Ostetricia dell’Ospedale S. Anna / Note del Comitato “Salviamo le cicogne”, di Robertino Ugolotti e di Gabriele Delmonte

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Continuano a fioccare le reazioni all'episodio della donna gravida di Gatta che l'altra sera è stata trasportata a Reggio mancando ora nel territorio i servizi sanitari adeguati ed indispensabili. A maggior ragione vedendo dal vivo qual è la promessa sicurezza. Le proponiamo di seguito.

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A seguito del grave episodio di sabato notte che mette in evidenza come il tanto famigerato protocollo pre/post partum lascia scoperto in maniera inequivocabile il momento del parto, cioè il momento per la cui maggior sicurezza della mamma e del bambino è stato chiuso il punto nascita dell'ospedale Sant'Anna, il Comitato "Salviamo le cicogne" chiede:
- la riapertura del punto nascita senza il quale non si è in grado di mantenere intatti i servizi sanitari di base, come dimostrato dalla soppressione della reperibilità ginecologica;
- che i sindaci dell'Unione, in questa occasione, si facciano finalmente carico di questa richiesta e riprendano il discorso dal punto in cui lo hanno lasciato la sera del consiglio dell'Unione il 18 febbraio quando è stato ritirato il nostro odg sulla richiesta di riesame, con la promessa di rielaborare la richiesta in maniera consona per poter essere presa in considerazione dalla Regione, odg che ricordiamo essere stato bocciato in consiglio comunale a Castelnovo con i voti contrari della maggioranza tutta compatta e le opposizioni invece favorevoli;
- alla Provincia di affiancarli in questo percorso e di trattare la montagna come parte integrante della stessa e non solo un luogo per fare passeggiate e foto;
- alla Regione di inoltrare al Ministero la richiesta di riesame della chiusura supportandola con la messa in pratica di sostenibilità economica per la turnazione reale dei medici e professionisti sanitari tra Sant'Anna e Santa Maria, pratica mai effettivamente messa in essere;
- che l'Ausl, non riuscendo a garantire il trasporto delle gravide negli stessi tempi di percorrenza che garantisce ad un infartuato, cioè 30/35 minuti dal momento della sua stabilizzazione in ppi a Castelnovo, a Reggio Emilia ospedale di riferimento, o di qualsiasi altro malato, di attivare le nomine delle figure professionali sanitarie per creare le condizioni per la riapertura;
- ai nuovi parlamentari eletti che cambino questa assurda legge (patto Stato Regione 2010) che penalizza i territori montani e periferici relegando le popolazioni ivi residenti a cittadini senza diritti sanitari sanciti dalla Costituzione, e in particolare alla deputata Incerti, se pensa ancora che è principalmente una questione di parametri di sicurezza e se la risposta è sì, chiediamo se pensa che così sia garantita la sicurezza;
- se possibile di non dover sentire più discorsi come quello dell'assessore pari opportunità del Comune di Castelnovo Sabrina Fiori (nonché responsabile infermieristico e tecnico dipartimento infermieristico dell'ospedale Sant'Anna di Castelnovo): "scenari apocalittici ed eccessivi... l'emergenza urgenza sarà potenziata ad un livello che nessun ospedale avrà e nessuno intende lasciare a loro stesse le donne del nostro territorio, che dovranno sentirsi sicure" perché ciò è stato largamente disatteso;
- che i figli che le donne della montagna portano in grembo non siano più considerati " preziosi fardelli " ma esseri umani;
- le dimissioni di tutti coloro che in qualsiasi forma hanno permesso la chiusura del punto nascita di Castelnovo ne' Monti perché non sono stati in grado di attuare procedure alternative altrettanto sicure alla sua soppressione.

Ed infine il comitato si pone una domanda: cosa succederà quando, dopo aver delegato le emergenze ed urgenze ai trasporti su ruote, che è evidente siano più fattibili di quelli in volo, ci si renderà conto che anche questo sistema non sarà  sostenibile per via dei parametri sulle ore di guida a cui devono sottostare gli autisti delle assistenze? O in questo caso i parametri saranno abbassati? Davvero si vuole una sanità in montagna dove è il personale volontario a macinare km su km portando su e giù i malati, urgenze ed emergenze?

Il Comitato "Salviamo le cicogne" augura buon lavoro e nell'attesa continuerà ad informare.

