche all’incontro con il Ministro Delrio per rimarcare la necessità di interventi urgenti che ha raccolto e condiviso.

Se i prati coltivati continueranno ad essere gravemente danneggiati dai cinghiali e dagli altri ungulati il rischio è che le aziende agricole non riescano ad arrivare alla produzione del 50% di foraggio aziendale così come richiesto dal nuovo disciplinare del Parmigiano Reggiano, pensato appositamente per incrementare il legame tra prodotto e territorio.

LA RISPOSTA DI ATC4 MONTAGNA

Prendo spunto dalle parole del Direttore Coldiretti Assuero Zampini per informare il mondo agricolo e non solo, di quanto ATC RE4 sta proponendo in favore delle aziende agricole ritenendole una componete essenziale per la tenuta ambientale e sociale del nostro territorio.

Il 14 dicembre scorso l’ATC RE4 ha approvato nell’assemblea di bilancio di previsione 2018 una quota di 170 mila euro da destinare agli interventi in agricoltura.

In questa somma sono ricomprese le spese dedicate al lavoro di prevenzione, la contribuzione dei danni agricoli e il ripristino degli habitat.  All’interno di questi capitoli sono previste somme per il sostegno alla prevenzione e ad altre forme innovative di incentivo per le Aziende agricole del territorio.

Questa è la parte economica del nostro impegno al quale si affianca il lavoro altrettanto importante che è costituito dal prelievo e dal controllo delle specie impattanti sull’agricoltura.

Per quanto riguarda il cinghiale, l’ATC ha intenzione di aumentare i prelievi, incentivando la caccia di selezione in alternativa alla rotazione ritenuta dalle squadre stesse problematica da realizzare nel nostro territorio.

Un risultato adeguato per l’agricoltura lo si potrà raggiungere solo con il coinvolgimento, oltre che dell’ATC RE4, di tutti i gestori dei territori di un area più vasta.

La stessa ATC RE4 ha organizzato in data 20 dicembre 2017 un incontro con la Regione Emilia Romagna, il Parco Nazionale e le Associazioni agricole per caldeggiare questo approccio.

L’ATC fin da allora ha proposto di modificare le regole di intervento, aumentando il numero delle giornate di caccia e la mobilità delle squadre, anche in presenza di neve (attività praticata in passato e ora più che mai necessaria).

Lo stesso Parco Nazionale, dimostrando una apprezzabile disponibilità sull’argomento, si è fatto carico di presentare una proposta per una gestione innovativa sul cinghiale.

Da allora siamo in attesa di novità sulla questione da condividere con le associazioni e le aziende agricole.

Ho ritenuto utile intervenire nella convinzione di aggiungere ulteriori elementi su quanto dichiarato dal direttore e informare così gli agricoltori.

Presidente ATC RE4 Montagna

Roberto Pagani

 

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