Gravida senza elicottero: “Dall’Ausl una presa di posizione intimidatoria”

Riceviamo e pubblichiamo.

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Una signora in stato di gravidanza che voleva velocemente capire la natura dei sintomi accusati per sapere se preoccuparsi o meno e quindi procedere a eventuali successivi interventi, si è trovata a dover aspettare su un'ambulanza, di notte, l’arrivo di un elicottero, che di solito è previsto per i casi più gravi, e che non è mai arrivato. Quindi è stata portata a 50 km di distanza per sapere dopo ore che non era nulla di preoccupante. Leggendo questa storia nessuno potrebbe immaginarsi che a pochi metri c’era un ospedale che però non poteva darle assistenza. Abbiamo assistito a Castelnovo ne' Monti ad una commedia dell’assurdo che lascia a tutti angoscia e amarezza!

"Insieme per il Sant'Anna" con il Comitato "Salviamo le cicogne" condividono la presa di posizione del sindaco Bini. Davanti a questo evidente episodio di disservizio è assolutamente necessario chiedere tutti i chiarimenti possibili, sotto qualsiasi forma, per quanto riguarda l’accaduto; è un atto dovuto nei confronti dei cittadini a cui il sindaco deve rispondere come responsabile dei servizi sanitari del comune. La reazione dei dirigenti Ausl è  irrispettosa e quasi intimidatoria nei confronti delle decisioni del sindaco che come primo cittadino deve essere libero di avere un quadro esatto e preciso dell’accaduto alla signora di Gatta, che, non essendo residente nella nostra regione, non può essere censita e monitorata secondo il famigerato e assurdo protocollo in atto.

E’ ovvio che la tanto evocata “sicurezza” non possa essere garantita su quattro ruote o in volo, ma da una efficiente turnazione del personale dell’ospedale con il S. Maria, come da noi proposto e richiesto a tempi dovuti.

Certo le modalità con cui gli stessi hanno proceduto per dare l’informazione sulle decisioni prese “alle nostre spalle “ non lascia spazio a molta fiducia.

Si pensi alla la chiusura definitiva del punto nascite che ci è stata annunciata il giorno stesso in cui era prevista la riapertura del reparto dopo la chiusura provvisoria che nemmeno gli stessi operatori sanitari mettevano in dubbio; la riduzione del servizio di ginecologia, oggi h12, dopo le dichiarazioni che nulla di altro sarebbe stato modificato, è stata resa nota solo attraverso le esperienze delle pazienti e non ufficialmente dall’Azienda alle istituzioni e ai cittadini, tanto che neppure il sindaco ne era al corrente.

A questo punto siamo noi cittadini della montagna ad essere offesi dall’atteggiamento “fare senza dire” dell’Azienda. Da oggi noi dobbiamo chiedere spiegazione di ogni decisione presa e pretendere sempre la massima trasparenza; noi dobbiamo chiedere che vengano messi da parte tutti gli interessi politici-partitici non allineati alla difesa di tutto l’ospedale Sant'Anna; noi dobbiamo ulteriormente esortare i sindaci dell’Unione dei comuni a battersi per la riapertura del punto nascite e per la tenuta di tutti i reparti del Sant'Anna.

Massima fiducia ai 7000 dipendenti Ausl di Reggio Emilia, mentre la direzione dovrà riconquistare la nostra stima. Aspettiamo impazienti migliori provvedimenti.

(Il gruppo "Insieme per il Sant'Anna")

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È una nostra impressione o è ormai evidente che l'azienda Ausl di Reggio Emilia brancoli nel buio quando si parla di punto nascite di Castelnovo ne' Monti? A forza di non volerne parlare non ci si è resi conto dell'assurdo creato in montagna. Fermatevi e ripartite! Occorre la capacità, e umiltà, da parte dell'Ausl di rivedere e riprogrammare il discorso nascite a livello provinciale! Rimettere la guardia ginecologica h24, a questo punto, sarebbe solo dannoso e un goffo tentativo di tamponare una mancanza creata dall'azienda stessa. Occorre la capacità di una riorganizzazione seria e a lungo termine. Se il dottor Nicolini non ne è capace, se non se la sente o semplicemente se non può... che se ne vada a casa!
Che siano 5, 10 o 40 i minuti di attesa di una partoriente per l'elisoccorso, mai arrivato, comunque sono troppi! Bisogna prendere in seria considerazione il modello Guastalla-Reggio-Castelnovo ne' Monti: tre centri con punto nascite e assistenza pediatrica che garantiscano la tutela sanitaria della mamma e del bambino, e di tutte le emergenze-urgenze che possono presentarsi in una popolazione, in questo caso la gestante può accedere direttamente al pronto soccorso e alla struttura sanitaria senza dover aspettare o a casa o in una piazzola.

