Castelnovo e l’agricoltura: l’importanza del lavoro sostitutivo (di Enrico Bussi)

Nella Commissione agricoltura del Comune il Sindaco Enrico Bini ha presentato un evento programmato dall’Unione montana.

Il perno dell’Area pilota Appennino emiliano intende radunare in ottobre a Castelnovo le 72 Aree pilota per la Strategia Nazionale Aree Interne-SNAI per presentare il progetto Montagna del latte in fase di avviamento con risorse delle aziende singole e associate e contributo del Piano di Sviluppo Rurale, finanziato da UE, Stato, Regione.

C’è attenzione per la filiera foraggio-formaggio Parmigiano Reggiano che regge l’intera società montanara e nel frattempo il Comune rilancia produzioni minori col Mercato Contadino e iniziative per la biodiversità saranno presenti durante Felina Città Slow, Notte Rosa, Fiera di San Michele.

La Commissione ha discusso aspetti problematici per quanto riguarda i rapporti tra centri urbani e campagna, le condizioni delle aziende agricole e il bisogno di rinnovare i servizi pubblici. Da un lato le aziende agricole per produrre latte si sono ridotte di numero e allargate, sono cresciuti il peso, la qualità del lavoro e l’isolamento. Dall’altro lato non sempre è stato felice l’inserimento di nuovi edifici, sia quelli per l’agricoltura, sia per altri abitanti stabili o con la seconda casa.

Amministratori e architetti si sono adoperati per sviluppare l’edificazione, ma il nuovo paesaggio in generale è molto peggiorato e lo si vede bene se per esempio si guarda Castelnovo dalla Pietra o si discute di come e quali tipi di case sono state costruite attorno al caseificio del Casale, del Casino, nelle nuove espansioni di Felina e così via. Adesso è possibile solo qualche rimedio, molto difficile da ottenere dai cittadini mentre i contadini per loro natura sono più orientati ad agire.

Occorre tutelare la loro presenza non sostituibile, serve riprendere proposte volte a migliorare la progettazione dei ricoveri per animali e mezzi, è possibile ottenere miglioramenti in quelli esistenti fornendo servizi capaci di mettere ordine e di utilizzare in modo opportuno il verde.

C’è poi da difendere il carattere del borgo rurale reso interessante dalla storica esperienza di condividere cortili e passaggi, però insidiato dall’arrivo dello stile di vita introdotto nelle aree urbane con la diffusione di recinzioni e diritti esclusivi che a volte si estendono a offendere la campagna precludendo la funzione storica delle strade vicinali e delle lavorazioni. Nuove norme e regolamenti si possono affrontare raccogliendo contributi da operatori, professionisti, organizzazioni, enti per imitare la zone montane dei Paesi europei avanzati dalla Svizzera all’UE.

La prima novità da introdurre nei servizi è quella del lavoro sostitutivo per esigenze domestiche e lavorative nell’azienda agricola famigliare che alleva animali da latte. L’azienda agricola familiare è divenuta preziosa in ogni parte del mondo e l’Assemblea dell’ONU ha di recente approvato la Risoluzione che sollecita ogni istituzione pubblica a prendere apposite iniziative di sostegno durante il decennio 2018-2028.

Le famiglie che fanno vivere il nostro territorio sono impegnate ogni giorno in una campagna sempre più svuotata, senza più le collaborazioni di un tempo mentre servono capacità adeguate alle nuove esigenze famigliari, alle tecnologie usate in stalla e nei campi.

Durante il confronto con le delegazioni di 10 Paesi europei, svoltosi in marzo a Marola e a Felina, è stato messo in risalto il lavoro sostitutivo inserito tra le forme di servizio sostenute dall’intervento pubblico per far fronte ai bisogni riguardanti la salute, l’educazione dei figli, il riposo, l’aggiornamento permanente di giovani e anziani. La nostra Area pilota si regge sulla Montagna del latte ed è l’occasione per introdurre questa innovazione.

Ci sono le competenze necessarie in ambito sanitario, educativo per poter studiare il nostro ordinamento, raccogliere esempi, impostare la formazione nelle diverse competenze, organizzare forme associative e giungere a un progetto con la possibilità di essere finanziato dalla SNAI e dalla nuova Politica Agricola Comune che sta per essere varata.

Enrico Bussi

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Un Commento

  1. Buon intervento, però credo che pochi abbiano chiaro in che termini pratici, sottolineo pratici, il progetto pilota aree interne si manifesterà. Ovvero: se ne parla da più di un anno, io risultati concreti non ne ho visti. Aumentano gli allevatori? Si crea occupazione? Pagano meglio il latte (non credo sia merito delle aree interne)? Lei, sig. Bussi, può farmi qualche esempio?

    (MA)

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