(Comitato "Salviamo le cicogne")

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Il nostro gruppo consigliare “Progetto per Castelnovo ne' Monti” nel consiglio comunale dove si discutevano i due ordini del giorno, uno del comitato “Salviamo le cicogne “e del gruppo di "DI.NA.MO.", mentre ha votato l’odg delle "Cicogne" ha votato contro  all’idea che il Comune dovesse ricorrere al Tar contro la chiusura del punto nascita dell’Ospedale S. Anna, come il comitato "DI.NA.MO." aveva proposto e caldeggiato, ritenendo da parte nostra che si trattasse di questione politica, dal momento che la scelta di chiudere quel reparto era stata presa della Regione, e doveva pertanto essere la politica governante a trovare la giusta soluzione, ivi compreso un ripensamento, con annessa  retromarcia,  riguardo a tale sua decisione.

Per la stessa identica ragione non possiamo in alcun modo condividere l’attuale iniziativa del sindaco che si rivolge ai Carabinieri per sapere come sono andate le cose, quando anche in questo caso sono i governanti regionali da dover essere chiamati  in causa; e non ci piace affatto vedere la politica che rinuncia al proprio ruolo e coinvolge invece le forze dell’ordine, quasi che la individuazione di un “colpevole”, in questa spiacevole ed indesiderabile circostanza, fosse risolutiva per dar risposta ai problemi sorti con la chiusura del punto nascita.

Ma c’è un altro aspetto per noi parecchio preoccupante, rappresentato dal fatto che il sindaco, con questa sua iniziativa, sembra non fidarsi del comunicato con cui l’Azienda Usl ha rendicontato la tempistica dell’accaduto, rendiconto sul quale non entriamo nel merito, ma non possiamo nondimeno astenerci dal formulare una domanda o considerazione: se il sindaco non si fida di quanto dice in proposito l’Azienda USL vuol dire che anche noi ne dobbiamo diffidare rispetto a quanto l’ente sanitario reggiano ci ha detto in passato o ci dirà in futuro riguardo al futuro del nostro ospedale? (Se così fosse saremmo messi veramente male!).

(Robertino Ugolotti, consigliere comunale)

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“E' inaccettabile la vicenda accaduta sabato scorso a Castelnovo ne' Monti, dove una partoriente è rimasta invano in attesa dell'elisoccorso prima di essere trasferita con l'ambulanza all'ospedale S. Maria Nuova di Reggio. Occorre ripristinare immediatamente la guardia ginecologica 24 ore su 24 al nosocomio S. Anna di Castelnovo Monti”.

E' quanto chiede il consigliere regionale della Lega, Gabriele Delmonte, che oggi ha presentato un risoluzione che impegna il governo Bonaccini anche “a valutare le soluzioni messe in atto da altre regioni che, come quella emiliano-romagnola, avevano inizialmente soppresso i 'punti nascite' dei presidi più isolati, salvo poi riaprirli una volta acclarato come tale servizio fosse indispensabile per le comunità e insostituibile con alcun altro mezzo”.

“La ragazza che sabato stava per partorire ha dovuto patire sofferenze lancinanti per circa due ore, da quando, lanciato l'sos al 118, è stata prima soccorsa da un'ambulanza, che l'ha portata invano nella piazzola dove era previsto venisse presa in carico dall'elisoccorso, e dunque, solo dopo una inutile attesa, è stata trasportata con la medesima ambulanza all'ospedale S. Maria Nuova”, spiega Delmonte.

“E' assurdo, demogogico e quanto mai distante dalla realtà il modello sanitario della giunta guidata da Stefano Bonaccini che si fa bella delle numerose piazzole destinate all'atterraggio degli elicotteri destinati all'elisoccorso e non si cura del fatto che l'unica base regionale (quella di Bologna) che gestisce le richieste di emergenze sanitarie notturne abbia elicotteri fuori uso per avaria. La tragedia sfiorata di sabato scorso dimostra, in ultima istanza, che il nostro sistema sanitario regionale, dietro ad una facciata di inutile eccellenza, nasconde criticità sostanziali gravissime”, conclude il consigliere leghista.

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18 Commenti

  1. Non ho mai visto tanta insicurezza per partorienti e nascituri come da quando è stato chiuso il punto nascita per motivi di sicurezza!

    (G.)

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  2. Io invece non ho mai visto così tanto attivismo politico e istituzionale da quando il punto nascite è stato chiuso. Troppo tardi! Bisognava muoversi prima e ancora ribadisco che dei buoni amministratori locali avrebbero dovuto portare a Castelnovo ne’ Monti, all’inizio delle discussioni, il presidente della Regione o quantomeno l’assessore alla Sanità che non vi ha mai messo la faccia. Pretendendoli. Minacciando allora le dimissioni, portando in regione cittadini e comitati. Ma tant’è…la politica è questa e ancora una volta brindiamo al 4 marzo e pensiamo alle prossime amministrative e regionali.

