Truffa a Unicredit: una 63enne la presunta responsabile

Nonostante manchi ancora una nota ufficiale degli inquirenti e dell’Unicredit, la vicenda della presunta truffa avvenuta alla filiale castelnovese dell’istituto si arricchisce di nuovi particolari. Pare che la responsabile degli ammanchi, che potrebbero avere una consistenza superiore al milione e mezzo di euro, sia una ex impiegata 63enne, titolare anche di altre attività e dimessa forzosamente dall’istituto poco prima della pensione. Gli investigatori sono al lavoro per capire se possa trattarsi di una distrazione di fondi dirottati verso un utilizzo privato, addirittura con bonifici firmati a suo favore, oppure di investimenti fatta dalla stessa signora non adeguatamente spiegati ai correntisti e non andati a buon fine.

Può una persona da sola avere fatto tutto questo? Si valutano anche altre ipotesi investigative, con la ricerca di eventuali complici. L’indagine condotta dal sostituto procuratore Stefania Pigozzi è per truffa e appropriazione indebita, ma sin qui pare non abbia ancora rinvenuto il denaro mancante che, comunque, non si trova nei conti della donna. Potrebbero essere stati fatti investimenti sbagliati a insaputa dei correntisti?

A differenza del caso Ina Assitalia si tratterebbe comunque di un numero ristretto di persone, forse 5 (come le denunce raccolte) o poco più, tra i quali soprattutto facoltosi castelnovesi che, a loro insaputa, avrebbero firmato incosapevolmente carte che si sarebbero rivelati bonifici.

La banca, della quale non ci sono note ufficiali in merito, collabora con gli inquirenti nelle indagini, oltre ad avere denunciato e rimosso la dipendente infedele nelle e sta vagliando i conti di tutti i correntisti per individuare eventuali operazioni sospette.

Intanto Federconsumatori assieme ad Adiconsum preannunciano “un incontro aperto con chi è incappato in questa nuova vicenda negativa”: si terrà mercoledì pomeriggio al centro sociale di Castelnovo Monti, l’invito delle associazioni è a “chi ha avuto problemi in questa filiale a rivolgersi alle associazioni dei consumatori per consulenza e assistenza”.

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