(Il Comitato "Salviamo Le Cicogne)

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8 Commenti

  1. Tutto giusto e condivisibile, ora però sarebbe doveroso mettere a conoscenza dei cittadini sia i protocolli di sicurezza che i contenuti dell’esposto.

    (Genitoni Massimiliano)

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  2. Ci fa molto piacere che nella nota del Comitato “Salviamo Le Cicogne” si parli del modello Guastalla-Reggio-Castelnovo Monti, visto che da parte nostra abbiamo più volte citato questi tre poli ospedalieri, che erano previsti dal piano provinciale PAL di qualche tempo fa e dei quali si è poi perso traccia, e sui quali abbiamo ripetutamente insistito per vederli riproposti anche oggi come configurazione territoriale di riferimento, ben sapendo che si tratta di una decisione politica, da risolvere cioè per via politica, ed è per questo motivo che abbiamo sempre respinto l’idea di far ricorso alle vie legali, da qualunque parte arrivasse una tale intenzione, ieri come ora, tanto da dissociarci dall’esposto fatto dal sindaco ai Carabinieri. E se si tratta di una decisione politica va da sé che l’interlocutore naturale, per non dire obbligato, è l’Amministrazione regionale, quella attualmente in carica, almeno fino a quando le prossime elezioni regionali decideranno chi dovrà governarci a tale livello, e dunque la nostra linea è stata costantemente quella di mantenere i contatti con la Regione cercando di convincerla delle buone ragioni del nostro territorio per poter aspirare a mantenere un ospedale comprensivo del punto nascita, anche perché il suo depotenziamento sarebbe in totale contraddizione con il tanto decantato progetto delle aree interne per la valorizzazione delle zone montane, e del resto se si vuole modificare l’accordo tra Stato e Regioni per i punti nascita che non raggiungono i 500 parti anno sempre dalla Regione bisogna passare.

    (Robertino Ugolotti)

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  3. Certi personaggi non li riconosco più! Il 4 marzo è stata la giornata delle metamorfosi (come succede con i bachi da seta). Quando il “famigerato” Genitoni proponeva di contrastare le decisioni regionali proponendo le dimissioni del consiglio comunale è stato tacciato di populismo e di accaparravoti. Ora sono tutti diventati civici e populisti; improvvisamente scoprono che l’Ospedale S. Anna” va difeso anche contro le iniziative altamente democratiche della Regione e dell’Ausl. Ma non c’è da stupirsi; il prossimo anno dovrebbero esserci le elezioni locali e quindi stanno iniziando a lavorare ad hoc. Avevano provato a prendere la scorciatoia per la Regione o Roma (pensa quante promozioni ci sarebbero ora se le elezioni fossero andate diversamente) mentre ora hanno capito che la strada per “fare carriera” è un po’ più complicata. Sforzatevi che ce la potete fare!

    (Dott. Cavana Roberto)

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  4. Notizia del 24/03/2018: sprovveduto legge e per associazione di idee fa un copia ed incolla. Secondo la Corte dei Conti, nel 2016, gli immigrati alloggiati nelle strutture dell’Emilia-Romagna erano 12.259 e quindi, secondo il consigliere leghista Alan Fabbri, ogni mese mediamente “sono stati spesi oltre 12 milioni di euro”.

    (C.A.)