    (C.S.)

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  3. Io sto con le cicogne!

    (MA)

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  4. 1) Convertire Scandiano e Montecchio in presidi per sole attività programmate e selezionate;
    2) destinare risorse economiche e di personale a Castelnovo ne’ Monti, ASMN e Guastalla.
    La razionalizzazione delle risorse e l’efficienza della sanità in provincia passano da questa scelta: coraggiosa, ma indispensabile. Se l’episodio di sabato si fosse verificato a Scandiano come sarebbe andata? Donna in ambulanza trasportata in 10 minuti a RE. Assistenza ottimale, nessun rischio nè polemica. Credo che una serena autocritica da parte di chi ha preso le decisioni che conosciamo ed un cambio di rotta con un minimo di disponibilità all’ascolto potrebbero essere una via di uscita ragionevole ad una situazione divenuta oramai di difficilissima gestione.

    (Carlo Boni)

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  5. Prendo atto, signor Ugolotti, che in tutti questi anni lei non ha mai messo un dubbio il “verbo” dell’Azienda USL. Non “saremmo”, siamo proprio messi male.

    (mv)

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  6. Un mio cugino giunto dagli Stati Uniti, nell’apprendere queste notizie, ha subito avuto parole di compiacimento per questi amministratori locali che si fanno in quattro per i propri cittadini, andando anche contro le istituzioni superiori (pur dello stesso schieramento politico). Quando invece gli ho raccontato il passato, a partire dalla bellissima e partecipata (fin troppo) fiaccolata e gli ho esposto i risultati raggiunti in tema di punto nascite da questa tenace classe politica, non ha capito più nulla ed è rimasto senza parole. I nostri dirigenti invece ne hanno ancora… delle parole, anche se, attenzione!!, il supremo Nicolini aveva chiesto silenzio!! (in sintesi dovevamo tutti stare zitti, che ci pensava Lui, a fare i c….i suoi per il bene della montagna. E vi ricordate quando il famigerato Genitoni aveva chiesto le dimissioni di tutti per dare un segnale alla Regione? Si era scatenata la caccia all’untore! Dopo le mie dimissioni, ero stato definito “molle”, il solito populista in cerca di consenso! Adesso stanno cambiando bandiera? Sono davvero diventati civici? Eh? Anche il senatore mancato fa il paladino del civismo? Forse che stanno sentendo che il carro vecchio cigola e “conviene” saltare su qualche altro carro (dopo tutto basta cambiare verniciatura). L’unico commento che mi sento di lasciare è: spero che la corsa (si fa per dire!) della donna gravida si sia risolta nel migliore dei modi e per i nostri politici… la vergogna per Voi è un eufemismo.

    (Dott. Cavana Roberto)

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  7. Caro Ugolotti, dopo 4 anni di finta opposizione ora anche lei esce allo scoperto e pone dei dubbi sul comportamento ambiguo di Bini e la sua inesistente giunta? Lei avrebbe potuto fare opposizione seria e concreta mettendo a nudo tutta questa congrega di arrivisti spocchiosi e pieni di sè in tantissime circostanze dove hanno fatto polemiche sterili e fini a se stesse, proclami caduti nel vuoto, progetti (pochissimi) rimasti nel cassetto per paura di sbagliare e perdere consensi. E lei perché non ha visto tutto ciò? Dov’era? Ora è tardi, vedremo se tutti questi consensi li avranno ancora.

    (PF)

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  8. Ringrazio il sig. M.V e il sig. P.F per le attenzioni che mi rivolgono, purtroppo essendo molti bravi alla tastiera del computer ma poco coraggiosi a farsi riconoscere, vorrei ricordare la finta opposizione, tanti sono i temi che abbiamo denunciato e affrontato, non nei modi che in tanti si aspettavano, può essere vero, ma proprio perché crediamo nel confronto, sono disposto e anche la lista lo farà pubblicamente a incontrare questi oppositori da tastiera ad entrare nel merito dei problemi. In attesa di incontrarci presto per il bene del paese io sono sempre a disposizione. Noi ci siamo sempre esposti, fatelo anche voi, il paese lo apprezzerà, l’invito vale anche per chi non condivide la nostra opposizione responsabile. Cordialità.

    (Robertino Ugolotti, consigliere lista civica “Progetto per Castelnovo ne’ Monti”)

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    • Signor Ugolotti, se tanti cittadini di Castelnovo la vedono così, invece di inveire su questa definizione di “leoni da tastiera” che le piace tanto, si chieda se lo specchio dove lei si guarda tutte le mattine non sia un po’ deformato…

      (F.D.)

