Criticità idrogeologica in Enza: serve acqua subito. Appello alla politica regionale e locale dai Consorzi irrigui

I Consorzi irrigui e di miglioramento fondiario della Val d’Enza esprimono la loro preoccupazione per la situazione idrica e sul tema invasi.

“Dopo la positiva conclusione del tavolo tecnico della Regione Emilia-Romagna per giungere a uno studio che definisca l’effettivo dimensionamento dell’invaso di Vetto, registriamo:

  • la mancanza di comunicazioni sui tempi di avvio e conclusione del fabbisogno idrico della Val d’Enza, propedeutico alla riprogettazione dell’invaso
  • l’insensibilità della Regione Emilia-Romagna, tramite Arpae, a derogare al Deflusso minimo vitale del torrente Enza per fini irrigui. In questo modo quello che non è un fiume è considerato tale e, dopo 500 anni, si è fatta cessare la disponibilità di acqua nell’ecosistema dei Prati stabili
  • l’avvento dei primi fenomeni siccitosi nella terra dei secolari prati stabili e l’insufficienza delle precipitazioni a suo tempo previste e, quindi, l’avvento degli annuali e ripetuti danni alla migliore foraggicoltura del Parmigiano Reggiano (è di 280 milioni l’indotto tra le due rive dell’Enza) e delle ortofrutta del territorio”

“Per questo chiediamo:

  1. che ci siano comunicati tempi certi per la definizione dello studio sul fabbisogno idrico della Valle dell’Enza
  2. che sia attivata la possibilità di derogare solo per il mese di agosto al minimo deflusso vitale a beneficio dell’ecosistema della media Valle dell’Enza
  3. considerato che i canali hanno anche valenze igienico sanitarie, l’attivazione della politica locale, a iniziare dai sindaci, e regionale a beneficio del sistema agricolo, ambientale e civile

Mattia Reggiani, presidente dei Consorzi irrigui e di miglioramento fondiario della Val d’Enza

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Un Commento

  1. Egr. presidente Mattia Reggiani, i paesi a valle, le terre del Parmigiano Reggiano e i paesi montani sono con te, sei rimasto la nostra speranza contro chi lotta da anni, con il mantello ambientalista, per porre fine alla millenaria storia dei prati stabili da cui si ricava il il Re dei Formaggi, il Parmigiano Reggiano e per trasformare l’alta Valle dell’Enza da terra della Valle Dei Cavalieri a terra di lupi e cinghiali; a Vetto non avremo più il paese di Vetto ma il cimitero di Vetto e lo stesso vale per Ramiseto e Palanzano. Caro presidente Mattia, cari reggiani e parmensi, sappiate che oggi, 4 agosto 2018, si avrebbero a Cerezzola dagli 8 ai 12 metri cubi al secondo di acque limpide di montagna per gli usi irrigui e idropotabili e non 0,5 mc al secondo come si avrà ora. Domani sono due mesi che il tavolo tecnico ha sottoscritto l’accordo in Regione; da allora silenzio assoluto; ma qualcuno a Bologna ci pensa che quando la terra ha sete bisogna dargli da bere?; vorrei vedere costoro se quando hanno sete bevono o se preferiscono lasciarsi morire di sete.

    (Franzini Lino)

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