Pd Carpineti: esternalizzare il servizio di assistenza domiciliare Sad scelta miope, fatta solo per motivi di risparmio

Riceviamo e pubblichiamo.
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Il comune di Carpineti, senza un reale confronto con la popolazione,  sta dando corso alla decisione di esternalizzare il servizio di assistenza domiciliare SAD. Anche in questo caso siamo di fronte a una scelta miope, fatta solo per motivi di risparmio. Il servizio funzionava con risultati riconosciuti di qualità, ora invece le tre operatrici che si occupavano dei bisogni degli anziani di Carpineti al loro domicilio, sono state messe in ferie in attesa di capire quale sarà il loro futuro lavorativo. Altri comuni che pure hanno scelto di esternalizzare il SAD, hanno  sempre coinvolto preliminarmente  il personale, per  concordare se entrare in altre attività dell’amministrazione o se collaborare con i soggetti economici,  che subentrano nell'attività  di SAD. Questo momento di confronto ed accordo con i dipendenti in questione non è stata attuato con il personale di Carpineti. Se le tre operatrici SAD non saranno proficuamente impegnate, dove finirà il risparmio della assegnazione dei compiti SAD ad un privato?
L’esternalizzazione del SAD è un altro passo nella direzione del depotenziamento dell’ASP Don Cavalletti. Giorno dopo giorno, settimana dopo settimanae, senza una visione di insieme della realtà sociale a cui va incontro la nostra comunità: invecchiamento, famiglie fragili, solitudine,  le scelte del Comune di Carpineti portano la struttura a perdere capacità operative e professionalità. A partire da Gennaio 2018, dopo la chiusura di 4 posti letto a libero mercato sono stati persi 1 infermiere e  5 operatori. Inoltre, gli uffici dell’ASP sono sostanzialmente vuoti con evidenti riflessi sulla effettiva capacità di governo della struttura. Infatti, se un tempo la struttura era guidata da un direttore a tempo pieno, 2 amministrativi e 2 coordinatori, oggi abbiamo solo una direttrice che opera a tempo parziale e 1 coordinatore.
Vorremmo sapere dalla proprietà quale sia la situazione attuale dell’organico della struttura e chiediamo che venga  finalmente quantificato  il dato di chiusura del bilancio 2017. Chiediamo che il Comune di Carpineti ripristini la capacità operativa della struttura e interrompa la politica dei tagli e lo svuotamento di funzioni  dell’Istituto Don Cavalletti. Sono state raccolte le firme di oltre 800 cittadini che chiedono di rilanciare il Don Cavalletti e un tavolo di lavoro sta operando per trovare soluzioni ai problemi dell’Istituto. Crediamo che l’Amministrazione di Carpineti, prima di fare scelte che peseranno sulla qualità dei servizi necessari ad una popolazione sempre più anziana, debba rispondere a queste domande e sia chiamata a tenere finalmente conto prioritariamente dei bisogni della popolazione, del servizio fornito agli ospiti e del rispetto dei lavoratori.
(Guido Tirelli - coord. PD Montagna. Dario Bottazzi - segr. PD Carpineti)
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4 Commenti

  1. Buonasera, ma se non ricordo male anche Vetto e Castelnovo hanno esternalizzato il SAd. Quindi per capirci se lo fa un comune filo Pd tutto tace? Ahh, coerenza questa sconosciuta!!

    (Marina)

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  2. Ho letto proprio qui su Redacon che il sindacato ha giustificato il rifiuto della RSU Don Cavalletti di non andare all’incontro proposto dal sindaco di Carpineti perché è in atto un tavolo tecnico e tutto ciò che riguarda l’Asp, dice il sindacato, deve essere discusso lì; adesso il Pd si lamenta del contrario. Ma si può sapere chi conduce nel tavolo tecnico, il Pd o il sindacato? Posso confidare in una risposta? Grazie.

    (Rossi)

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  3. Carpineti è solo l’ultimo comune che esce dal Sad. Dopo Vetto, Casina e Castelnovo (forse dimentico qualcuno) il destino del Sad era segnato in quanto da solo Carpineti non poteva sostenerne l’onere. Quindi la responsabilità è da dividersi tra tutti i comuni che ne usufruivano i servizi. Concordo con Tirelli che la scelta è stata esclusivamente economica come lo è l’eventuale uscita del pubblico dalla struttura di Poiago, a favore delle cooperative private.

    (Alessandro)

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  4. Le scelte di austerità dei governi, da Monti in poi, in sostanziale continuità, hanno determinato, con il taglio delle risorse degli enti locali, la serie di esternalizzazioni dei servizi che erano gestiti in proprio. L’obbiettivo era esattamente quello: privatizzare i servizi locali. Il Pd, con Bersani precursore, ha sempre sostenuto questa scelta. Quindi? Obbiettivo raggiunto; di cosa ci meravigliamo? Piuttosto, vediamo se, con il cambio di governo, alla lunga cambierà qualcosa.

    (Commento firmato)

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