A scuola di libertà: in memoria di Giorgio Gregori a 20 anni dalla morte

Mercoledì 16 maggio la sala civica del Comune di Casina ha ospitato un incontro in ricordo di Giorgio Gregori. Fra i partecipanti Giuseppina Gentili, dirigente scolastico dell’Istituto Comprensivo che ha sostenuto l’iniziativa progettuale di tutte le classi quinte delle scuole primarie dell’Istituto. Insieme alla preside erano presenti Giovanna Caroli, ricercatrice e collaboratrice di Giorgio Gregori nella Sezione di Storia Locale di Casina, e Anna Gregori, figlia del professore e docente di Lingua e Letteratura inglese presso l’I.C. Cattaneo Dall’Aglio.

Durante l’incontro - avvenuto in collaborazione con la Biblioteca Comunale “Sincero Bresciani” di Casina - è intervenuto il Presidente dell’Associazione culturale “Insieme per Pianzo” Rubens Filippi che ha voluto dedicare al fondatore dei Quaderni Storici Sarzanesi una targa a ringraziamento dell’opera di valorizzazione della Pieve di Pianzo, a cui Gregori ha dedicato il volume Pianzo e la sua Chiesa.

Gli alunni di Casina e Paullo, Carpineti e Valestra hanno lavorato sui temi della Costituzione, della cittadinanza attiva e democratica con un progetto – L’eco di una voce vicina. Giorgio Gregori – che ha legato insieme la Costituzione della Repubblica Italiana giunta al suo settantesimo compleanno, la staffetta partigiana Giovanna Quadreri, la figura e l’opera del professore di Casina.
Partendo dal nome dell’istituto frequentato, i ragazzi dei quattro plessi scolastici hanno riflettuto sui principi fondamentali della Costituzione e hanno iniziato a conoscere Giorgio Gregori. In che modo? Attraverso la lettura dei brani più significativi di Due anni in terra straniera, un diario edito dal Comune di Casina dove Giorgio ha raccontato la sua esperienza come prigioniero di guerra in Germania fra il 1943 e il 1945 e una narrazione di Emanuele Ferrari, che ha visto coinvolti i bambini delle quattro classi nel ricreare la storia insieme allo scrittore, già autore del testo teatrale Un posto dove guardare ispirato al libro Due anni in terra straniera. Alla fine, dopo una selezione, gli alunni hanno riassunto e illustrato con dei disegni gli episodi più significativi del libro.

Il diario racconta, come nel susseguirsi delle immagini di un potente film di guerra, la vicenda di un uomo che dopo l’8 settembre 1943 venne catturato dai Tedeschi e deportato in un campo di prigionia in Germania fino al 2 giugno 1945. Nel corso di due anni cambiò più volte diversi luoghi di carcerazione; dapprima stalliere divenne poi operaio in un’industria chimica. Il libro (“una lettura avvincente, un romanzo vero” come lo definì Salvatore Fangareggi) ha colpito i bambini per aver saputo cogliere come istantanee della memoria momenti di un tempo di guerra dove le persone non venivano più considerate come tali e anche i bambini venivano usati per lavorare.

Il confronto con il testo è stato significativo per comprendere come la conquista della libertà e dei valori fondamentali contenuti nella carta costituzionale sia stato un cammino lungo, difficoltoso, raggiunto grazie a dei “maestri di libertà”.

L’incontro con chi ha conosciuto e amato il prof. Gregori -la figlia Anna, le professoresse Caroli e Gentili sue “allieve” nella Sezione di Storia Locale di Casina fondata agli inizi degli anni Ottanta proprio da lui- ha approfondito metodi e motivazioni della ricerca storica, in particolare il valore civile dell’azione e dell’impegno del prof. Gregori; soprattutto ha fatto emergere ulteriormente la grande sensibilità e cultura dell’autore del diario, il suo spessore umano. I ragazzi si sono interessati al vissuto del prigioniero e dei suoi cari, quali erano le emozioni e i sentimenti dei protagonisti di questa pagina di storia, dimostrando interesse e partecipazione attiva.

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