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    • Gentile signor Ugolotti, La invito a leggere la Sua disponibilità ad un incontro come una forma di presunzione. Quale validità contrattuale può offrire se, dopo una vita in politica, questa montagna le ha riconosciuto 48 voti? Cinque anni fa, firmava i suoi commenti facendo seguire alla firma in calce “candidato alla Camera dei deputati”, quest’anno si è candidato al Senato; la vedo brutta, gli spazi si restringono, rimane solo il Quirinale.

      (mv)

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  9. Sono piuttosto distante dalle posizioni politiche di Robertino Ugolotti, con riferimento alle elezioni del 4 marzo, ed inoltre ognuno può naturalmente avere il proprio giudizio sulla opposizione da lui espressa nei quattro anni, ma su questo specifico argomento a me sembra – se non ne ho frainteso o dimenticato le parole, nella presente come in precedenti occasioni – che abbia sempre mantenuto una linea abbastanza precisa, ossia il ritenere che la questione andasse affrontata sul piano politico e che dovesse essere la politica governante ad assumersi la responsabilità delle decisioni prese, di fronte ai cittadini e quindi nei confronti del corpo elettorale.

    (P.B., 28.3.2018)

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  10. Chiediamo di tornare indietro al nuovo governo che si sta formando, dicono che vogliono il bene dei cittadini, quale miglior dimostrazione di ciò riaprendo il nostro e tanti altri punti nascita in Italia.

    (C219T)

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  11. Alcune precisazioni per chi continua a nascondersi dietro iniziali a me sconosciute. Parto dalle candidature: essendo così esperti avrete notato che quando ero candidato alla Camera credo di essere stato il 27 nella lista dell’UDC,quindi non certo con ambizioni di essere eletto. Questa volta, candidato al Senato, ero nella lista plurinominale, anche questa una posizione senza nessuna speranza di elezione. Sono uomo di partito e per spirito di partito ho dato la mia disponibilità scegliendo le formazioni politiche dove mi sono sempre riconosciuto cioè in partiti di centro.
    Altra precisazione: i miei voti pur se pochi hanno permesso a Civica Popolare di ottenere qui uno tra i risultati più alti della provincia.
    Chiedo scusa se posso apparire presuntuoso, ma davvero vorrei confrontarmi con chi è così attento a farmi le pulci ad ogni momento, perché si può sempre imparare e fare meglio.
    Rinnovo l’invito a vederci e confrontarci di persona.
    Da ultimo: a livello comunale la lista Civica Progetto per Castelnovo né Monti ha preso 508 voti pari al 8% dei voti ,mi dispiace ma fino alla fine della legislatura sarò consigliere comunale, se ci aiuterete a migliorare porte aperte, altrimenti portate pazienza e leggeremo sempre con grande rispetto i vostri commenti non firmati
    Cordiali saluti

    (Robertino Ugolotti consigliere lista civica progetto per Castelnovo ne)

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  12. I quarantotto voti citati da “mv” quale esempio di mancata riuscita elettorale mi fanno tornare alla mente i tempi andati, quando non erano in pochi ad entrare nella lista del rispettivo partito pur sapendo che molto difficilmente sarebbero risultati eletti, ma li animava lo “spirito di servizio o di bandiera”, e c’è chi lo ha fatto ogni qualvolta ne veniva richiesto, rendendosi sempre disponibile a detta “chiamata” (se per l’appunto fosse arrivata, e senza pensare all’esito personale, ossia ai voti che gli sarebbero arrivati). Nel senso che allora si “vinceva” oppure si “perdeva” in nome del proprio partito, mentre tutto o quasi pare cambiato con la personalizzazione della politica, e il rischio di poter uscire sconfitti dal confronto elettorale ha probabilmente fatto desistere dal presentarsi chi non se la sente di affrontare una tale eventualità, cioè la non elezione (il che non mi sembra un gran passo in avanti rispetto al passato, perché in politica, così come nella vita, bisognerebbe abituarsi pure alle “sconfitte”, anche se possono semmai “bruciare” un po’).

    (P.B., 29.3.2018)

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    • Ancora una volta uno spunto per evidenziare una distanza. Le sconfitte nella politica “possono semmai “bruciare” un po’”. Le sconfitte nel mondo reale, prima sono ferite, poi cicatrici. Non “bruciano un po’”, fanno male e nessuno “si abitua” ma continua a lottare.

      (mv)

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  13. Sig. Ugolotti, ci ha comunicato con orgoglio che resterà consigliere comunale fino alla fine della legislatura, tuttavia avendo raccolto voti per il Pd e per coerenza politica non dovrebbe passare in maggioranza con Bini e gli altri del PD? Se invece resterà all’opposizione la sua sarà vera opposizione?