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  5. Carissimi Roberto, Massimiliano, Robertino, ma di cosa vi stupite, le parole usate sono ripetitive e quasi fastidiose, che questo risultato era noto sin da tempo lo si sapeva, ora è solo cambiata una cosa, con mio rammarico o forse gaudio, che quanto da me espresso pubblicamente in questi anni si è avverato. Una sinistra di cui io facevo parte si è sciolta come neve al sole, non perchè questo paese ha rinnegato gli ideali di sinistra, ma solo perchè Renzi, Del Rio, la Boschi non sono la sinistra. Non è la sinistra che io conoscevo, quelle 4 persone che a livello comunale hanno suonato le campane a morto del S. Anna, gli amministratori con la a minuscola che hanno governato la nostra montagna negli ultimi 20 annui, piccoli, dal naso lungo, autoreferenziati e autoreferenziandi. Questi sono coloro che hanno reso possibile lo spopolamento della montagna ed ora sono coloro che dopo il 4 marzo dirigono la banderuola dove tira il vento. Spero che questa lezione faccia capire a chi detiene forse 30 tessere in montagna che si è fatta l’ora di andare a casa, porgendo le scuse al popolo della montagna, per manifesta incapacità, anzi proporrei un tribunale popolare che giudichi l’operato di costoro. Cordialmente.

    (Roberto Malvolti)

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    • Eseguivano ordini. “Nostre battaglie in Ue non erano per l’interesse dell’Italia, ma perché ritenevamo fossero interesse dell’Europa”; è una dichiarazione del Pd @pdnetwork. Non è questione di incapacità. È necessario inquadrare i fatti nel loro contesto. Quando la sinistra fa politiche di destra, se ne avvantaggia solo la destra. In tutta Europa i partiti socialdemocratici che, per primi, hanno sostenuto l’euro – e cioè il taglio dei salari e del welfare a danno dei lavoratori – e a favore della grande finanza, ad iniziare dall’Spd, stanno sparendo, travolti dal “populismo”. Che non è altro che il “popolo” che cerca di difendere i suoi interessi, visto che chi doveva farlo pensa ad altro.

      (Commento firmato)

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  6. Ma scusate, questo Nicolini opera all’interno di una struttura pubblica? E’quindi al servizio dei cittadini? Se così è dobbiamo tassativamente mandarlo a casa in quanto non all’altezza professionalmente… probabilmente lo è politicamente. …quindi un dirigente lo si può licenziare con estrema tranquillità contrattualmente, non ha paracadute sindacale.

    (g.m)

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  7. Caro Sig. g.m., rimango commosso al pensiero (o speranza) che quello che dice (quindi un dirigente lo si può licenziare…) possa un giorno avverarsi. Deve sapere che i direttori delle Ausl sono ancorati alle poltrone forse più dei politici e non ce ne accorgiamo perchè, dopo un certo periodo di lavoro in una Ausl (sia positivo che negativo), vengono spostati in altre Ausl. Non mi risulta che nessuno (in caso abbia fatto c….te) abbia dovuto pagare in termini di posto di lavoro (licenziamento) o economicamente. Anzi, alcune volte il tutto si chiude con un bilancio al risparmio (naturalmente con tagli per i servizi ai cittadini), quindi plauso al direttore che ha fatto risparmiare, direttore a cui prima di andar via si paga un incentivo (perchè ha fatto risparmiare). Vi ricordate tutto il casino che fece “Striscia la notizia” sull’Ospedale di Ferrara (Cona) costruito su una palude per cui penso debba ancora usare idrovore per bonificare il terreno sottostante? Beh, il direttore Ausl di allora fu poi promosso all’Umberto I di Roma, l’ospedale per cui poi scoppiò il casino dei topi in giro per la struttura. Che direttore sfortunato! Una sfortuna dietro l’altra! Quelli sono nominati dalle forze politiche e possono avere l’unico controllo dai sindaci locali che possono ostacolarli nelle decisioni mettendosi “di traverso” per il bene del territorio. Vi ricordate l’ultimo PAL per cui dovevano rimanere e venire potenziati gli ospedali di Guastalla e Castelnovo ne’ Monti, oltre all’Ospedale centrale S. Maria? Invece si sono “messi di traverso” i sindaci e Correggio, Montecchio e Scandiano non li hanno mica chiusi. Perchè? Perche “cane non mangia cane!”. Tra di loro parlano, fanno finta di questionare e di arrabbiarsi, organizzano fiaccolate, tavole rotonde e la menano, la menano fintanto che ti convincono anche che lo fanno per il tuo bene, ma poi tutto finisce… “a tarallucci e vino”. Quindi per finire vorrei avere l’entusiasmo, la speranza e la forza che trasmette g.m. nel suo commento, ma in questi anni ho perso tutto questo perchè ne ho viste “di cotte e di crude” (io ho lavorato e continuo a lavorare in quegli ambienti, in provincia e fuori provincia).

    (Dott. Cavana Roberto)

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