    (Effeti)

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  14. Premetto che nelle occasioni delle elezioni politiche io non raccoglievo voti per il Pd ma per “Civica popolare”, partito di centro alleato con il Pd. Le elezioni politiche vedevano tre poli: il centro-sinistra, il movimento di Grillo e il centrodestra a guida Salvini, sia ieri che oggi a mio modo di vedere la coalizione di centrosinistra mi sembrava la mia collocazione dopo 5 anni di governo responsabile europeista, la coalizione migliore per la guida del Paese, a differenza della incapacità dei 5 stelle e il ritorno al populismo leghista, posizioni distanti dalla mia cultura politica. Lei mi chiede perché non mi sono dimesso da consigliere. Noi ci siamo candidati contro i 5 stelle e la giunta Bini perché credevamo e anche oggi non abbiamo cambiato opinione che non erano la soluzione per il cambiamento del nostro Comune. Guardando l’operato di questa giunta non possiamo che continuare a dare un giudizio negativo. La nostra opposizione repubblicana è sempre stata tesa a fare gli interessi del paese mai con posizione preconcette. Continueremo a fare opposizione vera come in questi anni, appoggiando i provvedimenti utili per i cittadini e denunciando come abbiamo sempre fatto le cose che non condividiamo. Le nostre posizioni sono sempre state chiare e denunciate, a partire dalla raccolta differenziata, dall’arredo urbano, dai numerosi interventi sul Ponte Rosso, sulla contrarietà della ristrutturazione del Centro culturale polivalente, dal depotenziamento del “Merulo”, dai voti contrari a tutti i bilanci comunali e i documenti di programmazione, dall’aumento della Tari e da tante altre interpellanze e da ultimo ricordo la vendita del Consorzio agrario. Lo abbiano fatto con fermezza, in modo civile e così continueremo a farlo. Ai cittadini come sempre spetterà il giudizio sul nostro operato. In attesa di incontrarci presto auguro Buona Pasqua.

    (Robertino Ugolotti, consigliere lista civica “Progetto per Castelnovo ne’ Monti”)

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  15. Non è inconsistente la domanda che si fa “Effeti”, quando si chiede se Ugolotti “non dovrebbe passare in maggioranza con Bini e gli altri del PD”, e quantunque l’interessato abbia già risposto con un preciso diniego al riguardo, non sarebbe comunque la prima volta che un esponente della minoranza consiliare entra in maggioranza, e se da un lato c’è chi bolla una tale eventualità come opportunismo, incoerenza, trasformismo, ad altri invece capita di promuoverla ritenendo che un siffatto “innesto” possa portare slancio e vigore ad una maggioranza divenuta semmai affaticata ed asfittica (non sono infatti da escludere maggioranze che dispongono di grandi numeri ma che difettano di iniziativa, o la perdono e si “spengono” durante il mandato).

    Al di là degli aspetti etici, che ognuno valuta ovviamente come crede, a me sembra che andrebbe distinto il caso di chi si “sposta” individualmente, per esclusive motivazioni personali, rispetto a chi lo fa invece col proprio gruppo di appartenenza perché in tal modo conta di poter “condizionare” la maggioranza originaria fino a realizzare parte del programma col quale detto suo gruppo si era presentato agli elettori, programma che diversamente resterebbe al palo (peraltro, l’obiettivo principale di una forza politica dovrebbe essere giustappunto quello di veder attuato il proprio programma, attraverso l’azione di governo, a meno di non sentirsi vocati al solo ruolo di oppositori, ruolo sicuramente importante ma oggettivamente “incompleto”).

    Nei tempi andati esistevano le cosiddette maggioranze variabili, che potevano vedere alleanze diverse a seconda dei livelli istituzionali, in funzione del programma che si intendeva perseguire – e all’epoca fu anche coniato un termine come “la politica dei due forni” – così come non esisteva ancora l’elezione diretta del Sindaco, bensì era il Consiglio comunale ad individuarlo, e nel corso del mandato consiliare poteva essere anche sostituito senza tornare al voto, se decideva da parte sua di dimettersi, per stanchezza o altro, oppure se veniva “sfiduciato”, e tutta questa “flessibilità” non era di certo esente da critiche, anche molto dure, ma aveva nondimeno portato a risultati tutt’altro che irrilevanti, specie se guardati col senno del poi (queste mie considerazioni esulano dal caso specifico, dal quale ho tratto semplicemente lo spunto per una riflessione).

    P.B.

    (P.B.)

    Rispondi

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